venerdì 4 settembre 2009

Zombie? No problem.


Sapete, non è che bisogna sempre prendere tutto sul serio.
Senza contare, poi, che attraverso la fantasia, si possono imparare un sacco di cose utili nella vita reale.
Dev'essere stato questo lo spirito con cui Max Brooks, figlio del più noto Mel, ha compilato questo accuratissimo Manuale per sopravvivere agli zombie, dove spiega per filo e per segno cosa fare nel momento in cui il mondo dovesse improvvisamente essere invaso – per l'appunto – dagli zombie: come difendersi, dove nascondersi, a quali zone urbane non avvicinarsi, quale equipaggiamento preferire, quali facili errori evitare per sopravvivere finché l'epidemia non è sotto controllo.
Brooks affronta, capitolo dopo capitolo, il tema con la massima serietà: come si trasmette il virus che trasforma le persone contagiate in zombie? Quali tempi ed effetti ha? Quali armi, quali mezzi di trasporto, quali tattiche di offesa o difesa sarebbe meglio scegliere per sopravvivere, in una situazione del genere?
È abbastanza chiaro che, non essendo gli zombie una minaccia reale, ogni pagina di questo manuale può comunque tornare utile all'Uomo Medio™ qualora le cose attorno a lui cominciassero a mettersi davvero male per altri motivi: guerre civili, catastrofi naturali, sparizione momentanea dell'ordine costituito e dell'autorità civile.
In quest'ottica, Manuale per sopravvivere agli zombie può diventare tranquillamente Manuale per salvarsi il culo... e in effetti contiene parecchie istruzioni che non fanno che ricordare quanto labile possa diventare il confine tra civiltà e barbarie in situazioni estreme.
Il libro è pubblicato da Einaudi e ha una divertente nota finale di Nicolò Ammaniti, in esclusiva per l'edizione italiana.
Restando in argomento, leggo che un gruppo di studenti di matematica ha creato un modello matematico plausibile sull'esplosione di un epidemia di zombie.
"Questo tipo di scenario, se preso alla lettera, naturalmente è irrealizzabile", hanno scritto. "Tuttavia possiamo applicare il nostro modello alla vita reale, collegandolo alla dedizione a certi partiti politici, o a malattie con un'infezione latente".
La loro conclusione è che "potremmo liberarci degli zombie solamente con degli attacchi sufficientemente frequenti e sempre più forti, sempre che siano disponibili abbastanza risorse. Se l'infezione cresce, il risultato è uno scenario da apocalisse: un'epidemia di zombie porterebbe al crollo della civiltà umana, in quanto ogni essere umano rimarrebbe infettato o morirebbe", prosegue il rapporto. "Questo perchè le nascite e le morti umane offrirebbero agli zombie un numero costante di individui da infettare, resuscitare e convertire".
Con che velocità si dovrebbe agire? Ce lo dice l'equazione che hanno formulato in cui U = esseri umani esposti, Z = zombie e R = resuscitati. Immaginando che una città di 500.000 persone, all'incirca come Bologna, venisse contagiata, ci vorrebbero appena tre giorni perché gli umani vengano superati in numero dagli zombie.
Che poi, a me, i film sugli zombie sembrano assomigliarsi tutti.
Perché ci raccontano una versione tutto sommato univoca sulla minaccia, tanto da poterne desumere addirittura delle basilari regole di sopravvivenza che, se non vi va di leggervi tutto il manuale di Brooks, vi ho riassunto nel disegnino in apertura.
Stampatelo e appendetevelo sulla porta del frigo, un giorno potrebbe tornarvi utile.

9 commenti:

Christian ha detto...

Lo schemino con le regole è fantastico!!! Me lo attacco sul serio sul frigo. :D

Matteo Poropat ha detto...

Questo libro mi manca ancora, ma ho letto l'altro, sempre del figlio del grande Mel Brooks, World War Z, costruito come insieme di interviste ai protagonisti di un mondo invaso dagli zombie.

Maura ha detto...

Ho come l'impressione che quando questi manuali ci serviranno veramente, non li avremo sottomano. ;D
E cmq spesso mi fanno sorridere... su molti manuali di sopravvivenza ad esempio viene spiegato come accendere il fuoco con la polvere da sparo delle cartucce... che tutti e tutte portiamo comunemente con noi nella borsetta o nello zainetto, ovviamente...
E poi non sono tanto gli zombie (lenti e un po' rimbambiti) che mi preoccupano, quanto gli aggressori reali (veloci e cattivi). ;)

Lauryn84 ha detto...

Io gli zombie me li sono sognata fino a dieci anni fa, mi facevano una paura bestiale... c'è voluto il film su Dylan Dog (Dellamorte Dellamore) a farmela passare... :D

Roberta la Dolce ha detto...

Gli Zombi esistono davvero? La mia risposta è: SI?!
Osservate attorno a voi, li vedrete. Ad uno sguardo superficiale sembrano persone normali come noi, esteriormente non sono come ce li hanno propinati nei film (corpi marcescenti o imbrattati di sangue), il loro corpo è intatto, camminano per strada, portano a passeggio il cane, abitano nel vostro
condominio, hanno dei figli (zombi anche loro)... eppure se li osservate attentamente, vi accorgete che sono diversi da voi.
Abitando in un condominio ad esempio è normale incontrare gli altri condomini, per quanto possa essere lieve la conoscenza, è sicuramente
buona educazione salutarsi almeno con un buongiorno o buonasera. Ebbene, gli ZOMBI non salutano, vi trapassano con lo sguardo vacuo nel vuoto... magari non ha sentito il vostro saluto?
Riprovate a salutare in un secondo momento, se si verifica nuovamente scena muta e sguardo trapassant ... ecco avete appena incontrato uno
ZOMBI. Voi direte: si tratta solo di una persona maleducata oppure gli siamo antipatici... può darsi, ma provate allora a chiedere a qualche condomino se il presunto ZOMBI saluta gli altri condomini, se
la risposta è negativa avete la prova che si tratta di uno ZOMBI.
Qui ne è pieno, venitemi a salvare.

Gaia ha detto...

Consiglio soprattutto il seguito, "World War Z", che può piacere anche ai non patiti di horror. Un grande affresco corale di una possibile guerra viventi vs morti-viventi
;)

Alex McNab ha detto...

Da zombologo professionista quoto Matteo e Gaia riguardo a World War Z, davvero particolare e a mio parere riuscitissimo!

Comunque anche (soprattutto?) Roberta ha ragione... quello che dice nel suo commento è verissimo, ahimè.

Angel-A ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Angel-A ha detto...

x Roberta: quanto ti quoto!!!
Ieri rientro a casa e chi ti inconto in portineria?... la figlia della Zombie-portinaia, una quattordicenne che saluto: CIAO. . . s i l e n z i o . . . i suoi occhi hanno cominciato a roteare in tutte le direzioni possibili tranne in quella da dove è scaturito il CIAO (sarà troppo timida? certo non è muta e neanche sorda perchè con la madre l'ho vista parlare)... mi ha fatto pena, non voglio credere che si nasca zombie, penso che si venga mal-educati da piccoli.
E poi salutare non è solo una questione di educazione, il saluto o un sorriso non si nega a nessuno, non costa nulla e ci permette di distinguerci dagli zombie...
Baci & solidarietà ^__^

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