giovedì 14 gennaio 2010

Tra Roma e Milano

Ecco, se c'è una cosa che ho sempre odiato sono quelli che nelle biografie scrivono vive tra Parigi e New York, vive tra Londra e Berlino, vive tra Los Angeles e Ascoli Piceno, ma soprattutto vive tra Roma e Milano... ma dove cazzo vivi? A Roncobilaccio? Ma dove? All'area di servizio? Alla stazione? Dove?
Esiste un posto che si chiama TraRomaeMilano?
Voi potete solo essere o: o a Milano o a Roma.
Non siete mai stati né trae.
Anni fa, essendomi scelto una fidanzata che viveva nel parmigiano, effettivamente passavo parecchio tempo in treno dove mi ero fatto alcuni amici: Chef Express la ristorazione che viaggia vi informa che a centro treno è disponibile il bar con vasta scelta di piatti caldi e freddi, panini e bevande e lo speciale menù Combopizza. Vi informiamo inoltre che i viaggiatori prenotati e non prenotati possono accomodarsi per il primo turno di ristorante. Ah, Luca, non arrivare tardi come al solito per favore che finiscono i tortellini e poi ti lamenti.
Ecco. Perché se uno sta sempre in treno deve anche mangiare.
Ma io non lo reggevo quel ristorante: si mangiava bene... benino... si mangiava.
Simpatici, eh, però il è troppo è troppo. E allora non mangiavo. Quindi avevo fame. E quando ho fame, ho le allucinazioni.
"Oh, il treno si è fermato tra due gallerie degli Appennini... che bello... l'Italia, però, che bel paese... oh guarda!... degli uomini! Delle donne! In costume tradizionale... ma che fanno? Si avvicinano... cos'hanno in mano? Uh... prodotti tipici: la caciotta, il pecorino, tagliatelle fatte in casa... uh! Bussano al finestrino.
E il finestrino che fa? Si apre?! Ma sedetevi! Venite, grazie, grazie, grazie. Latte appena munto, c'è anche la mucca, venga, venga, signora mucca... che figata..."
Chef Express, la ristorazione che viaggia è lieta di informare Luca che i tortellini sono finiti. Avvisiamo altresì i signori passeggeri che il treno è in arrivo in orario alla stazione di TraRomaeMilano, fine corsa del treno. Luca? Svegliati!

11 commenti:

Anonimo ha detto...

più che altro: se abiti tra roma e milano, cioè vivi a roma e milano come fai a pagare due affitti?

sei un pendolare? l'azienda ti paga la trasferta? se è così è una vitaccia, sei in alberghi squallidi o dividi foresterie con gente strana.

Anonimo ha detto...

mangiato pesante ieri sera luca? :D

Larsen

Roberta la Dolce ha detto...

Per un po' anch'io ho fatto la pendolare, ma per lavoro, non per diletto. ;-)
E ricordo benissimo Chef Express, e le sue "delizie", peraltro offerte a prezzi non proprio competitivi (ma è quanto accade quando si opera in regime di monopolio, direi).
Avevo finito con l'organizzarmi portandomi da mangiare da casa, e avevo persino sviluppato una mia tattica: entravo nel vagone ristorante, comperavo una bottiglietta d'acqua e andavo a sedermi davanti il finestrino.
Tiravo fuori dalla borsetta il mio panino con rucola e parmigiano e speck e me lo mangiavo beata mentre mi scorreva davanti gli occhi la campagna toscana... bello.

Sogno ha detto...

Ma se abiti tra Roma e Milano dove fai la spesa? e soprattutto, dove parcheggi?

Uapa ha detto...

Avevo rimosso Chef Express!XD
Mi hai riportato ai tempi in cui facevo la pendolare anche io e vivevo A "TraRomaePavia"! ;-)
Quante schifezze che mi sono mangiata sull'Eurostar, aspettando di vedere Prato dal finestrino... Mi ero innamorata di quel posto!:-D
Ora mi rimpinzo di schifezze degli aerei Easyjet XD
Però chissà, magari chi vive tra Roma e Milano ha solo una casa molto lunga... :-P

Christian ha detto...

A proposito di Chef Express, la ristorazione che viaggia (e ho un consiglio per dove viaggiare...), per i vegetariani ieri offriva praticamente nulla.
I panini tutti con carne, e l'insalata industriale costava soli 7.5 euro (!!!, senza pane).
In alternativa, una caprese al tavolo (8.5 euro più 3 di servizio, e per l'anima de li mortacci vostra). E non solo a bordo, ma anche a terra: domenica a Firenze non c'era un panino senza qualche animale morto al suo interno.
Poi qualcuno mi deve spiegare come mai un'insalata costa il doppio di un panino con formaggio e prosciutto, ammettendo che questi ultimi due siano di provenienza naturale e non sintetica.

Taka ha detto...

ma una bella parentesi al fatto che adesso il biglietto milano-roma cosa 89 euri non ce la mettiamo??

maledetti li mortacci loro! è_é

Maura ha detto...

Dire che si vive tra un posto e un altro fa molto figoso, molto trendy, molto "sono sempre in viaggio", "ho sempre da fare, la mia presenza è richiesta dappertutto"... una sorta di status symbol, uno dei tanti.
E, sì, concordo che, ad approfondire, è una bella cazz.ata! ;D
Quanto al cibo, qui a Bologna e dintorni siamo notoriamente attenti a questo importante aspetto del vivere quotidiano, e nessuno di quelli che conosco si affida a quanto offrono le nostrane linee ferroviarie...
E, sì, Taka, hai ragione, ormai i voli low-cost sono la vera alternativa ai treni, se qualche governante lungimirante abolisse (o riducesse) le inique tasse aeroportuali l'aereo ci costerebbe persino meno.

Matteo ha detto...

Un mio professore all'Università (molto noto) scriveva di vivere "Tra Roma e San Paolo del Brasile).

Fra ha detto...

Dillo che ti sei mangiato un fungo allucinogeno, oltre che i tortellini... è interessante come un modo di dire parecchio insulso (o il fungo) ti abbia indotto tali allucinazioni!! :))

dandia ha detto...

Il mio posto è sempre quello vicino al finestrino, al largo da potenziali elementi di disturbo. E' lì che inizia il viaggio, quello vero, non il semplice spostamento fisico tra punti definiti da coordinate spaziali.
Il viaggio è quel momento sospeso tra la partenza e l'arrivo, è un non-luogo che ti permette di essere allo stesso tempo fermo ed in movimento.
Mentre il fondale dei paesaggi scorre, i pensieri si susseguono e si rincorrono alla stessa velocità del treno. Questo è il vero viaggio, un cammino tutto interiore che si svolge con gli stessi ritmi del tragitto ferroviario: quando il treno rallenta ed entra in una stazione, preannunciato dall'agitazione di chi scende e seguito dal movimento di chi sale, il flusso di pensieri si interrompe per qualche attimo, per poi riprendere poco dopo.
La fine del viaggio non è solo il raggiungimento della meta, ma un vero e proprio risveglio, un ritorno alla realtà dopo una preziosa pausa riflessiva.

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