giovedì 21 gennaio 2010

Come NON si progetta e come si progetta un logo.

Il design di un logo è una pratica altamente sottovalutata.
La maggior parte della gente non capisce quanto sia importante un buon logo... e quanto questo sia importante per il loro business.
Questo post potrebbe essere utile sia che abbiate bisogno di un logo e non siate dei creativi, sia che siate dei designer e non avete ancora le idee troppo chiare su come affrontare professionalmente il problema della creazione di un nuovo logo per un cliente.

Cos'è un logo?
Per capire cosa siete chiamati a fare, per prima cosa dovete sapere cos'è un logo.
Quello che si intende oggi quando si parla di "logo" è un insieme di simboli grafici e tipografici che identificano un'azienda o un prodotto in modo da differenziarlo dai suoi concorrenti sul mercato.
Requisiti fondamentali:
- Deve riflettere le caratteristiche e la natura dell'azienda (o del prodotto) che rappresenta.
Per cui, il logo non deve essere ingannevole... e neppure portare a pensare ad un prodotto diverso da quello su cui state lavorando.
- Deve essere originale.
Un buon logo, per affermarsi sul mercato, deve essere diverso da tutti gli altri, facilmente riconoscibile ed identificabile con l'azienda o il prodotto che rappresenta.
- Deve essere compatto: il logo rappresenta la sintesi estrema dell'azienda.
- Deve essere adattabile. Deve potersi stampare in qualsiasi formato, dai più piccoli (biglietti da visita e gadget) ai più grandi (striscioni e manifesti) senza perdere in leggibilità.
- Deve rimanere riconoscibile sui supporti più disparati, che possono andare dalla plastica di una shopper bag ad un sito web.

Il logo è il volto stesso di una società, e probabilmente ne è l'elemento che ha vita più lunga... può funzionare per anni e anni solo con piccole modifiche, quando non addirittura per sempre.
E mi domando... perché moltissime società non vi prestano attenzione sufficiente e anzi incorrono sempre negli stessi, evitabili errori quando si tratta di affrontare il problema?

Cosa non fare.
1) Indire un concorso di progettazione.
Una delle idee peggiori che il web 2.0 poteva partorire sono i concorsi di progettazione dei loghi.
In questi concorsi esiste un brief da scaricare, e i designer si metteranno all'opera su quello ( e solo su quello)... spedendo al cliente i propri elaborati via email.
Anche se potrebbe suonare come un buon sistema, i risultati sono di solito lontani da tutto ciò che rappresenta l'attività del Cliente.
Clienti, questo è per voi: butterete i vostri soldi e nel lungo periodo – in termini di danni per la vostra azienda – la perdita potrebbe farsi considerevole.
È mio parere che questi contest su basi speculative stiano danneggiando l'industria del design... trovo estremamente sbagliato che i progettisti investano tempo e risorse senza alcuna garanzia di essere pagati per il loro lavoro.

2) Un logo a 50 euro. Anzi, 20. Anzi, gratis!
Provate a fare una ricerca introducendo 'logo design', o "loghi gratis" su Google.
Troverete dozzine di "aziende" che propongono progettazione di loghi a prezzi stracciati.
In parecchi casi, troverete anche molti siti che offrono loghi del tutto gratuitamente.
Non metterò alcun link per non pubblicizzare in alcun modo questi figuri, ma vi assicuro che ho trovato offerte come "5 loghi da 5 designer!" o "6 loghi da 5 designer per soli 200 euro"!
Queste offerte appaiono ingannevoli a chiunque abbia un filo di sale in zucca, e la qualità è ben lungi dall'essere soddisfacente.
Provate a chiedere di quanto tempo ha bisogno un progettista per tirare fuori qualcosa di decente.
I designer professionisti compiono un processo rigoroso nel progettare un logo. L'operazione può richiedere settimane, o in alcuni casi mesi. Chi offre un risultato entro 24 ore (o anche meno) ben difficilmente riuscirà a tirare fuori un logo ben studiato e funzionante... a meno che non si tratti di Neville Brody, ma credo che anche lui si sia preso il suo tempo per realizzare i suoi loghi più riusciti.

Quanto ai loghi gratuiti, dovrete rinunciare anche al brief, accontentandovi di loghi senza alcun pensiero alla fonte, senza concetto di base, o speranza che vengano memorizzati. Sono solo dei simboli, per lo più con un aspetto molto poco professionale.
Non dicono di nulla circa la vostra attività e non fanno nulla di ciò che un logo dovrebbe fare... statene alla larga.

3) Usare le Image bank
Alcuni cosiddetti "designer" (di solito le stesse persone che partecipano ai concorsi di progettazione), sgraffignano immagini da siti di stock per progettare il vostro logo. Pessima mossa.
Le immagini stock vengono scaricate da migliaia e migliaia di persone, e questo dovrebbe essere un motivo sufficiente per non utilizzare immagini in stock per il vostro logo.
In termini semplici, chiunque può avere accesso alle sorgenti utilizzate, e quando meno ve l'aspettate potreste veder pubblicato un logo somigliante in maniera imbarazzante al vostro.

4) Logo-fai-da-te?
Questi sono parenti stretti di quelli che cercano di mettere assieme un logo partendo dalle immagini in stock di cui sopra: si tratta dei proprietari di imprese che sono convinti di poterselo fare da soli.
E se credete che stia esagerando, datevi un'occhiata intorno e contate i loghi che vedete nel corso della giornata realizzati con le ClipArt di Microsoft Word.
Evidentemente, l'investimento per un logo "vero" dev'essere sembrato superfluo per tutta questa gente.
Nel migliore dei casi, vi possono capitare clienti che vi consegnano uno scarabocchio su un post-it chiedendovi di "finalizzare" il suo logo (a me è successo più di una volta).
È incredibile come questa pratica sia limitata al design e come nessuno, al contrario, penserebbe mai di riverniciarsi la macchina da solo o di estrarsi un molare, ma si rivolge ad un carrozziere e ad un dentista.

Come fare
E con questo abbiamo sistemato i Clienti.
Veniamo a noialtri, che ci piace definirci "professionisti del design", e a qualche mirato consiglio per non fare una figura barbina e anzi portare a casa, oltre che il dovuto compenso, un lavoro nel nostro portfolio di cui essere orgogliosi.

1) Raccogliete informazioni.
Prima di iniziare qualsiasi lavoro serio è necessario raccogliere il maggior numero di informazioni possibili sull'azienda o sul prodotto che il logo dovrà rappresentare.
Se il vostro cliente è una grande azienda ci saranno già enormi fascicoli contenenti studi di marketing che spiegano nei minimi particolari tutto ciò che ci si aspetta dal vostro logo... ma a meno che non lavoriate per grandi agenzie pubblicitarie, questo non vi accadrà.
Molto più probabilmente dovrete vedervela con qualcuno all'interno dell'azienda che vi dirà: 'Avremmo bisogno di un logo; ci faccia vedere qualcosa per lunedì'.
Non scoraggiatevi: fermate il vostro committente (o chiedetegli un apposito appuntamento) e domandategli qualsiasi informazione possa esservi utile.
Fatevi spiegare in modo esauriente cosa fa l'azienda, che obiettivi si pone e qual è il target di riferimento.
Potrà sembrarvi un'operazione noiosa, ma quante più informazioni riuscirete a carpire ora, tanto più facile sarà creare un buon logo poi.
È evidente quindi come creare un logo possa, solo apparentemente, sembrare un lavoro semplice e che prende poco tempo; se state per avviarvi a creare un logo, armatevi invece di pazienza e sappiate che l'unica strada da percorrere è quella di provare, provare... e ancora provare.

2) Che strumenti utilizzare?
Con un computer a disposizione, oggi, il lavoro è velocizzato e semplificato rispetto agli anni ottanta, quando ogni tentativo era un nuovo bozzetto da rifare a mano.
Suggerisco comunque, a chi è più dotato di manualità, di buttare giù le prime idee su carta... e solo in un secondo tempo passarle sul computer.
Vi consiglio vivamente l'uso di un programma vettoriale.
Non ha importanza quale sia, Illustrator, CorelDraw o altri, l'importante è che sappiate usarlo con dimestichezza.

3) Prendetevi tempo per la scelta del carattere.
La scelta giusta della font (o delle font) che impiegherete per la creazione del logo può decretarne il successo o il fallimento. Non sottovalutatelo per nessun motivo.
Parecchi loghi con buone potenzialità sono affossati da una font sbagliata. E non parlo solo dello sbeffeggiato Comic Sans, ma, più genericamente, di una scelta non adeguata.
Sperimentate. Provate. Cercate un equilibrio. Non accontentatevi della manciata dei font di sistema che trovate installata sul vostro computer.
Se non potete permettervi l'acquisto di un font professionale come quelli di MyFonts e FontFont, esaminate quelli offerti gratuitamente su alcuni siti:
1001fonts.com
abstractfonts.com
Adobe type library
dafont.com
Ricordate che ogni carattere ha una precisa personalità: se il font che avete scelto non riflette le caratteristiche del brand che volete rappresentare, l'intero messaggio che il vostro logo trasmetterà ne verrà distorto.

4) Progettate per il Cliente, non per voi.
Non imponete mai i vostri gusti personali sul lavoro di un cliente.
Spesso è possibile riconoscere questo "peccato veniale" nel design di un logo a chilometri di distanza: la causa è di solito l'ego gigantesco del designer che l'ha creato.
Prestate piuttosto attenzione a ciò che vuole il Cliente e al messaggio che vuole trasmettere. Focalizzatevi sul brief.
Se avete trovato – ad esempio – una nuova font che vi fa davvero impazzire, non iniziate ad inserirla in ogni progetto. Chiedetevi se è veramente appropriata per l'attività del vostro cliente.Una font come il Mahawa è interessante ed efficace in certi ambiti, ma se avete appena ricevuto la commessa da una pasticceria, probabilmente non sarà adatta.
Alcuni progettisti fanno l'errore di inserire una specie di firma riconoscibile nel loro lavoro.
Lasciate stare. Imporre la propria personalità in un logo è sempre sbagliato.

5) Non progettate loghi eccessivamente complessi.
Design con un gran numero di dettagli quando vengono riprodotti in scala ridotta (a video o in stampa) si riducono a una macchia inintellegibile.
La bellezza e l'efficacia di un logo non è data dal numero dei dettagli che lo compongono.
Anzi, più ne aggiungete, più chi lo vede avrà difficoltà a memorizzarlo. E un logo deve essere facilmente memorizzabile.
Il modo migliore per farlo è mantenersi sulla semplicità. Guardare l'identità aziendale della Nike, McDonald's e Apple. Queste società hanno loghi molto semplici, che possono facilmente essere riprodotti in qualsiasi dimensione.

6) Non puntate tutto sul colore.
Un esercizio interessante è vedere se il vostro logo funziona anche se riprodotto in bianco e nero.
Sareste sorpresi di vedere come parecchi loghi, apparentemente ben progettati, perdano completamente la loro identità se privati del colore.
Alcuni progettisti non vedono l'ora di aggiungere il colore ai loro loghi, in alcuni casi concentrandovi tutta la potenza comunicativa.
Scegliere il colore dovrebbe essere la vostra ultima decisione... il mio consiglio è di iniziare il vostro lavoro in bianco e nero.
Ogni società, prima o poi, dovrà mostrare il loro logo in un versione monocromatica (pensate ad esempio ai fax e alle fotocopie, o a tutte quelle applicazioni in cui il colore non è applicabile, e sono parecchie, a iniziare dalla serigrafia o la stampa su plexiglas, legno, vetro, tessuto, eccetera): se utilizzate il colore per distinguere alcuni elementi nel design, il logo avrà un aspetto confuso quando sarà riprodotto in una sola tonalità.
Limitate anche il più possibile il numero dei colori nel logo: stampare in quadricromia è più costoso che non stampare a due colori.
E, naturalmente, fate più prove facendo anche riferimento alla psicologia del colore... ne parlai in un post dedicato QUI.

7) Lasciate stare le mode.
Progettare un logo basandovi sulle tendenze attuali è come mettervi sopra una data di scadenza.
Bagliori, riflessi, smussi vanno e vengono e, alla fine, si trasformano in luoghi comuni.
Un logo ben disegnato dovrebbe essere senza tempo, e potete arrivarci ignorando i "trucchi" del design più moderno. Il cliché più grande nei design dei loghi attuale è "l'effetto vetro" che li fa sembrare tutti lucenti e traslucidi... molti progettisti (ma anche molti clienti) credono che sia il modo migliore per andare sul sicuro.
Come progettisti grafici, il vostro compito è quello di creare un'identità univoca per il cliente, ignorando mode e tendenze.
Poi, certo... nulla vi vieta di creare una versione del vostro logo con rilievi, smussi e ombre per determinate applicazioni, ma prima dovete assicurarvi che abbia la sufficiente potenza comunicativa anche in versione "light".

8) Uno è meglio di due.
Un logo funziona meglio se è definito da un massimo di due font diverse.
Non avete bisogno di mostrare quante font possedete sul vostro hard disk. Ogni carattere, come ho già detto, è diverso, e chi guarda il logo ha bisogno di tempo per assimilarlo. Troppe font in una volta sola generano solo confusione.
Utilizzare un massimo di due caratteri di pesi diversi è una pratica standard.
Limitare il numero di caratteri migliora notevolmente la leggibilità di un logo design e migliora il riconoscimento del marchio.

9) Non utilizzate immagini raster.
Come ho detto al punto 2, pratica standard nella progettazione di un logo è quello di usare un software di grafica vettoriale.
La grafica vettoriale è costituita da punti e tracciati matematicamente precisi, che garantiscono la coerenza visiva tra le riproduzioni a diverse scale.
Utilizzare immagini raster per i loghi non è consigliabile, in quanto potrà sempre causare problemi con la riproduzione.
Se è vero che Photoshop è in grado di creare in partenza loghi di generose dimensioni, non si sa mai con certezza quanto grande dovrete, un giorno, trovarvi a riprodurre il vostro logo.
Gli ingrandimenti elevati su un logo raster faranno apparire i pixel... rendendo inutilizzabile.
Inoltre, la grafica vettoriale rende qualsiasi modifica del logo molto più facile.

10) Quanto far pagare un logo ?
È come chiedere ad un agente immobiliare: "quanto costa una casa?"
Il costo di un progetto professionale è variabile, in quanto ogni azienda ha esigenze diverse.
Il modo migliore per affrontare questo problema è quello di elaborare un preventivo personalizzato per ciascun cliente.
C'è tutta una serie di fattori che vanno presi in considerazione durante la progettazione di un logo, come ad esempio: quante proposte vengono presentate, quante revisioni sono necessarie, quanto è impegnativo il lavoro di documentazione, la dimensione dell'azienda, quali e quante sono le declinazioni richieste e così via.
La pizzeria sotto casa potrebbe accontentarsi di un paio di proposte, qualche piccolo aggiustamento e una declinazione su insegna, cartoni e grembiuli: un compenso sugli 8-900 euro è il minimo che possiate richiedere.
Se il vostro cliente è una piccola impresa, vi richiede un certo ventaglio di proposte tra cui poter scegliere e prevedete che gli step di assestamento saranno numerosi, potete tranquillamente raddoppiare questa cifra, o triplicarla.

38 commenti:

Nihil ha detto...

Il problema fondamentale è che sia la pizzeria sotto casa che la piccola azienda non vogliono spendere più di 2-300€. Problema ancora più grosso: questa clientela spesso non si accorge della differenza tra un lavoro da 300 ed uno da 1000€.
Ecco come ci si riduce alla fine a fare i loghi con le cliparts anche nelle medie agenzie, per evitare di chiudere bottega.
Scoraggiante? Si, parecchio, anche perchè se la clipart da 150€ non la consegni tu, la "concorrenza" glie ne fa due ancora più pietose per 100€ e con 100 biglietti da visita in omaggio. Come si fa a migliorare e crescere professionalmente in ambienti del genere?
Comunque complimenti per il post.

Anonimo ha detto...

luca... son parole al vento lo sai vero?

chiacchiere per "noi" che ci viviamo dentro, "quelli" fuori continueranno a vederla in altro modo.

Larsen

Matteo ha detto...

Esatto. Tutto ciò è da evitare nel fare un logo. Su una cosa non sono completamente d'accordo, e cioè che debba rappresentare immediatamente il campo dell'azienda.

Di certo non deve fuorviare, ma se l'azienda riesce a imporsi per altre vie si può tentare qualcosa di un po' diverso (vedi la Mela per Apple, la K della Kellogs, le tre righe di Adidas). Comunque, visto che nel 99% dei casi si tratta di fare loghi per piccole realtà, vale la pena di cercare di attenersi al tema.

Quello che va evitato a tutti i costi è l'anonimato. :)

CyberLuke ha detto...

Che ci sia una gara al ribasso selvaggio purtroppo non è più una novità.
C'è molta diseducazione in questo campo... e se Nihil ha ragione sul fatto che il cliente non percepisce la differenza tra un lavoro ben fatto e uno dilettantesco, questo significa soltanto che il nostro compito è ancora più duro, in quanto dobbiamo preoccuparci di evidenziare il valore aggiunto del lavoro professionale.

Roberta la Dolce ha detto...

Parole sante Luca... anche in fotografia è lo stesso, anzi, con la diffusione della fotografia digitale tutti sono diventati fotografi, comprano fotocamere costosissime che non sanno usare e usano in modalità "automatico" e non stampano mia le foto che fanno.
Far capire tutto il lavoro, lo studio, la fatica che c'è dietro una singola immagine è una fatica improba.
Oggi come non mai, si pensa soprattutto al portafoglio. :-(

dactylium ha detto...

Tu Luca riesci ad aprire nuovi orizzonti di coscienza anche ai non addetti ai lavori.

dacty

mauro ha detto...

Non bisogna mai credere a chi ti dice che "son parole al vento", o “questo è il mondo del lavoro”. E’ un sistema vecchio come il mondo.
La cosa triste è che questo sistema viene inculcato fin dalla scuola e poi deformato con il tempo.
A scuola lo fai per imparare, perchè serve a te, studi per imparare, poi vai avanti e ti ritrovi in una scuola privata dove lavori e dico lavori perchè c’è differenza tra esercizio/studio e lavoro e non vieni pagato anzi paghi tu perchè stai imparando.
E vai avanti e arrivi dopo 25 anni di studio con più competenza di chiunque nel settore a cercare un posto di lavoro e trovi solo stage non retribuiti che durano anche 6 mesi allora aspetti sempre perché devi imparare e alla fine ti viene fatto un contratto che non ti da pensione, una paga inferiore a quella di un cassiere del supermarket (rispetto molto il lavoro del cassiere del supermarket, l’ho fatto anch’io ma per farlo non mi è stato chiesto di studiare per 20 anni e di essere sfruttato per chissà quanto).
Non bisogna mai credere a chi ti dice “sei giovane”, “hai molto da imparare”, “hai tutta la vita davanti”. Queste persone rubano il vostro tempo e la vostra vita per poi sostituirvi quando chiederete il giusto.
Lasciate perdere le promesse e costruitevi il vostro futuro su cose certe e dovrete sceglierle voi, se sbaglierete almeno sarà solo colpa vostra e non di tutti coloro che vi hanno fatto perder tempo.
Scusate lo sfogo ma penso che l’esperienza di uno possa tornare utile a qualcuno che magari sta iniziando ora, a volte bisogna saper dire di no per evitare di svegliarsi una mattina scoprire di avere ormai una certa età e non aver concluso nulla.

Lauryn84 ha detto...

Ottimo post, complimenti!
Non lavoro da molto tempo, ho avuto qualche cliente piccolo, un paio medi e poi... basta così. ^^
In effetti, sono sempre in forte imbarazzo quando mi chiedono "quanto mi costerà?" e cerco di tirar fuori allora la mia miglior faccia professionale, prendo fiato penso una cifra, la divido per due e ci aggiungo qualcosa...
Di certo non è un mestiere con cui diventare ricchi.
Magari dovevo fare la velina... ^^

Anonimo ha detto...

son parole al vento, e se hai lavorato anche solo come stagista in questo mondo (no, non in una grande agenzia) sai benissimo che son parole al vento.

son parole al vento, perche' se dici ad un cliente "per far questo mi ci vogliono un paio di settimane", lui ti risponde "ma io ne avevo bisogno per domani, vabbe', fa lo stesso, mi arrangio da solo".
se dici ad un cliente "guarda che non importa se a tuo figlio/nipote/moglie/amante/amico piacciono i pois gialli su fondo blu, ma io in un logo non te li metto", son parole al vento.

son parole al vento spiegare che un logo si studia su carta, quando si arriva al vettoriale si son gia' "buttate" un casino di bozze, che un logo va sempre pensato/progettato e disegnato in bianco e nero senza sfumature, che il "web 2.0/3.0/4.0/xxx.0 e' fuffa e dura il tempo di un cambio di mutande.

fidati mauro, sono parole al vento, son 15 anni che faccio sto lavoro, piu' 5 anni di studi specialistici prima, le regole, le metodologie, gli strumenti di lavoro li conosco... e purtroppo conosco pure i clienti-tipo.

son parole al vento quando arrivano perche' hanno bisogno di una nuova brochure, e si portano dietro quella che hanno preso dalla pettinatrice 2 giorni prima che tratta di sistemi di depilazione corporea.... e tu gli dici che loro fanno calcestruzzi non cerette! ("massi' scusa, ma perche' al posto di questa foto con la cera della ceretta sulla gamba di sta figona, tu non fai la tua magia al pc e ci metti una colata di calcestruzzo sulla gamba? dai, ti scannerizzo la foto in ufficio e te la mando in word")

PAROLE AL VENTO!
e te lo dice un "Don Chisciotte della grafica" stufo di lottare coi mulini.

Larsen

Matteo ha detto...

Mi spiace dirlo ma purtroppo Larsen ha ragione. :D

Il mercato in Italia è questo. Certo, poi c'è anche chi apprezza la qualità, ma solo allo stesso prezzo della spazzatura...

Anonimo ha detto...

datze :D ti spiace essere d'accordo con me, o ti spiace perche' purtroppo ho ragione? :D

Larsen

Maura ha detto...

@Larsen e Matteo: dimenticate una cosa, che, cultura e mentalità a parte, fanno sì che in Italia si sia arrivati a questo stato i cose: la legislazione in materia, e, più in generale, la lunghezza e il costo delle azioni legali per recuperare quanto ci spetta.
Di fatto, in Italia sei tacitamente legittimato a calpestare i diritti del lavoratore freelance, che non è tutelato da niente e da nessuno.
E, comunque, la soluzione ci sarebbe ed è pure abbastanza semplice: fare cartello.
Come dite? Facile a dirsi?
Beh, se ci riescono assicurazioni e compagnie petrolifere, in teoria potrebbero riuscirci anche i liberi professionisti...

Yeeshaval ha detto...

Larsen, deduco che tu non sia stato fortunato.
Ecco il perchè del tuo disfattismo.
Ma dalla depressione si esce, provaci.

Matteo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Matteo ha detto...

Veramente io non ho detto nulla :D

Maura, io sono perfettamente d'accordo con te. La legislazione italiana è vergognosa in materia di lavoro, punta all'arricchimento del ricco e del politico ai danni di chiunque gli passi sotto il torchio.
Ti parlo per esperienza. Un mese fa sono stato licenziato in un batter di ciglia, a norma di legge, pur avendo un contratto a tempo indeterminato. E inoltre ho una discreta esperienza nel campo freelance, per cui ti posso dire una cosa sull'idea del "fare cartello".
Il cartello funziona in condizioni di risorse limitate fornite da pochi produttori (telefonia, petrolio, assicurazioni in cui le "risorse limitate" sono determinate dall'immonda quantità di denaro che ci vuole per entrare nel mercato).

Nel mondo della grafica è un concetto che non può funzionare perché i potenziali produttori sono infiniti (famoso discorso "basta mio nipote col word"). E i clienti, se non hanno un criterio di scelta sulla base della qualità, si rivolgeranno sempre a qualcuno che estemporaneamente o anche solo "per fare un favore" farà un lavoro del cavolo, sottopagato o pure gratis.
Ecco il problema è lì. Bisognerebbe che facessero cartello tutti coloro che possiedono dal PC386 in su, e non è possibile.

Il passaggio chiave è quello della qualità. Se il produttore di benzina eroga un diesel a basso prezzo che sfonda i motori nessuno ci va più. Se un grafico sforna un logo pessimo, ma a basso prezzo, avrà la coda di clienti.
E tutto ciò perché la qualità – quando questa venga anche individuata, perché è un altro problema – è ritenuta non importante nell'immagine di un'azienda.

@Larsen: ovviamente per il primo motivo :)

BlackBox ha detto...

Sono contenta che tu abbia affrontato un tema come questo... in effetti, come categoria siamo messi malino... quanto al compenso per un logo, io la vedo così: dipende dall'azienda...

Se è piuttosto importante allora 2.500 sono OK;
dipende anche dalla diffusione che il logo avrà in seguito...
Tipo: il valore del logo della Benetton non avrà lo stesso valore di un'azienda metalmeccanica che lavora solo in 3 regioni d'Italia.

Poi vai "a naso"... se capisci che sono disposti a pagare 2500 vai alla grande.
se sono pidocchiosi e cragnini... abbasso a 2.000.

Ma se pensi di meritare 2500 io dico chiedi 2500.

Bisogna cercare di alzare un po' i prezzi.... invece di SVENDERE il nostro lavoro.

Ettone ha detto...

polemiche a parte sui clienti...

Gran bell'articolo ;)

Roberta la Dolce ha detto...

Voi grafici vi lamentate? Vi assicuro, fare i fotografi poi è ancora peggio...
Abbiamo un'associazione di riferimento che è legalmente equiparabile all'ordine dei fotografi (che non esiste!), che legalmente ha voce in capitolo per lo studio di settore ed il tariffario professionale...
Pensa che adesso ci hanno anche segato il tariffario perchè l'antitrust dice che blocca la libera concorrenza...

Roba da matti, come se fossero prezzi imposti!!!

Avevamo un tariffario che aveva lo scopo di chiarire i dubbi per cui è stato aperto questo topic, era fatto bene, era troppo d'aiuto per poter sopravvivere!

Anonimo ha detto...

esatto roberta, perche' su questa "fumosita'" del mercato freelance c'e' parecchia gente che ci guadagna.
e' dal lontano 96 che tento, tramite varie strade, di percorrere la tangenziale che porta ad una sorta di associazionismo professionale per chi lavora in comunicazione.
che cosa abbiamo invece? l'aiap che non e' altro che una tessera e un listino assolutamente inapplicabile...
purtroppo quando si parla di "regolamentarCi" qualsiasi buon proposito viene meno.
quando poi si comincia a parlare di un tariffario, apriti cielo.
e intanto noi siamo i pesciolini in una vasca di piranhas...

Larsen

Davide ha detto...

Se i grafici non sono una classe di ricconi lo dobbiamo soprattutto alla svalutazione del nostro lavoro (della serie: "tutti hanno un computer" e "oggi sono tutti grafici")...

Un tempo non era così: narra la leggenda metropolitana che un grafico negli anni '70-'80 era uno che faceva la bella vita... :/

Sono nato nel decennio sbagliato... (in ritardo di circa 20 anni)
Dìte un po': ma avete visto i grafici pubblicitari che oggi hanno circa 50/60 anni?
Se hanno amministrato bene i loro affari, oggi riescono a vivere di rendita...
E fino agli anni 80 facevano una gran bella vita!

Bisogna sapere quando è giunto il momento di ritirarsi.

Ecco, io sono arrivato quando la festa era finita...

Uapa ha detto...

Questo post capita a fagiuolo! :-)
Grazie, davvero interessante :-)
Fare fiori con le perline non è la stessa cosa, ma capisco come ci si sente quando la gente storce il naso, una volta che gli hai detto il prezzo di ciò che hai fatto. E solo chi non pensa a quanto lavoro c'è dietro lo fa. Peccato che siano in tanti :-S
Le tre righe dell'Adidas non sono una scarpa stilizzata? :-) (blush)

Andrea Giovannone ha detto...

Bel post. Un'altra tendenza che sta prendendo sempre più piede oggi e che non va sottovalutata è che anche molte aziende famose preferiscono fare una gara (su internet con la modalità del brief da scaricare per capirci) avere come minimo 300 proposte e pagare pochissimo.

Dama Arwen ha detto...

Bellissimo post, Luca.

Andrea_Pettini ha detto...

Gran post. ;)

300dpi ha detto...

Stupendo il post e i relativi commenti. Capita giusto giusto il post che mi son messo a dire le stesse cose che un cliente ieri mi ha chiesto un logo. Dobbiamo credere in cosa sappiamo fare e come lo facciamo. Il cliente ha un centro ottico con 5 filiali in Umbria. Ha un logo datato completamente da smantellare poiché non è stato mai funzionale e proprio non tratta dell'argomento principale. Costo proposto per 3 varianti che possono essere nella geometria e/o carattere partendo da un ceppo di sviluppo base studiato appositamente a comunicare ciò che è stato richiesto : 2.800€+IVA

il cliente: è troppo caro
io: tolgo le tasse sto prendendo una miseria
il cliente: si ma per fare un disegno tutti questi soldi?
io: è un logo, sintesi di cosa sei e cosa farai, utilizzabile su tutto indistintamente, progettato per te, studiato per te, unico e non fotocopia di altri, sintesi di una comunicazione... ho spiegato il valore del logo

contratto firmato senza beghe alla fine e mi è sembrato di averglielo messo anche poco. cavolo, dove mettiamo anche il nostro estro creativo? quello dobbiamo farci pagare: il fatto che poi lo realizzeremo anche tecnicamente questo è un altro discorso! data l'idea e un bozzetto anche in carta, la vettorializzazione la si fa fare anche ai meno esperti praticamente

spero di aver scritto bene che sto col telefono, son le 5:20 del mattino e c'ho un mal di stomaco pauroso

manu

Andrea Hack ha detto...

...zzo! Premsesso che la fai facile perche sei bravo, alla fine però scoraggi l'intraprendenza personale. Mi spiego: quando eravamo giovani facevamo FanZine da soli usando i primi programmi per PC o Apple [XPress o altri] e se avessimo seguito il tuo consiglio, ci saremmo limitati a rivolgersi ad un tipografo.
...insomma, va benissimo avere idee e tentare di svulupparle, così come provare a a cimentarsi con standard sempre più alto.
..ovviamente è diverso il disocrso "commerciale"; se vuoi un prodotto buono lo devi pagare bene.
...non mangerei mai una pizza ad un eruo cucinata nel forna Mattel della Barbie...e tu?

300dpi ha detto...

Attenzione. Qualche anno fa probabilmente non avrei mai osato costi del genere poiché ero il primo che autocriticamente parlando vedevo che avevo da studiare. Ad oggi ho studiato, fatto corsi, viaggiato, visto e vissuto esperienze. Io vado dalla fase di ideazione, allo sviluppo per arrivare agli esecutivi. Insomma il dover stabilire come si lavora sta anche a noi stessi. Posso fare un elenco infinito di gente più brava di me (tipo CyberLuke) e posso dire io valgo questo e pretendo questo. Se il cliente sostiene che son caro... non fa per me poiché mi sento onesto nel dare un valore al mio operato. Poi ti tornano clienti con loghi copiati o immagini rivettorializzate da una volgare ricerca su Google. A presto. Inizia AVATAR ora :)

Meequi ha detto...

Io non ci capisco niente di design e tutte queste cose non le sapevo ^^
Il logo massimo che ho fatto (eh già, ci ho provato da me :)) è quello per il mio blog, ma non è un lavoro, quindi spendere 2.500 € a primo impatto mi sembra un po' esagerato. Mi sembrerebbero esagerati anche 50 € però, il punto è che la mia non è un'attività redditizia, non so se i miei pensieri coincidono con quelli che di un logo hanno veramente bisogno.
Quello che so è che è per tutti i lavori così. Mio padre ha una ditta di movimento terra (molti non sanno nemmeno cos'è) e giusto oggi abbiamo fatto un lavoro e chiesto 100 €. Il cliente voleva pagarne di meno. Alla fine dobbiamo tornarci per fare altre cose e sono rimasti che i 100 € erano per oggi e per il giorno successivo. La gente tende sempre a tagliare. E secondo me il pensiero è anche "se quella cosa l'hai fatta tu posso farla anche io, quindi tutti quei soldi non te li do solo perché tu hai gli attrezzi", che siano un computer con programmi di grafica, macchine fotografiche e quant'altro.
I peggiori comunque restano quelli che ti fanno fare il lavoro e poi non ti pagano.
Poi penso pure che se uno non conosce il lavoro non sa cosa c'è dietro, mentre se uno lo conosce, può fare a meno di farselo fare da altri. Ad esempio una volta una mia compagna mi aveva chiesto se si potevano togliere gli occhiali dalle foto del suo compleanno. Io non sono bravo, però ci ho provato. Ne avevo fatta una e ne stavo facendo una seconda, ma poi ho lasciato perdere perché non mi ha dato il tempo. Si è pure un po' arrabbiata, pensava che bastava selezionarli e premere Canc. È una cosa assurda, ma se si può pensare questo non so quante altre cose sono possibili. O magari aveva ragione lei e quella cosa si può fare, ed è solo che io non lo so. ^^

Meequi ha detto...

Ah, volevo dire un'altra cosa: ultimamente su Facebook girava un link di qualcuno sorpreso nello scoprire che le frecce del logo di Carrefour formavano una C. Lì per lì non l'ho degnato di attenzioni, perché ci avevo fatto caso, mi sembra fin troppo chiaro che sia una C. Col tempo invece ho visto che tanti lo condividevano dicendo che non l'avevano mai notato.
Lo so che il punto magari può essere la gente che frequento io xD, però se questo link ha fatto tanta strada da arrivare a me evidentemente le persone che non ci hanno mai fatto caso sono molte di più. È anche vero che Facebook è maggiormente popolato da ragazzini, però.

fenix ha detto...

la mia esperienza cavalca un po tutto
avendo uno zio grafico publicitario di quelli che usavano il pennino e l'inchiostro la mia e stata scuola diretta
ed anche lui 30 anni fa aveva gli stessi clienti burini che lui chiedeva gentilmente di uscire... (lavorava in casa)
spesso per quelle tipografie che oggi si producono le grafiche da soli
in conclusione
io dico solo una cosa secondo me
ci vuole il commerciale che parla col cliente
e il grafico che produce dopo aver dialogato col cliente mmm
solo libero da altri pensieri un estro affiora
altrimenti saremmo destinati a vedere brutture e pseudo disegni
io ormai mi sento come morto..... ed ho un diploma di designer in metalli ed oreficeria.(avendo optato perche c'era gia un inflazione nella grafica cosidetta fotografica---
scusate lo sfogo ma oggi e diventato insostenibile anche parlare di lavoro con chiunque!

Dama Arwen ha detto...

@ Meequi: scusa, ma a cosa dovrebbe mai servire un LOGO in un BLOG?
Se non produci/vendi nulla (beni o servizi) a cosa ti serve?
Al masssimo, in un Blog, ti puoi costruire l'header...
Un logo è qualcosa che ti deve dare visibilità, farti riconoscere, come puoi dire che 2,800 sono tanti? o che lo sarebbero 50?
A me paiono discorsi campati per aria...

Per la "C" del carrefour... pensa che io ho visto solo molto tempo dopo le frecce...

Roberta la Dolce ha detto...

x300dpi: hai ragione, stare a mercanteggiare sul proprio è degradante, specie se già pratichi dei costi ridotti all'osso. :-(

Meequi ha detto...

@Dama: Appunto, dico, non lo posso stabilire perché non mi trovo nella situazione di uno che vende. Quindi mi sembrerebbero troppi in ogni caso. Cioè sì, sono discorsi campati in aria.

Dipende dal blog un logo si può avere, perché no? A parte il titolo scritto e un'immagine di sfondo all'header, un simbolo ci sta, sia incorporato nell'header stesso e sia come icona della pagina. Non mi sembra troppo strana come cosa.

Le frecce anche io le ho viste dopo, quando tutti gli altri hanno visto la C. :)

Luca B ha detto...

io mi occupo di sviluppo web. mi capita a volte di dover discutere con clienti di un logo.

va sempre a finire che se lo fanno da soli perché si sono fatti dare il photoshop craccato o simili.

il consiglio che dò in genere per cercare di spingerli a fare qualcosa il più semplice possibile è: "pensa a come verrebbe se lo dovessi cucire su un cappellino omaggio".

in genere funziona.

simone ha detto...

bravo...bravo bravo...mi sto laureando in architettura quinquennale e mi sono accorto che probabilmente ho "sbagliato" un po il percorso di studi, visto che tutto il giorno creo progetti ed idee, che però rimangono nel cassettino perchè nn riesco a svilupparle....leggendo queste tue accortezze, mi sono accorto di aver fatto non pochi errori nelle mie creazioni, soprattutto nel mettere troppo "me" in alcune decisioni prese!!.....Bravo e Grazie se sei a Roma mi piacerebbe vedere un po dei tuoi lavori...cosi magari mi daresti un consiglio sul da farsi in un mio ipotetico futuro...

sekhemty ha detto...

Un articolo da incorniciare, veramente interessante e professionale.

Alberto Camerra ha detto...

Scrivi cose molto interessanti e condivisibili. Ti leggo nei commenti che lasci all'amico Luigi Bicco.
Ma sono felice di aver dato uno sguardo al tuo esauriente blog che tornerò a leggere.

Anonimo ha detto...

eh beh, come darti (e darvi) torto. la cosa più triste, ma anche la più veritiera, è che la cultura nel mondo grafico si sta via via perdendo a causa di molta approssimazione, dei pochi soldi delle aziende e di molti "grafici" che semplicemente si buttano su programmi vettoriali senza conoscere nemmeno le basi matematiche di costruzione (greci docet) o senza avere nessuna sensibilità nell'occhio "artistico". è triste ma è così e spesso si lavora per settimane a progetti che ti danno si e no i soldi per mezza spesa - forse sarebbe più rilassante e più gratificante fare il cameriere a questi punti...tzoo

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...