venerdì 6 novembre 2009

[RECE] Surrogates

Alla Disney Italia devono aver pensato che Surrogates fosse un titolo oltre le capacità del pubblico italiano, e così, indecisi tra Se mi replichi ti cancello e Il mio grosso, grasso surrogato hanno optato per Il mondo dei replicanti.
E, già che c'erano, hanno pensato che l'Italia potesse aspettare ancora qualche mese rispetto il resto del mondo civilizzato (dove il film è già uscito il 25 settembre scorso), postponendone l'uscita nel nostro Paese al 5 gennaio, data in cui, se mai dovesse avere successo, non infastidirà più di tanto i vari cinepanettoni capitanati da Christian De Sica e per i quali i distributori italiani adottano da sempre una squallida politica di protezionismo.
Direi che ce n'è più che abbastanza per rivolgersi, più che altro come gesto di protesta, a muli e torrenti vari, cosa che in genere non faccio mai... perché fermamente convinto che la visione cinematografica regala (ancora) un'esperienza emotiva non comparabile a nessuna messa in scena domestica, per quanto di buon livello.
Procuratami quindi una (eccellente) copia di The Surrogates, sottotitolata in italiano, mi sono apprestato alla visione sul mio Mac.
La storia è tratta da una delle migliori graphic novel degli ultimi anni: immaginate una società futura dove la fusione della realtà virtuale con la cibernetica ha inaugurato l'era dei personal surrogates, avanzatissimi robot grazie ai quali gli esseri umani riescono a interagire gli uni con gli altri senza mai lasciare la propria casa.
È una vita – in apparenza – perfetta: grazie ai surrogati, chiunque può girare per strada con l'aspetto, la razza e persino il sesso che preferisce. Grazie alla sofisticata rete sensoriale dei surrogati, ogni esperienza visiva, tattile e uditiva viene ritrasmessa in real time agli esseri umani collegati in remoto da casa. L'assenza di reali contatti tra le persone ha azzerato i rischi di malattia, di incidenti e persino il tasso di criminalità è precipitato ai minimi storici.
Ma cosa accade se qualcuno vuole riportare l'umanità a un tempo in cui la vita veniva vissuta in prima persona, e non attraverso delle macchine?
L'incipit era uno dei migliori che avessi letto negli ultimi tempi e il film era uno fra quelli che aspettavo con maggiore trepidazione quest'anno... ma, devo ammetterlo, sono rimasto un poco deluso.
Non perché sia un brutto film, tutt'altro. È superiore alla media di quello che si vede in giro e ha dei momenti suggestivi... ma, a parte lo spunto iniziale e un paio di scene veramente notevoli, si riduce a un tradizionale action-movie con richiami fantascientifici ai soliti classici del genere, che a questo punto, mi chiedo se torneranno mai più.
In particolare, mi hanno colpito in negativo lo svolgimento del tutto ordinario e con l'unico colpo di scena "telefonatissimo", alcuni effetti visivi (primo tra tutti l'effetto "plastica levigata" applicato sulla faccia di tutti gli attori che interpretano un surrogato, posticcio come una fotografia ritoccata con Photoshop a colpi di gaussian blur) e una certa incongruenza generale tra l'epoca in cui si svolge la vicenda (il 2054) e ambienti, mezzi e oggetti di scena appartenenti invece al nostro presente.
In sostanza, mi aspettavo il lavoro "maturo" da parte del regista del terzo Terminator, che poteva contare su un soggetto ottimo e solidamente sceneggiato come base di partenza e, invece, mi sono ritrovato a guardare l'ultimo action-movie con Bruce Willis, un discreto prodotto d'intrattenimento, ma nulla di memorabile.
Il mio consiglio è di acquistare una copia della graphic novel originaria di Robert Venditti e Brett Weldele, stampata magnificamente in 208 pagine a colori, con making of, scene eliminate, uno speciale sulla finta campagna pubblicitaria dei Surrogati pubblicata in contemporanea al fumetto, interviste e copertine manco fosse uno di quei DVD stracarichi di contenuti extra... il tutto per 18 euro, assolutamente ben spesi.

12 commenti:

Christian ha detto...

Accidenti... aspettavo questo film come una manna... me l'hai smontato! Vabbe'....andiamo a rivederci per l'ennesima volta "Blade Runner"....

Alex McNab ha detto...

In teoria anch'io preferirei vedere i film al cinema, ma vista la vergognosa distribuzione dei generi che piacciono a me, mi rivolgo sempre più spesso ai siti di streaming.
Uno dei film che meditavo di vedere era proprio questo, ma ora me ne hai fatto passare un po' la voglia.
Un altro action-movie? E va bè, io li guardo pure, però da Surrogates mi aspettavo qualcosina di diverso.
Che a quanto pare non c'è stato.
Recupererò prima la graphic novel...

Simone ha detto...

Io sarò un rompipalle, ma penso che per scrivere una storia di fantascienza ci voglia genio, cultura, coraggio, anticonformismo... cioè, Stanley Kubrick poteva permettersi di fare un film di fantascienza, e ai suoi tempi anche il vecchio Spielberg. Poi mi viene in mente Orson Wells e pochi altri.

Chi ha diretto questo film? L'autore di Terminator 3, che già quello non mi prendeva per niente e che per cui non ho visto. Voglio dire, conoscendo l'autore le possibilità del "prodotto" finito credo siano prevedibili anche senza andarlo a vedere.

Ora uscirà 2012, già sicuro successo del regista che ha fatto Twister e l'alba del giorno dopo. Ovviamente sarà un insieme di gente che scappa tra effetti speciali catastrofici, senza trama o altro, che magari è già molto meglio di troppe altre cose che si trovano al cinema... solo non vedo perché uno dovrebbe andare al cinema aspettandosi qualcosa che effettivamente non può essere, dati i presupposti.

Simone

Alex McNab ha detto...

@Simone: sì, sei un rompipalle ^_^

Kust0r ha detto...

Ricordiamoci che l'italia è l'unico paese al mondo (almeno quello civilizzato) dove Avatar uscirà un mese dopo.

Evviva i cinepanettoni

Roberta la Dolce ha detto...

Adoro Bruce Willis, e andrei a vedere qualsiasi porcata fa! :-D
Scherzi a parte, vedrò lo stesso questo "Surrogates" o "Il Mondo dei replicanti" (bah, che scemenza questa dei titoli), senza troppo impegno e senza troppe aspettative... magari senza aspettare gennaio... ;-)

Elena di Troia 09 ha detto...

A me "Terminator 3" non è dispiaciuto, sembrava un po' il remake del secondo, ma non era malaccio, bello il finale, Mostow ebbe il coraggio di non mettere il solito happy end, se non altro.
E' vero che di fantascienza decente è un pezzo che non se ne vede, secondo me non serve il genio, basterebbe una bella storia e portarla con coraggio fino alla fine, senza compromessi e indulgenze al mercato cresciuto a videogiochi.

CyberLuke ha detto...

Lo credo anch'io: il genio non è richiesto, per girare un buon film di fantascienza.
Basterebbe avere un po' di mestiere ed usarlo con intelligenza e un pizzico d'originalità, senza farsi troppo tentare dalle mode (quante brutte copie di Terminator, Blade Runner e The Matrix ci siamo sorbiti?) e senza la spada di Damocle di fare il risultato al botteghino a tutti i costi.
L'ultima grande produzione fantascientifica è stato il remake di Ultimatum alla Terra, e per far sì che la gente andasse a vederlo, hanno dovuto scritturare Keanu Reeves e schiaffarlo gigantesco sul manifesto.
È così che The Surrogates è diventato "l'ultimo film di Bruce Willis", e ce lo ritroviamo praticamente in ogni inquadratura.
Stavolta la storia forte alla base c'era, ma nessuno ha voglia di rischiare puntando solo su quella (che, tra l'altro, è stata modificata neanche di poco per renderla più "cinematografica") e così metà del budget se ne va per pagare il cachet ai grossi nomi di Hollywood.
Almno, Cloverfield e District 9 sono sfuggiti a questo diktat, e infatti sono due ottimi film.

maxpower ha detto...

Lo scorso we ero a Londra e me lo sono visto anch'io... La prima cosa che salta agli occhi anzi al cervello è “ma come c…o è che tutti hanno la possibilità di controllare dei robot da casa e li usano per guidare macchine a benzina? non potrebbero lavorare da casa via internet senza inquinare?”
Altro punto che colpisce è che il protagonista e sua moglie stanno perennemente in casa ad una età oltre i 50 credo per lui e verso i 40 per lei e dopo anni di non-attività fisica sono magri e in forma, non un accenno di grasso, ma cribbio cosa mangeranno? un grissino al giorno per rimanere così?

Mr. Lunastorta ha detto...

Peccato per la brutta trasposizione del film, ma è una cosa a cui ormai sono abituato... :-(

Quel che mi fa davvero innervosire è invece la scelta dei distributori italiani di rimandare l'uscita di numerosi film per non competere con i cinepanettoni nostrani! L'esempio di Avatar è eclatante: in tutto il mondo uscirà il 18 dicembre prossimo, in Italia il 15 gennaio.

rollerbladingchick ha detto...

A me dal trailer sembra fico! http://www.youtube.com/watch?v=5wxmFJTZWUo

Matteo ha detto...

L'ho visto solo ora, peccato. La trama prometteva tantissimo, ma la storia è piatta, i personaggi senza caratterizzazione, Willis svogliato, sembra che tutti quelli che vi prendono parte stiano guardando l'orologio domandandosi "ma quando finiamo di girare?"

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