mercoledì 30 dicembre 2009

Non leccare mai la fotocopiatrice.

Finora ho sempre resistito alla tentazione di scrivere il Classico Post Sulle Chiavi Di Ricerca... forse perché prima o poi tutti i blogger del mondo ne scrivono uno (sono capitato su blog che – ho scoperto – ne pubblicano uno al mese, aggiornando scrupolosamente le assurdità riportate dai loro sistemi di monitoraggio).
Ma visto che siamo in chiusura dell'anno, che sono in vacanza e che oggi non ho niente di particolarmente divertente o interessante da dire, vi delizierò con una selezione delle più solenni, incredibili, colossali puttanate digitate da alcuni utenti su Google e simili che li hanno – per qualche imperscrutabile via – portati su questo blog.

È un giochetto che potete fare anche voi, con qualsiasi blog che renda pubbliche queste statistiche (praticamente tutti), nel mio caso fornite dal servizio di Shiny Stat.
Se vi prenderete la briga di curiosare nelle mie, vedrete come tutte quelle che vi riporterò siano assolutamente autentiche... e del resto, ce ne sono alcune che non avrei mai avuto la fantasia (o il pudore) di inventare.

Un primo dato singolare che emerge è la straordinaria quantità di gente che arriva qui cercando informazioni sui tatuaggi. Su circa settemila ricerche compiute nel solo mese di dicembre, centinaia includevano la parola "tatuaggio" o "tattoo". Il che è interessante, visto che ho dedicato un unico, misero post ai tatuaggi, mesi or sono, e non ne ho parlato mai più.
Quell'unico post mi ha fruttato centinaia di involontari accessi... ma mai quanto quello sulle Cinque Perversioni Sessuali Che Non Mi Attirano, che ogni mese attira qui regolarmente dai cinquanta ai settanta visitatori attratte dalle magiche paroline "perversioni sessuali".
Ma, fin qui.
Dove inizio a strabuzzare gli occhi è nelle zone basse della classifica, tra le ricerche digitate una sola volta e che mi fanno seriamente interrogare sulla specie umana e su come il concetto di sanità mentale sia, una volta di più, assolutamente relativo.
Buon divertimento (tra parentesi, i miei commenti).

• anfibi alti sono scomodi? (provarne un paio?)
• arrivare a 40 anni e non aver concluso un tubo
(è un'ammissione?)
• auguri di natale per i commercianti
(hanno bisogno di auguri speciali?)
• bella sisona
(la versione casareccia di "big tits", immagino...)
• c'è un trucco che ti fa sbloccare tutti i 10 alieni in ben ten alien force ?
(questo cerca di fare il furbo...)
• clipart su sbuffatori rosa
(cos'è uno sbuffatore? rosa??)
• codice sesso sms coda pistacchio
(fino alla terza parola, potevo anche trovare un collegamento...)
• come addossare un mobile ikea alla parete
(uhm... appoggiandocelo?)
• come aggiornare navigon 2100 senza pagare
(ecco un altro furbacchione...)
• come c' è l'anno i negri
(questo vuole vederci chiaro...)
• come cazzo si bacia?
(e tu quanti cazzo di anni hai?)
• come diventare un bravo pittore
(nascendoci ed esercitandosi, forse?)
• come faccio a diventare ricco
(ecco, questo è già più difficile)
• come fare a cambiare il codice segreto dell' iphone quando non lo hai in possesso
(che cazzo, a chi l'hai rubato?)
• come fare a capire se a letto gli e piaciuto
(beh... magari ti richiama il giorno dopo)
• come farsi venire un idea per diventare ricchi
(quando lo scopri, poi fammelo sapere anche a me)
• complotto rettiliano: lady gaga?
(questa mi mancava)
• converse alte fino al ginocchio
(questa sì che è una perversione, altro che latex)
• cosa fare per essere belli
(la chirurgia estetica costa sempre meno.)
• cosa fare se mi piace uno ke nn mi nota?
(cambiare pettinatura?)
• cosa mi invento di lavoro?
(messa così...)
• cosa posso desiderare
(poca fantasia, eh?)
• cosa ti è piaciuto quando abbiamo fatto l'amore?
(lo stai chiedendo a Google?)
• culi di donne trova l'intruso
(un intruso?)
• culi di natale
(mica culi normali, eh!)
• culi in padella
(e al vapore no?)
• culo amatoriale
(ben diverso da un culo professionale...)
• culone atomico kim kardashian
(in effetti, è ben dotata...)
• da grande voglio comprare un gatto
(un buon proponimento.)
• datemi qualsiasi lavoro
(questa è parecchio triste)
• dimmi come prendere la pizza e ti dirò come sei
(adesso devo stare attento anche a questo?)
• diventare ricchi è ancora possibile?
(eh, di questi tempi...)
• diventare ricco in 25 anni
(questo almeno si prende il suo tempo)
• domande esistenziali che senso ha il mondo?
(e io avrei la risposta?)
• donna con gonna che si vede il culetto
(notare il vezzeggiativo...)
• donne con pocce grosse
(questo sa bene cosa cerca)
• donne magrissime con tette grandissime
(pure questo, ma resterà deluso)
• donne rozze
(ah, non sono il solo.)
• download lecchino
(eh??)
• durante la conversazione o sentito un bip tipo segnale di sms
(un filino di paranoia?)
• e' bello essere amati per quello che sei e non per i soldi
(parole sante, vecchio mio)
• esiste un orologio anti terremoto
(certo, e anche un barometro antistupri.)
• etichetta vino del cazzo
(non posso aiutarti.)
• ettttetetetette
(ti piacciono proprio, eh?)
• facebook arianna nata a genova ed è una pinup
(Arianna, c'è qualcosa che devi dirmi?)
• filmati della perversione di infilarsi una mazza nel culo
(de gustibus...)
• foto donne piu brutte del mondo
(perché vuoi farti passare l'appetito?)
• frasi fatte da un fornitore a un cliente per un regalo
(cosa non si farebbe per un cesto...)
• frasi per dire che mi è piaciuto fare l'amore
(dagli/dalle un bacio e basta...)
• fringuelli cosa mangia quante uova puo fare
(vuoi mettere su un allevamento di fringuelli?)
• fuseaux specie quelli colorati
(sì...?)
• giochi da vestire due che si baciano il culo
(la prima parte non l'ho capita.)
• gli amori a tredici anni durano?
(una tredicenne preoccupata)
• gli ex non cambiano?
(in che senso?)
• gli uomini possono vivere senza donne?
(sarebbe interessante sapere se lo è chiesto un uomo o una donna...)
• gravidanza a rischio per receptionist
(mi sembra un lavoro abbastanza tranquillo...)
• grosse poccie
(altro che big tits.)
• i denti umani piu storti del mondo
(un altro che vuole perdere l'appetito)
• ibrido uomo tigre
(hai sette anni? O otto?)
• immagini di corpi tagliati tranne manichini
(a te, non ti voglio conoscere.)
• imparare a fare gli accaunt
(uhm... cominciare a scriverlo bene?)
• la donna piu bella al mondo.
(ma sì, facciamola scegliere a Google)
• la donna piu sexy al mondo
(come sopra.)
• la donna piu troia del mondo
(speri che ci sia il numero di cellulare?)
• la donna piu vecchia del mondo
(per fare?...)
• la donna più bella al mondo negra
(una distinzione di classe.)
• la donna più bella dell' universo
(altro che del mondo.)
• la donna più formosa del mondo
(poco da fare in ufficio oggi, eh?)
• la donna più puttana del mondo
(appunto...)
• lupo e cappuccetto rosso in moto
(che fantasie perverse.)
• macchina da fare ciambelle preti
(ciambelle per preti? o ciambelle fatte coi preti? scusa, non è chiaro.)
• mamme belle guardate dalla porta
(dalla finestra sarebbe sconveniente.)
• maschioni maturi
(mica solo gli uomini fanno ricerche di un certo tipo, sapete.)
• modificatore di immagini per ingrandire le tette
(Uhm... ci sarebbe "Boobs Magnifier 2.0" di cui mi hanno detto un gran bene...)
• mozzarella vettoriale
(ma perché??)
• navi spaziali realizzate con materiale di recupero
(pochi fondi e un sacco di voglia di andare su Marte, eh?)
• nere sisone
(un altro che sa quello che vuole)
• new balance usate da steve jobs
(provato su eBay?)
• nokia 5800 quando blocco la tastiera fa delle strisce si puo risolvere il problema??
(uhm... portarlo in assistenza?)
• nome cantante dark americano
(in effetti, sono giusto un paio)
• non leccare mai la fotocopiatrice
(ecco, questo è un buon consiglio.)
• non so disegnare ma voglio fare il design
(il dentista no, eh?)
• non sono capace di fare nulla
(almeno questo è sincero.)
• non voglio che si aprano finestre di pubblicità quando navigo cosa posso fare
(eh, è un bel problema.)
• nonne troie
(bah, magari qualcuna ce ne sarà. Buona caccia.)
• oggetti indispensabili per un cieco
(devi fare un regalo?)
• pensieri cinici sul natale
(amico, sono certo che puoi formulartene di tuoi.)
• pensieri,parole per dire ad una cara amica che ci manca (bravo, cercali su Google.)
• pensierini di auguri da dedicare alle maestre nel periodo di natale (sei un genitore o un alunno?)
• per rottura dei citofoni a chi spetta pagare (in effetti, è un problema annoso.)
• perche non riesco a copiare il film fahrenheit 451 su dvd (c'è un'edizione a 9 euro e 90.)
• piccoli asciugamani a forma di dolce (ne parlo un giorno sì e uno no.)
• quadri sui negri (niente mezzi termini.)
• qual è la nota iniziale di spendi spandi effendi? (che ti fa pensare che io lo sappia?)
• quanta roba ci sta sull'ipod touch? (voltalo, dietro c'è scritta la capienza.)
• quante arie fa un uomo in media al giorno? (chi è il poveretto che dovrebbe calcolare questa media?)
• ragazze belle in bichini (non posso credere che c'è chi non sa scrivere 'bikini'.)
• regali in soldi come chiederli con un versetto (uno scroccone poeta)
• risse amatoriali che si tirano i capelli (risse amatoriali, eh, mica professionali.)
• saper progettare una sveglia in alluminio (alluminio?)
• sesso con robot (hai dodici anni?)
• si puo chiedere ad una ragazza se le è piaciuto? (certo che si può, ma tu non lo fare.)
• simpson nudi (forse era meglio quello che cercava le sisone nere.)
• stampe erotiche con fotocopiatrice (immagino che capolavori d'arte erotica.)
• steven seagal grasso (beh, che cattiveria.)
• telefilm americani lista cuoco segretaria lecchino (voi avete capito cosa cerca?)
• tenete duro che in cima è pieno di figa (un incitamento niente male.)
• tette che sbatte contro altre tette (aò, a lui piace così.)
• tette ragazza tecnocasa (Tecnocasa??)
• topo mannaro (ommioddio)
• un comunista chiama sempre le cose col loro nome (ah sì??)
• voglio diventare un marins (tredici anni?)
• voglio diventare zombie (troppa Playstation, tu.)
• voglio essere uguale a barbie (sei un po' infelice, eh?)

martedì 29 dicembre 2009

Hit parade 2009

Miglior film

District 9, di Neil Blomkamp.
Uno dei, pochi ma forti, segnali che ci dicono che – dopotutto – la fantascienza non è (ancora) morta.
Godibile, creativo, intelligente e coinvolgente come non ne vedevo da un pezzo.
QUI la mia reecnsione.
Menzione d'onore: Coraline, di Henry Selick.
Neil Gaiman e Dave McKean messi assieme non possono proprio sbagliare.
E confezionano un gioiellino oscuro che eclissa persino Nightmare before Christmas.
QUI la mia recensione.

Miglior romanzo
Il lunedì arriva sempre di domenica pomeriggio, di Massimo Lolli.
Uno stile asciutto, efficace, mai ruffiano. Una storia di grande attualità che tiene incollati alla lettura senza ricorrere ad omicidi seriali, vampiri bellocci, grandi amori più o meno corrisposti, catastrofi planetarie o complotti politici.
Uno strumento per tanti aspiranti scrittori più valido di tanti manuali.
Il suo solo difetto è di finire troppo in fretta.
QUI la mia recensione.
Menzione d'onore: Italia più Giappone diviso due, di Ryuta Naruse.
Lettura veloce, divertente e istruttiva sul nostro Paese e sul suo opposto sociale: il Giappone.
Non serve amare il Giappone od essere intenzionati ad andarci per leggerlo.
Ne ho parlato QUI.

Miglior disco
Il mio consumo di musica è andato tutt'altro che in calando: chi mi sta intorno sa che la musica è per me una compagna irrinunciabile... in auto, in scooter, a casa, al lavoro, ovunque.
Compero compact disc nei negozi e su eBay, scarico discografie complete da Internet, acquisto singole tracce su iTunes Store.
Ciò nonostante, se dovessi nominarvi un solo, misero album uscito quest'anno che sia valso la pena acquistare e godere canzone dopo canzone, non saprei che rispondervi: mi aspettavo molto dal nuovo Pet Shop Boys, dopo l'ottimo Fundamental di un paio d'anni fa, ma la delusione è stata proporzionale all'attesa: un ottimo singolo, un paio di episodi interessanti sepolti in un disco piatto e poco coinvolgente e finita lì.
Non che sia andata meglio col nuovo Infected Mushroom o col nuovo Prodigy: qualcosa si salva qua e là, ma è mancato il disco – inteso come album completo composto di più canzoni – da far salire sul podio.
Un vero peccato.
Menzione d'onore: come appena detto, ho campato di alcuni buoni singoli: Love, etc. è una splendida promessa non mantenuta nel nuovo Yes dei Pet Shop Boys, e Invaders Must Die che dà anche il titolo al quinto album dei Prodigy conserva intatta tutta la potenza comunicativa del gruppo britannico.
Novantanove centesimi cadauno su iTunes Store li ho spesi più che volentieri, ma gli album... un'altra storia.

Migliore serie TV
Lost season 5, di Jeffrey Lieber, J.J. Abrams e Damon Lindelof .
Lo so che – a dire di molti – gli autori si stanno arrampicando sugli specchi e stanno navigando a vista senza avere idea di dove andare a parare e di come fare a mettere assieme una conclusione credibile e coerente l'anno prossimo, con la sesta e ultima stagione.
Io dico solo: aspettiamo.
Per ora, la sola cosa certa è che ho atteso e divorato con avidità ogni singola puntata trasmessa quest'anno, scaricandola il giorno dopo la sua messa in onda sulla ABC e sottotitolata dai soliti volenterosi, da buon tossicodipendente.
E questo è già un grandissimo risultato.
Poi, se ci tireranno il pacco, sarò il primo a radunarmi coi forconi sotto casa degli autori... ma nel frattempo, Lost resta la miglior serie televisiva degli ultimi dieci anni e un modello da imitare per i vari Flashforward e compagni.
Menzione d'onore: Fringe, di J. J. Abrams, Alex Kurtzman e Roberto Orci.
l'X-Files degli anni duemila, ben oltre la credibilità ma confezionato con mestiere e con un cast superlativo.

Migliore immagine digitale
Delle mie, intendo.
Anche quest'anno ne avrei volute produrre di più, e invece, di quelle di cui sono veramente soddisfatto, ne posso annoverare al massimo una mezza dozzina.
Eve protomecha (QUI la vedete meglio) è la mia preferita: ha le luci giuste, mi piacciono i colori, c'è equilibrio tra organico e cibernetico e l'idea mi flippava in testa da un po'.
Alla fine, ho esagerato coi livelli (quasi un centinaio) ma ho cliccato su "salva" con grande autocompiacimento.
Menzione d'onore: Tiranny of Beauty (è ospite fissa nel colonnino qui a destra): con questa, ho chiuso il ciclo degli Arcimboldi digitali, mi piace pensare in bellezza.

Migliore acquisto
Apple Macintosh Mini.
Il marketing Apple non lo spinge perché ha margini più ridotti che non sugli iMac (ad esempio), ma il MacMini è, a mio giudizio, uno dei calcolatori più interessanti per rapporto qualità-prezzo presenti nei listini della casa della mela.
Quando, la scorsa primavera, Apple ha presentato il nuovo modello, più veloce, più potente, meglio ingegnerizzato, e con tutte le connessioni che un uomo possa desiderare, non sono stato troppo a pensarci e ho sostituito il mio vecchio MacMini con processore PowerPC.
Dopo otto mesi d'uso, non posso che dirmi assolutamente soddisfatto del mio acquisto.
QUI e QUI trovate la mia recensione completa.
Menzione d'onore: Magic Mouse Apple. Elegante, funzionale, moderno.
Finalmente ho smesso di combattere coi Mighty Mouse.

Migliore tecnologia
Da buon ultimo, ho attivato un account Skype... e sono felice di averlo fatto perché si è dimostrato il modo più efficiente, veloce ed economico di restare in (frequente) contatto con chi è lontano.
Le mie lunghe giornate di lavoro non sono più le stesse da quando chatto quotidianamente con Matteo nella remota e fredda Svezia, e – sembra incredibile, ma è proprio così – dietro quella piccola finestra sul desktop mi sono fatto le più irrefrenabili risate di tutto l'anno.
Una di quelle cose che possono cambiarti (in meglio) il tuo modo di relazionarti con le persone.
Menzione d'onore: Shazam per iPhone.
Un applicativo piccolo piccolo che fa una sola cosa, ma la fa benissimo.
È il riconoscitore di tracce audio più popolare del mondo, e la sua efficacia è pari solo alla sua semplicità d'utilizzo. Mi ha riconosciuto persino un remix di Mirwais di Sonny J in un locale pieno di gente. Must have.

Miglior fumetto
Iron Man: Extremis, di Warren Ellis e Adi Granov.
Storia che non ha nulla da invidiare a un romanzo "vero". Disegni che sono dei quadri.
Insomma, imperdibile e godibile per chiunque, anche per chi non è appassionato di fumetti.
Menzione d'onore: Surrogates, di Robert Venditti e Brett Weldele.
Una delle graphic novel più originali degli ultimi tempi, scritta con tecnica perfetta e disegnata con tanto cuore.


Miglior videoclip

Se Yes è stata una grossa delusione come album, Love, etc è un pezzo memorabile, di quelli che non mi stancano mai neanche dopo decine e decine di ascolti.
E il videoclip, firmato da Han Hoogerbrugge, uno dei maggiori talenti in assoluto delle animazioni in Flash, è pieno di zeppo di simbolismi palesi e nascosti.
Ipnotico.
Menzione d'onore: Touch, Yello.
Se l'album fosse stato bello la metà di questo videoclip, forse avrei avuto qualcuno da citare come miglior disco... invece, Touch è stata una delle (tante) delusioni di questo 2009.

Miglior Blog
Abduzeedo.
È un blog tematico, in lingua inglese, dedicato alla computer graphic, fondato nel 2006 dal designer brasiliano Fabio Sasso.
Oltre ad avere una grafica elegante e priva di fronzoli, Abduzeedo opera quotidianamente eccellenti selezioni dalla grafica di tutto il mondo con post, news, recensioni, consigli, tutorial e wallpaper. Dispone di un motore di ricerca interno piuttosto efficiente e mi ha fatto scoprire un sacco di bella roba.
Menzione d'onore: Il blog sull'orlo del mondo, di Alessandro Girola, scrittore emergente, recensore emerito, esperto di complotti, città fantasma, vita su altri pianeti e molto altro.
Secondo me Alex ha trovato il modo di non dormire per occuparsi (con competenza, tra l'altro) di tutte queste cose, e prima o poi troverò il modo di dimostrarlo.

lunedì 28 dicembre 2009

Norme di buon vicinato.

Una sera di Santo Stefano di non molti anni fa, ricordo distintamente, ho invitato a casa alcuni amici intimi.
Abbiamo mangiato, bevuto, giocato alla tombola con la frutta secca, e uno di loro ha portato pure un DVD di quelli... vabbé, avete capito. Basta che cerchiate "Audrey Bitoni" su Google e capirete subito con quale musa avevamo deciso di dilettarci.
Poi sarà stata l'una, l'una e mezza, che ora avevamo fatto? L'una... ho acceso il lettore CD e ho messo, di fila: Twist and shout dei Beatles, Stop the rock degli Apollo 404 e Pretty Fly for a white guy degli Offspring.
A un certo punto, a metà del coretto suona il campanello.
La signora dell'appartamento di fianco. Guardo dallo spioncino: è molto incazzata.
Decido che giocherò in attacco: "Sera-signora-auguroni-scusi-sa-ma-ci-sono-amici-smettiamo subi..."
Niente. "Mio marito", attacca lei, "le-fitte-ci-arriverà-anche-lei-ad-una-certa-età-domani-si-lavora. Noi!"
"Anche noi", dico io e intanto tossicchiavo per evitare che la signora sentisse i mugolii di Audrey in soggiorno... "No, è il gatto"... mmm... "è mezzo persiano..." mmmm, ya, ya... "molto malato. Mi scusi ancora".
Niente. "no-perché-mio-marito-le-fitte-ci-arriverà-anche-lei-ad-una-certa-età. Noi. La-notte-è-fatta-per-dormire. Noi. Il-regolamento-condominia..."
Basta. Cambio strategia: "Vuole una fetta di pandoro? Un limoncello? Lo ha fatto mia nonna... povera nonna... ma lo sa che un po' le somigliava?"
Niente ancora. "No-lei-deve-piantarla-di-fare-confusione-a-quest'ora. Noi. Che-poi-chissà-cosa-fate-di-là-si-senton-delle-urla". Uaaooo, ya, ya... "È il gatto!" Mmmmwwaaaooohhh.... "Sta un po' meglio eh..."
Niente. "No-lei-deve-piantarla-di-fare-confusione-a-quest'ora. Noi. Che..."
"Basta! Insomma, io ho un grande rispetto per gli anziani, la mia libertà finisce dove inizia quella degli altri, sono cose ovvie, credo nel dialogo e nelle buone maniere, però lei non mi lascia scelta. Le dò un consiglio: adesso lei prenda due bei divanetti, li porti davanti al cimitero, lì c'è silenzio e può aspettare la morte tranquilla. Nel frattempo, buon anno".

venerdì 25 dicembre 2009

Non siate bastardi.

Dicono che, parecchio tempo fa, a qualcuno vennero dati due lastroni di pietra con inciso un decalogo su come comportarsi al mondo.
Ma dieci regole erano parecchie, e non tutti se le ricordavano a menadito. Con questa scusa, continuarono a massacrarsi a vicenda e a vendersi stereo col mattone.
Così venne giù un altro tizio, e, con ineguagliabile capacità di sintesi, li riassunse in una sola frase: ama il prossimo tuo come te stesso.
Ma anche così restava un filo d'ambiguità, e il sangue continuò a scorrere a fiumi.
Se Gesù Cristo dovesse tornare da queste parti a dare un'aggiustatina al suo messaggio all'umanità del terzo millennio, magari in questi giorni a lui dedicati, gli consiglierei di comprimerlo ulteriormente in sole tre, inequivocabili parole: non siate bastardi.
E raderei al suolo una città a caso, magari Washington o Arcore, tanto per sottintendere: altrimenti saranno cazzi vostri.
Ma io non sono Gesù Cristo... e di certo non voglio fare il suo lavoro. Meglio per voi.
Felice Natale a tutti.

giovedì 24 dicembre 2009

Ancora un paio di cose...

Prima che venga risucchiato nel (delizioso) vortice di festeggiamenti, libagioni e regalie natalizie (di sapore decisamente pagano, lo riconosco) vi linko un paio di cazzate... zitti, su, che sapete benissimo che da queste parti non ne abuso (uhm...).

Il secondo filmato è solo per Licia, che in passato ha osato darmi del maschilista.
Vi aspetto domani per il tradizionale scambio di auguri. ;)

Fatti tutti i regali?

Sono i miei nuovi idoli. È ufficiale.

mercoledì 23 dicembre 2009

Sogno di mille gatti.

Potrà sembrarvi un atteggiamento intellettualmente reazionario, ma continuo a pensare, specie uscendo dalle librerie o dalle fumetterie (ma anche da una qualsiasi multisala cinematografica), che le idee originali siano una merce sempre più rara.
Politiche commerciali mirate al guadagno sicuro o, in altri casi tutt'altro che rari, alla mera sopravvivenza non portano che ad un omologazione e ad un appiattimento dell'offerta, che si manifesta sotto forma di fotocopie e cloni più o meno riusciti di vampiri, commissari di provincia, maghetti talentuosi, Fabi Voli e altri scribacchini di origine radiotelevisiva.
E quando mi imbatto in un'idea, un'idea vera, risplendere nel cesto delle mele tutte uguali, non posso non riconoscerla come tale e vedere con chiarezza persino maggiore la mediocrità dalla quale questa emerge.
Sto parlando in realtà di un vecchio racconto – trasposto in Sogno di mille gatti, una breve storia a fumetti del 1990 – in cui Neil Gaiman paga il suo geniale tributo agli animali più magici che esistano.

Una gatta siamese a cui sono stati soppressi i propri gattini, sopraffatta dal senso d'ingiustizia si mette alla ricerca di Sogno, un gattone nero, per poter capire come stanno le cose... avventurandosi in un territorio mistico e in bilico sull'onirico, che costituisce una vera e propria discesa agli inferi in chiave felina.
Quando finalmente lo trova, questi le racconta come – moltissime epoche fa – erano i gatti a dominare il mondo, creato per loro sollazzo e divertimento, e gli umani erano creature minuscole al loro servizio.
In quell'era un umano cominciò a diffondere tra i suoi simili l'idea che i sogni potessero plasmare il mondo: se almeno un migliaio di persone avessero sognato una terra dove erano gli umani a comandare, ciò si sarebbe avverato.
E infatti è ciò che è accaduto: una mattina i gatti si sono svegliati rimpiccioliti e in balia degli uomini.
Gli uomini sognarono il mondo in modo che fosse sempre stato dominato da loro, cambiando l'universo dall'inizio di ogni cosa fino alla fine di ogni tempo.
Alla coraggiosa gatta non resta che girovagare per il mondo, di luogo in luogo, predicando ai gatti, gridando il suo messaggio, diffondendo la speranza che i sogni possano cambiare il mondo e ridare ai felini il loro regno.

Sogno di Mille Gatti è magia allo stato puro.
Tutti coloro che amano i felini e si sono soffermati a guardarli mentre agitano le zampe o scoprono i denti pur essendo immersi in un sonno profondo, si sono chiesti cosa stiano sognando.
Gaiman fornisce una risposta di struggente bellezza e poesia.
Vi consiglio di recuperarlo, e di farvi rapire da esso.

lunedì 21 dicembre 2009

Paris, Paris.

L'amico Alex l'ha celebrata tempo fa in un suo post, e io ho concluso che qualsiasi blog che si rispetti non può dirsi tale senza almeno un post dedicato a Paris Hilton.
Che, ve lo dico subito, mi sta tutt'altro che antipatica.
Non vi tedierò con le basse pulsioni che la bionda ex-ereditiera potrebbe o non potrebbe suscitarmi (sebbene vestita di solo cavo elettrico nella foto di David Lachapelle in apertura rappresenta l'incarnazione vivente della femmina plasticosa che tanto intriga il sottoscritto), ma affronterò la faccenda da un'altra angolazione.
Paris Hilton. Un personaggio capace di spezzare nettamente in due l’opinione pubblica, come pochi altri.
C’è chi la idolatra e chi, per usare un eufemismo, la detesta.
A prescindere dal fatto che trovo (quasi) sempre sorprendente come “la gente” (signori, un applauso, eccola di nuovo!) possa spendere le sue emozioni per una persona che non ha mai visto né conosciuto (per non parlare di giudicarla) e, molto probabilmente, neanche conoscerà mai, la Hilton ha comunque l’incontrovertibile merito di essere diventata una dei personaggi più rappresentativi degli anni duemila.
Nata nel 1981 sotto una buonissima stella, visto che di cognome fa Hilton e può contare comunque su un’eredità di milioni di dollari da spendere grazie a suo padre e all’omonima catena di alberghi di lusso (anche se le voci che la vogliono diseredata corrispondono al vero, immagino che abbia fatto qualche buon investimento), biondissima, non bellissima (almeno secondo i canoni tradizionali che, a quanto pare, vengono bistrattati o santificati secondo l’uso che uno ne vuole fare nel suo discorso) col suo lungo naso, ma sicuramente appariscente, ex studentessa universitaria.
Non ho i dati alla mano, ma sono certo che sia nei primi posti delle ricerche più effettuate su Google.
È la regina del gossip. Non esiste un luogo frequentato da star dove lei non sia presente, manco possedesse (anche) il dono dell’ubiquità.
Modella, protagonista di campagne pubblicitarie, Paris è anche autrice di un evitabile CD originalmente intitolato Paris e di un altrettanto squisitamente inutile biografia intitolata Confessioni di un'ereditiera, in cui racconta la vita del jet set e dispensa i segreti per essere una donna davvero glamour... ed è inutile che vi chiediate se la fanciulla possa dare buoni consigli o meno: chi ha comprato il libro, evidentemente suppone di sì, quindi pace.
A fronte di tutto ciò, è emerso che Paris Hilton non ha mostrato nessun talento particolare, se non quello della propensione a creare gossip e scandalo attorno a sé.
Dovrebbe essere abbastanza facile per chiunque di voi rintracciare in rete uno dei forum dove si parla di lei.
Assisterete invariabilmente alla scissione di cui dicevo prima:
• oca
• insulsa
• stupida
• non la sopporto
• la odio
• la ucciderei
• è una puttana
• è ridicola
• è furba
• è sicuramente una drogata
• ha la cellulite (terribile, questa!)
• toglile il trucco e sembra un pony
• se la tira.
Ma anche:
• è bellissima
• è la ragazza più stilosa che ci sia
• ha un fisico stupendo, è simpatica
• le sue canzoni sono bellissime
• la ammiro
• è capace di essere se stessa senza vergognarsene
• adoro come si veste
Eccetera.
Credo sia fin troppo banale rilevare che il comune denominatore di parecchi (tutti?) gli insulti diretti alla Hilton sia la cara, vecchia invidia (sentimento malevolo nei confronti di un’altra persona che possiede qualcosa, concretamente o metaforicamente, che l’invidioso non possiede, da Wikipedia). E anche: L’invidioso può rivolgere la propria invidia non solo verso oggetti materiali, ma anche verso presunte doti possedute dall’invidiato: per esempio, una particolare avvenenza, intelligenza o capacità, uno spiccato fascino; in tali casi, l’invidioso reagisce tentando di disprezzare l’invidiato, perché ai suoi occhi questo è colpevole di evidenziare ciò che l’invidioso non ha. In un certo senso, è come se si sentisse sminuito dall’esistenza dell’invidiato e, in qualche modo, danneggiato da questo).
Ma anche questo è del tutto comprensibile. Ricchezza, fama e avvenenza sono da sempre in cima alla lista dei “doni” più ambiti dal comune mortale. Piuttosto mi stupirei se così non fosse.
Quello che voglio dire è che la Hilton è un falso problema.
Essa non entra nelle nostre vite più di quanto non lo faccia un’autobomba fatta esplodere in Iraq.
È solo (solo?) un’icona, una fotografia a colori su una rivista da parrucchiere, un fondo scrivania sul pc di qualche adolescente.
Un modello pericoloso? Perché, fino ad adesso ne sono mancati, di modelli anche ben peggiori, soprattutto nel mondo della musica e del cinema?
Tossicomani, violenti, autodistruttivi? Britney Spears, Oliver Stone e Robert Downey jr (pesco tre nomi a caso) sono tossicodipendenti, Heath Ledger è solo l’ultimo ad esserci rimasto secco. Kiefer Suhterland, Mel Gibson e Lindsay Lohan sono alcolizzati. Puff Daddy, Mikey Rourke e Steven Seagal sono dei violenti e hanno mandato spesso all’ospedale le loro compagne. Come dimenticare Bertrand Cantat, il leader dei Noir Desire che nel 2003 uccise di botte la compagna Marie Trintignant?
Però a questi ultimi si è più propensi a perdonare la loro condotta scellerata, perché in cambio riceviamo la loro arte recitatoria e i loro dischi.
Una volta di più, direi che si adoperino due pesi e due misure diverse.
Io? Come ho premesso, la Hilton mi è simpatica. Ha un viso che non potrei confondere con quello di centinaia di altre star o starlette, per quanto più belle, o – meglio – più conformi agli standard di bellezza occidentali.
Angelina Jolie e Monica Bellucci, cito sempre a caso, saranno sicuramente “universalmente” più belle.
Ma, personalmente, trovo la Hilton molto più intrigante.
Non mi importa di quello che fa col suo denaro: tanto, per me, non fa alcuna differenza.
Mi importa molto di più quello che fanno i nostri politici col nostro denaro.
Non mi faccio domande sul suo quoziente intellettivo o sulla sua morale: non avrò mai a che fare con lei, e non potrò mai rendermene conto personalmente per farmi un’idea più precisa e non mediata da un certo tipo di stampa.
Paris è una fantasia, un’icona, un nome che potrei dire, appoggiato al bancone di un bar “ah, che le farei, io, alla Hilton” (se solo frequentassi un bar)... e del resto, chiacchiere da bar sono quelle che sto facendo ora, qui.
È difficile non farsela stare simpatica quando appare invariabilmente ben piazzata nelle classifiche delle donne peggio vestite dello star system.
Ma, dico, non è divertente? Insomma, guardatela.
Queste solo alcune delle sue molteplici (mi chiedo chi tenga ordine nel suo guardaroba), improbabili mises.
Solo lei potrebbe indossarle con tanta spensierata disinvoltura.
E se non vi ho ancora convinti... basta che chiudiate quella rivista, e, come ogni persona eletta a personaggio dai media, scomparirà come se non fosse mai esistita.

sabato 19 dicembre 2009

Cartoline natalizie.

Pochi (o nessun) post a sfondo natalizio, quest'anno.
Ma non vorrei che pensaste che abbia cambiato idea sul Natale e su come lo reputi uno dei periodi più belli di tutto l'anno.
Lo penso ancora e vedere un albero luccicante di lampadine da nove volt mi riscalda sempre il mio cuore di plastica... e anche se l'illustrazione vettoriale non è la mia specialità, ho preparato per voi qualche cartolina con cui farvi ricordare da amici vicini e lontani.
Enjoy it.

giovedì 17 dicembre 2009

Ringraziate il cielo di non essere lui...

...e intanto io ringrazio Barbara che me l'ha fatto scoprire.
Mr. Wiggles è - senza ombra di dubbio – la striscia più irriverente, offensiva e politicamente scorretta mai realizzata.
Ha per protagonista il tenero orsacchiotto che vedete qui sopra... solo che l'orsacchiotto in questione è un essere abbietto, psicotico, tossicodipendente e con la morale di uno sciacallo.
Mr. Wiggles sputa sopra ogni aspetto della quotidianità, rompendo qualsiasi tipo di tabù immaginabile. Gli fa da spalla il suo compagno d'appartamento, un ometto sociofobo che si lamenta continuamente.
Le strisce sono una serie dialoghi allucinanti tra i due che mettono a nudo in chiave grottesca gli aspetti più crudi della vita, indagando le perversioni ed i lati più oscuri della psiche umana.
Le battute sono incredibilmente ciniche, perfide e spassosissime.
Qui sotto potete leggerne qualcuna... letta una, si vorrebbe andare avanti all'infinito.
L’autore, il 31enne newyorchese Neil Swabb è un autentico genio.
È geniale lo stile, un semplice bianco e nero che abbozza personaggi inquietanti dall’espressione impassibile nonostante i tremendi argomenti di conversazione.
È geniale la scelta di esplorare la religione, le relazioni personali, il sesso e i vizi contemporanei attraverso gli occhi di un orsacchiotto, simbolo dell’infanzia, del gioco e della purezza.
È geniale la freddezza dei due protagonisti, e le reazioni dei personaggi che gli ruotano malauguratamente intorno –come la psicanalista di Mr. Wiggles – e che rimangono basiti di fronte tanta bestialità.
Mr. Wiggles è pubblicato su numerose riviste americane ed europee, ed è arrivato in Italia nel 2005 sulle pagine dell'Internazionale.
È appena stata pubblicata la sua seconda raccolta: la trovate a un prezzo eccezionalmente modico in libreria e in edicola.
Io vi ho avvisati... non perdetevela, oppure usatela per un regalo alternativo.
Non sarete dimenticati.

mercoledì 16 dicembre 2009

Guida per trovare l'anima gemella su Internet.

Non ho il know-how necessario a scrivere questa guida.
Non sono su Facebook, non ho una pagina MySpace, il mio sito è noiosamente professionale e di certo non uso questo blog per rimorchiare.
Non uso nemmeno Tweeter e la sola forma di chat che utilizzo è Skype, con la quale chiacchiero esclusivamente e quotidianamente con Matteo (e nessuno dei due è interessato a rimorchiare l'altro).
Ciò non toglie che una certa idea su come vanno le cose me la sia comunque fatta.

1) Fatevi furbi.Il profilo rappresenta la vostra vetrina, l’unico elemento che avete a disposizione per distinguervi da migliaia e migliaia di altri.
In altre parole, è la sola carta che possedete per attirare le prede, e a questo gioco, inutile dirlo, parecchi barano.
Chi non mette la foto sul profilo è grasso.
Chi mette una foto in primo piano è grasso.
Chi mette una foto che sembra scattata sei anni fa in una grotta è grasso.
Chiunque vi fa venire anche il minimo dubbio è grasso.


2) Età reale ed età virtuale.
Per sapere la vera età delle persone che pubblicano i loro profili su Facebook, Myspaces e compagnia cantante, aggiungete sette anni agli uomini che ne dichiarano più di quaranta.
Aggiungetene tre alle donne con più di trentacinque.
Mi è stato chiesto più di una volta di ritoccare rughe e capelli bianchi con Photoshop da persone di entrambi i sessi. E io non sono l'unico a saper usare Photoshop. Ricordatevelo.
A chi dice di averne diciotto toglietene due (il 30% dei giovani frequentatori ammette di mentire sull'età dichiarandosi maggiorenne, "perché se diciamo che siamo minorenni molti ci chiudono").


3) A proposito degli hobby.
"Divertirsi" non è un hobby.
Gli hobby sono le cose che ti diverti a fare.
Molti fanno confusione su questo punto.
Uno sguardo a questa voce del profilo la può dire lunga sul soggetto in cui vi state imbattendo.
Attenzione anche a chi riempie questo campo con "fumare" o "mangiare".


4) Siate voi stessi.
È sempre una buona regola, se non la più efficace senz'altro la più onesta, e tutti dovrebbero astenersi nel raccontare balle che sarebbero comunque smascherate al primo confronto con la realtà.
Certo, a meno che non facciate proprio schifo.
In quel caso, chiedetevi: "Cosa farebbe uno più figo/intelligente/bravo di me?" e scrivetelo sul vostro profilo.
Poi cercate di diventarlo e sarete già a metà strada.


5) Sparate nel mucchio.
Buttate in mare un gran numero di ami.
L'amore è un gioco d'azzardo: più giocate e più aumentano le vostre possibilità di vittoria.
Qui è dove il "copia-e-incolla" mostra tutta la sua potenza.
Battere i pezzi a centinaia di persone diverse utilizzando le stesse formule e frasi preconfezionate, magari messe assieme facendo collage di poesie, versi di canzoni e citazioni raccattate sul web è una tecnica subdola utilizzata da parecchi individui.
Se vi sentite sufficientemente creativi almeno in questo, potrete confezionare approcci mirati per le varie categorie: romantici, disincantati, sognatori, cinici, idealisti.

Tutto ha un prezzo.

Dicembre è mese di bilanci, si sa.
E io – per capire cosa il 2009 abbia rappresentato nella mia esistenza, in che modo mi abbia cambiato e perché – insomma, per vederci chiaro, guardo l'estratto conto della mia banca: cartina tornasole dei miei errori, sincero rivelatore delle mie emozioni, ma soprattutto coscienza critica del mio agire quotidiano.
Lo guardo e scopro che da gennaio a marzo il mio attivismo sociale andava in letargo – quasi un terribile presagio degli accadimenti politici internazionali ma soprattutto nazionali – e prendeva il sopravvento uno squallido livore contro l'umana società che mi costringeva a un totale isolazionismo:
- 180 euro spesi presso negozio di dischi
- 220 euro spesi presso Ricordi Mediastore per cofanetti di Lost
- 890 euro spesi presso AppleStore on line.
Ma è verso primavera che – stordito dalla solitudine ma soprattutto dalla lettura del mediocre Come Dio comanda del peggior Ammaniti che ricordi – uscivo di casa e mi muovevo instancabilmente nella mia città in cerca di relazioni amichevoli:
- 500 euro esatti spesi presso cene fuori
- 200 euro spesi presso UGC Cinema Multisala
- 1532 euro spesi presso ipermercato Auchan.
Ecco poi l'estate, con il mio viaggio in Giappone con annessi e connessi, Fanta Grape, souvenir e Shinkansu, che il Giappone mica lo puoi girare a piedi. Quindi:
- 2890 euro e poi -760 euro spesi presso La Feltrinelli. Cazzo, mi devo controllare, quando entro in una Feltrinelli non resisto, devo comprare tutto.
Ottobre e novembre. - 5.000 euro spesi presso... non dice dove! Io non mi ricordo di avere speso cinquemila euro... Figuriamoci, mi sa che neanche li avevo, sul conto... no, non posso averli spesi, ci deve essere un errore. Chiamo il mio direttore di banca. Sicuramente ci sarà un errore, Per forza.
"Pronto, buon anno anche a lei. Sì, lo so. Devo passare a trovarla. È che... sa, mille impegni! Lo so, devo passare. Passo, tranquillo, passo. E lei? Passato bene il Natale? No, perché avrei un problema. Nel mio estratto conto vedo un meno cinquemila euro e non riesco a capire dove li ho spesi tutti quei soldi. Che dice? Adesso controlla? Va bene, aspetto. Come? No, ma sta scherzando? Ma va, ma davvero? No, è che l'anno scorso mi sembrava di aver speso molto meno per la stessa operazione. Lo so che è complicata e che quest'anno hanno dovuto lavorare più del solito. Accipicchia però! Cinquemila euro per levare il senso di colpa mi sembrano davvero tanti. E poi, io sento che non l'hanno fatto bene, non mi è sparito del tutto... che dice? Con un bonifico risolviamo? altri mille euro e me lo toglie del tutto? Grazie, mi sento già meglio, grazie mille. E auguri".

lunedì 14 dicembre 2009

Good Morning!

Forse avrei dovuto fare qualcosa di più natalizio, ma per ora mi è venuto questo.
Quello che volevo realizzare era un'illustrazione giocosa, un po' anni cinquanta, un po' cartoon, ma con dettagli fotorealistici. Sono partito dalla fotografia di una modella alla quale ho sostituito praticamente ogni cosa: sopracciglia, occhi, bocca, capelli.
Il solito incastro di livelli, maschere, modalità di fusione assortite e uso di Fluidifica... ed ecco qua.
Se volete vederla più grande, cliccate sull'immagine in alto.
Piace?

domenica 13 dicembre 2009

Il coniglio dal cappello.

È solo un concept...ma assolutamente verosimile e, per una volta, mirato più a mostrare le potenzialità di un possibile tablet targato Apple che non semplicemente il suo design.
Che dire? Che se veramente verrà presentato un aggeggio simile, si spalancherà un intero nuovo mondo di possibilità a programmatori e sviluppatori... e, naturalmente, agli utenti finali.
E se c'è qualcuno che può tirare fuori questo coniglio da un certo cappello, questo è Apple.

venerdì 11 dicembre 2009

[Recensione] Moon

Immaginate di aver passato gli ultimi tre anni a lavorare all'estero, diciamo in Arabia Saudita, e di esservi adattati alla cucina locale e a quello che si poteva ordinare nei ristoranti del posto.
E che, tra le altre cose, quello che in tutto questo tempo vi è mancato – tanto da sognarvela ad occhi aperti – è una croccante, succulente pizza napoletana, mozzarella e pachino e origano, cotta al punto giusto.
I tre anni passano e il vostro aeroplano vi riporta in Italia. Non fate in tempo a sbarcare, che vi precipitate da Spizzico all'aeroporto.
Ordinate un trancio di margherita, un bicchiere di coca, vi sedete ad un tavolino di plastica e addentate quella che vi sembra la pizza più buona che abbiate mai mangiato in vita vostra.
Chiudete gli occhi, ne assaporate ogni boccone, vi beate della croccantezza, la mozzarella fusa vi si scioglie in bocca, vi sporcate la faccia col pomodoro.
Pizza.
Non è quella che mangereste all'antica pizzeria Da Michele a Napoli... no, davvero.
Ma dopo tre anni di digiuno, anche un trancio di onesta pizza di Spizzico ci appare un dono del Cielo, talmente buona da fare subito il bis.
Tale rozza metafora alimentare si può applicare tranquillamente a Moon, opera prima di Duncan Jones e che già si sta guadagnando recensioni del calibro una delle opere Sci-Fi più interessanti di questo ultimo ventennio (FilmTv), e che, affacciandosi in un panorama cinematografico dove la cosa più fantascientifica che abbiamo visto negli ultimi anni è stata l'armatura di Iron Man, sembra possa collocarsi a buon diritto a fianco di 2001: Odissea nello spazio o Solaris.
La mia impressione, tuttavia, è che Moon è un buon trancio di margherita di Spizzico... ma di questi tempi, dove la fantascienza ha dovuto cedere definitivamente il passo a supereroi in tutina, enigmisti seriali, maghetti e vampiri bellocci, per noi appassionati in astinenza è buono come una quattro stagioni servita da Michele in una fresca serata a Napoli.
Non che sia un brutto film, intendiamoci. Nonostante il regista sia un esordiente assoluto, per me le cose buone di Moon prevaricano, e di parecchio, quelle meno buone (qualche lungaggine di troppo e un paio di piccole inconguenze nello script); anzi, a dirla tutta, è una delle migliori pellicole prodotte negli ultimi anni in questo campo.
Moon è fantascienza vecchia maniera al 100%, ed omaggia (con stile) classici del genere come 2002: la seconda odissea, Alien, Dark Star e Atmosfera zero.
Girato con un budget ridotto all’osso, il film si regge tutto sulle spalle di Sam Rockwell, unico e memorabile protagonista, in un ruolo destinato probabilmente a restare il fiore all'occhiello della sua carriera. È incredibile come Rockwell passi tutta la durata della pellicola a parlare o con oggetti inanimati (il computer, un monitor dove riceve i messaggi dalla Terra in differita) o con un duplicato di se stesso aggiunto in postproduzione e, nonostante questo, non sia mai noioso, o stucchevole, o prevedibile.
La sua sola interpretazione vale il prezzo del biglietto.
Il modo in cui Duncan ci racconta la storia di Sam Bell, unico impiegato sulla base lunare in missione triennale che conta i giorni che lo separano dal suo ritorno a casa e alla sua famiglia, è un piacere dimenticato: le atmosfere sono rarefatte, silenziose, sinistre e avvolgenti... aiutato (anche) da una colonna sonora ipnotica, conturbante e drammatica. La sua voce come regista è consapevole, sicura e distinta. E tutte le citazioni di cui sopra sono fatte con garbo ed intelligenza, e già questo non è poco.
Poi sia chiaro, Odissea nello spazio e Solaris sono due cazzo di capolavori e questo è solo un buon film, ma nel suo essere un buon film ha una dignità tutt'altro che trascurabile.
Se potete, non perdetevelo... anche se la sua distribuzione nel nostro Paese è una cosa ridicola, quattordici copie in tutta Italia, tre a Roma e tutte in cinema collocati all'estremo sud della capitale.