martedì 24 novembre 2009

In che fase sei?

È uscito questo megacofanettone dei Kraftwerk, bellissimo, celebrativo, rimasterizzato con cura robotica, extralusso. L'altro giorno ero alla Fnac e stavo quasi per mettere mano al portafoglio, se non fosse che non avevano la versione tedesca, quella dove The Robots diventa Die Roboter e Trans Europe Express diventa Trans Europa Express, cambia solo una "a", ma in mezzo c'è un mondo di sfumature, e così ho temporeggiato.
Fondamentalmente, i Kraftwerk sono ancora i Kraftwerk. Solo un po' più vecchi.
Per esempio, dicono che per la prima volta da vent'anni, l'anno scorso, sono usciti di venerdì. Dicono di essersi sentiti molto bene a rimanere a casa. Sul divano. A guardare la tv. Insomma, si sono sentiti più liberi a non fare un cazzo a casa piuttosto che a non fare un cazzo fuori. Sembra niente, ma è un cambiamento fondamentale, perché ogni cambiamento nella routine mondana diventa subito abitudine.
È difficile che uno esca una sera sì e una no. Se inizi a uscire, esci per cinque anni di fila. Se inizi a stare in casa, stai in casa per cinque anni di fila.
Quando giro perla strada riconosco subito a che stadio dell'evoluzione è giunto chi mi sta di fronte. Se è a metà percorso della routine, se ha appena cambiato, o se sta per cambiare.
Ovviamente, se lo incontro per strada vuol dire che è nella sua fase mondana. Ma ciò non basta: forse è appena uscito per la prima volta dopo cinque anni. In questo caso lo riconosco facilmente. Di solito mi avvicina e dice: "Ehi... allora... eh? ...come va? ...cosa c'è in giro stasera? Feste? Locali? Illegals? Oh, ma la fanno la festa dell'Erasmus ad architettura? Oh, ma ti ricordi uella volta alla festa dell'Erasmus..." A questo punto, di solito, lo lascio lì a parlare da solo.
Poi c'è quello che sta a metà percorso.
Andamento schiofrenico: "Oh, allora stasera... no, no che palle... no, invece se andiamo... dai... Anzi no, Era meglio l'anno scorso... ora è pieno di fighetti. Ci vorrebbe... ma se aprissimo un posto nuovo? No, vado a casa stasera, ieri ho fatto le quattro..."
Ecco poi c'è quello che non ce la fa più. Lo vedi, è allo scadere, è il suo ultimo giorno fuori. Sta davanti al locale, col bicchiere in mano, muto si nasconde allo sguardo dei passanti salutandoli con un cenno del capo. A volte abbaia, ma morde raramente.
Fin qui è facile. Più difficile è indagare i misteri di quelli che sono nella fase casalinga. In tutte e tre le varianti.
Ci sono quelli che è il primo giorno che sanno a casa dopo cinque anni di bisboccia: "Ahhh che bello, mi ero dimenticato quanto era bello stare a casa alle dieci di sera... Quasi quasi faccio una lavatrice... finalmente dò una lucidata alle maniglie... posso riprendere il romanzo interrotto, a che pagina ero?... Cazzo, a pagina due. Però che sonno! Sono già le dieci e ho già sonno".
Ecco, dormiranno per quarantasei ore, e così ogni volta che proveranno a fare la lavatrice, lucidare le maniglie eccetera.
In breve, si trasformeranno in quelli a metà dei regolamentari cinque anni casalinghi, pericolosamente schizofrenici come i loro compagni fuori: "Oh! Metto su un dvd! No, ancora! Li ho già visti tutti... Chiamo la nonna che è un po' che non la sento! Macché, se l'ho sentita due volte solo oggi... Magari busso alla vicina! ...no, fa freddo... Chiamo Barbara! No, lei non verrà mai qui da me, vorrà uscire... Faccio una festa a casa! No, faccio una lavatrice". E ui si addormentano.
Infine, allo scoccare del quinto anno, ci troveremo di fronte a vere e proprie bestie feroci: "Pronto? Pronto? Cazzo usciamo! Ho letto tutti gli inserti... ci sono un casino di cose da fare! Ma come chi sono? Stronzo! Sono io, cazzo! Ma come non chiamo da cinque anni... pronto? Pronto?"
Ecco, dopo altri inutili tentativi finiranno per uscire da soli. E di certo mi incontreranno. E il ciclo ricomincerà daccapo.

8 commenti:

claudia ha detto...

MAH... io non so bene a che fase sono di quella curva dei cinque anni, perche' comunque continuo ad uscire regolarmente la sera anche in settimana.
Quel che e' certo e' che da "vecchia" 44enne non sopporto piu' i luoghi affollati e pieni di ragazzotti/vecchi ggiovani che fanno finta di divertirsi con un bicchiere in mano...
preferisco un bel concerto in un club fumoso, che' li' almeno ascolto quel che mi piace!

Angel-A ha detto...

Che te lo dico a fare? Una volta la mia "resistenza" mi permetteva di arrivare indenne fino all'alba con vari mojito in corpo e ancora in xfetto equilibrio sui tacchi! ^__^
Adesso, con qualche drink di meno, tacchi 9 anzichè 12 riesco a fare l'una... a volte l'una e mezza!
Credo proprio di essere in fase calante... ;D

Simone ha detto...

Io sono in quella fase che se usciamo a mangiare ci vengo sempre, al cinema forse mi rompo le palle e discoteche e locali trendy li evito peggio di un reparto ospedaliero pieno di appestati (ormai il mio tema fisso è quello medico ^^).

Però 2 giorni di fila a casa la sera non riesco a starci, e anzi sono ormai da anni nella fase in cui non riesco a guardare i programmi che fanno in prima serata in TV.

Simone

Christian ha detto...

Ho parecchi amici apparentemente appena rientrati nella "fase mondana"....non so bene per quale motivo credono che io sia al corrente di tutto quello che accade a Milano e mi telefonano per chiedermi info sugli eventi più improbabili e, naturalmente, di venire con loro.
A volte accetto, ma molti di loro hanno obiettivi che non sono sempre necessariamente i miei.... della serie "portiamo a casa il risultato".... :)

Yeeshaval ha detto...

Sono intrappolata nella mia fase mondana.
Non riesco più a passare una serata in casa. Ho pile di libri da leggere. Un'altra pila di dvd che mi faccio prestare e che non ho ancora visto. La tapparella della camera da letto da riparare. Rimando il cambio di stagione da enne stagioni. Ho le maniglie da lucidare.
Aiutatemi.
Non fatemi uscire da casa.
Pls.

Maura ha detto...

A Bologna sempre che ci sia sempre qualcosa da fare dopo il tramonto... una festa, un festino, un'inaugurazione, un vernissage, un aperitivo, una cena in piedi, un dopocena, un concerto... una volta seguivo più che potevo... adesso mi sono un po' rotta e cerco di selezionare posti & compagnie.
Forse sono al termine del ciclo mondano... mi aspettano cinque anni di vita in casa? In effetti, anch'io avrei da rimettermi in paro, in quanto a letture, musica e film... magari non subito... tra un poco...

Licia ha detto...

Io sto OLTRE. Praticamente un mutante metà donna e metà parquet... E il peggio è che esco solo per nutrirmi, ma non come i vampiri, perché non torno mai oltre le 21.
E dire che c'era un tempo in cui stavo fuori fino alle 5 del mattino a cavalcare la notte...
Luca, tesoro, non mi manca per niente girare di locale in locale, incontrare le stesse facce, cercare di "portare a casa il risultato" e quando lo fai non ne vale mai abbastanza la pena ed era meglio restare a casa... Buonanotte!

Anonimo ha detto...

io alle 23 ho l'abbiocco... vedi un po' te.

poi francamente mi son rotto di andare in un qualsiasi locale prima di mezzanotte e trovarlo vuoto.
ma che e'? dove sta scritto che si debba andare nei locali "il giorno dopo"?
se ti do appuntamento per venerdi, non vuol dire "ci vediamo sabato".

c'avevamo la birreria di ritrovo intrasettimanale, si entrava alle 21.30 e si andava via prima del "nuovo giorno", eppure mi ricordo che ci si divertiva lo stesso.
le uniche volte che si tirava veramente l'alba, era giocando a carte, ma francamente in un locale pieno di gente urlante, tra odori di ogni tipo e rumori assordanti, bhe' :D piu' di una volta sono arrivato davanti al locale, ho girato il vagone, e me ne son tornato a casa.
quindi diciamo che io lo sforzo e la buona volonta' ce li ho messi, poi se la situazione e' veramente ingestibile, m'arrendo e amen.

p.s. i "risultati" di una serata in genere sono quanto di piu' idiota ci possa essere: ormai se in un locale parli con una, e' "ovvio" che ci stai provando...

Larsen

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