giovedì 26 novembre 2009

[RECE] Tutta un'altra musica

Tutta un'altra musica, Nick Hornby
Guanda Editore, 322 pagine
17 euro

Una mattina dell'ormai incredibilmente lontano 1997 mi trovavo alla libreria della stazione Termini, cappotto e borsone, aspettando che il mio treno per non ricordo dove arrivasse. Mi aggiravo un po' assonnato tra gli scaffali in cerca di qualcosa con cui passare le ore del viaggio, e mi cadde lo sguardo su Alta Fedeltà, appena dato alle stampe.
Uno sguardo alla sinossi sul risguardo, una letta veloce a qualche pagina all'interno e lo acquistai.
Quando, pochi giorni dopo, chiusi il volume convenni che era stata una delle letture più piacevoli dell'anno e forse di sempre.
Un romanzo di razza, in cui l'autore mescolava alla perfezione umane vicende con la passione per la musica a fare da collante, descrivendo con bravura smisurata certi processi di pensiero tipicamente maschili da farne praticamente un manuale ad uso e consumo del gentil sesso per comprendere l'altra metà del cielo (la nostra).
Una storia in cui il novanta per cento dei lettori (almeno, a giudicare da quello che ho letto e sentito in giro) si è facilmente riconosciuto, ha sofferto quando si è conclusa ed ha aspettato per anni di leggerne se non un seguito, almeno un qualcosa che ne recuperasse lo spirito.
Dopo aver pubblicato Un ragazzo (piuttosto buono), Come diventare buoni (mai letto) e Non buttiamoci giù (mollato dopo un paio di capitoli), Hornby sembrava essersi convinto a riprendere il filone che lo aveva consacrato come uno degli autori più letti e apprezzati (anche) nel nostro Paese, e ha pubblicato, poche settimane fa, questo Tutta un'altra musica.
In due parole?
Tutta un'altra musica parte discretamente e finisce per accartocciarsi inesorabilmente in una storiella di serie C che, a partire da due terzi del libro, il lettore comincia ansiosamente a chiedersi come e se si riprenderà.
Gli elementi per farne una storia divertente e appassionante c'erano: una coppia che più diversi non potrebbero, lui con la passione/ossessione per un cantautore americano ritiratosi dalle scene già anni fa e fatto oggetto di culto su un forum di appassionati sul web, lei che lo segue con un misto di rassegnazione e stanco affetto ma senza riuscire a rinunciare ai suoi sogni che sembrano destinati a non decollare mai nella grigia cittadina di mare britannica di Gooneless, e, naturalmente, il cantautore in questione, che non potrebbe essere più distante dal mito alimentato dalle bufale e dai finti avvistamenti su Internet.
Solo che non funziona... manco per niente.
I personaggi sono piatti e poco interessanti e lo stesso vale per i dialoghi; la qualità di scrittura è molto meno limpida di Alta Fedeltà e il libro è praticamente privo di ritmo, cosa che ha l'unico merito di non far presagire il fatto che le cose iniziano a scivolare verso situazioni da soap opera anni ottanta, già viste, noiose e vagamente buoniste.
Le ultime trenta pagine sono una sofferenza da portare a termine e sono probabilmente le peggiori scritte da Hornby in tutta la sua (tutto sommato, onorata) carriera.
Peccato.

Piccola nota a margine numero uno: il titolo italiano, ben diverso dal Juliet, Naked originale, conteneva, a ben vedere, un avvertimento per me e tutti gli altri che speravano di leggere un Alta Fedeltà parte seconda: tutt'altra storia.
Piccola nota a margine numero due: so di suonare come un disco rotto, ma entrambe le copertine dell'edizione inglese ed americana sono migliori della nostra.

14 commenti:

Taka ha detto...

ci sarebbe anche Febbre a 90 che dovrebbe essere molto bello, ma parlando di calcio mi son sempre rifiutato di comprarlo e leggerlo... -.-

di Nick Hornby sconsiglio anche Shakespeare scriveva per soldi: non è un romanzo, ma un mattone dove parla dei libri che ha letto verameeeente pesante.
mi sarò fermato a pagina 50 e mai più ripreso in mano.

Roberta la Dolce ha detto...

Ho letto anch'io "Alta Fedeltà": niente di trascendentale, ma oer un trentenne, non sposato, a cui piace la musica e con voglia di leggere un libro non sciocco però divertente, effettivamente è iun libro imperdibile.
Verissima la storia che ci si riconosce, e tipi come Rob, Dick, Barry o Laura sembra di averli già visti in giro, da qualche parte. Mi sa che siamo proprio così.
Peccato per questo "Tutta un'altra musica"!

Lùthien Meryt ha detto...

Io di suo ho letto solo "Un ragazzo" e "Tutto per una ragazza" e tra i due preferisco decisamente il primo! L'ho letto tre volte, in tre diversi periodi della mia vita, e ogni volta mi ha dato qualcosa di nuovo. Soprattutto adoro il personaggio di Marcus, con la piramide di persone che cerca di costruirsi intorno...
Piuttosto, tutti, nella mia famiglia (genitori, zii, cugini...), sono fissatissimi con "Non buttiamoci giù", ne hanno parlato per settimane, e dopo aver letto la tua recensione, penso lo preferirò a questa sua ultima uscita. :-/

Christian ha detto...

Mi sono avvicinato ai romanzi di Hornby dopo aver visto "About a Boy", tratto da quello che, secondo me, è uno dei migliori suoi romanzi.
Ho letto anche "Alta Fedeltà": la trama è un po' scarna, ma del resto nemmeno lo si pretende da questo genere di libri. Inoltre non è certo quella la parte migliore dei romanzi di Nick Hornby quanto l’ironia, le battute, le gag, qualche riflessione penetrante sui perché della vita e, perché no, il ritratto ironico ma calzante di una generazione.
Speravo parecchio in questo suo ultimo... :(
Ma è davvero così irrecuperabile?

CyberLuke ha detto...

@Christian: risparmia i tuoi soldi e soprattutto il tuo tempo.

Alex McNab ha detto...

Bella rece, che tra l'altro condivido.
Come dice Roberta, davvero niente di trascendentale, anche se si lascia leggere.
A parer mio, Hornby è sopravvalutato. Come tanti golden boy, prometteva tanto e invece si è presto perso in un bicchier d'acqua...

Anna ha detto...

Non avevo mai letto nulla di Nick Hornby prima di "Tutto per una ragazza", ma ne sono rimasta piacevolmente stupita.
Mi ha coinvolta dalla prima pagina e non mi ha lasciata fino all’ultima; mi ha strappato sorrisi e lmi ha fornito parecchi spunti di riflessione.
Però mi hanno anche detto che non sia uno dei migliori libri di Hornby, il che mi spinge a voler leggere altre opere di questo autore... volevo giusto provare questo "Tutta un'altra musica", ma forse non è il caso...

CyberLuke ha detto...

@Alex: è un'amara conclusione, specie per uno scrittore che alla sua opera prima mi aveva così ben impressionato. Ma tu cos'hai letto di lui?
@Anna: "Alta Fedeltà" è da leggere assolutamente (ignora quella porcheria del film, peraltro ambientato a Chicago anziché Londra, ma per favore...).
"Un ragazzo" non è male per nulla, su gli altri non so dirti.

Maura ha detto...

Mai letto Nick Hornby, e mi sa che non comincerò ora.
Mi pronuncio solo sulle copertine: quella nera è bellissima, quella italiana una banalità assoluta, l'altra salvabile.

Anonimo ha detto...

Fammi capire, mi hai regalato COME DIVENTARE BUONI e non lo hai mai letto? Io l'ho trovato caruccio. Non come Altà Fedeltà, ma davvero non male.

Licia ha detto...

l'Anonimo stavolta non è Larsen, ma mi si è chiusa la schermata per sbaglio...

ArsT ha detto...

Hello Luke!

mcnab75 ha detto...

@Luca: di suo ho letto Altà Fedeltà (voto 7+), Febbre a 90 (6 e mezzo, ma perché amo il calcio inglese), Un ragazzo (7, bello anche il film).
Da lì il baratro. Iniziato Come diventare buoni, ma mai finito. Carino 31 songs, ma sostanzialmente inutile, iniziato e non finito Non buttiamoci giù. Letto a gran fatica il libro da te recensito, di cui ho già detto.

In poche parole: uno scrittore già in declino. Parere personale, eh!

Taka ha detto...

a sto punto io consiglio Tibor Fischer che scrive scrive molto meglio! ^o^

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