domenica 6 dicembre 2009

Copertine dei CD: tendenze 2009.


Che il design influenzi le nostre scelte, anche commerciali, è cosa nota.
E lo sappiamo bene noi progettisti, addestrati e pagati per realizzare artwork e vesti grafiche seducenti atti a promuovere un determinato oggetto... che, quando per sua costituzione non esprime completamente ed immediatamente i suoi contenuti (ad esempio un cd musicale, un film, un libro), ha assolutamente bisogno di un "vestito", anche se poi quel vestito non influenzerà minimamente la qualità di quell'opera, nel bene e nel male.
Esattamente come avviene con le persone, e come recita un vecchio adagio, l'abito non fa (necessariamente) il monaco.
Guardate le due copertine in apertura. Quella più a sinistra è una delle più note e meglio riuscite della storia del rock, e appartiene a uno dei più venduti album dei Queen. Ora, immaginate se il leggendario News of the World fosse uscito con la copertina a destra: monocolore, con una scritta a contrasto e null'altro.
Di sicuro, i contenuti musicali non ne sarebbero stati minimamente coinvolti: We are the Champions e We'll Rock You sarebbero rimaste le storiche hit che conosciamo oggi... ma possiamo giurare che l'album avrebbe venduto lo stesso – immenso – numero di copie se fosse apparso negli scaffali e nelle vetrine dei negozi di dischi con una copertina sciatta e anonima?
Ecco, avete afferrato il punto: un buon design serve a tutti, anche ai migliori.
Arriviamo ad oggi. È il 2009, e la diffusione della musica "liquida" scaricabile (a pagamento o meno) a discapito di quella "solida" ancora acquistabile sotto forma di CD (e, ultimamente, di nuovo in vinile) ha sminuito, in una certa misura, l'importanza delle copertine.
Fortunatamente, la grafica è ancora un aspetto importante nella musica, e molti artisti sono ancora disposti a sborsare quattrini per avere un artwork ben progettato. E, vista la gran quantità di materiale sonoro prodotta ogni anno, è possibile isolare e riconoscere delle tendenze ben precise esaminando le copertine dei dischi.
Quella che segue è una selezione di layout pubblicati nel 2009, e mostra come le band e i diversi artisti abbiano scelto strade differenti per aiutare le vendite della loro musica e a distinguersi nel mare magnum.
Ce n'è per tutti i gusti... la mia classificazione ha isolato i generi ritratto, fotomanipolazioni, grunge, fotografico, tipografico, bianco e nero, minimalista, disegnato a mano e vettoriale.

Ritratto
Mettere in copertina un ritratto fotografico dell'artista è stata sempre una soluzione gettonatissima, soprattutto per gli artisti singoli. È una soluzione meno utilizzata per le band, ma è ancora un evergreen e la migliore per dare un volto ad un nome... anche se artisti conosciutissimi come Madonna o David Bowie continuano ad utilizzare questa soluzione per le loro copertine.
Generalmente, i ritratti utilizzati sulle copertine sono dei primissimi piani del volto dell'artista, e riempiono quasi completamente la copertina. Non è raro che vengano affidati a fotografi di fama internazionale.
E non fatevi illusioni... anche se spesso gli artisti giurano e spergiurano che non è così, tutte le fotografie sono comunque ritoccate con Photoshop più o meno pesantemente.

Fotomanipolazioni
In altre parole: Photoshop rules.
Sono un ottimo modo per definire il tipo di musica contenuta nell'album, o comunque di suggestionare il potenziale acquirente con un'immagine di grande effetto.
Photoshop permette di combinare con grande realismo elementi fotografici con altri più pittorici, vettoriali o 3D, a realizzare qualcosa che in natura non potrebbe esistere e comunque con un forte impatto visivo.
Molte copertine grandemente evocative trovano in questa soluzione la strada perfetta per farsi notare tra le altre.

Grunge
Il grunge non è solo una corrente musicale, ma è un vero e proprio stile grafico.
È un termine difficilmente traducibile, ma sostanzialmente indica uno stile volutamente consumato, invecchiato e sporco.
È molto usato dalle band più che dai singoli, e sebbene cominci ad essere un po' demodé, nel 2009 è stato abbastanza usato, persino da Madonna che in passato aveva sempre prediletto layout estremamente patinati.

Fotografico
Una bella fotografia potrebbe bastare da sola ad aumentare le vendite di un album.
Esistono immagini talmente efficaci da non aver bisogno di alcun intervento in Photoshop e tantomeno di inserimenti tipografici per funzionare alla perfezione su una copertina. In alcuni casi, nome dell'artista e titolo dell'album sono addirittura relegati alla costa o allo spazio sull'inlay card se il carrello del cd è realizzato in plastica trasparente.


Bianco e nero
Il bianco e nero è tutt'altro che la soluzione "povera".
Solo un superficiale o un cafone possono pensarlo (due categorie piuttosto diffuse tra i clienti, ma questa è un'altra storia). In realtà, un'immagine in bianco e nero spesso possiede un'eleganza che non ha riscontro in una a colori. Luci, mezzitoni e ombre sono esaltati alla massima potenza nelle fotografie in bianco e nero. Alcune tra le più belle copertine della storia del pop e del rock sono in bianco e nero, e fortunatamente, è un trend che tiene abbastanza.

Minimalista
Apparentemente, si tratta di copertine semplici da creare... anche se, in realtà, dietro una grafica o una composizione essenziale e molto "pulita" c'è un grande studio che poco spesso viene percepito dall'utente finale.
Il minimalismo può essere completamente geometrico, come nel caso dei Depeche Mode o dei Pet Shop Boys, o fotografico, e, se ben concepito, ha una forza comunicativa dirompente.


Disegnato a mano
Negli ultimi anni, abbiamo assistito a una certa ascesa del trend delle copertine disegnate o dipinte a mano... non solo nelle copertine di dischi, ma in quelle di libri, nell'editoria in generale e persino nel web design.
Personalmente, la vedo come una sorta di inversione di tendenza rispetto layout molto "digitali" e forse un po' rigidi visti negli ultimi anni.
La scelta di un bravo artista, non necessariamente molto noto, può portare a copertine indimenticabili ed incisive, senza supporto di computergrafica.

Vettoriale
La grafica vettoriale sta conoscendo una seconda giovinezza, dopo essere stata impiegata massicciamente negli anni settanta. È pulita, elegante e può contare su una quantità di effetti praticamente illimitata.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non è necessariamente prodotta al computer... anzi, a mio parere i risultati più interessanti sono quelli prodotti a mano, il che ne fa quasi un sottogenere della precedente categoria.

11 commenti:

Io - Ettocecco ha detto...

Fantastico!!! Grande Luke... quasi quasi mi salvo tutto l'articolo... Come sempre hai fatto una bella ricerca...

Penso che l'arte da copertina sia sempre molto interessante perché varia (come hai saputo dimostrare)...

E' un peccato che pian piano stia scomparendo...

Uapa ha detto...

Yes *.*
Comunque è vero che molte persone non apprezzano il bianco e nero, perché "E' vecchio" (scusate, ancora non ho capito comemettere l'accento sulla E blush).
E quante volte, chiedendo una fotocopia a colori di una foto di Charlie Chaplin, mi sono sentita dire che è in bianco e nero, per cui fa lo stesso? ç_ç

Matteo ha detto...

Ottimo articolo (ormai sono veri e propri articoli... :))
Avrei da ridire un paio di cose sul fotografico. La prima immagine e quella dei 30second sono chiaramente ritoccate, nella prima infatti se fosse vera i foulard strozzerebbero senza pietà i due individui, nell'altra la tigre ha le due metà del muso esattamente speculari, propendo per un disegno estremamente realistico :)

Maui ha detto...

Michia, articolo monumentale, complimenti.
Ora sappiamo come hai passato il week end.
Nota stilistica testuale: se usi di nuovo l'espressione "gettonatissimo" ti aspetto sotto casa e ti cionco le falangette della mano destra.

Roberta la Dolce ha detto...

Quando parli i queste cose, dimostri tutta la tua attitudine e la tua competenza in materia... ;-)
Hai mai pensato di darti all'insegnamento?

dactylium ha detto...

Domanda stupida da profano: come si produce il vettoriale senza supporto informatico?

Voglio dire, anche un disegno a mano con certe caratteristiche artistiche si può definire vettoriale? (a prescindere dalla prerogativa principale del vettoriale, cioè la scalabilità).

Grazie.
dacty

Leonida ha detto...

Una bella e approfondita analisi... Ed ennesima dimostrazione che dietro ciò che vediamo ( e consumiamo ) c'è parecchio di più rispetto quello che l'uomo medio magari pensa. E invece la comprensione di certi meccanismi è essenziale, io credo,,,

mcnab75 ha detto...

A breve ti faccio avere in anteprima la copertina del nuovo disco della mia assistita (L'Aura).
Mi piacerebbe avere un tuo parere fuori dai denti.
Intanto ti segnalo (perdonami questo piccolo spam), le ultime due copertine:
Demian: http://www.musicalnews.com/img_art/4062007235707.jpg

e il "best of", del 2008: http://img126.imageshack.us/img126/5496/laurapicti1qm3.jpg

Che ne dici?

CyberLuke ha detto...

Dico che i link non sono validi. ;)

Simone ha detto...

Ammazza che postone! Non capita spesso poi che un esperto "spieghi" così bene determinate cose, come hai fatto tu. Adesso mi guarderò tutte le copertine che trovo e proverò a capire se sono fatte con le foto a vettori, in disegno grafico bianco e nero o col computer stampato digitale. Grazie! ^^

Simone

Anonimo ha detto...

Bellissimo articolo Luca !!
:D

Silvia B.

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