giovedì 19 novembre 2009

Come non diventare ricchi.

Se ve lo foste mai chiesto, a fare il mio lavoro non si diventa ricchi. No.
Che poi bisogna vedere qual è il vostro concetto di ricchezza: girare in Lamborghini? Portare fuori a cena Paris Hilton senza fare i tirchi sul vino? Affittare una cabina con sdraio e ombrellone a Rimini per tutto il mese di agosto? Ecco, allora non fate i designer.
Ma se vi accontentate di meno (e vi basterebbe non dover fare troppe rinunce per arrivare a fine mese con qualche spicciolo in tasca) allora potreste ancora farcela, racimolando qualche lavoretto extra qua e là: un manifesto, un sito web, o magari una copertina.
E qui arriviamo a quello di cui volevo parlarvi: il design per l'editoria.
Facendosi forti dell'Assunto secolare che l'Editoria È In Crisi, anche quando tale Dogma non è supportato dalle cifre, le case editrici si sentono perfettamente legittimate ad offrire cifre risibili a designer, illustratori e copertinisti per le loro nuove uscite.
Sembra quasi di percepire un messaggio nascosto che bisbiglia, più o meno: è già tanto che abbiamo pagato quest'imbrattacarte per stampargli le sue stronzate che quasi certamente finiranno invendute, adesso dovremmo spendere altri soldi per i tuoi disegnini?
E badate che parlo per esperienza diretta: una nota casa editrice che non nominerò solo perché gli farei comunque un qualche tipo di pubblicità mi offrì, tempo addietro, l'astronomica somma di 150 euro (lorde) per copertinargli un manuale di cucina e un dizionario visuale.
Ora forse vi aspetterete che vi dica di come gli risi in faccia ed uscii dalla stanza sprezzante nel mio livore artistoide... ma invece stavo alla canna del gas, e gliele feci. Però mi vendicai profondendovi scarsissimo impegno, cosa di cui, peraltro, l'editore dalle braccine corte non si rese minimamente conto.
Il risultato più visibile di questo triste stato di cose è che, nove su dieci, le copertine dei libri fanno schifo, e vengono risolte dal designer sottopagato di turno con una fotografia acquistata a prezzo modico su un'Image Bank ed impaginata con il minimo indispensabile di creatività.
Aggiungo un'importante cappello a quanto sopra detto: all'estero (tanto per cambiare) le cose vanno assai diversamente, ed è tutt'altro che insolito imbattersi in copertine che sono delle piccole opere d'arte, come testimonia questa ricchissima galleria... e – sarò maligno – qualcosa mi dice che agli autori oltreconfine viene corrisposta qualche lira in più dei quasi offensivi settantacinque euro (lordi) che furono pagati al sottoscritto per le sue copertine (tra l'altro, scelte da una rosa di tre proposte ciascuna).
Detto questo, esistono fortunatamente alcune felici eccezioni, ed è possibile imbattersi in qualche riuscito esempio di copertina anche nel nostro bistrattato paese. A memoria, nella mia ultima incursione in libreria, mi sono piaciute queste... ma se ne avete altre da segnalarmi, vi ascolto.

25 commenti:

OniceDesign ha detto...

Il primo link c'entra con il post ed è questo:
http://bookcoverarchive.com/
che probabilmente conosci già.

Il secondo invece non c'entra nulla, ma faccio leva sulla tua passione per i gatti (che, dall'arrivo in casa mia di Picio, 9 mesi or sono, condivido):
http://www.youtube.com/watch?v=s13dLaTIHSg

Simone ha detto...

Non faccio in tempo a commentare un post, che ne scrivi un altro!

Comunque di questa cosa abbiamo parlato di persona (una volta che non eri al cinema ^^). Evidentemente gli editori adorano far lavorare la gente spendendo il meno possibile, con la scusa (del resto abbastanza plausibile) che non ci guadagnano niente manco loro.

Se non altro 75 euro sono più di quello che prendono tanti autori, che anzi tante volte ci rimettono pure i soldi!

Poi per fortuna c'è ancora qualche autore (grafico o scrittore) che si sforza di fare un bel lavoro anche solo per il gusto di farlo, o di fare una bella impressione con il pubblico. Cioè, magari la nostra soddisfazione deve (o può, perché dovere è un po' troppo) derivare dalla consapevolezza di aver realizzato qualcosa di bello.

Certo è che campare con un lavoro creativo, oggi come oggi, è davvero difficile, e il livello si è decisamente abbassato. Magari se la gente i libri con la copertina brutta non li comprasse, gli editori cercherebbero grafici davvero capaci e sarebbero anche disposti a pagarli.

Mi pare che ho spaziato un po' troppo come risposta. E leggiti il mio blog che ho appena aggiornato pure io... anche se il mio post stava lì da 3-4 giorni ^^.

Simone

Uapa ha detto...

Scusate, non c'entra niente col design, ma... Francesco Salvi ha scritto un thriller?! :-O
QUEL Francesco Salvi?! :-O
@OniceDesign: benvenuto a Picio :-)

CyberLuke ha detto...

x Onice: il primo link è lo stesso che ho messo io nel post, ahiahiahi, sei poco attento in classe.
Il secondo invece è molto spassoso.

x Simone: è un discorso che mi sta parecchio a cuore, evidentemente.
Inanzitutto non credo alla storia che gli editori non guadagnino.
Se così fosse, avrebbero chiuso bottega da un pezzo e si sarebbero messi a fare qualcosa di più remunerativo... e invece, sono sempre là.
Secondo... 75 euro (lorde) per la copertina di un libro sono meno che niente, sono un insulto, una presa in giro. Qualcuno vuole convincerti che non è così, e molti ci credono anche.
Terzo, mi sono rotto di fare bei lavori per il "solo gusto di farli" quando c'è gente che ci si arricchisce, col mio lavoro. Un'intera generazione di progettisti grafici (questa) è stata completamente svilita e svalutata da un certo modo di pensare (e comportarsi) che, per inciso, con la consapevolezza di aver realizzato un bel lavoro non può pagarci il mutuo.
Quarto, è il solito cane che si morde la coda. I compensi calano, e parallelamente anche la qualità. E, a breve termine, cala anche la passione. Quanto alla gente che compra un libro per la copertina, beh, non direi che viviamo in tempi che ci consentono tali lussi.
E cmq il tuo blog lo leggo... tranquillo. ;)

CyberLuke ha detto...

@Uapa: sì, è Francesco-c'è-da-spostare-una-macchina Salvi.
E, incredibilmente, non scrive neanche malaccio.
Peccato che il libro a un certo punto prenda una deriva inaspettata da cui non riesce bene a tornare indietro, ma è solo quanto ho sentito dire.

Uapa ha detto...

Oh :-)
Grazie :-)

OniceDesign ha detto...

@Luke: lo ammetto. Ho letto il post una riga sì e una no, ma in realtà il mio unico interesse era linkarti il video del gatto :)

Simone ha detto...

Cyber: io non posso darti torto, anche perché è vero tutto quello che dici.

Quello che voglio dire io, è che io so che non guadagnerò mai nulla come scrittore, che nessun editore grosso mi farà un bel contratto e che anche se potesse accadere poi faranno di tutto per non pagarmi.

Però insomma io ho deciso che la scrittura mi piace troppo per smettere, perché scrivere con l'idea di non cercare comunque una forma cartacea o un pubblico per me non ha senso. Ma il discorso che fai tu non è sbagliato.

Poi però credo invece che nella piccola editoria altre figure professionali facciano un discorso simile, per cui la cosa è più tollerabile con l'idea che comunque è un "male comune". Per inciso, io dubito che il mio editore guadagni davvero qualcosa con le iniziative per aspiranti scrittori. Se mi faccio 2 conti penso che per loro il gioco non valga la candela, ma se continuano a farlo è evidente che anche loro hanno ancora un po' di passione.

Se invece un editore grosso ti dà 75 euro, o non paga gli autori (cose che accadono regolarmente) non c'è ovviamente alcuna scusante.

Simone

Rosetta ha detto...

Do tutto il mio appoggio e il mio plauso a Cyberluke che rende benissimo l’idea di come stanno le cose.
Non bisogna mai credere a chi ti dice “questo è il mondo del lavoro”.
E’ un sistema vecchio come il mondo.
La cosa triste è che questo sistema viene inculcato fin dalla scuola e poi deformato con il tempo.
A scuola lo fai per imparare, perchè serve a te, studi per imparare, poi vai avanti e ti ritrovi in una scuola privata dove lavori e dico lavori perchè c’è differenza tra esercizio/studio e lavoro e non vieni pagato anzi paghi tu perchè stai imparando.
E vai avanti e arrivi dopo 25 anni di studio con più competenza di chiunque nel settore a cercare un posto di lavoro e trovi solo stage non retribuiti che durano anche 6 mesi allora aspetti sempre perchè devi imparare e alla fine ti viene fatto un contratto che non ti da pensione una paga inferiore a quella di una cassiera del supermarket (rispetto molto il lavoro della cassiera del supermarket, l’ho fatto anch’io ma per farlo non mi è stato chiesto di studiare per 20 anni e di essere sfruttato per chissà quanto).
Non bisogna mai credere a chi ti dice “sei giovane”, “hai molto da imparare”, “hai tutta la vita davanti”. Queste persone rubano il vostro tempo e la vostra vita per poi sostituirvi quando chiederete il giusto. Lasciate perdere le promesse e costruitevi il vostro futuro su cose certe e dovrete sceglierle voi, se sbaglierete almeno sarà solo colpa vostra e non di tutti coloro che vi hanno fatto perder tempo. Scusate lo sfogo ma penso che l’esperienza di uno possa tornare utile a qualcuno che magari sta iniziando ora, a volte bisogna saper dire di no per evitare di svegliarsi una mattina scoprire di avere ormai una certa età e non aver concluso nulla.

Anonimo ha detto...

io qui non dico nulla, perche' senno' non basta il server del blog per contenere tutto...

posso solo dire di "aver gia' dato" anche in quel campo, con pochissima soddisfazione, scoprendo poi che sono stato successivamente sostituito da uno pagato ancora meno (e a me gia' giravano gli sferoidi con quello che davano a me).

Larsen

Roberta la Dolce ha detto...

Al pari di Larsen, non me la sento di intervenire in un argomento del genere... anche perché se dovessi dire la mia inizierei a mordere... :-)
Mi limiterò a commentare le copertine che ti hanno colpito, tutte interessanti, specie quella della "Collina dei conigli" che sarei molto sorpresa se scoprissi fatta qui in Italia (ha uno stile molto inglese) e quella de "Gli Ingrattabili", semplice ma molto efficace e comunicativa.
Mi piace molto anche l'ultima di Dan Brown (ma credo sia stata fatta all'estero) e quella de "Il drago e il diavolo bianco" di Henry Chang.

Nicla ha detto...

A me sarebbe piaciuto un sacco come lavoro. Ma se mi dici ciò mi cade ancora di più il latte alle ginocchia!

Io - Ettocecco ha detto...

Mi accodo ai disperati che se la scrivessero tutta non basterebbe una vita...

Voglio sottolineare una cosa... Non sempre la colpa di chi si tira la martellata sul dito è del martello o del chiodo messo male...

Troppo spesso ci lamentiamo dei clienti che giocano al ribasso trattandoci come ragazzini in preda a crisi ormonali per vedere pubblicato un nostro lavoro (sia esso una copertina, un manifesto o una brochure...)...

Il problema però non sono loro, ma l'abitudine che gli hanno dato coloro che abbiamo in casa noi designer ovvero: I COMMERCIALI... Non voglio sparare contro una categoria (sicuramente c'è chi si salva... ne sono sicuro... certo... sì sì... proprio sicuro... sicurissimo...), ma se al giorno d'oggi (e dico proprio oggi) riescono a far cartello persino sull'acqua potabile, mi domando ma perché cazzo dobbiamo giocare al ribasso tra di noi?

Ebbene sì, perché se un cliente venisse dal mio commerciale e gli chiedesse una copertina per 75 euro e lui rifiutasse dicendo che non si può scendere sotto ai 500, e il cliente andasse da un altro studio e si sentisse rispondere la stessa cosa e così via all'infinito, alla fine per una copertina dovrebbe pagare 500 euro... E basta...

Dai dentisti funziona così, ma ce ne sono milioni di esempi...

E invece? E invece se il cliente citofona al mio studio e mi chiede di fargli una copertina a 75 euro, ha già al telefono un altro commerciale che gliene offre 50, intanto c'è quel pirla del designer che ci pensa e si diverte a stare tutto il giorno attaccato al computer...

Ok... un po' di spazio l'ho occupato...

Viva la vita...
Ah, belle le copertine...
E BASTA!!! (Salvi docet)

Andrea Giovannone ha detto...

Gli editori ci guadagnano e come, certo, ci sono editori e d editori, ma di quelli che ci rimettono ne conosco davvero pochi

Simone ha detto...

Anche all'estero stanno messi male.

http://clientsfromhell.tumblr.com/

Taka ha detto...

a me sta cosa mi sembra un po' qualunquista...
un po' come quando si parla di calcio al bar. -.-

sicuro, ci saran editori che pagano una miseria, ma da illustratore non la vedo così drammatica come la vedete voi.

che non significa che si diventi ricchi, ma neanche che si venga pagati così da fame... >_>

CyberLuke ha detto...

Taka, la situazione è tragica. Fidati.

Anonimo ha detto...

taka, non so te, ma io conosco solo un paio di illustratori riconosciuti come tali (ovvero che i clienti pagano in modo commisurato), il resto e' fuffa...
tavole a 50€, copertine "che tanto ti facciamo mettere la tua firma" praticamente regalate (non e' che mi permetti di mettere la mia firma, e' la legge che dice che tu non puoi toglierla la mia firma, e mi son trovato pure alcuni con questo vizio di merda di tagliare le firme degli autori!).

ho lavorato per clienti che "ho una fila di appassionati che non vedrebbero l'ora di prendere il tuo posto" e ho sempre fatto presente che a me frega poco che si tratti del macellaio all'angolo, oppure della findus: un cliente e' un cliente, non e' che ad uno realizzo un prodotto scadente, e per l'altro faccio faville.
cosi' come i pagamenti, frega un tubo che tu sia "noiGoverniamoIlMondo", io non mangio i nomi dei miei clienti, ne' ci pago le spese o i sollazzi coi loro marchi, quindi tu "GrandeAziendaMondiale" paghi, e paghi esattamente per cio' che ti realizzo.

senza contare poi che un prodotto fatto bene per il macellaio, ha un certo valore (vista anche la scarsa visibilita' e difussione sul territorio), uno fatto per "DifenteremoPadroniDiMondo" invece, anche se fatto con gli stessi crismi e professionalita', deve avere un valore (monetario) superiore, visto che si suppone possa avere anche una rendita infinitamente superiore per quel cliente.

ma sono discorsi lunghi, e francamente inutili ormai in questo paese...

Larsen

Taka ha detto...

mah, onestamente...

se a me dovessero chiedere di realizzare l'illustrazione di copertina di un libro (jacket, double spread, wraparound o quel che l'è), il prezzo oscillerebbe tra un minimo di 500 (giusto per...) a un massimo di 2000 (magari!)

i prezzi che dite voi, sono prezzi da truffatori del mondo del lavoro e nulla hanno a che vedere con gli editori per come li conosco io. ;)

per questo a me questo sembra il solito discorso qualunquista da bar.

CyberLuke ha detto...

Taka, non sempre al bar si parla di quanto era grosso il pesce che si è pescato o quante donne sono cascate ai nostri piedi con la sola imposizione delle mani... ammesso che questo sia il Cyberluke Bar... :D
A questo giro, non posso che sottoscrivere Larsen, parola per parola.

Anonimo ha detto...

taka, non da illustratore, ma da grafico, cover+impaginazione (450pp circa)+pagine d'intermezzo+catalogo della collana al fondo del libro=450euro lordi... prezzo di cover: 15€ (e non una copertina in cartonato o brossurata eh... le edizioni "economiche").

non mi piace mai parlare di cifre, ma giusto per farti capire.
e questo editore, nel suo campo, e' leader in italia.
e si, quei cavolo di libri li vende, spesso arrivano alla 3a ristampa, e paga in quel modo li.

non faccio nomi per ovvie ragioni, ma ti posso assicurare che non e' l'unico lavoro fatto in quei termini, e ti posso altrettanto assicurare (perche' sono un coglione e mi picco di avere ancora un minimo di dignita' professionale) di aver fatto sempre il miglior lavoro possibile sui loro prodotti.
cioe', non e' che pagandomi di merda, gli ho fornito prodotti di merda, perche' e' una cosa che non farei mai!

Larsen

p.s. scusate il "colore" delle espressioni...

Alex McNab ha detto...

Io sono quasi in imbarazzo nel ricevere le tue bellissime copertine per i miei ebook. Non ti ringrazierò mai abbastanza.
Per quanto scrivi nel post... beh, hai solo ragione.
Ma gli editori italiani, salvo rare eccezioni, sono dei pezzenti paraculi.
Non pagano nemmeno gli scrittori... che altro aggiungere?

Una copertina bella è quella di "Archetipi": http://eshop.xii-online.com/store/popup_image.php?pID=1124&image=0&osCsid=c04f93430dc40df0c9254fb49a9d816a

Alex McNab ha detto...

E comunque da quel che so, all'estero sono messi assai meglio, altro che male.

Davide Mana ha detto...

Ammesso che possa servire come consolazione, per i traduttori la situazione è la medesima.
Ed anche per gli autori non è che siano rose e fiori.

All'estero si direbbe che, tendenzialmente, vada meglio.
Non che sia difficile, naturalmente...

Ottimo post.

Alessandro ha detto...

Prova a dare un'occhiata alle copertine dei CD degli ultimi mesi, specie quelli italiani...

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