martedì 29 settembre 2009

È un complotto!



Ieri sera mi è venuto in mente Marco, un mio vecchio amico.
Andavamo al liceo artistico insieme, parlavamo di arte, di musica, di donne, andavamo a disegnare assieme gli angeli a Ponte Sant'Angelo su enormi fogli di carta da spolvero.
Marco aveva capito con vent'anni di anticipo su Naomi Klein che la nostra vita quotidiana è influenzata più dagli oggetti di cui ci circondiamo – che siano la tua macchina o la tua canzone preferita – che non dalla politica, impotente di fronte alle nascenti strategie di marketing globale.
Il mio amico veniva a scuola con la Lambretta di suo padre.
Bianco sporco e rosso amaranto, design funzionalista, sellino sdoppiato duro come un sasso, produzione italiana, da zero a cento in... a cento non ci arrivava.
Suo padre l'aveva vinta nel 1959 alla lotteria della Festa dell'Unità della sezione "Nuova Tuscolana" Galleria Cosmopolis.
Il mio amico la guidava orgoglioso, consapevole del valore politico insito nell'impegnativo gesto di pigiare la pedivella d'accensione della sua motoretta anticapitalista.
Passarono gli anni, i socialisti, tangentopoli, e arrivò Berlusconi. Una sera reincontrai Marco da Bibli, una delle mie librerie preferite, e ci mettemmo a parlare.
Tra le altre cose, mi disse: "Tu hai paura di Berlusconi. Io ho paura di Valeria Marini. E sai perché?" E ha iniziato una lunga spiegazione che io non vi so riassumere ma che grosso modo verteva sul fatto che se una come lei sono anni che fa la finta oca dallo schermo coglionandoti con uno sbattito di ciglia finte ti passa subliminalmente una certa visione del mondo, conformista, sessista e reazionaria.
Io lì per lì non ci ho fatto caso. Mi sono intristito e l'ho salutato dubbioso. Finché ho visto la Marini nello spot della Lambretta – divenuta nel frattempo cinese – scendere da un'auto in panne, salire sul sellino della nuova Lambretta Pato e dire al poveraccio "Vado con lui, perché lui ha Pato".
"Pronto. Sì l'ho vista. Avevi ragione. Marco ma la Lambretta ce l'hai ancora? Vengo da te. No pasarán".

14 commenti:

Matteo Poropat ha detto...

Fantastica la Lambretta. Mio padre mi ci portava da piccolo, la sua era blu e aveva il doppio sellino.
La pubblicità con la Marini non l'ho vista.
E non sapevo che fosse diventata cinese, la Lambretta.
Fa un po' tristezza...

Christian ha detto...

La nuova Lambretta è imbarazzante, un trionfo di plastica cromata e sfacciatamente la "cugina povera" della Vespa: una volta non era così, mi ricordo il film degli Who"Quadrophenia" che ce n'erano un sacco, tutte iperaccessoriate e non soffrivano di alcun complesso di inferiorità... quante cose sono cambiate!
La Marini in quello spot, poi... gli ha dato il colpo di grazia secondo me

Davide Mana ha detto...

La vecchia lambretta era quasi "open source" - nel senso che ne ho viste tali e tante rielaborazioni, meccaniche e stilistiche, che davvero cavalcarla significava anche possederla, farla tua, adattarla alle tue esigenze.
Ora... mah.
Sulla Marini stendo un velo pietoso.
Non so se sia una causa o un sintomo, ma certo è una di tanti, e marca malissimo.

Taka ha detto...

io ci avevo una vespa rossa del '65 io... :p

Maura ha detto...

La Marini, dio bon... ma che c'entra con la Lambretta? Vogliono mica farla passare per una pin-up anni cinquanta? Non ci siamo per niente...

Uapa ha detto...

Mio cugino aveva una lambretta bianca! Quando ero piccola mi portava a fare dei giretti nel cortile, lui seduto e io in piedi tra il sellino e il manubrio.
Bei tempi, davvero, quando bastava poco per divertirsi e mille dannati problemi ancora non ci avevano divisi.
Un altro mio cugino invece aveva una vespa giocattolo, certe lotte per decidere chi l'avrebbe guidata!!! :-D
Anche i giocattoli non sono più quelli di una volta...
Come mi sento vecchia quando parlo così! ç_ç

Alex McNab ha detto...

Io la Marina la abolirei per legge, tipo certi pesticidi, o le armi contro l'umanità.
Purtroppo questo mese Playboy Italia, che già stava raschiando il fondo, ha proposto la Marini come Playmate. A questo punto spero che chiuda.

Roby ha detto...

Onestamente... Non ho capito...

dandia ha detto...

Devo dare ragione anch'io al tuo amico. Berlusconi agisce per lo più a suon di decreti e di gaffes, quindi con mezzi che almeno potenzialmente stanno sotto gli occhi di tutti. I messaggi subliminali che ci passano in tv chi li controlla? Chi se ne accorge? E' vero, l'era in cui si cavalcava una Lambretta con orgoglio ideologico è finita, quanto è vero che Berlusconi è soltanto la punta di un iceberg.

Licia ha detto...

Condivido appieno il sentire del tuo amico.
E lo spot con la Marini per i romani ha una chicca fantastica. Il tipo con la Pato la carica da un lato di piazza Esedra e la scarica dall'altro...ci vuole il motorino per attraversare la piazza???? Pollice verso, spot orribile e manco hanno fatto la fatica di fare DUE set.

Uapa ha detto...

@Licia: Ma davvero??? :-O

Angel-A ha detto...

Uahahah che pena... ma davvero la Marini può essere usata come testimonial di qualcosa?... ^__^

Licia ha detto...

@Uapa: giuro. Bleah.

robypg ha detto...

Sapete perchè hanno usato la Marini? semplicemente perchè non gli costa nulla è infatti la compagna del proprietario della Motom, azienda che ha acquistato il marchio lambretta. Io di lambrette ne ho 2, una del 57 e una del 60, questa pato non ha nulla a vedere con la lambretta, non sarebbe nemmeno degna di portare il nome ma purtroppo è cosi'

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