martedì 2 marzo 2010

Che bello. Che brutto.


...no pensavo, l'ultima volta che ho preso il treno pensavo che è un peccato viaggiare di notte o anche il pomeriggio d'inverno, insomma quando è buio e non vedi nulla fuori dal finestrino.
Sì, qualche lampione, due fari abbaglianti nella notte, ma per lo più notte appunto, e non colline, cascine, campi, frutteti, ponti.
Allora ho pensato di suggerire a Trenitalia la seguente operazione: ma perché non filmiamo il panorama e poi lo proiettiamo su un bello schermo ultrapiatto messo al posto del finestrino?
Al limite anche interattivo: tu vedi esattamente quello che vedresti se non fosse notte, ma puoi scegliere il clima – pioggia? nebbia? ultimo sole della sera? – e soprattutto puoi saperne di più: Uh! Che bella cascina! Ci clicchi sopra e come per incanto sei nel focolare domestico.
Il contadino, stanco dal lavoro, si riposa al tepore del focherello; la contadina, seduta su un angolo di sedia, sbaccella i piselli appena colti; il cane mugola di piacere.
Che bello! Uh! Un campo da calcio, la partita... rossi contro blu... uh! Il terzino... clicchiamo: cosa pensa? "Che freddo, che palle, siamo sotto tre a zero e non è neanche il quindicesimo... no, smetto, voglio tornare a casa, mamma accanto al fuoco, babbo vicino al cane, mamma sbaccella i piselli e poi giochiamo a rubamazzetto dopo cena..."
Uh! Una Punto corre, corre sulla A1. Clicchiamo. Uh! una ragazza sta ascoltando Peter Gabriel, ma non ci fa caso perché ecco, cliccando sulla sua testa leggiamo in caratteri fluorescenti quello che sta pensando: "Che palle! Adesso arrivo a casa e scommetto che c'è mamma che prepara la minestra di piselli, ancora, io li odio quei piselli... poi c'è quel cane pulcioso del cazzo che non si alza da dieci anni, quel rompicoglioni di mio padre che mi rompe le palle con la gonna corta... che palle! E poi col cazzo che gioco a rubamazzetto questa sera... piuttosto mi butto sotto il treno".
E la vedo voltarsi verso il mio Eurostar, e incrociare per un attimo il mio sguardo.
Mi sale un brivido. Spengo lo schermo, e mi rimetto a leggere.

15 commenti:

Anonimo ha detto...

perche' tentare di "abbellire" la realta'?
a me la notte piace, in treno francamente sarebbe piu' interessante se mettessero qualcosa che disturba i cellulari.
sei stato in jap da poco, se hai notato, usare il cellulare in treno viene vista come scarsa educazione e carenza di rispetto.

in treno penso, elaboro, dormo, ragiono, scribacchio, leggo...
se son da solo (ovvero il 99% delle volte) e' un momento di raccoglimento, pace e silenzio.
non ti devi preoccupare di dove stai andando, lo sai, nessuna preoccupazione sul come ci arrivi, il macchinista sta la apposta, te ne freghi del tempo, e una nevicata vista dal treno e' bellissima.

non so, a me sta tecnologia, per quanto mi piaccia quando lavoro o per svago, comincio a trovarla un tantino invasiva.
se gia' normalmente "spegnere il mondo" e accendere i neuroni e' parecchio difficile, ecco, il viaggio in treno e' uno di questi momenti.

l'aereo e' diverso, c'e' sempre un po' di nervosismo riguardo alle leggi della fisica...

pensa che io tornerei ai treni lenti, altro che tav, vecchie caldaie a vapore che ti cullano durante il viaggio.

poco pratico probabilmente, ma indubbiamente piacevole.

Larsen

Gloutchov ha detto...

No... terribile. Non si è mica soli davanti a quel vetro. Si è in quattro e... uno vuol vedere la neve, l'altro una partita di calcio, il terzo vuol vedere il contadino e l'ultimo vorrebbe leggere ma non ci riesce perché gli altri tre litigano.

Roberta la Dolce ha detto...

Mi piace viaggiare in treno.
Anch'io leggo, scrivo, penso, sogno... e immagino.
E mi capita di guardare fuori e interrogarmi sui pensieri delle persone che vedo alla guida di un trattore, o a giocare a palla in un campetto, o di una massaia dalla finestra...
l'idea di poterci cliccare sopra per saperne di più mi appare assai suggestiva, ma in effetti rischierei di sapere cose che mai avrei voluto sapere. ;-)
Forse è meglio restare così...

Matteo ha detto...

Divertente l'approccio metalogistico :)

Alex McNab ha detto...

Oggi, come sempre, ho preso il treno.
Il massimo pensiero che ho espresso è stato quello di schivare le due cimici grossi come zeppelin che ronzavano in un vagone che puzzava di curry e di panini al salame.
Meno male che in queste occasioni un buon libro mi permette di salvare la sanità mentale!

claudia ha detto...

quoto larsen al 100% ! la cosa piu' bella quando vengo a trovarti sono proprio quelle 6 ore in treno passate a far niente se non leggere, pensare, ascoltare musica, guardare fuori dal finestrino, e voglio guardare quello che vedo e basta, senza abbellire, come dice appunto larsen, al massimo immaginare.
anche perche' il paesaggio italiano, soprattutto quello toscano, e' cosi'bello senza aggiungerci o toglierci nulla.
per quanto riguarda il cell, elimino la suoneria, e preferisco i messaggi.
e per finire... l'idea di leggere i pensieri della gente in macchina e' stata molto ben utilizzata nel bellissimo video della canzone capolavoro dei Rem Everybody hurts

Anonimo ha detto...

aggiungo solo una cosa rispetto a quanto ho gia' scritto prima: a me non interessa avere un luogo dove andare, ma viaggiare per il gusto di farlo.

piu' di una volta, anche da ragazzino, arrivavo in stazione (magari tagliando le lezioni) e prendevo il primo treno che partiva (ovvio, tenendo presente che la sera a casa ci dovevo tornare eh :D).
ho visitato parecchi posti in questo modo, anche paeselli/cittadine che sulla carta di turistico non hanno assolutamente nulla.

Larsen

Taka ha detto...

dovresti provare a viaggiare lungo la val padana: chilometri sterminati di piatto nulla...

ricordo il mio viaggio milano-venezia da solo l'agosto scorso, in cui l'unica cosa da fare era guardare la pianura padana intervallata dal riflesso delle bocce di quella che mi stava di fronte che ballonzolavano allegramente.
bucolico °.°

Dama Arwen ha detto...

La tua mente è "Cyber" caro Luca!

@ Larsen: Beato te che quando viaggi in treno sei SOLO! Pagherei io per non avere rompicojoni attorno. In genere son sempre circondata da cafoni che scrivono ininterrottamente sms con i toni da tastiera del cell inseriti, o che ascoltano musica a tutto volume con le cuffiette usate a mo' di cassa o gente che sta al telefono per ORE senza aver la cortesia di alzarsi e andare a parlare negli spazi tra una carrozza e l'altra. Per non parlare di puzza e sporcizia.
Purtroppo, Claudia, non sono tutti educati come te.

Anche io dedicavo, quando possibile, il tempo del viaggio in treno alla lettura o al sonno.

Come dice Taka, passare per la pianura padana è però di una noia mortale! Altro che colline toscane e piemontesi! :-)

Iniziamo a farli funzionare sti treni, poi penseremo ai finestrini tecnologici!

Angel-A ha detto...

Io invece la trovo un'idea fighissima ^___^
E' vero, non sono tutte/i educati come Claudia e rispettosi dei propri compagni di viaggio, ma il più delle volte sono stata fortunata e nei casi più gravi mi ficcavo a fondo le cuffiette dell'iPod e tanti saluti.
Il "Finestrino virtuale" lo metterei come optional in qualche carrozza e mi ci divertirei un sacco.
Sentendomi un po' in colpa x farmi gli affari degli altri...

claudia ha detto...

ehhh.... educata....luke lo sa che non lo sono per niente, ma il fatto e' che mi danno un fastidio tremendo i cojoni che in qualunque frangente ti fanno ascoltare qualsiasi loro conversazione di cui a te non frega assolutamente nulla. e visto che io sono per il motto "non fare agli altri cio' che non vuoi sia fatto a te"....

dandia ha detto...

Lontanissima dall'essere una landa desolata (qualche decennio fa forse lo era), la pianura padana offre una varietà incredibile di brutture di origine antropica. Più che noioso direi che un viaggio in teno che la attraversa è un modo istruttivo per assistere in tempo reale a quel fenomeno di cementificazione che è diventato un record tutto italiano, con il consumo del suolo agricolo che avanza alla velocità di 200.000 metri quadrati al giorno.
Invece il finestrino interattivo sarebbe una bellissima trovata nello stile "trenitalia-dopo-la-rivoluzione-alta-velocità": un meraviglioso specchietto per allodole per giustificare aumenti di tariffe e distogliere l'attenzione da obiettivi trascurabili quali puntualità-servizi ai pendolari-pulizia-varietà dell'offerta-ecc.ecc.

Uapa ha detto...

Che spettacolo! :-D
Il treno, specialmente quando funziona, è una di quelle cose che mi ha sempre affascinato.
Sia di giorno che di notte, tanto rimango comunque incollata al finestrino. E mentre il paesaggio passa davanti ai miei occhi, o quando lo percepico appena, perché è buio, trovo tutto il tempo per fermarmi un attimo a pensare. Che bello :-)
La fine è proprio quella che più speravo: schermo spento, perché a volte è meglio immaginarle le cose ;-)

Ettone ha detto...

quando studiavo a Genova mi facevo quasi quotidianamente il viaggio di andata e di ritorno al buio pesto dentro alle gallerie perché la luce saltava negli scompartimenti dopo due metri dalla partenza...

Era tutto buio, però a parte quando dormivo, l'altra cosa che mi piaceva era seguire la riga bianca che va su e giù sui muri delle gallerie abbinandola alle cose riflesse...

tutto ciò poteva bastare...

Miral ha detto...

1 anno fa ho viaggiato da roma a barcellona in treno, ci ho meso 24 ore però è stato piacevole, la tranquillità i paesaggi pittoreschi e soprattutto non c'e' quella fredezza usa e getta dei voli aerei,ho conosciuto anche diverse persone nel viaggio.
Un'esperienza da ripetere magari verso l'estate.

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