mercoledì 24 marzo 2010

A volte, ritornano.


Ci sono certi giorni in cui sono più convinto di altri di avere un rapporto difficile coi miei simili.
Se da una parte, ho smesso di aspettarmi cenni di umanità dal mio prossimo, concludendo che certe cose avvengono solo al cinema e nelle fiction televisive (tipo: andiamo a farci una birra e due chiacchiere? che ne dici se quest’estate ci facciamo una settimana di vacanze assieme? passavo di qui, entra, rimani a cena? ci facciamo due spaghetti), dall’altra non riesco a fare a meno di restare colpito dall’opportunismo di chi, quando ha bisogno di me, non esita a rifarsi vivo come se non fossero mesi o anni che non si degna di farmi una telefonata o mandarmi un biglietto d’auguri per Natale o un sms per il compleanno.

Ho un nome preciso in testa, che non farò perché a voi non direbbe niente.
Vi basti sapere che sto parlando di una persona che per anni è stata una figura importante per me, colui che dal profondo del cuore mi sentivo di definire il mio migliore amico, ma che poi non mi ha neppure invitato al suo matrimonio, uhm, gli sarà passato di mente, chissà.

È da un concerto di ormai quattro anni fa che non lo vedo più, e ricordo vagamente di averlo ospitato una notte da me per vederlo (anzi, non vederlo affatto) sparire in silenzio la mattina dopo perché aveva da fare qualcosa di più interessante che passare del tempo con me.
Non ricevo posta da lui da anni e anni, ciononostante ricordo perfettamente di avergli inviato, l'ultima volta nel Natale 2008, un cd di musica selezionata, masterizzata e copertinata dal sottoscritto e un biglietto di auguri.

Probabilmente sono uno che ci pensa pure troppo su ste cose... ma alla fine, già parecchio tempo fa ormai, decisi che era ora di tirare i proverbiali remi nella proverbiale barca.
Come accaduto altre volte, da qualche parte dentro di me si colma un vaso nascosto, e chiudo i rubinetti dell'emozione.
In qualche schedario invisibile la sua faccia slitta al cassetto più in basso, quello dei ricordi, destinati a farsi sempre più sbiaditi: dopotutto, la vita continua, giusto?
Eppure...

...qualche sera fa, ero già a letto, il loop di Synchronicity dall'iPhone mi distrae dai miei pensieri pre-notturni (un misto di programmi a breve termine, ricordi della giornata e visioni di Christina Aguilera a bordo piscina).
Alzo pigramente l'oggettino e guardo il display.
È proprio lui.
Mi informa che sta venendo a Roma con suo fratello per non meglio identificate beghe legali, e, no, non mi propone di mangiare un boccone tra una bega e l’altra, ma si informa se posso indicargli un albergo a buon mercato per lui e suo fratello.
Ma certo. La mia maschera di formale cortesia, perfezionata in anni di complessi rapporti sociali, non si smonta certo per lui.
Senza eccessivo impegno, mando un sms a Fabrizio, chiedendogli se c’è posto nel suo hotel... che ci sarebbe pure, ma non certo a buon mercato.
Oh, che peccato. È davvero un peccato. Investo altri dieci centesimi in un sms e informo il mio miglior ex amico che, se proprio vuole, deve sborsare centosessanta euro.
Naturalmente, non ricevo neanche una risposta (del tipo: azz, è un po’ troppo caro, comunque grazie lo stesso, ci sentiamo presto vecchio mio) e non me ne stupisco.
Spengo il telefono e per le seguenti otto ore dormo come un bambino.

I prossimi post saranno qualcosa di meno personale.

21 commenti:

Monik ha detto...

Beh, i tuoi post personali sono molto interessanti.. mi fanno riflettere.. anche io ho vissuto situazioni simili..

La differenza sta nel fatto che gli ho espresso in maniera molto chiara quanto si sia comportato da stronzo, sparendo (per l'ennesima volta) dopo (l'ennesimo) favore personale.. (senza nemmeno ringraziarmi)

A me piace sbattermi e aiutare gli altri..
A me piace essere educata
Ma mi piace anche non essere presa per il culo

(con questo non voglio dire che anche io non faccia l'errore qualche volta di sparire per un po di tempo per seguire i casini della mia vita)

se ho bisogno di una cosa e mi ritorna in mente una persona che da molto tempo non sento.. può essere che mi torni la voglia di risentirla..

La mia richiesta però passa in secondo piano (non la metto nemmeno in ballo me ne vergognerei)

Quindi alla fine riprendo i contatti ma solo per il piacere di riprendere una comunicazione che magari negli anni si era persa.. non di certo per chiedere un favore... Non ci riuscirei..

Deb® ha detto...

... probabilmente, al posto tuo, non avrei dormito affatto bene... sarà che questo tipo di cose mi fanno male e tendo a rimuginarci troppo su. Pollice su - quindi - per la tua nottata :)

Uapa ha detto...

Cito Monik: d'accordo sparire per stare un po' dietro alla propria vita, ma non riapparire per puro opportunismo... E almeno un cenno di risposta al tuo messaggio era d'obbligo... Fossi in lui mi sarei vergognata come una ladra...
Felice per la nottata passata bene, senza pensarci troppo su, per quanto possa far male o urtare i nervi, a volte è un bene chiudere certe cose nel cassetto dei ricordi.
Un abbraccio!

claudia ha detto...

a parte il fatto che credo di aver capito di chi stai parlando, purtroppo ci sono persone che ti lasciano in stand by per mesi o anni e poi come se niente fosse riemergono di solito appunto per chiederti un favore, come se cio' fosse la cosa piu' normale del mondo.
e purtroppo, per queste persone E' la cosa piu' normale del mondo, perche' non vedono l'amoralita' del loro comportamento, ma soltanto quello che gli puo' essere utile.
e in effetti, in questi casi, meglio chiudere la porta senza neppure fare polemica, tanto non ne vale la pena.
resto dell'idea che se qualcuno tiene a te e alla tua amicizia, non c'e' vincolo di distanza impegni famiglia figli o quant'altro che tenga.

Alex McNab ha detto...

La cosa terribile di queste situazione è constatare quanto certi edifici che credevamo inespugnabili possano cadere come castelli di sabbia, da un momento all'altro.
Per assurdo comprendo molto di più un amore che finisce, rispetto a un'amicizia.
Nell'amore c'è una fortissima componente erotica e passionale. Quando questa componente svanisce è il nostro corpo stesso a imporre un allontanamento alla ricerca di nuovi impulsi.
Ma un'amicizia?
Se ci sono a monte delle litigate serie, ci può stare che finisca.
Quelli che fanno invece paura sono coloro che di punto in bianco decidono che, basta, non siamo più amici.
Senza uno straccio di spiegazione.
Salvo poi ricomparire dopo anni, comportandosi come se niente fosse, magari per chiedere un favore.

Non cosa aggiungere, se non che sei stato fin troppo signore. Io di certa gente imparo a cancellare perfino i numeri di cellulare etc etc...

Roberta la Dolce ha detto...

Che gli amici deludano non è, purtroppo, una novità. :-(
A volte, dai tutto x loro, li metti davanti ogni altra cosa, li idealizzi e poi indietro ti torna poco e niente.
Anch'io sparisco a volte, come Monik, come Uapa, come tutti... ma poi, quando "riemergo", cerco di riallacciare i fili che avevo lasciato penzoloni.
A volte non è neanche stato possibile... ma ci ho provato.
Come ci si possa "sganciare" emotivamente da una persona che ha condiviso con noi molto (come mi sembra sia il tuo caso) è qualcosa che non capirò mai, a volte sembra che le persone abbiano un interruttore.
Sono certa che il tuo ex amico pensi ancora a te, ma che per qualche motivo sia venuta meno lo spirito forte di un tempo... non conosco la vostra storia, ma forse è accaduto qualcosa...

CyberLuke ha detto...

@RLD: non è accaduto nulla.
A un certo punto, ti rendi conto che il piatto della bilancia pende pericolosamente da una parte, sempre di più e da tropo tempo.
Email, telefonate e inviti provengono solo da te e per un po' manco te ne accorgi, poi tutto a un tratto, ti "svegli" e ti rendi conto che sei rimasto da solo a giocare in cortile.
Lo so: non sono l'unico.
Solo, ho l'impressione di giocare secondo un regolamento che è diverso da quello degli altri.

Christian ha detto...

Quelli che spariscono senza motivi apparenti, come sottolinea Alex, sono quelli che più mi fanno pensare.
E ce ne sono tanti... uno si fa il suo esame di coscienza, ma se non trova nulla resta di fronte l'inesplicabile.
Una volta, ho aspettato "al varco" un mio "amico" per parlargli e chiedergli perché fosse sparito, perché non rispondesse ai messaggi, etc.
Quando mi ha visto, sembrava avesse visto un morto, ha farfugliato qualche scusa circa il lavoro e la famiglia, e si è dileguato promettendo di farsi vivo "quella settimana stessa".
Questo, accadeva tre anni fa... :D

Angel-A ha detto...

Mbe scusa ma... che STRONZO è questo qua??
Passi che uno si allontani progressivamente da te... che si sia scordato di invitarti al suo matrimonio... che non si sprechi in telefonate ed inviti... ma che abbia pure la faccia di rifarsi vivo dopo ANNI per chiedere un favore che avrebbe potuto smazzarsi anche da solo, beh, ma che se andasse affanculo...
Hai fatto bene a girarti dall'altra parte e ad addormentarti!! ^____^
E tieniti stretto chi ti vuole bene...

Simone ha detto...

Di "amici" che scompaiono ne ho avuti molti anche io. In genere credo che le cose che proviamo non sempre siano reciproche: magari noi siamo affezionatissimi e tutto quanto, ma per loro col passare del tempo diventiamo pesanti, noiosi e alla fine persone che si preferiscono evitare.

Poi è anche un modo per riconoscere gli amici veri: quando ho passato un brutto periodo certa gente mi evitava e non si è fatta più sentire. Altri mi sopportavano anche se ero davvero intollerabile sotto tutti i punti di vista, e poi quando è toccato a loro io ho fatto lo stesso.

Certe volte l'amicizia e l'affetto significano anche soffrire per qualcuno e insieme a qualcuno. Questo non tutti lo capiscono, credo, e tanta gente dagli altri vuole solo prendere.

A me i post personali piacciono anche di più, ma io sono strano mi sa ^^.

Simone

Alex McNab ha detto...

Simone ha ragione. La vera amicizia secondo me si prova anche con un senso di condivisione del dolore.
Quando è morta la mamma della mia migliore amica sono stato malissimo per giorni. Come se fosse stata anche mia mamma. Faticavo a pensare ad altro, a concentrarmi su cose elementari come mangiare e dormire. E io la signora in questione la conoscevo davvero poco. Soffrivo perché avevo empatizzato il dolore della mia amica.
Idem quando un carissimo amico ha perso il padre.
Per altri - e so di sembrare cinico nell'ammetterlo - ho provato un dispiacere reale, ma non malessere, né dolore. A volte sono arrivato perfino a pensare cose orribili (del tipo "azz... ma doveva essere licenziato proprio questa settimana che dobbiamo andare al concerto? Ora me lo rovinerà...")
Se non altro io CERCO di non dare false illusioni. Non più. Se una persona non mi coinvolge emotivamente tento di farle capire che genere di amicizia posso offrire.
Viceversa, vedo gente che si dichiara disposta a scalare monti e ad attraversare oceani per me, salvo poi scomparire senza dire "beh".

Strana la vita, eh?

Anonimo ha detto...

io ho messo in campo un "trucco" ormai da sempre che mi ricordi almeno: fare in modo che la gente da me si aspetti solo il peggio.
sanno per sentito dire che non faccio favori, sanno che sono uno stronzo, sanno che se penso qualcosa la dico (e questo non e' un bene, tipo, per far capire che una e' un tantinello conciata da sbarco: "carina la tua nuova donna, pensi che per 30€ passera' una mezz'ora con me?").

la cosa divertente sai qual'e'?
che quando, raramente, faccio qualcosa di anche minimamente "gentile" nei confronti di qualcuno, mi ringraziano che manco i re magi a natale vengono trattati cosi'.

e' ovvio che non sono nato grinch, mi ci hanno fatto diventare le situazioni simili a quella che hai raccontato, e ce ne sono altre, mooolte altre.

Larsen

Maura ha detto...

Concordo (stranamente) con Simone.
Certe cose sono un banco di prova per le amicizie.
Alla fine, chi resta in piedi è tuo amico/a sul serio.
Sono in pochi, è vero, ma è la qualità e non la quantità che conta, no? ;)

Matteo ha detto...

È strano che quando si parla di queste cose si sia sempre i "delusi". Probabilmente anche noi a volte siamo stati quelli stronzi. Magari senza accorgercene, o forse pensando di aver ragione e che la cosa fosse "talmente ovvia da non sprecarci nemmeno il fiato".

Comunque purtroppo conosco quella sensazione ed è quantomeno fastidiosa. In ogni caso, ci sono sempre persone e persone, amici e amici, imbecilli e imbecilli. ;)

CyberLuke ha detto...

Tu stai parlando del famoso "esame di coscienza" che pure suggerisce Christian.
Certamente, anch'io sarò stato deludente, sleale, inaffidabile, superficiale, disattento.
Ma mai mi sono sognato – neanche una volta – di sparire dalla vita di qualcuno come il gatto del Cheshire lasciando solo il mio sorriso dietro di me e ignorando bellamente telefonate, email, messaggi, appostamenti.
Che cazzo, cento volte meglio una bella litigata che il silenzio.

Matteo ha detto...

Sono d'accordo con te.

Io in effetti sono sparito da un mio amico. E ne avevo tutte le ragioni, credimi. Però probabilmente ora lui starà pensando "ammazza che infame".
Punti di vista.

Ovviamente questa è una cosa mia non applicabile per forza ad altre situazioni.

Yeeshaval ha detto...

Quanto è vero, se ci sono gli estremi per cantarne 4 io di certo non mi tiro indietro.
E non sai quante amicizie si sono salvate al costo di dieci minuti di urlacci.
Il silenzio è un'extrema ratio, ma spesso, anche se non sempre, è utilizzato come scappatoia un po' comoda e vigliacca.

Ettone ha detto...

Cazzo e io che ero convinto che certe cose succedessero solo a me (in quanto è risaputo che sono abbastanza privo di autostima soprattutto nei rapporti con gli amici), ma oggi mi cade un mito... AH AH e mi sento più UMANO anch'io... ;)

dandia ha detto...

Il gioco è lo stesso ma non c'è dubbio, ognuno ha il proprio regolamento.
Io me ne sono fatta una ragione ogni volta che ho visto calpestare da altri quelle che secondo me erano elementari regole di civiltà.
D'altra parte anch'io mi sono resa conto di non aver dato peso in passato a dettagli che altri consideravano importanti.
Cambiano le regole, i punti di vista, le valutazioni dei fatti e dei rapporti: alla fine anche le strategie di gioco sono diverse.
In ogni caso fa sempre male accorgersi che quello che sembrava uno dei nostri migliori compagni di squadra in realtà sta giocando contro di noi.

Ariano Geta ha detto...

Purtroppo niente di nuovo sotto il sole.
Certe esperienze capitano a tutti, e si sperimentano i livelli variabili di stronzaggine del prossimo. Si va dal furbetto al bastardo.
Fai bene a non scomporti, io invece continuo a starci male quando mi succede.

Fra ha detto...

Perdersi è una cosa che succede, a volte. Però una cosa che non sopporto proprio è chi si fa sentire solo perché ha bisogno di qualcosa, soprattutto se nemmeno ringrazia.
P.S.
I tuoi post personali sono molto belli.

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