martedì 12 gennaio 2010

Se n’è andato l’ultimo dei romantici.

Ci ha lasciati anche Eric Rohmer, indiscusso maestro della Nouvelle Vague e autore, tra l'altro, dello splendido Il Raggio Verde, che rividi giusto l'estate scorsa.
Il personaggio di Delphine è indimenticabile.
Mi dispiace.

4 commenti:

Roberta la Dolce ha detto...

Adoravo quel film... era uno dei miei preferiti! :-(
Mi erano piaciuti molto anche "Un ragazzo, tre ragazze" e "Incontri a Parigi".
Piano piano se ne stanno andando tutti i grandi che mi hanno avvicinato al cinema d’autore… Ricordo ancora quando lessi della morte di akira ormai più di dieci anni fa…

Erika ha detto...

Non posso crederci, ho appena letto della sua scomparsa e mi sembra così assurdo….Non aggiungo altro, odio la retorica. Qualsiasi commento non renderebbe giustizia a un maestro, uno dei pochi che ha saputo elevare il cinema a livelli di poesia.
Che dire, mi sento più sola, ma so anche di non essere l’unica.
Solo un grazie, un immenso grazie per averci donato la speranza di un raggio verde nelle nostre vite banali.

Maura ha detto...

Non ti facevo tipo da Eric Rohmer... più da James Cameron, o magari, da Steven Spielberg.

Roberta la Dolce ha detto...

Io penso che i film di Rohmer siano abbastanza trasversali, nel senso che chiunque può vederli e riconoscersi facilmente nei personaggi e nelle storie che raccontano.
Ma anche se nella nostra vita non abbiamo passato neppure una delle situazioni che i suoi personaggi possiamo amare i suoi film come se fossero “nostri”.
Basta seguire due semplici istruzioni, quelle che valgono per l’intero cinema di Rohmer: rilassare gli occhi e prestare ascolto.
Verrà naturale sentirsi partecipi alla sensibilità del cineasta francese.
Il suo lavoro di regia è un’altra lezione di efficacia ed essenzialità: piazzare le cinepresa, dopodichè lasciare spazio all’improvvisazione controllando che i gesti dei personaggi siano quelli corretti e le parole escano di bocca con il giusto tono.
Ed ecco nascere un documentario di sensazioni, spontaneo come una confessione fatta ad un amico.

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