giovedì 4 febbraio 2010

I want to believe it.

Ieri sera è stata trasmessa (negli Stati Uniti) la prima puntata della stagione finale di Lost.
Tutti noi adepti attendiamo che la puntata trasmessa venga immessa nel circuito peer-to-peer e attendiamo, come veri tossici, di essere scaraventati per quaranta brevissimi minuti in un mondo del tutto immaginifico... che ha probabilmente la sua attrattiva principale nella sua imprevedibilità.
Perché in Lost, tutto può accadere: anche – e soprattutto – le cose più inesplicabili ed illogiche, ma tutte unite da un invisibile filo conduttore, anzi, da una rete di fili... fili che riusciamo solo ad intuire, ma che per la maggior parte ci rimane nascosta nella più fitta oscurità.
Dubito che esista un’altra serie televisiva che generi in chi la segue un numero così alto di domande, illazioni, teorie.
A differenza di serie pur popolari come CSI o Sex In The City o Doctor House, Lost non fornisce spiegazioni, non suggerisce filosofie con cui affrrontare la vita, non prova neppure a divertire o a intrattenere con scene rocambolesche o particolarmente spettacolari.
Lost è una finestra aperta sul Mistero con la emme maiuscola.
Qualcosa che possiamo solo osservare, quasi attoniti, con la massima attenzione per timore di perderci un dettaglio che potrebbe rivelarsi fondamentale (e che gli autori si sono divertiti a spargere un po’ dappertutto) per la comprensione di un quadro generale (ma profondamente oscuro) più ampio.
Quindi, chi guarda (e ama) Lost, è questo che rincorre: la comprensione.
Vogliamo sapere. Solo questo.
Sappiamo che è tutta fantasia.
La nostra Sospensione dell’Incredulità, quando osserviamo Lost, funziona a massimo regime.
L’illusione è perfetta. Non è un serial tv, è una vera e propria realtà alternativa. Altro che Second Life.
C’è l’isola, c'è una misteriosa iniziativa le cui vestigia prototecnologiche sono sopravvissute dagli anni settanta quasi come fosse un’antica civiltà scomparsa, c’è un miliardario che vuole quest’isola e il suo potere, ci sono dei sussurri soprannaturali, allucinazioni estremamente realistiche ed inspiegabili, una creatura potentissima e distruttiva che sembra fatta di solo fumo nero, c'è un sfaccettato manipolatore che tanto sa e pochissimo dice. C'è un tizio che non invecchia mai, ci sono due figure in apparenza umane e antitetiche come il Bene e il Male che si scambiano cortesie su una spiaggia.
E, variabile imprevista in tutto questo, i sopravvissuti di un volo di linea naufragati sull'Isola.
Non si sa se per caso, o per un preciso disegno.
I sopravvissuti sono lì per darci qualcuno per cui parteggiare, visto che sono gli unici in cui possiamo identificarci, gli unici che danno voce alle nostre domande, con cui condividere lo sgomento, le paure, le speranze.
I sopravvissuti del volo siamo noi stessi, segregati su quella spiaggia, condannati a fissare un orizzonte su un oceano che li separa dalla loro realtà e dai loro cari, in balia di forze misteriose che non fanno nulla per essere comprese.
Un gigantesco e perverso gioco di ruolo con pedine umane di cui non si conoscono le regole.
La caratterizzazione dei personaggi è semplicemente perfetta. L’uso dei flashback nella prima stagione è stato un modo semplice e geniale di definire i singoli protagonisti e renderli “reali” per lo spettatore. E, come nella realtà, molti di coloro muoiono... Lost è forse la serie dove più protagonisti muoiono, contravvenendo ai cliché dove nel corso di innumerevoli puntate i personaggi escono invariabilmente indenni da qualsiasi disavventura.
La recitazione è a livelli cinematografici. Si finisce col considerarli quasi delle persone reali, nonostante l’implausibilità della storia.
Non so, onestamente, dove Damon Lindelof e Carlton Cuse, gli autori di Lost, vogliano andare a parare... e siamo in molti a chiedercelo.
Da dove vengono i poteri dell’Isola, chi o cosa è Jacob, per chi lavora Ben, cos’è il mostro, perché Richard Alpert non invecchia, perché gli Altri rapivano i bambini, che poteri ha Walt, se l’equazione di Valenzetti è una bufala, perché i passeggeri del volo Oceanic sembrano avere le vite collegate (aggiungete pure le vostre domande... chissà quante ne ho dimenticate).
E questa sesta, conclusiva stagione, è l'ultima possibilità per dare un senso a tutto il tempo che gli ho dedicato dal 2004 ad oggi.
Ciò che più temo è che, quando anche l’ultimo mistero ci verrà svelato, ci sentiremo tutti come quei bambini che hanno visto cosa c’è dentro quel favoloso giocattolo che lo faceva muovere in quel modo magico ed inesplicabile.
E saremo tutti più tristi senza sapere bene perché.

PS Qualunque cosa gli autori volessero dirci con questa foto promozionale (cliccateci sopra per vederla gigantesca), con John Lock – ufficialmente morto – al posto di Cristo, mi sfugge.

PPS Se siete dei veri adepti (come me), non fatevi sfuggire la Dharma Edition della quinta stagione: c'è dentro tutto quello che vedete qua sotto, e anche di più.
Io l'ho acquistata e ora sono un Uomo Felice™. Imitatemi.

15 commenti:

Matteo ha detto...

Dopo l'ultima puntata della serie "Il prigioniero" (in originale "The village", a mio modesto parere di 4 spanne la serie migliore che sia mai stata realizzata), l'autore dovette rifugiarsi per 2 mesi fra le montagne della Scozia, per sfuggire ai fan che ringhiavano insoddisfatti per come si era conclusa.

Bene, secondo me l'unica cosa che differenzierà quella reazione da quella che avranno i fan alla fine di Lost, sarà che oggigiorno invece di correre fino in Scozia, urleranno comodamente dal loro divano.

Però spero sinceramente di sbagliarmi, per te e per tutti gli altri appassionati di questo serial tv, che se non altro ha avuto il merito di uscire dal canone trito del duo thriller-commedia idiota. :)

Gabry ha detto...

Che dire, non vedo l'ora.
Il mio muletto sta già lavorando alacremente. ;)
Leggevo da qualche parte che in origine LOST sarebbe dovuto andare avanti per almeno 8/9 stagioni, ma gli autori declinarono l offerta perche se avessero accettato avrebbero rischiato di allungare troppo il brodo e far scendere di qualità la serie... ma non è stato così, la decisione di chiudere la serie con 6 stagioni in totale ha garantito alla serie una qualità ottima e tutto il tempo per rispondere alle molteplici domande nate durante ogni stagione.
Sì, "risposte", è la parola con cui tutti i fan attendono questa ultima stagione... secondo le loro dichiarazioni la sesta stagione sarà completamente dedicata alle risposte fin dai primi minuti, non se ne può più, io avevo iniziato a prendere nota di tutto quello che c'era di irrisolto, poi ho smesso, era una cosa pazzesca. ^^

la quinta stagione si era chiusa con la detonazione della bomba a idrogeno da parte da Juliet seguita subito dopo dalla scritta LOST in nero su sfondo bianco, è stata la prima volta che una puntata di LOST non si chiude con la consueta schermata nera con lost in bianco, questo finale in negativo ci vuole indicare che la bomba forse ha veramente resettato tutto? forse il volo 815 ora atterrerà a Los Angeles tranquillamente come se nulla fosse successo?

Maura ha detto...

@Matteo: qualche anno fa recuperai la serie di cui parli, e ricordo che arrivai trepidante alla puntata finale, "fall Out", che trovai a dire poco ambigua: il Numero Sei che riesce infine a raggiungere la centrale operativa, il Numero Uno che si rivela essere una sorta di monaco, coperto da un saio col cappuccio, sotto il quale c’è un volto scimmiesco che poi è solo una maschera, e sotto la maschera, il suo stesso viso... ricordo che passai giorni a cercare di interpretare quel finale.
Mi auguro per Cyber e per tutti gli altri fan che con Lost non accada così.

Fra ha detto...

Ho guardato ripetutamente le stagioni dalla 1 alla 4, ma mi sono persa alla prima della 5...
Le tue domande sono interessanti... nella 5 si è capito cosa sono i numeri 4, 8, 15, 16, 23, 42 e a che senso aveva la botola??

Matteo ha detto...

@Maura: io invece trovai eccezionale quel finale, costituito in realtà non solo dall'ultima, ma dal trittico delle tre puntate conclusive. Anche io c'ho messo un po' a interpretarlo, ma trovo che sia una delle cose sociologicamente più ficcanti che siano mai state fatte.
Ovviamente si passava, forse bruscamente, dalla dimensione da "telefilm" a una molto più concettuale e in effetti questo salto di genere può infastidire. Ma a me piacque moltissimo :)

zaXon ha detto...

Solo per dare un valore economico al fenomeno LOST sappiate che:
La ABC ha inserito 4 minuti di pubblicità ogni 7 minuti di Lost nel corso della premiere della sesta stagione.

giuseppe ha detto...

@ Matteo e Maura
il finale de Il Prigioniero fu messo in piedi un po frettolosamente in quanto lo svolgimento avrebbe dovuto essere altro , e si arrivò ad un compromesso di sceneggiatura , involontariamente "metafisico".(Wikipedia)
similiutudine con Lost ?
non del tutto anche se la serie doveva finire prima ; qui la carne al fuoco (mi perdonino i vegetariani) è tanta ed abbondante (ripetita...)
gli sceneggiatori sondano anche i gusti degli spettatori su internet, probabile un gruppo ristretto ha accesso alle preview, quindi non si dovrebbe (?) correre il rischio che qualcuno li aspetti sotto casa (sceneggiatori), e non certo per fargli i complimenti , come accadde co Il Prigioniero....
Giuseppe

Lotus ha detto...

Da notare comunque che a nessuna delle “grandi domande” della serie (i motivi delle dimissioni del Numero Sei, l’identità del Numero Uno ecc.) è mai stata data una vera e propria risposta... l’interpretazione più accreditata (o forse la più semplice) è quella che vede il Villaggio come una metafora della vita, in cui il vero carceriere siamo noi stessi, in cui ognuno di noi porta dentro di sé il proprio Numero Uno, e la maschera scimmiesca non è altro che un ricordo della nostra ancestrale natura di animali.
O forse, dopo tutte le aspettative che si erano create all’epoca era impossibile dare una risposta soddisfacente, e si è optato per un finale ambiguo in cui tutti potessero vedere quello che faceva loro più comodo... scommettiamo che anche il finale di Lost sarà un po’ così?.

Lotus ha detto...

Scusate, ovviamente stavo parlando de "Il Prigioniero". ;)

Angel-A ha detto...

Fammi indovinare... stasera stacchi telefono, citofono e ti barrichi in casa a vedere la puntata appena scaricata, vero?... ^____^

Alex McNab ha detto...

Eh no, eh no!
Non te la puoi cavare così.
Ora ci scrivi qual è la tua teoria riguardo agli ultimi misteri dell'Isola.
Il bello del "gioco" è questo...

Simone ha detto...

Ma non eravamo noi scrittori i pelandroni sfaticati con un sacco di tempo libero? Io non sono ancora riuscito a vedere nemmeno Avatar al cinema e tu già stai lì pronto coi popcorn per vederti Lost scaricato!

Comunque io ho visto solo la prima puntata della prima serie, che già presagiva in maniera inquietante infiniti intrecci di trama per infinite serie successive. Penso di vederlo magari tutto insieme quando sarà finito, se mi dicono che vale la pena e se ovviamente ne avrò mai il tempo.

Ah, comunque finisce che lui in è vivo e gli altri sono morti, sospesi in una semi-vita. Come è ovvio, trattandosi di fantascienza.

E il cattivo, ovviamente, è il diavolo in persona come era stato detto nella scena del flamingo che parla al contrario.

Simone

Simone ha detto...

I CD nei floppy comunque sono una figata. Speriamo che non si smagnetizzino!

Simone

Anonimo ha detto...

X-Files è stata una serie altrettanto misteriosa e appassionante, ma finita male senza tirare le fila di tutto.

Credo che la foto sia semplicemente un divertissment sulla scia di tante parodie simili del celebre dipinto leonardesco.

Ciao
Batman

Licia ha detto...

Dici che ci siano significati altri sottesi oltre a Ultima serie e Ultima cena e Gesù/Locke morti e risorti?

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