giovedì 25 febbraio 2010

Questa mi era sfuggita.

Potrà anche non piacervi... ma io la trovo fantastica, originale e coraggiosa.
Ma non è della sua linea che voglio parlarvi (devo ricordarvi in quanti hanno comprato una Ritmo o una Modus?) e vediamo invece quanto lontano può portarci – concettualmente parlando – la nuova Peugeot BB1... quattro posti nello spazio di una Smart.
Pensate, per esempio, ai suoi motori. Che sono due. Elettrici. Dentro le ruote posteriori. Niente serbatoio. Celle fotovoltaiche sul tetto. Seicento chili di peso complessivo e centoventi chilometri d'autonomia, che in città ci vai avanti per giorni interi. Niente volante, ma un manubrio di tipo scooteristico.
Sono queste le automobili che dovrebbero girare per le nostre città (quella camera a gas a cielo aperto che è Roma in testa).
Ricordate la favoletta della marmitta catalitica? E poi la presa per il culo dei motori Euro 1, 2, 3 e 4? Quelli a basse emissioni inquinanti?
Ma che cazzo significa "basse emissioni inquinanti"? Sedetevi dieci minuti in una stanza e una Punto Euro 4 col motore acceso e poi ditemi. Ma per favore.
Le automobili odierne sono sostanzialmente identiche a quelle di cinquant'anni fa.
Adesso hanno sedici airbag e il dock per l'iPod, ma vanno ancora a benzina, sono rumorose, puzzolenti e inquinanti. Come cinquant'anni fa. Uguale. Identico.
Il fatto è che la benzina – circoscrivendo per un attimo il discorso alla sola Italia – fa entrare valanghe di denaro nelle casse dello Stato. Su un pieno di 44 euro, 27 sono di imposte. Più della metà. Devo aggiungere altro?
L'Italia consuma 2,2 milioni di barili di petrolio al giorno.
Il giacimento di Nassiriya, sviluppato dall'Agip, ha riserve provate di 2-2,5 miliardi di barili.
Sufficiente, da solo, per il fabbisogno nazionale per tre anni.
Ecco – apro e chiudo qui, perché sarebbe un discorso lungo – per cosa sono morti i soldati italiani in Iraq: non per la libertà, non per la democrazia, non per le altre puttanate pseudoelettorali. Ma per il petrolio, che serve a fare la benzina.
Io voglio comperare una nuova auto, ma non voglio più comperare benzina.
Voglio attaccarmi alla tetta della società elettrica, pagare della corrente ed usarla per andare in giro.
In silenzio.
Scivolando in mezzo a tante altre micromacchine come la mia, sentendomi nel 2010 e non nel 1960.
Questo voglio.
E voglio questa Peugeot BB1.
QUI trovate (ad esempio) i commenti dei decerebrati che ironizzano sul suo aspetto credendosi spiritosissimi e poi salgono sulle loro automobili a benzina, foraggiando uno Stato ingordo (non importa di che colore), alimentando la guerra per il petrolio (sufficientemente lontana per non farsi schizzare di sangue e di catrame) e insozzando la stessa aria che respirano... gli stessi coglioni che poi a casa si prendono il disturbo di separare le lattine dalla carta straccia.
Leggeteli, e avrete un'altra idea del perché qualsiasi cosa che cammini su una strada senza bruciare combustibile fossile stenti ad emergere, soffocata dall'avidità dei pochi e dall'ignoranza e dalla miopia dei molti.
Vi lascio con questi pensieri foschi e con questa galleria della BB1... che potrebbe appartenere al nostro presente, ma rischia di collocarsi solo in uno stupido futuro idealizzato che non arriverà mai.

39 commenti:

iSDC ha detto...

Unico appunto al tuo post che condivido:

- le auto elettriche necessitano di un rumore di fondo per avvertire i pedoni -

Ci sono già degli studi che provano che farebbero stragi di pedoni (abituati a sentire il rombo di un veicolo imminente) e delle prove di colonne sonore (!!!) composte da artisti più o meno noti.

Gloutchov ha detto...

Quoto iSDC:
In Giappone hanno aggiunto alle Prius un diffusore sonoro che simula le auto a benzina perché i pedoni (distratti nel loro mondo di iPod, pensieri e quant'altro) non si accorgevano dell'arrivo dell'auto elettrica e si buttavano in mezzo alla strada per attraversare.
^_^


Piccola nota tecnica aggiuntiva:
Anche le auto elettriche sono un paliativo. Ti sei mai chiesto come venga generata la corrente elettrica? Bruciando il tanto odiato petrolio! Come vengano smaltite le batterie necessarie a far funzionare quel tipo di auto (inquinanti tanto quanto gli scarichi della Montedison). Come vengano prodotte le celle solari (anche qui... un pannello solare attuale ha una vita media di 10 anni e, per "ripagarsi" ci vogliono altrettanti anni di lavoro del pannello stesso... escludendo ovviamente le spese di manutenzione/riparazione).

Son tutti paliativi. Non esistono reali alternative competitive agli idrocarburi (sino a oggi). La cosa migliore è ottimizzare l'utilizzo degli stessi. Magari "costringendo" tutte le abitazioni a usare il gas naturale piuttosto che altri tipi di carburante x il riscaldamento. Eliminando i riscaldamenti centralizzati e mettendo gli autonomi. Coibentando le case. Smettendo di produrre auto che badano più alle prestazioni che all'economia di esercizio (non è importante quanti Euro è l'auto... ci son motori che fanno 5km con un litro di carburante... ecco, quelle vetture non dovrebbero neppure esistere). Le auto di oggi inquinano "veramente" molto meno di quelle di una volta. Ma l'aumento di "cavalleria" fa sì che non si noti la differenza. La mia fiestina (anni 90) aveva 42 cavalli. Va a vedere quanti cavalli ha una fiesta di oggi...

E la questione delle tasse non è proprio il motivo principe per cui scegliere un veicolo meno inquinante. Le tasse servono allo stato per dare dei servizi al cittadino. Se lo stato non fornisce i servizi, è sbagliato non pagare le tasse, è giusto cambiare i politici che guidano lo stato e sono incapaci di compiere ciò che va fatto.
Ma in Italia, si sà, si ragiona al contrario. Si votano i partiti che promettono il calo delle tasse, non quelli che promettono servizi migliori verso la comunità.



Perdona lo sfogo. Oggi sono un po' "battagliero".

Simone ha detto...

Glauco dice una cosa verissima: spesso l'elettricità inquina come il petrolio, visto che del resto di quello è fatta.

La cosa positiva è che puoi "ammassare" l'inquinamento nel punto in cui l'elettricità viene prodotta (lo stabilimento) per cui puoi anche installare dei filtri o altre cose che proteggano l'ambiente tutti nello stesso luogo e avere alla fine delle città meno intossicate.

Il problema, secondo me, è che la gente non si schioda da vecchie idee e da luoghi comuni assurdi. C'è questa sorta di terrore per il nucleare, che era un'alternativa al petrolio, ma che è stato da noi accantonato perché ritenuto pericoloso e inquinante.

La realtà è che il petrolio ha, a tutti gli effetti, danneggiato il pianeta, fatto ammalare le persone e scatenato guerre. Il petrolio è la forma di energia che distruggerà il mondo per davvero, e ormai il danno è fatto e non c'è giorno che da qualche parte non scoppi una bomba o non crepi qualcuno per causa sua. Che effetto farà tutto questo smog, a lungo termine, sul nostro dna, sui nostri figli, sugli animali e sulle piante? È come se 100 Chernobyl fossero esplose davvero e noi stessimo respirando la roba che è venuta fuori.

Ora si parla di nuovo di nucleare, quando si sarebbe dovuto parlare di energie ancora più alternative come l'eolico o il fotovoltaico che però ancora non possono offrire più di tanto. È come se per tenere 'sta cavolo di benzina l'intero pianeta si fosse fermato per 50 anni a pippare idrocarburi combusti, invece di pensare a come risolvere tutti i casini che abbiamo.

Comunque la macchina è fichissima. Se 'sta cosa delle auto elettriche diventa fattibile, magari per Roma me la compro.

Simone

Calogero ha detto...

Viviamo in un manicomio statale dove inizia a circolare di nuovo l'ideale delle centrali nucleari. Come negli anni 50. A breve torneranno gli hippy e i fiori nei cannoni e Hiroshima e i tutoni di alluminio e le docce antiradiazioni e i bunker in garage ecc.

Il guaio più grande è che ci sentiamo immuni ai comandamenti della pubblicità (specie quelle delle case automobilistiche e della più grezza propaganda di stato). E tu più di me sai quanto può essere potente uno spot di 10 secondi, se visto ogni giorno per un anno intero.

Ahinoi! Appena esce il pulmino wolksvagen elettrico, lo compro, lo ricopro di disegni psichedelici e metto su una band. E da lì in poi solo sesso, droga, rock'n roll, pace e amore!

CyberLuke ha detto...

@Gloutchov: produrre qualsiasi manufatto (un'auto a benzina, un'auto elettrica, un iPod, una seggiola, tutto) ha un impatto ambientale: la grossa differenza è che mentre l'auto a benzina continua a inquinare per il resto della sua esistenza, l'auto elettrica non emette più nulla, e dura molto più a lungo.
Direi che se la chiude ancora in netto vantaggio.

Quanto alla storia delle tasse, non voglio allargare troppo il discorso, ma, pur concordando idealmente con te aggiungo solo questo: gli elettori hanno scarsa memoria storica, il che, unito al comune senso di fatalismo e rassegnazione, fa sì che un certo stato di cose permanga immutato indipendentemente da chi siede sulle poltroncine rosse.
E, comunque la si voglia rigirare, il 55% di imposte sul carburante è una follia (solo i portoghesi, mi pare, hanno la benzina più tassata di noi).

Matteo ha detto...

L'auto è carina e avevo visto che il progetto della Peugeot di auto elettriche comprende altre 3 vetture.

Purtroppo la questione petrolio è come dice Gloutchov.
Qualche tempo fa sul Times era uscita un'inchiesta che dimostrava che procapite inquina di più il treno della macchina.
Perché il treno è elettrico e per generare elettricità ancora bruciamo petrolio.

Certo, per città come Roma le auto elettriche sono un primo e indispensabile passo verso una purificazione dell'aria cittadina e del decoro ambientale, ma purtroppo non possiamo fingere che ben altre saranno le misure che serviranno per liberarci della morsa dei carbonfossili...

Anonimo ha detto...

ehm... luca :D lo sai che in tutto il suo ciclo di vita (compreso l'utilizzo) una prius (non so questa) inquina come una land rover degli anni 60?

quello che non dicono i signori "dell'elettricita'" e' che produrre, e successivamente, "buttare" le batterie ha dei costi ambientali e dei rischi che, se riferiti ai veicoli tradizionali, sono assolutamente fuori scala.

i pacchi batterie vanno rigenerati (cambiati di fatto) ogni 5 anni al massimo, e per fare andare quelle scatolette, di batterie, ce ne sono almeno un 100naio di kg, se non di piu'...

l'unica via "sensata" ma purtroppo troppo costosa come stoccaggio e distribuzione, era l'uso dell'idrogeno nei motori tradizionali al posto della benzina: nessun residuo, combustione prefetta e pulita.
peccato che l'idrogeno debba essere trasportato e distribuito ad una temperatura prossima allo zero kelvin (-273°C.) e ad altissime pressioni.

oltre tutto ha un costo energetico altino, perche' l'idrogeno si ricava dall'acqua tramite elettrolisi, pero' questo processo richiede una montagna d'energia, rendendo di fatto meno efficiente nella sua filiera l'idrogeno rispetto ai carburanti tradizionali.

altra possibilita': gli alcooli.
la fiat, anche se qui ci prende per il culo con le euro10000, ha un motore fantastico, che pero' vende solo in certe parti del mondo (il flexfuel).
anche qui, inquinamento del veicolo prossimo allo zero, minimo inquinamento da estrazione, serve pero' un casino di spazio per le coltivazioni di canna da zucchero.

tornando ai veicoli elettrici: tu ti ricordi che basta un'estate leggermente piu' calda e la rete elettrica italiana va in tilt??
ora, pensa se tutti tornando a casa, attaccano uno di sti trabicoli alla presa di corrente...

e qui si va per forza di cose a finire sul nucleare.

tutti i "Geni" che sono "contro" per partito preso, forse trascurano qualche dettaglio...
a meno di 80km dai confini italiani (del nord ovviamente, li non avete confini :D)operano numerose centrali nucleari: francia, svizzera, germania, croazia.
un'altro dettaglio interessante: terna (enel) e' uno dei piu' importanti progettisti e costruttori di centrali nucleari.
l'ultimo "dettaglio trascurabile" e' che il 40% dell'energia che usiamo tutti i giorni e' gia' attualmente prodotta col nucleare, solo che noi, furbissimi, la compriamo a caro prezzo!!!

ora, le centrali sono progettate da italiani, costruite da italiani, pagate anche coi soldi della nostra bolletta, e noi siamo in deficit energetico dal dopoguerra ad oggi???

il discorso e' molto piu' ampio di quanto il "buonismo ecologista" voglia far credere, e le auto elettriche faranno piu' danni di quanto si possa immaginare (e' piu' facile stoccare scorie radioattive che non batterie esauste visto che producono acidi decisamente potenti e difficili da "neutralizzare").

Larsen

CyberLuke ha detto...

CyberLuke ha detto...
Le tue obiezioni sono le classiche dei detrattori dell'energia elettrica e, anche se apparentemente ben argomentate, non sono che un rifiuto al futuro... che, anche i sassi lo sanno, non potrà reggersi sul petrolio ancora a lungo.
Mi spiace solo di non vivere abbastanza a lungo da vedere esaurirsi anche l'ultima goccia di greggio, perché quel giorno il problema energetico non sarà più questione di scelta, ma di sopravvivenza.
E allora vedrai come la rete elettrica (o qualunque altra cosa useremo, solo sul nucleare ho qualche serio dubbio) in tilt non ci va più neanche se fino l'ultimo dei cinesi si attacca alla presa.

Maura ha detto...

Parlare di "buonismo ecologista" è una di quelle cose che ci fa restare impantanati nel ventesimo secolo piuttosto che cercare di guardare avanti e costruire qualcosa di meglio per noi e per chi verrà dopo.

E' fin troppo banale parlare di interessi planetari in gioco. Il guaio è che queste decisioni sono in mano ai politici e alle molteplici lobby, e invece –forse–dovrebbero essere tecnici e scienziati a prenderle.

E oggi –sempre forse– non saremmo ridotti così.

Leonardo ha detto...

Solo una precisazione.
Anche l'elettricità viene da impianti elettrici che bruciano il carbone, l'auto elettrica è comunque molto più efficiente energeticamente e complessivamente, molto meno inquinanti ( a patto che le centrali a carbone impieghino processi di intrappolamento della CO2 ) rispetto alle automobili che bruciano benzina.

Matteo ha detto...

A proposito dell'inquinamento. Questo è uno di quei temi che mi manda in bestia, perché la gente spesso dietro i proclami iperecologisti nasconde la sua totale pigrizia a fare qualsiasi piccola cosa per migliorare il mondo. Ad esempio, vorrei sapere quanti chiudono l'acqua mentre si lavano i denti o spengono le luci superflue. Ecco, è un tema che mi urta moltissimo. Ovviamente è un mio sfogo generalizzato, non rivolto a nessuno di voi in particolare e forse anche un po' offtopic... :)

Anonimo ha detto...

che il futuro sia elettrico luca, sono d'accordo, sul fatto che il petrolio e gli idrocarburi si esauriranno in tempi "umani", mi spiace per te, ma non sara' cosi'.
ci vorranno millenni a questo ritmo per esaurire ogni goccia di petrolio su questa palla di fango.
tieni presente che non sono altro che fossili alla fine, contando che il pianeta non e' troppo giovane, e di cicli di varie specie ce ne sono gia' stati parecchi (noi umani siamo solo gli ultimi arrivati), puoi immaginare quanti "cadaveri" possano potenzialmente essersi accumulati sulla superficie.
si cambiera' quando non sara' piu' conveniente estrarre il petrolio, non certo quando finira'.

maura, il buonismo ecologista e' quella stronzata che si limita a vedere il dettaglio, ma evita accuratamente di proporre il quadro complessivo.
un'auto elettrica non inquina quando la usi (inquina lo stesso, perche' le gomme le consumi, i freni pure, ecc.ecc. e polveri ne produci in ogni caso, ma questo e' ovvio), ma inquina allo stato attuale molto di piu' di un'auto tradizionale in tutto il suo ciclo di vita (costi a parte).

quello che non si considera e' che la durata media di un veicolo elettrico e' piu' breve di quella di un veicolo tradizionale, se tu consideri che un'auto elettrica, per la sua produzione, inquina molto di piu' e ha rischi decisamente maggiori, rispetto ad una tradizionale, se poi il ciclo di vita e' dimezzato, se non ridotto ad 1/3, quello che ti riportavo prima (della prius rispetto alla land anni60) dovrebbe rendere il tutto piu' chiaro.

Angel-A ha detto...

Non so sono OT... ma la linea di questa scatoletta mi piace moltissimo!!! ^___^
E, parlando invece del tema auto elettrica, beh, direi che il suo boicottaggio è uno dei più clamorosi della storia... naturalmente i “responsabili” non sono perseguibili, perché troppo potenti o perché le dinamiche del potere non danno mai la possibilità a gruppi minoritari di opporre resistenza.
Magari non sarà la Panacea, ma è qualcosa che è sempre meglio venga fatto e promosso, a qualsiasi livello: il potere, soprattutto quello politico, non guarda in faccia a nessuno e la cosiddetta “democratica ricerca del bene dei cittadini” resta sempre più un’utopia. :(

Jackrussell ha detto...

Anonimo: manco per niente.
Un'auto elettrica costruita con carrozzeria in alluminio o composito può durare 50 anni e oltre, con al massimo la sostituzione degli elementi frenanti e della circuiteria elettrica. Il che significa un consumo di energia, di materie prime e loro lavorazioni nonché necessità di rottamazione e quindi di spreco risorse che non ha paragoni rispetto le attuali auto che vengono rottamate ogni 7-10 anni... con le relative emissioni inquinanti e consumi globali mondiali drasticamente ridotti.
Senza contare l'impatto sociale: si ridurrebbe, se non addirittura azzererebbe, la "necessità" imposta dalle mode di dover cambiare spesso l'auto.
Ti pare poco?
In campo aeronautico o navale un aereo, un elicottero o una nave hanno una vita lunghissima e non sono sottoposti alla necessità di sostituzione per motivi di immagine ma solo per la effettiva efficienza nonché durata delle componenti strutturali.

Massimo R. ha detto...

Anonimo: millenni di petrolio?
Non so dove prendi le tue informazioni, ma a disilluderti temo devi essere tu.

I fattori determinanti che occorre considerare per stabilire la durata della futura produzione di petrolio sono molteplici e non si limitano solo a stabilire quanto sono le riserve presenti oggi e alle future esplorazioni geologiche di giacimenti che comunque non sembrano promettere grandi sorprese.

Quanto petrolio possiamo ancora consumare? 2000 miliardi di barili (2000 Gb) per la maggioranza degli esperti, 3000 Gb per gli ottimisti sino ad arrivare a 4000 Gb per quelli che potremmo definire “superottimisti” o “politici del petrolio”. I ricercatori più accreditati a livello mondiale stimano una potenziale produzione per il futuro tra 2000 e 2500 Gb.

Proviamo allora afare i cosiddetti “conti della serva”, basta carta e penna.

Abbiamo attualmente superato i 70 milioni di barili al giorno (70 Mb/g) di produzione di petrolio a livello mondiale. In un anno ne estraiamo 25.550 Mb, cioè 25.5 Gb.

Dunque la serva concluderà che 2000 Gb si produrranno in 78 anni, mentre per produrne 2500 Gb ci vorranno circa 100 anni. Riporrà carta e penna soddisfatta di poter garantire un adeguata fonte energetica da petrolio almeno per i sui figli e nipoti. D’altra parte alla televisione ha anche sentito dire che in 100 anni (anzi molti meno!) saremo in grado si sviluppare tecnologie energetiche alternative al petrolio e alle altre fonti fossili.

L’illusione della cara amica serva, come della maggioranza di noi, cade in quanto la questione è più complessa è come tale va affrontata.

Che il petrolio finirà sono tutti d’accordo, sul quando ci sono varie tesi. Proviamo a stabilire non solo quanto petrolio abbiamo a disposizione ma anche quando raggiungeremo il picco di produzione giornaliera (ppg) a livello mondiale. Questo dato dipende fortemente dalla richiesta mondiale di petrolio. Stabilita la possibile data del picco di produzione, da quel giorno in avanti la produzione iniziare a scendere a causa di fattori geologici, tecnologici, economici, politici e sociali. La curva discendente secondo la maggioranza dei modelli revisionali sarà di tipo esponenziale, dunque abbastanza rapida.

Si può già anticipare che i 78 o 100 anni calcolati prima vanno drasticamente ridotti.

Simone ha detto...

Io quello che continuo a non capire, è come pensate di produrre elettricità senza petrolio e senza nucleare. Non voglio essere polemico, solo sono perplesso saprete delle cose che io non so e vorrei che qualcuno mi chiarisse la questione.

Secondo me le macchine elettriche usano anche più petrolio (o uranio) di quelle a benzina, perchè l'elettricità ora come ora la facciamo bruciando il petrolio e trasportando poi la corrente al distributore.

Il fatto è che se bruci il petrolio NEL motore hai un rendimento molto alto, anche perché i motori moderni sono fatti decentemente.

Se invece bruci il petrolio FUORI dal motore e poi devi trasportare la corrente, avrai un rendimento molto più basso, perché tanta corrente te la perdi per strada e comunque stai mandando avanti 2 motori: quello della centrale, e quello della macchina elettrica.

Ora non lo so di preciso, ma mi pare che 15 anni fa le perdite della rete elettrica nazionale fossero intorno al 90%. Cioè una macchina a corrente forse consuma il petrolio di 10 macchine a benzina, senza contare il petrolio che s'è perso all'origine, quando la corrente è stata prodotta.

Magari dico cazzate perché non mi ricordo i numeri giusti, ma almeno il doppio secondo me consumerà, o anche solo un 10% in più ma sempre petrolio andiamo a bruciare.

Ora si potrebbe risolvere col nucleare (a cui molti sono contrari, e che comunque si esaurirà anche quello lasciandoci di nuovo con lo stesso problema) o con fonti alternative.

Solo le fonti alternative sono deboli, cioè per mandare avanti tutte le macchine di Roma non so quanti pannelli toccherà avere. Roba da coprirci un paese intero, non saprei calcolarlo.

Lo stesso vale per l'eolico, aivoglia a mettere eliche! Anche se probabilmente con più cose messe insieme qualcosa si riuscirebbe a tirare fuori per cui io non dico che il problema non ci sia, solo non m'immagino dall'oggi al domani tutto il mondo costellato di pannelli ed eliche, e tutto che funziona come prima.

La sensazione è che la soluzione sia molto più complessa mentre le persone tendono a farsi un'idea superficiale e a difenderla fino alla morte dicendo no a priori a tante alternative. Probabilmente dovremmo modificare anche il nostro stile di vita, e la vera cazzata forse è volere sempre avere un'automobile tutti quanti e tutti i giorni e per andare dappertutto.

Simone

Uapa ha detto...

Suona come una macchina ecologica e questo mi piaaace :-)
Certo l'aspetto... Ehm... Dunque l'aspetto... Cough cough! Ahem! Ecologica, bene! ^^'
La Ritmo era carinaaa! *.*
Noi avevamo la pesantissima Horizon della Talbot, che somigliava un po' alla Ritmo ^^

Anonimo ha detto...

anonimo di prima ero io :D mi ero dimenticato di firmare...

il problema non e' la scocca!!!!
sono le batterie!!

e' come cambiare il motore di un'auto normale a livello di lavoro: tu quante auto vedi con telaio e scocca degli anni 80 ma con su un motore euro 5 fatto l'anno scorso?

nessuno... vuoi perche' in italia non si puo' fare, vuoi perche' se uno cambia auto, cambia auto.

il problema della durata delle auto elettriche e' dato proprio dalla parte piu' costosa, sensibile, ed inquinante di queste vetture: le batterie!!
e non dirmi che spenderai 20.000euro per un'auto, dopo 5 anni ne spendi 10.000 per cambiare le batterie eh!!!
perso per perso, ne compro un'altra, tanto batterie a parte il valore del ricambio supera di granlunga il valore del veicolo.

la mia auto ha piu' di 15 anni, ovviamente il motore e' il suo originale, vuoi scommettere che sull'arco di 15 anni, complessivamente dalla sua nascita, al suo smaltimento, compresi i consumi, la mia auto avra' prodotto meno scorie di una moderna elettrica???
e saranno pure scorie meno pericolose, dal momento che per smaltire un veicolo normale, non e' necessario ricorrere a bagni d'acido, o solventi particolari, come invece e' necessario sia per produrre sia per smaltire le batterie!

Larsen

Anonimo ha detto...

massimo R.

mai sentito parlare di sabbie bituminose?
ecco, ce ne sono in quantita' enormi, senza contare tutti i luoghi dove sappiamo esserci il petrolio, ma che non vengono toccati per questioni di opportunita' o economica: vedi sotto l'intera pianura padana, o la dorsale appenninica, o l'adriatico (si, si fanno piccole estrazioni, piccole in confronto a quello che c'e' sotto).
e questo solo per quello che riguarda l'italia... e i giacimenti t'assicuro che non sono per nulla ridotti, non se ne parla in quanto riserve strategiche di interesse nazionale, ma ce n'e' veramente tanto sotto di noi.

il petrolio, o meglio, gli idrocarburi, finiranno solo quando sara' piu' economicamente vantaggioso usare altre fonti primarie di energia, ma sicuro non finira' a memoria d'uomo.
l'uomo di dimentichera' di aver mai usato il petrolio nel futuro, ma volendo ne avra' ancora a disposizione senza problemi di "provviste".

Larsen

CyberLuke ha detto...

Voglio soffermarmi su un aspetto sollevato da Simone: " la vera cazzata forse è volere sempre avere un'automobile tutti quanti e tutti i giorni e per andare dappertutto.".
Vero, anzi, di più.
Io, poi, la macchina la odio.
Ma non ho scelta.
Vivo e lavoro in una città che non prevede tu non abbia l'auto.
La metropolitana (risate della folla) è quella che è, non voglio sparare sulla Croce Rossa.
Gli autobus si aspettano in una media di 10/15 minuti ciascuno, e quando arrivano sono carri bestiame... esattamente come quando andavo a scuola, il che mi fa lecitamente supporre che non miglioreranno in futuro.
E da casa mia al lavoro, cmq, servirebbero 1 autobus+1 metro+ 1 altro autobus. Volendo essere ottimisti, per coprire i 15 chilometri che separano casa mia dall'ufficio, impiegherei circa 85 minuti... una media di 5,6 chilometri orari.
La media di uomo che passeggia sono 4 chilometri orari.
Eccomi, di fatto, costretto a comprare un'auto... ma non solo, a mantenerla.
Tasse (in primis quella sui carburanti, sulla quale ho già sparato nel testo del post), materiali di consumo, manutenzione, parcheggi e compagnia.

Nel traffico, poi, la fantastica aerodinamica della mia Aygo vale quanto quella di un istrice. Che non mi si parli di "piacere della guida", per favore.

Io non voglio usare la macchina. Ma devo averla, se voglio sopravvivere ed allinearmi ai ritmi imposti dalla società attuale... e questo, sì, che è veramente allucinante.

dactylium ha detto...

Le auto le apprezzo solo come esempio di design industriale (be', non tutte, ovviamente...).
Per il resto le odio, e odio guidare. Odio il traffico e odio la carenza cronica di posteggi.

Vorrei vivere a Parigi solo per potermi permettere di non avere un'auto, visto che il piano urbanistico prevede che nessun luogo della città disti più di 500 metri da una fermata della Metro.
Eppure anche a Parigi il traffico di auto è parecchio intenso...

Quanto all'aspetto inquinamento, nel mio piccolo ho sempre cercato di comportarmi da bravo cittadino ecologista per anni, e ancora un po' dello spirito passato mi è rimasto: luci inutili spente, niente acqua corrente quando mi lavo i denti, spazzatura differenziata, niente auto per fare 500 metri per comprare il giornale, temperatura domestica non superiore a 21 gradi, il nuovo tv Samsung che rimane sempre in stand-by e mi fa incazzare...

Però adesso sta subentrando una certa stanchezza, una certa frustrazione nel cercare di "comportarmi bene", perché noto che le gocce d'acqua pulita che arrivano al mare sono francamente inutili quando al mare arrivano anche tubi che scaricano milioni di litri di mer*a al secondo.

Mi spiace arrivare a una simile conclusione, ma, considerato che non rimarrò ancora a lungo su questo pianeta (una 60ina di anni, nella più ottimistica delle previsioni), francamente di non inquinare non me ne frega più niente.

Una coscienza ecologica non va solo inculcata, ma anche supportata. E io di esempi concreti ne vedo pochi.

Ciao, dacty

Simone ha detto...

Cyber: appunto. Quello che dico io è che c'è bisogno di cambiare un po' tutto il meccanismo secondo il quale siamo abituati a vivere. Non a livello di operato del singolo, ma ovviamente a livello collettivo.

Io comunque sono un po' pessimista. I discorsi che leggo in giro o anche da qualcuno qui mi fanno capire che il problema è soprattutto ideologico, e che è davvero dura far ritornare certe persone su determinate scelte.

Certe volte spero che ci sia almeno un miglioramento generazionale. Se i nostri genitori erano fuori di testa ora alcuni di noi almeno un dubbio se lo pongono. E speriamo che chi nasce oggi sia ancora un passetto avanti a noi.

Simone

Anonimo ha detto...

i nostri genitori erano talmente fuori di testa che son quelli che ci hanno tagliato fuori dal nucleare...
e dire che in giappone sanno bene quali sono i danni da radiazioni, eppure guarda un po', producono energia elettrica col nucleare.
noi, a causa di un'incidente (per quanto spaventoso) cavalcato ad arte da chi all'epoca aveva interessi nel gas e nel petrolio (eni... per dirne una), oggi siamo costretti a pagare, sia in termini economici, sia in termini di vivibilita'.

quando al non avere ognuno un proprio mezzo di trasporto, non sono d'accordo: non siamo a cuba con le auto pubbliche eh...
a me piace la meccanica, piace fare la mia manutenzione (alle volte pure di piu'...), piace sapere che la mia auto la guido solo io.
guarda, non sono geloso di una donna quanto di un'auto.

poi cmq con tutte le tasse dirette ed indirette che ci pago sopra, mi compro il diritto di andarci un po' dove mi pare, di usare l'auto che voglio, quando e come voglio.
se fosse gratis, fornita dallo stato, allora giu' di blocchi del traffico, giu' di zone offlimit, giu' di parcheggi a pagamento.
pero' abbiamo visto che non ha funzionato da altre parti, francamente in socialismo reale e' l'ultima cosa che vorrei trovarmi sulla porta di casa (altrimenti detto comunismo in tempi moderni).

Larsen

CyberLuke ha detto...

Io me ne frego della macchina.
Voglio salirci sopra e dirle: "portami in corso Francia", e quindi disinteressarmi della guida.
Quando finalmente Paris Hilton mi noterà e mi sposerà, il mio primo lusso sarà quello di vendere la macchina e girare in taxi. O, volendo esagerare, assumere un autista che si smazza lui il traffico e il parcheggio.
E, al massimo, affittarmi una volta a settimana tutta Vallelunga e lanciare la mia Audi R8 a 316 Km/h sulla pista per affermare la mia virilità stradale.

Christian ha detto...

Larsen: "e non dirmi che spenderai 20.000euro per un'auto, dopo 5 anni ne spendi 10.000 per cambiare le batterie eh!!"
Veramente sì, visto che adesso dopo 5 anni ne spendo 15.000 (se mi va bene) per una nuova.
E, visto che parliamo di rispetto per l'ambiente, sarebbe bello non continuare a riempire il mondo di rottami e cambiare solo quello che serve nella nostra vecchia automobile.
Quello che fanno in molti è perpetrare uno spreco colossale, solo per avere l'auto più "alla moda" e la cosa è semplicemente ridicola.

dactylium ha detto...

Cyber: io, molto più modestamente, mi accontenterei di un servizio di pubblico trasporto più efficiente. Con "più efficiente" intendo: migliori sviluppo, fruibilità, ramificazione, raggiungibilità, puntualità, igiene...

Ok, ho capito, la Hilton ha anche una sorella, vero?

Ciao, dacty

Simone ha detto...

Larsen: no ci mancherebbe, io non sono proprio per andare tutti in bicicletta o per ritirare fuori socialismo/comunismo/fascismo o tutti gli "ismi" del caso. E poi sì la macchina "solo mia" la voglio pure io.

Solo che ad arroccarsi tutti sempre sulle stesse posizioni mi sa che non se ne esce più, tutto qui.

Fosse stato per me il nucleare l'avrei fatto, anche visto che è come se ce lo avessimo comunque dietro casa. Però la centrale nucleare "solo mia" quella no, preferisco non averla ^^

Simone

Yeeshaval ha detto...

Larsen, sei un vero uomo delle caverne col culo incollato alla macchina.
Cresci, che siamo nel ventunesimo secolo.

BlackBox ha detto...

@Yeeshaval: :D
Non so se vado OT, ma questa cosa mi è proprio venuta in mente... tanti, troppi credono che "possedere" una certa macchina sia un miglioramento di se stessi... ed attribuirgli valori tali da diventarne persino gelosi la ritengo, personalmente, una cosa un po' infantile.
Senza offesa per nessuno, eh... ;)

Taka ha detto...

per me siamo già tutti allegramente condannati, solo un miracolo ci può salvare da noi stessi... -.-'

Roberta la Dolce ha detto...

Prima che "scivoliamo" via dalla piega che ha preso l'argomento... ;-)
Partiamo da un presupposto: in generale alle donne non importa molto della macchina in sé... la macchina di per se stessa non conta nulla.
Larsen, non so se te ne sei accorto, ma magari puoi fare due parole con un'amica per capirlo.
Le donne in generale non ne capiscono nulla di automobili. E non è una frase sessista! Non sto dicendo che noi guidiamo male. Intendo dire che ne sappiamo veramente poco di marche e modelli, per non parlare di (ad esempio) cilindrata e potenza.
Parlo per me, ma tutte le mie amiche e conoscenti stanno nelle mie condizioni.
Molti uomini, sebbene non siano degli appassionati, sanno almeno due o tre cose. Bene o male puoi dire a qualunque uomo "la mia auto è un 1.200 turbo diesel e ha 175 cavalli" e lui capirà perfettamente di cosa stai parlando.
Una donna invece molto probabilmente ti guarderà con una faccia strana. :-)

PS Luke, questa Peugeottina piace molto anche a me... ma la venderanno davvero?

Uapa ha detto...

85 minuti, ma solo perché un tratto è coperto dalla metro.
7 Km con due autobus alle 18:00 si percorrono in minimo 2 ore... Almeno per quanto mi riguarda...
Un altro appunto sui carri bestiame: la polizia veterinaria assicura che le povere bestiole viaggino in condizioni igieniche e psicologiche ottimali... Non mi risulta che l'Atac si prodighi ad offrire un trattamento simile ai propri passeggeri...
Purtroppo è vero che Roma non è esattamente studiata per chi non ha o non vuole usare l'auto...
Un paio di domande per i sostenitori del nucleare... Dove mettiamo le scorie, visto che non riusciamo a smaltire i rifiuti normali e visto che l'Italia è un paese "ballerino" ?
E, considerando tutti i raccomandati-truffatori-criminali vari che regnano sovrani in questo paese, vi fidereste a mettergli in mano una centrale nucleare? Io no...
Dacty non stancarti di comportarti bene! Il mare è fatto di piccole goccioline! :-(

Anonimo ha detto...

@ Yeeshaval, Roberta e Luca: quello che e' stato perso di vista negli anni e' che l'automobile e' passione, non un'elettrodomestico.

adesso in jap si sono accorti che le auto elettriche sono potenzialmente pericolose per la circolazione, e ole', piazzano degli altoparlanti esterni per simulare il rumore di un'auto... un po' come quando da piccolini si faceva "brum bruuuum" con l'automobilina a pedali, e' di una tristezza infinita.

a me guidare piace, non mi piace il traffico e' ovvio, ma mi piace guidare: posso fare 1000km di curve, e scendere contento.
chi intende l'auto come "semplice mezzo di trasporto" non ha nessun piacere nella guida.

posso dire senza alcun dubbio di preferire le auto ante-90, senza puttanate elettroniche che pesano e fanno aumentare i consumi e la richiesta di potenza, e che non ti fanno "capire" l'auto.
la panda 45, si chiamava 45 (o 30 :D mittttica) perche' aveva 45cv... metticeli 45cv su una panda moderna, e poi vediamo come va a finire.

conosco gente, non donne, uomini, che manco hanno mai aperto il proprio cofano... non sanno manco dove sta la boccetta del lavavetri, figuriamoci sotto quale plasticone e' il motore... :D

francamente non ho nessuna intenzione di sacrificare una mia passione sull'altare dell'ecologia, anzi, non me ne frega un tubo.
questo pianeta e' in grado di difendersi da solo, l'ha gia' dimostrato, non c'e' bisogno di fare del "buonismo ecologista" a tutti i costi.

senza contare poi che l'inquinamento da autotrazione incide in una percentuale che varia dal 3 al 5% sul globale, a seconda delle aree interessate.

oltre tutto l'altra cosa ridicola, e' che ormai la quasi totalita' dell'elettronica (di cui e' zeppa un'auto moderna, ma lo e' ancora di piu' un'auto elettrica, batterie comprese) e' prodotta in cina, dove i controlli ambientali manco gli passano per la testa.

se si vuol fare un discorso globale, non puoi dire "ben vengano sti trabicoli (cmq e' carina come design :D) a roma per abbassare l'inquinamento" quando poi a meno di 30.000km ti trovi laghetti artificiali pieni di acido per batterie che evaporano all'aria aperta.
sposti il problema, e nient'altro.

quanto al cambiare auto ogni 5 anni, si, perche' le auto di oggi sono progettate per avere quella durata (o i fatidici 100.000km), e questo grazie a politiche commerciali assurde: vedi sempre per restare in fiat nuova panda, nuova panda restyling e prossimo anno "nuova" nuova panda.

eppure qui in zona da me si vedono girare, con molti meno problemi di quelle moderne, una marea di panda 750 o 1000... che come utilitarie sono perfette.

Larsen

Alex McNab ha detto...

Più che l'evoluzione da auto a benzina a quella elettrica, sarebbe da riconcipire tutto il sistema di trasporto privato.
Nei centri urbani di medio-grande dimensioni il concetto stesso di auto dovrebbe essere obsoleto già da anni. Dovrebbe.
Con una rete metropolitana adeguata, supportata dai mezzi di superficie, le auto diverrebbero inutili, almeno per quelle persone ancora dotate di cervello.
Io odio guidare. Quando possibile mi piace spostarmi sui mezzi, e non per un astratto discorso ecologista. Non mi piace impazzire per trovare un parcheggio, per fare le code, per sperare che nessun demente mi graffi l'auto o tenti di rubarmela.
Il punto è che i mezzi di trasporto fanno schifo.
A Milano, che comunque è la città italiana più attrezzata in questo senso, spesso non c'è modo di prendere un treno o una metropolitana dopo mezzanotte. Molte zone periferiche sono ancora scoperte, oppure hanno delle tariffe extraurbane offensive dell'intelletto umano.
I bus fanno schifo, i tram di nuova generazione sono sempre coinvolti in incidenti (mentre quelli vecchi, risalenti al 1920, filano che è una meraviglia).
Quindi l'auto diventa un obbligo. Elettrica, a benzina, o in mille altri modi: non se ne può fare a meno.
Poi c'è chi compra l'auto come status symbol.
Vedo sempre più spesso signore sui cinquanta alla guida di SUV dalla grandezza spaventosa (che, di norma, non sanno pilotare). Senza parlare degli Hummer. Che cazzo serve un Hummer in città??? Non dobbiamo mica resistere a un assalto di guerriglieri afghani, o no?

è un mondo folle...

Simone ha detto...

Uapa: per le scorie, da quello che leggo i sistemi attualmente valutati o utilizzati sono il riciclo, la trasmutazione, lo smaltimento in superficie, lo smaltimento profondo, lo smaltimento nello spazio (che mi pare una cazzata micidiale, ma tant'è) e non so che altro.

La trasmutazione è una bella idea, perché si usano le scorie come energia alternativa producendo poi elementi radioattivi più facili da smaltire.

Queste cose io non le conosco molto bene, perchè quando facevo ingegneria essendo stato chiuso il nucleare non si studiavano più. Comunque se cerchi online ci sono altre informazioni, e per me resta il fatto che il petrolio ha fatto un casino di danni lo stesso non si può dire che il nucleare crea un danno ambientale e il catrame e gli idrocarburi no.

Poi se pensi che il mondo sia gestito solo da gente corrotta e incompetente allora evidentemente è inutile provare a fare qualsiasi cosa e amen, possiamo anche starcene a casa tranquilli a guardare la TV.

Simone

claudia ha detto...

beh, non c'e' che dire : da una "innocente immagine di un'acchiappante vetturetta, agile e scattosa, l'argomento e' tracimato in una discussione quasi sui numeri primi (e io di numeri primi non ci capisco un'acca..)
e infatti anche qui mi sono un po' persa, ma quello che so e' che comunque ognuno di noi nel proprio piccolo orticello dovrebbe fare un minimo di tentativo di non inquinare piu' del dovuto.
poi anch'io ho spesso il sedere incollato alla mia panda, e in piu' mi piace anche guidare,
ma il pensare ecologista, o verde, non e' solo questo, e' un atteggiamento mentale di rispetto prima di tutto verso noi stessi e poi anche verso gli altri, non un generico popolo ammassato indistinguibile, ma i miei amici, i bimbi che conosco, il mio quartiere.
so che mi taccerete di essere qualunquista, ma qualche volta mi piace anche esserlo ;-))

dactylium ha detto...

Uapa: grazie per il supporto! :-)
Alex McNab: non potrei essere più d'accordo con te!

Ciao, dacty

Iñaki ha detto...

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Thanks!

Leonardo ha detto...

Bella, fica, arrapante, geniale.
Finalmente qualcosa di nuovo.
La comprerei subito, se avessi uno stipendio.

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