giovedì 22 ottobre 2009

Quanto sei creativo?

Molti credono che gli spot pubblicitari rispecchino la vita reale, perché devono creare identificazione: solo così il consumatore – teorizzano – potrà riconoscersi in ciò che vede e acquistare ciò che vendi.
La realtà, signori, è un'altra.
Spesso gli spot e le immagini pubblicitarie mostrano i sogni e le ansie dei creativi che ci sono dietro. Capita così che la tipica famiglia pubblicitaria sia l'ologramma della famiglia creativa, non certo di quella italiana. Infatti solo una famiglia creativa scrive sulla tovaglia, mangia per terra, veste trendy anche a tavola, e poi trova il tempo per apparecchiare con le candele, scrivere poesie sul muro e guarnire cestini etnici, ma non per cucinare (viva i surgelati).
I creativi, dicevo. Ancora oggi mi chiedo come mai centinaia di ragazzi e ragazze di tutte le età e formazioni culturali, pur di lavorare in pubblicità e fregiarsi del titolo generico di "creativi" rinuncerebbero ad avere una vita propria.
Bene, per tutti costoro, gli aspiranti creativi, quelli che pensano che entrare in pubblicità è come entrare nel mondo dello spettacolo dalla finestra anziché dalla porta, quelli pronti a trasferirsi in un'altra città, magari Roma o Milano, perdere le amicizie i contatti, affrontare spese e sacrifici per lavorare dove ora sono io, ho pronto un piccolo test.

Scegliete una risposta senza rifletterci troppo:
- Per una serata alternativa indossi:
a) tunica indiana, collanine di plastica e New Balance
b) tuta da operaio e accessori griffatissimi
c) spezzato misto: camicia di seta D&G e pantaloni pigiama Oviesse
d) t-shirt e jeans, chiavi appese al collo, occhiali da sole
-Per una cena con amici preferisci:
a) pizzeria
b) insalateria
c) giapponese
d) un aperitivo
-Per una cena con colleghi preferisci:
a) trattoria
b) buffet in ufficio
c) ristorante
d) sushi bar
-Per rilassarti:
a) ascolti musica classica
b) fai un'ora di spinning in palestra
c) segui un corso di yoga
d) leggi un autore sconosciuto
-Il tuo hobby preferito è:
a) collezionare dischi in vinile
b) fare le candele
c) dormire
d) non avere hobby
- Nel rapporto di coppia sei:
a) dolce e sensibile
b) lunatico e insofferente
c) presente, ma non troppo
d) quale rapporto?
- Quale di queste cause sposeresti?
a) fame nel ondo
b) inquinamento
c) deforestazione/desertificazione
d) non chiedermi di impegnarmi
- Politicamente ti senti di più:
a) di sinistra
b) di sinistra
c) di sinistra
d) di sinistra
- La tua frase cinematografica preferita è:
a) domani è un altro giorno
b) ho visto cose che voi umani
c) che la forza sia con te
d) 'o famo strano?

Se avete dato più risposte "d", allora siete già degli ottimi creativi... almeno, all'apparenza.
Infatti l'identikit del perfetto creativo vuole che costui si vesta in modo alternativo quando tutti si vestono normale e normale quando tutti si vestono alternativi, senza però rinunciare ad un tocco di estro per distinguersi dal comune sfigato con cui gioca a confondersi.
Il perfetto creativo beve. I pohi astemi vengono guardati con sospetto. L'alcool è un retaggio dei vecchi pubblicitari che hanno sostituito la coca con una droga più intellettuale e più sofisticata. Negli anni ottanta girava parecchia roba e il creativo era un rivoluzionario sovversivo autolesionista. L'illegalità, il disprezzo per la vita, il costo elevato delle sostanze stupefacenti contribuivano a rafforzare l'appartenenza ad un mondo di pochi: ora che si sniffa
anche alle elementari, gli dèi sono costretti a cambiare nettare. Oltretutto, il fragolino costa meno della boliviana.
Altra caratteristica tipica del pubblicitario è l'appartenenza alla sinistra (intesa come come corrente filosofico-intellettulae di illuminati che si adoperano per il bene collettivo, scendono in piazza contro il capitale, manifestano con i noglobal e si schierano con emarginati, gay e disperati). Poi lavorano per multinazionali (spesso americane) che vendono superfluo e regalano illusioni, con un portafoglio da operai e uno stipendio da dirigenti.
Si reputano più intuitivi di antropologi e psicologi, più furbi di commercianti e imprenditori, più intelligenti di opinionisti e giornalisti, al di opra della politica, oltre le convenzioni, al di là dei limiti.
Tutto questo quando non sono impegnati a vendere pannolini e minestroni in busta.

8 commenti:

Anonimo ha detto...

urk... io allora sono l'antitesi del creativo!
ottimo :D ho sempre odiato quella definizione :D

Larsen

Christian ha detto...

Ho cambiato idea, non voglio più essere un creativo... però l'immagine in apertura mi piace un casino! :D

Maura ha detto...

Allora, ho fatto il tuo test...
- Per una serata alternativa indosso lo spezzato misto, anche se non proprio quello da te proposto... ;)
- Con gli amici ceno al giappo (sono entrata nel tunnel, ora che ne ho scoperto uno buonissimo praticamente sotto casa)
-Coi colleghi rigorosamente buffet in ufficio
-Per rilassarmi leggo un autore sconosciuto (o quasi)
- Il mio hobby preferito... non è nessuno dei quattro
- Nel rapporto di coppia, volendo generalizzare, sono "presente, ma non troppo", con una spruzzata di "quale rapporto?"
- Sposerei la causa dell'inquinamento, anche se comincia ad essere demodè ;)
- Politicamente... beh... non mi lasci troppa scelta... ma ce n'è?
- La mia frase cinematografica preferita è: "ho visto cose che voi umani"...
Mi sa che ho poche "d" nelle mie risposte, eh?
Peccato... non saremo mai colleghi!

Roberta la Dolce ha detto...

Allora... non so se mi vesto abbastanza alternativa per essere definita una "creativa", ma direi che non me ne importa più di tanto! ;-D
Bevo, ma solo e rigorosamente dopo il tramonto, e sempre in compagnia... mai con colleghi, ad ogni modo.
Altre sostanze per rendermi, uhm, "allegra"... ogni tanto, ma non vi faccio troppa pubblicità...
Sull'appartenenza politica, mah, non so se siamo stati mai messi tanto male come in questi anni, tra governo e opposizione, quindi non oso pronunciarmi...
Però giro con una cartelletta nera che fa molto "creativa" e ho un'aria molto bohemiene... che dici, aiuta? ;-)

Leo ha detto...

Per "sostanze che ti rendono allegra" intendi il caffé corretto, vero?

Alex McNab ha detto...

Ottimo e divertente post! (Io non risulto creativo, dal test...)
Mi piacerebbe che tu leggesti "Il manipolatore di sogni", di Dario Camillotto (edito da Mursia, anche in versione tascabile a 6.90 euro).
Il protagonista è un pubblicitario noto per la sua grande creatività, tanto che finisce nelle mire di una potente setta che lo vuole ingaggiare per "diffondere il verbo".
Sarebbe interessante incrociare la tua esperienza di vita reale con quella del protagonista, per vedere se l'ambiente, le piccole manie e tutto il resto vengono descritti con sufficiente realismo.

Perdona il piccolo OT :)

Roberta la Dolce ha detto...

Esatto! :-)

Anonimo ha detto...

Tuttavia, se riescono ad andare avanti col loro lavoro, e dalla società trovano conferma dell'immagine che danno, facendola così diventare reale, il loro atteggiamento ha un fine.
Basta non pensare a cosa devono propinare alla gente, ma al modo geniale in cui lo fanno e i dilemmi morali sono risolti.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...