mercoledì 26 agosto 2009

Possibile o probabile.


Tra gli innumerevoli oggetti di uso comune che hanno subito un'evoluzione e, in alcuni casi, una profonda trasformazione per mano della tecnologia, uno sembra continuare a sfuggire a qualsiasi cambiamento: i libri, forse perché sono già oggetti perfetti così come sono.
Ne parlai tempo fa QUI.
I libri che acquistiamo e leggiamo oggi sono del tutto identici a quelli di dieci, venti o cinquanta anni fa.

Ma oggi i tempi sembrano maturi per imprimere una grossa svolta a questo supporto, che potrebbe avvenire prima ancora di quanto non immaginiamo.
Immaginate un libriccino, leggero e poco più ingombrante di un taccuino, che tutti che ci portiamo a spasso come un cellulare.
Possiamo leggerci il giornale scaricandolo da casa o dalle edicole, possiamo leggerci i libri scaricati in libreria senza negarci il piacere di una bella visita alla Feltrinelli gironzolando tra gli scaffali (sfogliandoli come oggi si fa con le schermate di un iPhone), possiamo usarlo come navigatore quando passeggiamo in luoghi che non conosciamo, Possiamo scattarci fotografie e conservarle come in un album, possiamo visualizzarci filmati e presentazioni col bluetooth, telefonare, fare conti, prendere appunti, eccetera eccetera.
Girato tra Parigi e Bruges, questo cortometraggio è un brillante esempio di 'futuro mostrato' e racconta le  vicende di una coppia nell'era del libro digitale, che fa invecchiare in un attimo qualsiasi reader di e-book attualmente sul mercato.
Il cortometraggio è stato realizzato per iniziativa del gruppo Editis e ha come obiettivo principale quello di lanciare una riflessione sulle innovazioni "probabili" del futuro... prossimo e remoto.
Ovviamente Editis non può affermare con certezza che saranno "possibili" o che non ci saranno altri sviluppi, ma intanto apre mirabilmente il dibattito con questi 9 minuti eccezionalmente ben girati e montati.
Dategli un'occhiata.

17 commenti:

Nihil ha detto...

Davvero geniale se potessimo utilizzare un mezzo del genere per la diffusione di contenuti e cultura. Abbattendo i costi di stampa e di trasporto dei libri cartacei si potrebbe davvero rendere la cultura e la conoscenza alla portata della mano di tutti. Se il device costasse poco, non facesse bruciare gli occhi leggendolo per qualche ora ed avesse una batteria a lunga durata, sarebbe il mio prossimo acquisto; gli attuali e-book reader non mi soddisfano per niente. Voglio la botte piena e la moglie ubriaca?

CyberLuke ha detto...

I tre requisiti da te isolati sono in effetti i punti chiave, assieme alla massima compatibilità on il maggior nuumero possibile di opere sul mercato (ma immagino quante case editrici, soprattutto piccole, esulterebbero nel poter vendere i loro libri senza sostenere le spese di stampa, trasporto e distribuzione).
La rivoluzione sarebbe analoga a quella tuttora in atto nel mondo della musica: il supporto fisico (con tutti i costi ad esso connessi) è destinato a sparire, e si veicoleranno solo i contenuti.
È elementare, ed è sotto gli occhi di tutti.
All'inizio, anche i lettori mp3 costavano molto di più di un cd. E ora l'iPod è uno degli oggetti più diffusi al mondo.
È lecito pensare che, a fronte del prezzo del device relativamente alto, da quel momento si smetterà di pagare carta, rilegatura e spese connesse e si acquisterà solo l'opera.
Sta ai tecnici realizzare uno schermo che non affatichi la vista (ma immaginate che sarà possibile, ad esempio, ingrandire il corpo dell'intero libro rendendo agevole la lettura per chiunque) e una batteria che duri almeno 12 ore filate.
Incrocio le dita,

Anonimo ha detto...

In realtà lettori di ebaook che non stanchino la vista già esistono, sono quelli basati sulla tecnologia epaper (e fra l'altro, consumano energia solamente per il cambio della pagina, non per mostrarla, quindi le batterie durano abbastanz a lungo). Peccato però che siano unicamente in bianco e nero (al massimo 16 gradi di grigio), ma soprattutto che siano ancora molto costosi e lenti (2 secondi per cambiare una pagina!).

Speriamo nel futuro.

CyberLuke ha detto...

Infatti: quando parlo di "tempi maturi" alludo esattamente a una tecnologia di supporto accessibile ed efficiente, che costringa anche l'utente a qualche compromesso ma che non gli faccia rimpiangere il media da cui proviene, esattamente come è avvenuto per il passaggio dalla musica ascoltata su compact disc alla musica codificata in mp3.
Un filmato come quello dell'Editis mostra molti (ma non tutti) i vantaggi derivanti da un sistema di nuova concezione.
Probabilmente c'è ancora qualche anno da aspettare, ma il concept mi sembra quanto mai verosimile.

Roberta la Dolce ha detto...

Mi sembra una cosa fantastica!! Ho sentito del primo Ebook Reader con inchiosto elettronico a colori, che potrebbe essere il "progenitore" del favoloso libro elettronico mostrato nel filmato...
Anch'io ci credo molto, e quando uscirà ci cambierà la vita come successe col cellulare.
Speriamo bene! ;-)

Gabriele77 ha detto...

Sì, è indubbiamente interessante come concept, ma lo vedo ancora lontano.
Prendi il miglior eBook reader attualmente sul mercato, il Kindle di Amazon.
Ha dei difetti che definirei congeniti che difficilmente gli permetteranno di diventare un prodotto per tutti.
Ne elenco alcuni:
——————
1) Funziona solo negli USA
2) E’ sostanzialmente un sistema chiuso
* non e’ possibile stampare alcunche’
* non e’ possibile trasferire dati dal Kindle ad un altro dispositivo … nemmeno un altro Kindle
* … insomma e’ un’appendice al negozio di Amazon
3) non legge i PDF … che essendo l’attuale standard di fatto per i documenti , e’ come se un cellulare non accettasse le schede SIM…. insomma una pecca GRAVISSIMA
4) Costa troppo…. 359 dollari in Europa diverranno sicuramente 359 Euro …. Troppo, considerate che con quei soldi si compra un ottimo netbook
con la batteria a 6 celle che dura almeno 6 ore.

CyberLuke ha detto...

Il Kindle è, secondo me, solo un inizio, e ha tutti i tipici difetti di gioventù.
Credo che in un futuro prossimo assisteremo ad una convergenza in unico device di eBook reader, telefono, e navigatore, e guarderemo al Kindle come un primo, rozzo tentativo.
Non sarà una strada facile, ma credo la direzione sia quella.

Luca B ha detto...

nihil:

c'è tanta cultura in giro che costa poco e niente, e la massa della gente i soldi che ha li spende comunque in cazzate (fare un giro in centri commerciali e negozi in centro o periferia per rendersene conto, ma anche in ristoranti, pizzerie e "pub").

se la cultura non si diffonde è proprio perché (esclusi i presenti) la gente è cogliona, tutto qui. quindi non sarà un mezzo diverso a favorirne la diffusione. anzi, sarà un mezzo di diffusione di roba becera, com'è stato per radio, televisione ecc.. il mercato è quello.

semmai sarà una comodità in più per chi è già "colto". anche se non ce lo vedo il fine umanista che impara ad usare un accrocco elettronico.

per ora il problema è il costo. d'altro canto se penso che due anni fa ho comprato un lettore mp3 da un giga pagandolo 50 euro pensando a ragione che fosse regalato, e che nel dicembre 2008 ne ho comprati 2 da due giga ad un quinto del prezzo, immagino che basterà aspettare un paio d'anni.

l'altro problema è la gestione del copyright. i produttori vanno in vacca per gestire i soldi delle canzoni e dei contenuti audiovideo (voglio dire, se non ci pensava mac con l'iphone ancora stavano lì che non sapevano come fare, e le chiamano "major"...), figuriamoci quelli dei contenuti testuali.

prepariamoci semmai a qualche furbacchione che inventa il modo di inserire pubblicità anche nei "libri".

Nihil ha detto...

luca,
c'è tanta gente che legge i libri pur non appartenendo alla risma dei "fini umanisti", me compreso, a cui gioverebbe un mezzo del genere.
Sicuramente se il sistema prenderà piede, i prezzi col passare del tempo - e l'aumentare della domanda - scenderanno sicuramente: su questo, come dici tu, non ci piove.
Per quanto riguarda l'inevitabile cancrena chiamata "igustidellagente" c'è poco da fare... il popolo reclama ed i produttori rispondono. Se siamo scemi non è per colpa della defilippi, di buona domenica o dei giornali spazzatura: la colpa è della gente che li chiede, perciò amen. Invece di leggere sull'ebook novella 2000 o l'ultimo di moccia, comprerò l'idiota di Dostojevski; degli altri, come al solito, me ne frega un tubo. Bene o male i contenuti per non lobotomizzati ancora si trovano.
Pubblicità sui libri? Ben venga, se servirà ad abbassare ulteriormente i prezzi.

Gloutchov ha detto...

Non si tratta sicuramente di tecnologie di ultimo grido. Già negli anni ottanta erano utilizzate nei palmari... già negli anni ottanta si parlava di ebook.
In questi mesi, poi, una società americana ha promesso che metterà in vendita il primo newspaper elettronico. Si tratta di un lettore di ebook flessibile, arrotolabile, proprio come fosse un quotidiano. Si potrà comprare in edicola, o ricevere in abbonamento, il proprio giornale e scaricarlo sul lettore in questione (ne ho parlato sul mio blog qualche mese fa)... forse questa è la strada che potrebbe aprire un varco efficace agli ebook per il mondo consumer. Un altro varco potrebbe giungere dall'educazione. Visti i costi dei testi scolastici (che son sempre uguali e rinnovano solo le copertine), un lettore di ebook nello zaino degli studenti salverebbe la loro schiena e il portafogli dei genitori.

Tutto ciò, però, stenta a decollare... perché? Perché, io credo, c'è bisogno di energia.
Io leggo ebook sul mio iPod Touch e, se rimango due orette a leggere vedo la batteria scendere su livelli pericolosi.
Insomma, questi begli aggeggi elettronici saranno emozionalmente belli ma, se voglio passare un pomeriggio a leggere, devo fare i conti con una batteria che mi impedirà di farlo. Un libro di carta, invece, non ha limiti.
Senza contare che le batterie, quelle agli ioni di litio hanno grandi prestazioni ma, in fase di carica, sono pericolose... possono surriscaldarsi e fare bummm... lo ha dimostrato iPhone, i portatili Sony, e... beh, tanti altri device elettronici messi in carica vicino a oggetti infiammabili.
Forse questo problema non è sotto gli occhi del normale compratore ma, credo che le aziende costruttrici ne siano consapevoli.
Il display e-ink... Bello questo display, non consuma praticamente energia ma per quanto si parli di averlo a colori molto presto, quello non arriva. Se, come dicevo prima, sarà il mercato consumer ad aprire le porte, i lettori dovranno essere pronti a mostrare riviste patinate, fumetti (online se ne trovano già tanti) etc etc... il colore è fondamentale.
Poi... non so voi, ma il mio iPod Touch è sempre trattato con i guanti della festa. Il mio terrore è che cada e si rompa il display. Se un libro cade per terra, lo riprendi e continui a leggere. Se un lettore di ebook cade per terra... probabilmente dovrai andare in un negozio e comprarne un altro.
Il prezzo, invece, per quanto alto, mi pare comunque non eccessivo. Se penso a quanto mi è costata la libreria che ho in casa, già satura di libri... (ho più di 500 titoli) oddio, probabilmente un Hard Disk di backup e un lettore di ebook sarebbero tranquillamente concorrenziali ma... capisco che è l'impatto del dover tirare fuori la carta di credito a far sembrare l'oggetto super-costoso.
Insomma. Non è detto che il nuovo superi in praticità il vecchio. Forse le nuove generazioni, se abituate a studiare su apparecchi di questo tipo, potrebbero fungere da punto di volta per questa tecnologia. Chi lo sa.

Christian ha detto...

x Gloutchov: l'e-ink a colori è più vicino di quanto crediamo. Leggi qui:
http://punto-informatico.it/54867/PI/News/carta-elettronica-ora-colori.aspx

CyberLuke ha detto...

Gloutchov, le tue osservazioni sono assai sensate.
Personalmente, credo che l'ebook reader ideale non assomiglierà né ad un supporto arrotolabile (personalmente, lo trovo poco pratico) né all'attuale kindle di Amazon (che se cade, 7 su 10 si rompe).
La soluzione ipotizzata da Editis, anche se solo un concept, mi sembra quella più destinata al successo: un oggetto simile a un libro, con due schermi affiancati, sottili e protetti in caso di caduta dalla "copertina" che potrebbe essere in un polimero resistente.
iPod e iPhone hanno schermi in vetro, non è detto che l'eBook reader non possa utilizzare la plastica.
Come dicevo, un'autonomia di 12 ore è l'obiettivo da raggiungere; gli ostacoli da superare sono di ordine tecnico, a questo punto.
Naturalmente, se si creerà interesse attorno a un device del genere, ci sarà ricerca in questo senso, e i modelli miglioreranno di anno in anno.
Il kindle è un oggetto coraggioso e ancora troppo limitato, ma è un inizio.
La "chiusura" del dispositivo, invece, direi che è una scelta obbligata se si vuole tutelare il diritto d'autore: potrà essere possibile, ad esempio, stampare copie cartacee di parte o di tutto il testo, ma non trasferirlo digitalmente a un altro eBook reader.

Maura ha detto...

A me sembra una grande idea, anzi, è più che un'idea, è una logica evoluzione.
Già, il famoso eBook tanto ingiuriato, bistrattato soprattutto e soltanto in Italia (siamo veramente un Paese che non perde mai l'occasione per essere arretrato) ovunque ti giri esiste, s'impone e si sviluppa.
Ormai le tecnologie sono mature (anche se non al livello di quelle presentate nel filmato, magari), sono disponibili sul mercato vari apparecchi dedicati alla lettura dei libri elettronici (come il BEBOOK (http://ebookstore.simplicissimus.it/bebook_ereader) che costa come un iPod, che offrono uno schermo in "carta digitale" non solo una definizione di carattere superiore a quella di una pagina stampata ma consentono di leggere anche in pieno sole, insomma proprio come un libro tradizionale con in più il fatto che in questi apparecchi della dimensione di un libro, pesanti un paio di etti, si possono memorizzare cinquecento e più libri... non so per voi, ma è il mio sogno.
Inoltre vedo l'ebook la scappatoia perfetta per autori ed editori per uscire finalmente dalla trappola in cui si ritrovano oggigiorno: liberàti una volta per tutte dai costi di stampa e di edizione, tanta più gente potrà essere pubblicata, acquistata e fruita.
Insomma, difetti in questa evoluzione, ne vedo proprio pochi.

dactylium ha detto...

Luca B mi ha tolto le parole di bocca.

Pensate che un dispositivo tecnologico unito alla possibilità di ridurre i costi di acquisto (tagliando le spese di distribuzione e supporto) possa davvero allargare la cultura?

Non è una provocazione, davvero, solo una domanda.
A me, personalmente, qualche dubbio resta.
Ma forse sono solo un inguaribile pessimista.

Ciao, dacty

CyberLuke ha detto...

Non ne farei tanto una questione culturale, almeno non più di quanto il passaggio da musica "inscatolata" nei cd a quella "virtuale" sublimata nell'mp3 che viaggia per la rete abbia incrementato la diffusione della musica.
Come dice Maura, è semplice evoluzione, o, se preferite, progresso.
E il progresso porta sempre ed inevitabilmente a cambiamenti anche profondi nella società e nella cultura.
A mio parere, stiamo assistendo ad una transizione importante, anche se in genere queste cose accadono molto lentamente ed è difficile rendersene conto... anche i primi lettori mp3 non vendevano niente e l'iPod ci mise quasi due anni a decollare.

Davide Mana ha detto...

Interessantissimo filmato (che scipperò e posterò sul mio blog).

Due osservazioni volanti.
Primo: gran parte delle tecnologie mostrate nel filmato sono già disponibili (alcune da oltre un decennio). Forse l'unico elemento davvero futuribile è il lettore.
Secondo: gran parte dei testi mostrati "in azione" nel filmato sono testi da consultazione - guide turistiche, guide a musei eccetera. Molti attualmente concordano che il principale utilizzo pratico per un ebook reader sarebbe il rendere disponibili voluminosi manuali sul posto di lavoro piuttosto che non distribuire narrativa.

Oltre ai limiti fisici (peso, fragilità, consumi) io credo che la principale barriera allo scenario delineato dal film sarebbe di natura legale e burocratica.
Anche nell'Europa Unita del ventunesimo secolo esistono barriere invalicabili...

Anonimo ha detto...

La ringrazio per Blog intiresny

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...