giovedì 11 febbraio 2010

Sushi e dadaismo.

L'altra sera ero in un ristorante giapponese. A Roma.
Lo so non fa ridere. Ma non ci posso fare niente. Allora ho pensato: "il karaoke".
Il karaoke è quando non capisci se ti stai divertendo per forza, o se ti fai forza perché altrimenti ti ammazzeresti. Comunque canti. Quando sono in questi posti – i ristoranti giapponesi – mi faccio il mio karaoke interiore. Canto dentro.
A differenza di molti altri ristoranti giapponesi, questo non manda in filodiffusione né pseudomusica tradizionale giapponese né rumorini della natura – quei cd rilassanti, che si trovano in libreria: scaracchi di cornacchia turca, frigni di pavoni del corno d'Africa, ragli di puledrini peruviani... in questo ristorante giapponese c'erano gli Air e questo disturbava non poco il mio tentativo di karaoke interiore.
Poi è successo qualcosa.
È entrata una tipa, una biondina pallida ma ben truccata, con un cappottino nero vintage e, attaccata sulla cinghia della borsetta, una spilletta dei Cabaret Voltaire, gruppo cult dei primi anni novanta: emuli delle avanguardie dadaiste del primo 900, elettronica, psichedelia, quella roba lì insomma.
Ho avuto un tuffo al cuore. Sì. Perché è ora che se ne vadano tutti affanculo 'sti rocchettari del cazzo, coi loro chitarroni rozzi, le All Star lerce... torniamo a Sheffield. A Sheffield! A Sheffield! Vestiti di nero, raffinati, con l'eye liner sotto gli occhi, le scarpe a punta, i sintetizzatori analogici, il dadaismo...
"Ha deciso cosa vuole ordinare?"
Nello stesso istante un altro cameriere era di fronte la tizia con la spilletta dei Cabaret Voltaire. L'aria era carica di tensione. Di presagi. Poteva succedere di tutto, adesso.
"Sushi", ha detto lei. Gliel'ho letto sulle labbra.
"Sushi", ho detto io.
Stonati tutti e due.

11 commenti:

Simone ha detto...

A me il sushi me piace! Se una volta non vai al cinema e riusciamo a organizzare ce ne sta uno buono (di ristorante giapponese) dalle parti di casa mia su Via Appia Nuova. Che poi se vai alla Mondadori scommetto che è lo stesso ristorante dove sei stato tuo ^^.

I cabaret non so cosa non li ho mai sentiti, invece ^^.

Simone

Davide ha detto...

I Cabaret Voltaire non li sentivo nominare da un pezzo!
In effetti, appartengono proprio a un'altra epoca... ma tra te e la tipa poi che è successo?!?

Angel-A ha detto...

A me il sushi invece fa schifo... ^___^
E in generale pure la pseudomusichina che trasmettono nei ristoranti jap!
Quanto al karaoke, beh, che te lo dico a fare!

CyberLuke ha detto...

Io e la tipa non ci siamo neanche guardati.
È stato uno di quegli incontri intensissimi ma altrettanto brevi. Gravidi di potenzialità ma eternamente confinati nel limbo del possibile. ;)

Nihil ha detto...

gli air non ti piacciono?

Dama Arwen ha detto...

Il Karaoke è divertente! (A me piace, specie con le sigle dei vecchi cartoni anni '80!!!) :-P

SUSHIIIIIIIII *ç*
Lo mangerei sempre.
Come fa a non piacere??
Ma qui a Milano nei ristoranti nipponinci non le mettono mica quelle merde di musica... e meno male, direi!

Tutte a te capitano!

Alex McNab ha detto...

Odio il karaoke.
Mi dà l'idea di essere uno di quei rivoltanti "giochi di società" in cui uno è obbligato a divertirsi, anche se preferirebbe bruciare il locale con un lanciafiamme, piuttosto che trovarsi lì.

Anyway...
Pensa che il tuo doppio sull'universo parallelo N°323 ha conosciuto la biondina e l'ha invitata a uscire...

Matteo ha detto...

Non ho mai sopportato il sushi, meglio una bella amatriciana come dico io, fatta secondo la ricetta tradizionale che ste cose importate a forza. Se si mangia, bisogna soddisfare palato e ventre. :)

Il karaoke dipende da come lo si fa. In Italia c'è sempre molto snobismo su queste cose. Io in America l'ho fatto e l'ho visto fare in locali frequentatissimi e tutti si divertivano sinceramente.

Matteo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
OniceDesign ha detto...

IMHO, l'unica roba buona inventata dai giappi sono i manga.
Al pesce crudo col riso insipido e il peggior ingrediente per salse della storia (la soia) continuo a preferire la carne ai ferri. Che non sarà altrettanto trés chic, ma chìssene.

Luca B ha detto...

I Cabaret Voltaire risalgono ai tardi anni settanta!

Il loro successo maggiore l'hanno avuto durante gli anni ottanta, durante il periodo della new wave.

Che il sushi sia una cosa leggerina e chic mi sembra un luogo comune. In Puglia e in altri posti "marini" è normalissimo mangiare pesce o altri animali marini crudi o pressoché crudi.

Se sembra chic è solo perché generalmente è un po' costoso. Del resto manipolare pesce crudo senza avvelenare il prossimo ha i cuoi costi.

Premesso che il suo scopo è quello di essre uno spuntino, e non un pasto completo, non è neanche vero che sazi poco. Tempo fa ho partecipato ad una gara di (mangiatori di) sushi, se non ricordo male ne ho mangiati 47 in 15 minuti: è stato difficilissimo, sono andato avanti per una questione di competizione. è anche vero che un'ora dopo non è che avessi proprio fame ma qualcos'altro sono riuscito a mangiare.

Tra l'altro la cucina giapponese (non quella dei cinesi riciclati che scongelano le solite cose tutte uguali dappertutto) è abbastanza ricca e varia, anche se noi conosciamo solo il sushi.

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