venerdì 26 febbraio 2010

Non credo più a niente.

Non dopo aver visto questo.
Sì, lo so, il progresso che non si può fermare, la tecnologia che viene applicata ovunque si può e se non lo faccio io lo farà un altro e bla bla bla.
Ma ho lo stesso la sensazione che qualcosa ci stia sfuggendo e che the point of no return l'abbiamo passato già e nessuno ci ha detto niente.

26 commenti:

Taka ha detto...

eeeh, i miracoli del compositing... :D

claudia ha detto...

eh ma il cinema e' proprio la location piu' indicata per questi trucchetti.
d'altronde, e' un'arte, e ci deve far vedere anche quello che l'occhio umano non riesce a percepire.
e poi la fantasia, l'immaginazione, altrimenti avatar che ci starebbe a fare ? anche se non ti e' piaciuto ;-))

Anonimo ha detto...

dipende luca, se l'uso di queste tecnologie e' funzionale al raccontare una storia, ritengo che il futuro sia fantastico... se invece servono per mistificare la realta', allora non mi piacciono piu' tanto.

Larsen

Matteo ha detto...

Bellissimo :)
D'altronde scusa, non si dice sempre che noi ce la creiamo la nostra realtà?

CyberLuke ha detto...

Forse non ho trasmesso bene il mio sentimento.
È che stanno uccidendo la mia "credulità", e mi riesce sempre più difficile non pensare ad un'artificiosità di fondo in ogni cosa.
Che poi, questa possa essere estremamente interessante e divertirmi smodatamente, è un'altra faccenda.

Simone ha detto...

Davvero bello. Anche per me questo video ha distrutto un po' la magia. Ora guarderò film e telefilm pensando che sia solo roba appiccicata su uno schermo verde, e sarà un po' meno affascinante.

Magari dovrebbero specificarlo nei titoli. Cioè, tipo "quello che vedete in questo film è stato girato in presa diretta senza appiccicume digitale".

Simone

Simone ha detto...

Comunque ti rubo il link al video e lo metto su facebook!

Simone

Matteo ha detto...

Se ci pensi sono cambiate solo le tecnologie, non i concetti. L'arte da sempre cerca di riprodurre il più possibile la realtà per crearne una copia. Poi con la fotografia si è fatto un altro passo. All'inizio il cinema usava stage e fondali dipinti. Oggi la tecnologia è migliorata e quindi si è passati alle immagini vere. Non cambia il concetto, cambia il mezzo.

CyberLuke ha detto...

No: prima era diverso, c'era un fondale dipinto, e si vedeva.
Adesso la simulazione è perfetta.
Il fatto che realtà e mistificazione siano diventate indistinguibili, poco importa grazie a quale tecnologia, cambia completamente la natura del nuovo rapporto che esiste tra lo spettatore e chi mostra.

Matteo ha detto...

È vero, il reale si distingue di meno dall'immaginario. Ma contemporaneamente è aumentata anche la coscienza del fruitore. Basti pensare al famoso episodio della proiezione de "Il treno alla stazione di Le Ciutat" dei Lumière.
Non a caso le teorie complottistiche aumentano a dismisura e di pari passo aumentano anche i modi di chi gestisce queste cose di infinocchiarci.

La cosa interessante è che però ormai il potere, se ha bisogno di queste tecnologie per autogarantirsi, non può più rimanere chiuso in se stesso, come accadeva una volta. Deve aprirsi sempre più al mondo della scienza e pescare a piene mani nella società civile e nel professionismo. Questo potrebbe portare a un cambio di prospettive abbastanza interessante, per quanto credo che le lusinghe del comando superino di molto qualsiasi cosa.

Se queste sono le tue paure, be', penso che in una realtà finta ci viviamo eccome, anche senza bisogno di tecnologie.

CyberLuke ha detto...

Non ne faccio una questione di sospetto, almeno non quando assisto ad uno spettacolo dichiaratamente di fantasia... anche se (1984 docet) la possibilità di alterare la storia in modo verosimile è inquietante.
Mi riferisco di più al nostro lasciarci andare e credere che ciò che vediamo potrebbe essere, dopotutto, reale...perdendo sempre più fiducia nella bontà delle nostre percezioni.
Ma mi sa che son paranoie mie, eh.

Matteo ha detto...

Ho un approccio molto nicciano all'esistenza. Tutto modifica tutto e la realtà si confonde con la fantasia nel momento stesso in cui quest'ultima opera attivamente sul "reale". Da quando ho studiato epistemologia la mia visione del mondo è cambiata. Nulla è reale e men che meno le percezioni.

Quindi, tornando a cose meno astratte, se la paura è che un tg possa farti credere ciò che non esiste, a mio avviso il rischio c'è. Ma come dicevo essendosi moltiplicate le professionalità è sempre più difficile anche "creare" realtà alternative.
Che poi non sarebbe cosa nuova, basti pensare al noiosissimo dibattito sull'allunaggio...

Insomma, in fin dei conti pure il cavallo di Troia era un'apparenza e non la realtà :D

Roberta la Dolce ha detto...

Credo sia una questione di "magia" perduta, come dice Simone.
Una volta, dove c'era il trucco si vedeva, o perlomeno s'intuiva.
Guardando questo video, ci si sente degli idioti: è come se mi avessero detto "bella, ti abbiamo fregato per benino". ;-)
E siccome sarà sempre meglio (o peggio, a seconda di come la si voglia vedere), finzione e realtà si confonderanno e neanche io sono troppo sicura che sia una cosa buona.

Maura ha detto...

Se restano circoscritta al cinema e al mondo dell'intrattenimento, queste tecnologie sono le benvenute: magari c'è chi le userà per altri scopi (ma sono certa che già lo facciano), ma non ci si può fare niente.
Mi sembra però che dall'avvento del fotoritocco digitale in parecchi stati degli USA in tribunale le fotografie non sono più ammesse come prova, in quanto la contraffazione è arrivata a livelli da non renderla più distinguibile dalla realtà.
Cmq, ottimo spunto di riflessione. ;)

Ariano Geta ha detto...

In effetti é abbastanza impressionante... già certi mass media montano e girano i servizi in modo da impostarli nel modo che vogliono loro e trasmettere la notizia come interessa a loro. Chissà se in futuro si arriverà anche a questo...

dactylium ha detto...

Questo è esattamente ciò che intendo io per uso fotorealistico della CGI.
Quando raggiungono simili risultati stupefacenti e di tale perfezione sono liberi di "fregarmi"...

Cyber, se dai un occhio al commento di Marvin al tuo post su Avatar (la rece del film), noterai il link a un video altrettanto istruttivo (o distruttivo, nel tuo caso ^^).

Te lo riporto anche qui:
http://www.youtube.com/watch?v=oTUs7hDq2PA

Ciao, dacty

dactylium ha detto...

Scusate, non avevo letto tutti i commenti, ora colgo la sfumatura "paranoica" di Cyber.

Non posso che concordare con la frase di Maura: "Se restano circoscritta al cinema e al mondo dell'intrattenimento, queste tecnologie sono le benvenute".

Se così non fosse, be', ci sarebbe in effetti di che preoccuparsi...

Ciao, dacty.

Anonimo ha detto...

Non occorre modificare la realtà per alterarne la percezione. Lo vediamo tutti i giorni, già oggi, che la gente vede una stessa cosa e la percepisce diversamente (politici, persone che amano etc...).

Fata

Ettone ha detto...

Certo, dal punto di vista sociale potrebbero essere tecnologie nocive per il mondo se non armi di distruzione di massa per alcuni...

ma restando al cinema non ci vedo niente di speciale, inoltre ciò che viene appiccicato sul verde è pur sempre stato girato in loco, non mi sembrano 3d, per cui se sommando tre luoghi diversi se ne ottiene uno nuovo è solo un modo per aprire nuovi orizzonti... ;)

In questo modo "La valigia dei sogni" su LA7 non avrà più motivo di esistere... Come farà il figlio di Walter Chiari a ritornare nei luoghi dei film?

CyberLuke ha detto...

Mi sa che continuo a non essere molto chiaro... la paranoia non c'entra.
C'entra il rimpianto per qualcosa che ci sta lasciando e che probabilmente non tornerà più... ma è roba un po' romantica, mi sa.

Andrea Giovannone ha detto...

E' già tutto in corso d'opera già da un bel pezzo. Questo è l'anno del 3D dicono, appena arrivato in realtà è già passato.Il chroma key, il cinema, sono solo un aspetto della mistificazione della realtà.Toccherà farci l'abitudine. Pillola rossa o pillola blu?

dandia ha detto...

Il punto di non ritorno è stato superato quando per la prima volta un uomo ha raccontato ad un altro una storia inventata, cercando di riempirla di tanti di quei dettagli da farla sembrare vera. Da lì in poi è sempre stato un crescendo di trovate, invenzioni e diavolerie varie per far sembrare reale quello che reale non è.
La simulazione perfetta della relatà è una conquista fantastica del cinema, che appaga i nostri occhi come non era mai successo prima.
Ma se una volta bastava mezzo fondale dipinto per generare mondi immaginari, adesso abbiamo bisogno di tecnologie sempre più raffinate, che lasciano ben poco spazio alla nostra immaginazione. Di fatto non c'è più nulla da immaginare, perchè tutto si compie verosimilmente sullo schermo davanti ai nostri occhi.
Io spero che la nostra capacità di immaginare, non più sollecitata, non venga sopraffatta dalla pigrizia e non inizi poco alla volta ad atrofizzarsi.
Questa, più che un nostalgia romantica, mi sembra una prospettiva terrificante.

dactylium ha detto...

Ciao Luca, mi sa che ho frainteso.

In effetti pensavo che la tua "preoccupazione" derivasse da una possibile e subdola applicazione di simili tecniche cinematografiche al mondo dell'informazione, con scopi più che palesi, come il controllo e la mistificazione (vedi "1984"). E non è detto che già in qualche modo non avvenga...

Quanto al fatto che la perfezione raggiunta da tali tecniche uccida in un certo senso la fantasia e la possibilità di distinguere scientemente tra realtà e finzione (possibilità che dovrebbe peraltro metterci al riparo dall'esercizio improprio di certi poteri), forse dipende anche dall'allenamento dei nostri sensi.
Una volta parevano "veri" anche i fondali dipinti.
Naturalmente ora è tutto più difficile.

Certo di non aver capito ancora un cazzo di quel che volevi dire, ti auguro buna domenica. ;-)

Ciao, dacty

Dama Arwen ha detto...

Uhm... io sono stra d'accordo con Matteo.
Dei possiibli utilizzi di questo aritificio x trasmettere false notizie/informazioni non mi preoccupo: nel senso che vivo, per scelta, disinformata di ogni cosa, x cui il problema non mi sfiorerebbe.

Quello che mi perplime, anche dal punto di vista cinematografico, è la recitazione. Sei un attore e devi immaginare quello che hai intorno perché in realtà non c'è. Non è più difficile? Oddio, in teatro non è molto diverso, le scenografie son molto più "ridotte".

In ogni caso la qualità raggiunta da queste tecniche è a dir poco sbalorditiva.

Fra ha detto...

ciao, il video è molto bello e fa pensare... io ci pensavo già prima che chissà quante cose non sono vere e qualcuno fa in modo che noi ci si creda... :|

Anonimo ha detto...

Non si è oltrepassato il punto di non ritorno; al contrario, si è tornati indietro.

Un tempo, per far circolare le notizie, la gente aveva solo un modo: le RACCONTAVA.

Ed in un racconto... può accadere di tutto: un racconto può essere di fantasia, oppure può descrivere accuratamente un evento reale... o, più spesso, può essere un mix: un insieme di realtà, fantasia e libera interpretazione di chi racconta, tentando di rimanere abbastanza realistico da essere credibile.

Per millenni le informazioni sono circolate così: per "sentito dire", per pettegolezzi, per racconti imprecisi. I giornali, anche, quante volte inventavano le notizie o le distorcevano?

Con la fotografia, con le registrazioni e le trasimissioni audio, e con i filmati, è accaduto qualcosa di anomalo: si è potuto avere un modo oggettivo di trasmettere una informazione, senza che la si potesse modificare (chi provava a modificarla non riusciva a fare un lavoro accurato come la macchina da presa, e la manomissione si notava subito); ma in poco tempo i ritoccatori si sono impratichiti, ed hanno imparato a fare quello che narratori e giornalisti hanno sempre fatto: distorcere una rappresentazione della realtà.

Credo di capire per cosa si preoccupa Luca: si preoccupa di aver perso la possibilità di distinguere la rappresentazione del vero da una finzione. Se ti può consolare, in realtà non hai perso nulla: non si può perdere ciò che non si ha mai avuto... e l'umanità non ha mai avuto la possibilità di verificare realmente quello che gli altri ti raccontano (non importa se lo raccontano con le parole, con i filmati o con i bit)

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...