venerdì 29 gennaio 2010

Consigli su come rimorchiare in una biblioteca.

Non so voi, ma io ho svariati ricordi dei corteggiamenti da biblioteca: ore di spasmodica e nevrotica attenzione verso un segnale, un sintomo, un movimento, nell'atmosfera intima, silenziosa, ieratica della biblioteca.
Stavo lì, e tentavo di capire cosa lei studiasse, che pensasse, che volesse.
E non potevo fare a meno di pensare a torridi incontri sessuali nel bagno.
Mai successo.
Sinceramente, gran parte della cultura che lì assimilai è svanita – non ricordo quando Ludovico Ariosto scrisse l'Orlando Furioso o quanto caldo facesse a Sant'Elena quando Napoleone era lì – ma le facce, le loro facce, quelle me le ricordo tutte.
Bastava un loro minimo movimento per far sì che io lo traducessi in un messaggio: una matita tra i capelli, uno sguardo perso nello scaffale di fronte, un nevrotico rincorrersi delle dita... poi le loro parole, poche e istituzionali:
- scusa hai il temperino?
- scusa hai un evidenziatore verde perché il rosa e il giallo li ho già usati?
Ecco quelle con duemila evidenziatori non le ho mai sopportate...
Ma sto divagando. E in realtà è a voi donne che vorrei rivolgermi.
A voi, che vorrei pregarvi.
E la mia richiesta è molto semplice: evitate le ambiguità.
Non lanciateci un mesaggio criptico, timido, di difficile decifrazione sennò noialtri inizieremo a martoriarci nel dubbio: ma voleva?... no... ma forse che?... no. E dopo ore, giorni, mesi, anni passati nel dubbio, noi certamente non agiremo – e non è questo che volete, giusto?
Ecco lo so che vi sembrerà prosaico, ma perché nascondersi dietro l'astuccio dell'amore puro?
E ora, la seconda richiesta: prendete l'iniziativa.
Alzatevi e iniziate a guardarci. Fisso.
Noi ci toccheremo il collo e inizieremo a sfogliare nervosamente il libro che stavamo facendo finta di consultare.
Cammineremo verso di voi con passo deciso e sguardo... guardateci... noi cominceremo a sottolineare furiosamente qualsiasi cosa.
Infine, siedeteci di fronte. E quando noi, madidi di sudore, finalmente vi guarderemo, e prima che voi possiate parlare, possiate finalmente dirci tutto ciò che c'è, che c'è sempre stato, di segreto, tra di noi, noialtri indovinando tutto ci tenderemo verso di voi come un giunco del Borneo e virili come non mai diremo: Volevi un temperino-matita-evidenziatore-caramella-sono le sette!
Lo so ragazze, è dura, ma non conosco un amore che sia uno, sbocciato in biblioteca.

14 commenti:

Maura ha detto...

Devo dire che effettivamente non ho mai troppo incoraggiato i tentativi di abbordaggio, più o meno goffi, più o meno eleganti, nel luogo semisacro che per me è la biblioteca (in questo caso universitaria).
Ma su una cosa ti dò ragione: dovremmo essere più esplicite, in un senso o nell'altro... credo che la popolazione maschile in biblioteca si sfoltirebbe molto velocemente...
...ma il mistero poi che fine fa? ;)

Christian ha detto...

Ecco, un po' più di chiarezza nei segnali non guasterebbe... e non solo in biblioteca!

Angel-A ha detto...

Eh, ma se noi fossimo un libro aperto fin da subito dove finirebbe il corteggiamento, la magia, il mistero?... ^____^

ps sono stata in biblioteca pochissime volte, era mattina presto e c'ero solo io e un paio di studentesse un po' sfigate... diciamo che per quanto mi riguarda non è un gran posto per il rimorchio!

Lotus ha detto...

Ma che titolo capzioso!
E io che mi aspettavo di trovare "veri" consigli sul rimorchio in biblioteca o – al limite – anche in libreria.
(per inciso, le sole 2 volte che ci ho probato ho beccato dei 2 di picche clamorosi, mi sa che nella mai tecnica c'è qualcosa da rivedere)
Cmq è sempre un piacere leggerti.

mawi ha detto...

Tutto un articolo intero solo per poter usare l'aggettivo "ieratica".
Per la prossima volta, sono rimasti scoperti: dicotomico, coevo, sincretistico.

CyberLuke ha detto...

Tu manco sai che vor dì "ieratica".
E rimettiti a scrive, skipper della domenica.

Yeeshaval ha detto...

Voi non avete idea degli incontri amorosi che si possono consumare nei bagni accoglienti e deserti di una prestigiosissima e insospettabile Biblioteca.

Uapa ha detto...

Mi associo a Angel-A :-D
Le cose vanno bene e sono belle così come sono ;-)
Sarò all'antica e guarderò troppi film in bianco e nero, ma preferisco che sia l'uomo a fare il primo passo :-P
La fumetteria non può essere considerata esattamente una biblioteca, vero? :-$ (blush)

Gabriele77 ha detto...

Neppure io ho sentito di amori nati in biblioteca... al massimo in libreria (mi ricordo di un film con Licia Maglietta e Claudio Santamaria che raccontava proprio di questo).
Io non so cosa dire, non è che le frequenti molto.
Ma ho chiesto a un mio amico, uno bravo, uno che di rimorchio se ne intende (ometto a proposito di nominarlo perché se la sua ragazza sa che facciamo di questi discorsi non so se gli permette ancora di uscire da solo con me a bere una caipirinha). E sapete che mi ha risposto? M’ha detto che se si tratta di rimorchiare è meglio iscriversi ad un corso di salsa o merengue. Mi permetterei di aggiungere anche il tango.

Fra ha detto...

Nelle biblioteche/aule studio dell'università mi sono fatta alcune delle migliori risate della mia vita ma... rimorchio? mai! però io ero una di quelle con cinque evidenziatori di colori diversi, quindi non faccio testo!!! :))
Bellissimo post e la conclusione mi è piaciuta un sacco!

Davide Mana ha detto...

Post colossale.
Bravo!

Anche se a dire il vero, io in biblioteca ho rimorchiato, ai tempi dell'università...
Ma in retrospettiva, sarebbe stato meglio andare in bianco.

Licia ha detto...

Io ho rimorchiato in Biblioteca Vaticana un professore svedese! Lo ammetto, avevo uno sguardo lubrico diretto verso il suo banco di consultazione, ma non era per lui, era per la copia magnifica del Vangelo che stava esaminando.
Me lo sono anche portata a cena a casa dei miei, dove il poveretto ha sopportato ciacole a oltranza e nulla più.
Ma vogliamo dire che nelle biblioteche la maggior parte dei maschiacci sono piuttosto inguardabili anzichéno e quando sono decorativi sono immancabilmente vere signore?

CyberLuke ha detto...

@Licia: riguardo l'ultima parte del tuo post, ahimé, poco posso fare.
All'uscita delle palestre dovrebbe dirti un po' meglio sotto quel punto di vista, ma poi devi rassegnarti a discutere di calcio e GF, mi sa.
Lo so, è un dilemma irrisolvibile: le ragazze più carine che ho frequentato avevano un QI imbarazzante, salvo rare e preziose eccezioni.
Forse esiste una sorta di legge di compensazione naturale che ancora ignoriamo.

Anonimo ha detto...

Se sei un uomo
Ti butti. Non aspetti che sia la donna a far tutto.

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