giovedì 4 marzo 2010

Come farsi un biglietto da visita d'impatto.

Ammetto che, rispetto a dieci o quindici anni fa, è più importante – molto più importante – avere alle spalle un proprio sito web ben progettato che non una scorta di fiammanti biglietti da visita nel portafogli.
Può tuttavia essere imbarazzante, specialmente per coloro che lavorano nel campo della progettazione, trovarsene sprovvisti quando, in seguito un colloquio o anche solo un incontro informale o casuale, il tizio davanti a voi vi chiede "Ha un suo biglietto dove posso contattarla?
Un biglietto da visita, in tempi dove anche i portfolio e i cv sono immaterici e sono finiti codificati su DVD, crea una connessione fisica tra voi (o il vostro business) e i vostri clienti, o potenziali tali, e non va sottovalutato.

Dimenticate i compositori automatici che trovate nei centri commerciali, ed evitate accuratamente quelli che vi propongono le tipografie, vi fossero pure offerti a pochi centesimi il chilo. E, se avete un filo di creatività, rifuggite pure i template che trovate in abbondanza sul web. Non c'è niente di più deprimente che avere un biglietto da visita standardizzato e che chiunque altro può avere acquistato.
Non starò qui a dirvi come fare il vostro biglietto: è un oggetto personalissimo che deve in primis rispecchiare il vostro business, e riportare chiaramente poche, semplici indicazioni: nome, cognome (in quest'ordine), se credete una qualifica (evitate di fare gli originaloni a tutti costi...), telefono fisso, telefono cellulare, email, indirizzo, sito web e partita IVA se li avete.
Non dimenticate il prefisso internazionale. Non si sa mai da dove può arrivare un contatto di lavoro.
Per il resto, avete la più grande libertà creativa... l'obiettivo è riuscire a progettare un oggetto che chi lo riceverà non userà per farsi una cartina o per appuntarvi sul retro il numero del radiotaxi o di un take away coreano.

Il formato più diffuso è 8,5 cm x 5,5 cm, stampato su cartoncino da 350 grammi, non plastificato. Nessuno vi vieta, tuttavia, di orientarvi su formati non standard... anche se alcuni di essi, specialmente i più piccoli, tendono a scomparire nei recessi dei portafogli altrui.
Non è inusuale, inoltre, servirsi del retro del biglietto per stampare informazioni aggiuntive, un logo o una fotografia.
L'impiego di una fustella, pur incidendo sul budget, produrrà quasi invariabilmente risultati unici: biglietti con angoli stondati, forati, mordicchiati o con bordi irregolari o sagomati verranno certamente esaminati con più attenzione.

Per quanto riguarda il supporto, la maggior parte dei biglietti da visita sono realizzati su cartoncino, ma il mio suggerimento di oggi è: osate.
Molte tipografie utilizzano sempre più materiali particolari, come plastica da 300 micron, lamine metalliche, plastiche trasparenti o traslucide, policristallo, gomma.
Non servono budget stratosferici, e, rinunciando a qualche cinema di prima visione e un paio di serate al ristorante, potrete permettervi dei biglietti da visita del tutto eccezionali.
La piccola gallery che segue serve a dimostrarvi che non ci sono limiti alla creatività... se vi serve, copiate.

22 commenti:

Gianna ha detto...

Miiii quello sulla molletta è fantastico!!! Devo proprio farmene uno così...

Christian ha detto...

Cyber, questo articolo non piacerà ai millemila servizi che offrono biglietti da visita a 49 euro e 90 su Internet.... :D
E' assurdo che tanta gente (persino il mio capo) si serva di questi servizi per avere in cambio robetta su cartoncino scadente e stampa digitale uguale a tanti altri template... eppure è un vero business...

Dei tuoi esempi trovo fantastico quello tipo targhetta metallica con la catenella... certo, dev'essere in linea con la tua attività... per una pasticceria non funzionerebbe eheheh

Anonimo ha detto...

c'e' una cosa pero' che pone un limite a certe forme un tantino "eccessive": il fatto che quel biglietto da visita deve finire inevitabilmente (si spera) in un organizer con tasche nelle pagine invariabilmente di 85x55mm.

quindi giocare con fustelle, colori, e materiali, ben venga, ma sconsiglio i fuori formato, gli origami, o quelli che non possono ne' essere portati nel portafoglio, ne' possono essere inseriti nelle cartellette di cui sopra.

quello col plasma e' una bella idea, ma chi si metterebbe una 10ina di quelli in tasca da lasciare a qualcuno che si incontra?

Larsen

Dama Arwen ha detto...

Quello della carne non si può vedere :-S

Il fuori formato non sollazza nemmeno me, ma un quadrato 5,5 x 5,5 ci può stare. Per i materiali, fustellature ecc invece approvo il via libera!

@ Christian: un bel CHISENEFREGA a quelli a cui non piacerà!
È una delle poche cose in cui noi grafici possiamo sbizzarrirci senza vincoli, una volta tanto, perché lo stiamo fcendo per noi stessi!

@ Cyber: beh, il TUO non ce lo mostri? (il biglietto da visita! Che avevate capito! :-P)

Uapa ha detto...

:-)
Adesso mi scervellerò per cercare di capire come fare il mio :-)
Non che ne abbia tutto questo bisogno, ma durante i mercatini qualcuno a volte mi chiede il contatto :-D
Così ora, oltre che pensare al logo più adatto, comincerò a pensare anche al biglietto più adatto! XD
Mumble mumble mumble...

Uapa ha detto...

E quello con la carne non durerebbe molto nel mio portafogli... Appena girato l'angolo lo mangerei :-)

Maura ha detto...

Fino a un paio d'anni fa non ne avevo mai avuto uno... poi il posto dove lavoro (ambito universitario) me ne ha fatti stampare un centinaio, rigorosamente banali, dall'aspetto vecchio e... col numero di telefono sbagliato.
Non li ho mai buttati perché mi sono utilissimi quando voglio "depistare" qualche attenzione indesiderata... :)
Di quelli nella gallery, mi piace moltissimo quello a bustina di fiammiferi.

BlackBox ha detto...

Trovo elegantissimo quello chiuso con la ceralacca grigia... ma poi per leggerlo bisogna spezzarla... peccato.
Plastica e metallo sono belli, ma vanno necessariamente contestualizzati: meglio orientarsi su questi materiali se la propria attività li richiama in qualche modo.
Io è da quando ero piccola che me ne preparo di personali... sui primi c'era quasi sempre una mia foto, abitudine che col tempo ho perso perché non poi così professionale. :P
Adesso ho un biglietto rettangolare, bordeaux, con le scritte bianche corpo 7 e gli angolini tondi. Però è vero: si usano sempre meno, e fatico a finirli... peccato, sarebbe un buon pretesto per progettarne di nuovi!

Yeeshaval ha detto...

Io non ho la fissa del biglietto da visita, e gli unici che ho risalgono ai tempi della mia laurea.
Mi sa che ne ho dati un paio in giro e poi basta, a prendere polvere in un cassetto.
Ma me ne capitano tanti tra le mani, e fanno quasi sempre tutti schifo.
Ma schifo davvero, eh. Che coi trasferibili vengono meglio.
Di quelli visti qui, quello di plastica traslucida è troppo ganzo.

Ettone ha detto...

Io sono solito dare il mio "foglietto da visita", si chiama proprio così ed è un biglietto stampato su carta normale e in continua evoluzione... Un modo che reputo originale e che, per chi come me si stufa presto di uno stile o di un'idea, è l'ideale per non ritrovarsi gli armadi pieni di biglietti inutilizzabili...

Bell'articolo... Cyber, questi mi piacciono...

Matteo ha detto...

Belle idee, bisogna sempre vedere poi il lavoro che uno fa. In certi ambienti essere creativi è ritenuto un punto a sfavore. Alcuni sono molto eleganti (plastica, metallo, quello del cioccolato, il primo soprattutto). In ogni caso uno non passa inosservato. Certo, con la molletta c'è il rischio che passi per scemo :D

OniceDesign ha detto...

Bella raccolta, Luke.
Fatalità, giusto oggi mi stavo guardando anche questi:
http://ow.ly/1e319

...quello dell'avvocato divorzista è spaziale! :D

Angel-A ha detto...

Penso siano oggetti un po' in disuso, in effetti... ma nessuno può permettersi di non averne, specialmente se si riveste una carica importante, fosse anche solo x pavoneggiarsi un po'! ^____^
Io ho gli stessi da un paio d'anni, ne avevo fatti stampare un paio di centinaia, una scatolina è ancora sigillata, l'altra sarà a metà. Non è che ne faccia un grande uso, ma come dici tu è bene averne un paio nel portafogli x ogni evenienza.

ps ma quanti di voi nella periodica pulizia del portafogli/borsetta si ritrovano un casino di questi bigliettini e magari manco si ricordano di chi sono??

GinCastelli ha detto...

Biglietti da visita?
Da quando il mio blog personale si è consolidato in contenuti ho deciso di farne uno personalizzato solo per il web :-))
E' stato un esperimento che ha portato nuovi lettori ed estimatori.

Adesso sto pensando di farne uno anche per Bol46! ^__^

Ariano Geta ha detto...

Stupende.
Peccato che io sia solo un povero signor nessuno, non avrebbe senso dotarmi di visit card.

Alex McNab ha detto...

Dovevi scrivere questo post quindici giorni fa... nel frattempo io ho fatto i miei biglietti da visita, che ora mi paiono davvero banalissimi.
:(

PS: non che mi servissero poi così tanto i biglietti da visita ma, diamine, quando me ne ha rifilato uno anche lo stronzo signor nessun che lavora il piano sotto il mio, ho capito che era il momento...

CyberLuke ha detto...

Ho messo in guardia contro i "fuori formato": ma se il biglietto da visita è unico, difficilmente verrà gettato.
Io ho un biglietto da visita aziendale, che uso pochissimo. È stampato su carta extralusso ma è necessariamente "omologato". Non credo vi interesserebbe.
@Maura: in effetti, prepararsi dei biglietti da visita con nome e telefono farlocchi non è mica una brutta idea. Me la segno.
@Blackbox: la ceralacca è bellissima, ma ne trovo solo dorata o rossa. Se sapete dove trovarne di altri colori, fatemi sapere.
@Ettone: ah, solo questi articoli ti piacciono? ;P
@Onice: incredibile, ne ho trovato uno similissimo. Appena faccio un sequel di questo post (lo sto già preparando) ce lo ficco di sicuro.
@Angel-A: lasciamo stare. Mi succede pure con i numeri sulla rubrica del cellulare.
@Gin: cioè?
@Ariano: tutti quattrini risparmiati.
@Alex: ora devi dirmi cosa c'è scritto sul tuo.

Alex McNab ha detto...

@Luca: sul mio? Guarda, io l'ho fatto proprio da sborone. C'è scritto:
Alessandro Girola
scrittore e recensore (ok, so che non dovevo farlo...)
numero di cellulare
indirizzo di posta elettronica
sito ufficiale

Non so cosa ne farò, ma mi piace infilarli nelle copie (cartacee... ma va?) dei miei libri che regalo.

Norys Lintas ha detto...

Quello con il sigillo in ceralacca è stupendo!! Anche gli altri però non scherzano :P

Dama Arwen ha detto...

@ Cyber: La ceralacca di tutti i colori la trovo in quantità alla fiera dell'artigianato: mia mamma ne fece incetta (non so se in suddetta fiera o altrove) anni fa, di molti colori, compresa oro e argento.

A milano ne hoviste in un negozio giapponese, venduta per chiudere le pergamente dopo essersi cimentati nell'arte dello SHODO

pinkograf ha detto...

Ritengo che i supporti plastici sono davvero versatili, perchè:
- in primis si creano biglietti da visita davvero originali.
- anche se i biglietti da visita finiscono in lavatrice... se la cavano egregiamente fino a 60°.
- non si deteriorano assolutamente.
- mantengono la loro integrità per sempre.
Chi preferisce l'opacità della carta, potrebbe sempre stamparli su PVC opaco. Ha gli stessi effetti della carta ma con le caratteristiche esposte sopra.
Da tener presente che se si vuole un bel cartoncino lo si paga abbastanza. Giustamente!
Diciamo che se si vuole un prodotto di pregio, lo si paga. Impossibile pensare di distinguersi con i biglietti da visita stampati da sè o dai distributori automatici.
Vorrei mostrarvi in proposito questa collezione:
http://picasaweb.google.com/pinkograf.da/PlasticBusinessCardsPinkograf#

stampaprint.net ha detto...

Il biglietto da visita è uno strumento di comunicazione molto importante per tutti gli imprenditori e i professionisti. Esso rispecchia lo spirito dell'attività o della persona che lo possiede. Quindi si dovrà scegliere accuratamente il suo design e renderlo unico e funzionale. I consigli di questo articolo sono davvero utili vi faccio i miei complimenti!

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