mercoledì 7 aprile 2010

Comunque vada, sarà un successo.

Indipendentemente dall'idea che vi siate fatti dell'iPad (la mia potete leggerla QUI, QUI e QUI), pare che – nonostante l'ondata iniziale di scetticismo da parte dei molti che non avevano (ancora) capito cosa fosse e a cosa servisse – l'aggeggino si avvii a diventare l'ennesimo bestseller targato Apple.
Apple ha annunciato di aver venduto più di 300.000 iPad nel suo primo giorno di commercializzazione... questa cifra tiene conto di quelli venduti negli Apple Store, di quelli consegnati agli acquirenti che avevano effettuato il preordine e di quelli distribuiti ai partner dell’operazione come i negozi Best Buy.
Una cifra che fa pensare, considerando (per esempio) che l'iPad ha ottenuto un risultato migliore rispetto a quello che ha fatto registrare l'iPhone al suo esordio ("solo" 270.000 pezzi venduti il primo giorno).
I primi clienti inoltre hanno scaricato oltre un milione di applicazioni dall’App Store e più di 250.000 eBook dall’iBookstore: come a dire che ogni cliente, poco dopo l'acquisto, aveva scaricato mediamente tre applicazioni ed un libro... e di tutti questi nuovi utenti, il 13% possedeva già un Kindle.
Basandosi su 448 interviste condotte negli Apple Store di New York e Minneapolis, risulta che il 7,5% di questi utenti intende passare definitivamente a iPad, abbandonando quindi la controparte Amazon. Ben il 10% degli intervistati ha invece confessato di aver preso in seria considerazione la possibilità del Kindle, ma di aver glissato direttamente sull’iPad. Tutte vendite perse per Amazon.
Passando all’uso di iPad, il 38% degli intervistati intende leggerci libri, mentre il 74% afferma di volerci solo navigare su Internet. Fruizione dei video e E-mail interessano il 26% ed il 32%, mentre giochi e musica tirano appena il 18% e l’8% degli utenti.
Il Wall Street Journal ha aperto la sua campagna abbonamenti per iPad: 3,99 dollari a settimana per poter leggere le notizie sul nuovo gingillo Apple. La Marvel Digital Comics ha già pronti dei fumetti digitali da scaricare e leggere su iPad. E parecchi altri editori stanno già in scia.
Non serve essere degli esperti di economia per capire che - in appena un giorno - Apple ha inferto ad Amazon un colpo durissimo.
Poi certo... il Kindle da 6″ costa praticamente la metà dell’iPad base, ma è anche qualitativamente un dispositivo molto diverso e percepito probabilmente come meno all’avanguardia: non ha un bazaar del software come l'AppStore, non è a colori, non ha il multitouch.
Insomma, costa meno ma– in termini di esperienza d’utente complessiva– offre anche meno.
Credo che siamo di fronte ad una rivoluzione nel modo di concepire la fruizione dei contenuti testuali (notizie o romanzi che siano), tipico del mondo della carta stampata.
Apple potrà anche starvi sulle balle, e l'iPad potrà sembrarvi solo un costoso gadget... ma dobbiamo prendere atto che sta cambiando le regole del gioco, anche di questo gioco.
Un pò di mare mosso fa sempre bene in un mercato (quello dell’editoria) che risultava troppo arroccato su di un concetto ormai obsoleto di fruizione delle informazioni.
La pietra è stata scagliata e sembra che il mercato stia rispondendo.

25 commenti:

Anonimo ha detto...

ehm... luca... parlare anche dei "problemini" che ha questo coso ti pareva brutto?
e incredibilmente a sto giro ne parlano anche i giornali generalisti (che mai si permetterebbero, anche solo per moda, di parlare male di un prodotto apple).

Larsen

Alex McNab ha detto...

Bell'articolo, molto esaustivo.
Leggevo oggi che però l'iPad prima versione dà molti problemi imprevisti, tra cui un precoce surriscaldamento della batteria e un wi-fi a quanto pare ben peggiore di quello a disposizione del cuginetto minore, l'iPod Touch.

A ogni modo a me continua a interessare e incuriosire. Lo comprerei soprattutto per navigare e per leggere ebook. I videogiochi non m'interessano, mentre la musica la vedo ben più legata ai piccoli iPod.

CyberLuke ha detto...

@Larsen: no, non mi pareva brutto, solo che è fuori contesto rispetto dove volevo andare a parare.
iPad migliorerà nel giro di un aggiornamento del firmware o due (nello specifico, in determinate condizioni l’iPad può non riconnettersi automaticamente ad una rete wi-fi dopo un riavvio o dopo uno stand by, a volte in presenza di router dual-band, in grado cioè di trasmettere contemporaneamente con due protocolli, tipicamente 802.11 g e 802.11 n, quando viene usato lo stesso nome per ciascuna rete o quando vengono usate impostazioni di sicurezza diverse per ciascuna rete.... almeno questa è una delle spiegazioni).
Non mi interessa se è un dispositivo "acerbo" (figuriamoci se Apple non lo sistema), quanto le potenzialità che ha (finalmente) sbloccato in un mercato che sembrava del tutto fermo.

Leonardo ha detto...

Gli Apple-fan saranno una brutta razza, ma quelli che sparano a zero senza accendere il cervello non scherzano.
Quante persone hanno un router wifi dual band nel mondo? Lo 0.1%? Lo 0.01%? Non so, forse una via di mezzo. Di questi solo una percentuale hanno entrambe le network con lo stesso SSID e ancora un sottogruppo ha sistemi di crittografia diversificati tra le due.
Si raggiunge un’inezia a livello globale.
Dato però che molti Mac users sono anche un po’ smanettoni, nel mondo degli aficionados della Mela questa percentuale sale, restando bassissima. E’ un non problema facilmente correggibile da quasi tutti coloro che abbiano un router wifi di quel tipo. Costano tanto quindi la probabilità che l’utente medio ne compri una è quasi nulla.

Consuelo ha detto...

Io non ho niente di Apple, e manco mi sta troppo simpatica... ma vedo di buon occhio questo nuovo iPad…anche a me viene da pensare a qualcosa di veramente nuovo nel mondo editoriale.
Mi sembra quantomeno scomodo che qualcuno non abbia ancora pensato a presentare sul mercato un dispositivo in grado di farmi leggere senza passare necessariamente da una edicola o da una libreria.
Compro regolarmente tre mensili in edicola, e penso come sarebbe bello se potessi scaricarmeli versione digitale per iPad e sfogliarmeli come e quando voglio, andando al lavoro o a casa sul divano.
Magari sullo stesso dispositivo potrei memorizzarmi anche qualche libro e dei podcast.
Così io vedo questo coso... un concentratore di canali di informazione…qualcosa che mancava e che Apple ha fornito. OK, è migliorabile ma è un ottimo passo in avanti.
Ora spero solo che anche le nostre case editrici si sleghino dal concetto di carta stampata e sappiano cogliere al volo questa nuova occasione di guadagno.
(io sarei la prima a sottoscrivere un abbonamento di una rivista digitale, se solo il mercato mi offrisse la possibilità).

Angel-A ha detto...

Concordo con Consuelo su tutta la linea.
Mi piacerebbe poter commutare su iPad il mio abbonamento a Vanity Fair, a Donna Moderna e alle altre riviste generaliste alle quali sono abbonata. Risparmerei qualche chilo di carta all’anno…
Certo che anche un bel catalogo IKEA in formato digitale non sarebbe una brutta idea. ^____^

Angel-A ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Anonimo ha detto...

il surriscaldamento non si risolve con una patch...
il fatto che lo schermo non sia praticamente visibile all'aperto con luce diurna non si risolve con una patch...
256mb di ram che vanno in crisi con 3 o 4 tab di safari aperte non si risolvono con una patch.

a livello hardware e' osceno... se vogliamo come sempre restare sul discorso di design... non direi che si sono sforzati un granche', visto che e' un'iphone piu' grosso.

il fatto che le suite tra mac e l'ipacco non sono manco compatibili non solo e' preoccupante, ma e' indice che questo coso e' considerato anche in apple come un gadget costoso e niente di piu'.

non posso continuare a leggere i commenti dei fanboy apple che insistono nel dire che si naviga che e' un piacere senza flash... perche' e' una boiata... al limite ti salti i banner pubblicitari e ok, ma preferisco vedere un banner che non un buco nella pagina.
se e' accettabile sull'iphone, non lo e' su questo.
ma ti pare normale che su un qualsiasi palmare di 3 anni il render di una pagina web e' identico a quello che puoi avere sul fisso, e questi insistono con questa linea solo perche' ce l'hanno con adobe????

apple anche questa volta non ha inventato nulla, i tablet (e decisamente piu' completi di questo coso) esistono da quasi 10 anni... pero' non sono cosi' fashion visto che la totalita' monta winzozz.

aprirete gli occhi prima o poi, o continuerete a comprare robaccia (con una bella forma e' vero, ma pur sempre priva di contenuti) basta che abbia la mela sopra?

apple ha smesso di essere un'azienda degna di un certo rispetto nel momento in cui e' uscita coi primi imac colorati... un cesso inutilizzabile (il mouse tondo poi era veramente una chicca).

eddai... e' fuffa, vendera' per moda come vende qualsiasi boiata tiri fuori un d&g qualsiasi, ma e' fuffa...
e' come comprare una 500 abarth e vantarsi di avere un'auto sportiva.

Larsen

VOICEFACE ha detto...

Marò, Larsen, quanto sei incazzato... ma che ti ha fatto Apple?
Non la comprare e pace, no?
Saluti

CyberLuke ha detto...

Tranquilli, Larsen è fatto così, è la sua crociata.
Io comunque – lo ripeto per lui e per altri – NON stavo parlando degli aspetti tecnici di iPad, ma su quanto sta muovendo.
Continuate pure.

Simone ha detto...

Bello è bello. Credo che nel giro di un paio d'anni ci saranno un casino di questi affari, nel senso ipad e altre marche che lo copiano, e come credo di avere già detto in passato i lettori ebook tipo Kindle rischieranno di fare una brutta fine.

Per certi versi concordo anche un po' con Larsen, però alla fine la Apple propone degli "oggetti" e se uno non crede che valgano il loro prezzo può semplicemente ignorarli, come fino a questo momento ho fatto io. Ma questo ipad non lo escludo a priori...

Simone

Lawrence ha detto...

Anch'io sono interessato più che a cosa è (o non è) iPad a quello che sta smuovendo.
E i movimenti del mercato non si sono fatti aspettare. The Guardian, forte di una base di oltre centomila download della sua app per iPhone, offrirà accesso illimitato ai suoi contenuti per un pugno di sterline.

National Public Radio ed il Wall Street Journal stanno lavorando per creare una versione iPad-compliant dei loro siti, senza tecnologia Flash.
Il Financial Times ha già pronta una app per iPad, e Vanity Fair e Wired saranno pronti a giugno.

Persino The Economist, eterno assente dalla scena mobile, suggerisce nel suo blog che prossimamente verrà rilasciata un’app per iPad e iPhone.

Il cambiamento in corso tocca anche la forma di fare giornalismo. Joan Solà, presidente per l’Europa e l’America Latina di Zinio Global, azienda che produce riviste digitali per le maggiori case editrici, ha detto al London Evening Standard: La maggior parte delle riviste sta già chiedendo ai fotografi di effettuare riprese video, oltre che scattare immagini. Crediamo che l’iPad ha appena innescato la migrazione dalla carta al supporto digitale .

dactylium ha detto...

Secondo me è un prodotto che non è stato pensato per i Paesi in via di sviluppo.
Lo so, state pensando alla Cina o all'India, però io parlavo dell'Italia.

Da noi gli hot spot wi-fi gratuiti sono pressoché inesistenti, l'accesso alla Rete tramite modulo 3G è un salasso, contenuti editoriali per iPad nel Belpaese al momento mi paiono scarseggiare.

Leggere il Wall Street Journal a Central Park su iPad potrebbe essere un'esperienza gratificante, però da noi lo vedo più come gingillo domestico: me ne sto stravaccato sul divano usando la rete wi-fi di casa a navigare. Insomma cazzeggio cool.
O magari in Italia potrebbe essere apprezzato come console videoludica alternativa.

Uno slancio digitale al mercato editoriale potrebbe anche imporlo, però, a mio avviso, più nel campo dell'informazione (quotidiani, periodici, ecc.) che in ambito narrativo; per quanto, a dir di molti, sia fornito di uno schermo superlativo, al momento un libro di carta rimane per me insuperabile.

Un saluto, dacty

BenSG ha detto...

Quoto Dactylium, purtroppo.
Sugli hot spot (e quanto siano pochi) qui da noi proprio Cyber mi pare ne parlò all'uscita dell'iPad.
Per questo motivo credo che l'iPad ha molto più mercato in usa che in italia, ma non solo:le loro testate giornalistiche sono molto più grandi rispetto a quelle italiane e possono permettersi di investire nei formati digitali.
Noi, temo, dovremo aspettare di più per avere, che so, "Quattroruote" in versione digitale, o "Sorrisi e Canzoni", tanto per citare i periodici più venduti da noi.

Anonimo ha detto...

ecco, appunto, un'altro dettaglio non trascurabile...
questa corsa di apple ci porta alle notizie a pagamento, e questo non solo e' male (l'accesso alle notizie dovrebbe essere libero e gratuito) ma e' totalmente in disaccordo con l'etica del web.
i contenuti online devono essere fruibili da tutti indiscriminatamente.
se la direzione sara' quella di spostare l'attenzione alle app per sti affari, presto o tardi anche i fidi (poco glamour) feed rss spariranno: che senso ha fornire un servizio gratuito, esclusivamente di contenuto, quando posso guadagnarci con una bella app (uguale a millemila altre) a pagamento?

e in questo tipo di "virate d'opinione" apple e' maestra.
anche se poi non funzionano, anche se poi non sono utilizzabili, ma nessuno dopo aver comprato un'icoso (qualsiasi, dall'iphone ai pc travestiti vicino ai quali non puoi fumare...) dira' mai di aver fatto una boiata.
e questo e' preoccupante, la totale mancanza di senso critico: esce un mouse multitouch senza tasti? fichissimo lo voglio e' fantastico non ne posso fare a meno... esce un telefono con tante icone colorate? e' l'invenzione del secolo... esce un telefono, piu' grosso, con tante icone colorate, ma che non telefona (e al momento manco puo' stampare... sigh)? cacchio!! ma come posso farne a meno???

e attenzione, piu' questi prodotti tutta apparenza e niente contenuti hanno successo, piu' rappresentano la realta' sociale occidentale...
e' questo che mi fa incazzare: si sapeva che sarebbe stato un pacco gia' dai primi rumor, eppure orde di rintronati se lo stanno comprando.
oggi che e' uscito, non si puo' nascondere che e' un vero e proprio cesso (allo stato attuale, per far contento luca :D...) pero' cribbio, come posso farne a meno?
ogni fanatismo e' pericoloso, la perdita di obiettivita' e' pericolosa, il generare bisogni assolutamente inutili ed aspettative che vengono disattese e' una cosa pericolosa.
negare poi l'evidenza e' ancora piu' divertente :D ma l'ipacco non e' un tablet, e' qualcosa di completamente nuoooovoo!!!

si, un fermaporta con un display con su tante icone colorate... :D
(c'era un racconto cyberpunk su un fermaporta, mi pare di gibson)

Larsen

Maura ha detto...

@Larsen: non per contraddirti, ma se c'è uno con senso critico e che – contemporaneamente – usa Apple, è proprio Cyber... io non uso Apple e neanche a me sta troppo simpatica (anche se non arrivo certo alle tue vette di odio), ma le sue analisi le ho sempre trovate obiettive e le critiche, se ce n'erano, non le ha mai risparmiate, se ricordo bene... ;)

Matteo ha detto...

Hai detto bene Larsen: ogni fanatismo è pericoloso.
Rileggi il tuo intervento e guarda chi è il fanatico, qua intorno.

Angelo ha detto...

Apple cambia il modo di fruire le cose.
Lo ha fatto col personal computer, con l'editoria elettronica, con la musica, con la telefonia portatile.
Chi lo nega è in malafede: l'impatto dei suoi prodotti e della filosofia che li impronta è davanti gli occhi di tutti, e a fare gli ostracisti a oltranza nessuno ci guadagna.
Poi, fortunatamente, nessuno è obbligato a seguirla o a comprare quanto propone.
E' una questione di scelte personali, e io, se ai tempi scelsi di abbandonare il mondo Microsoft con tutte le sue limitazioni, feci le mie considerazioni ed oggi sono un utente Mac se non felice, quantomeno parecchio soddisfatto.
E ti dico che faccio l'ingegnere edile, quindi le "iconcine colorate" su di me non hanno tanta presa.
Quanto all'iPad, definirlo "pacco" senza averlo mai neanche tenuto in mano direi che è quantomeno un pregiudizio.
Tornando in tema, a prima vista sembra la "spinta" che ci voleva in un momento storico come questo in cui nessuno (a parte forse Amazon) riusciva a rompere la stasi, e già questo è un grosso merito.
A questo punto, poco importa se la sua batteria dura 10 ore o 10 minuti, se costa troppo o lo regalano.
E' quello che rappresenta, più quello che è.

Giorgio ha detto...

Probabilmente a Jobs dei libri frega poco o nulla, e Apple, ben applicando la lezione di iTunes, si sta preparando a essere il futuro hub per l’acquisto di prodotti culturali ed editoriali in genere: parallelamente (ma forse strategicamente) questo è e sarà l’asse portante, ponendo “fisicamente” un proprio hardware al centro di un passaggio di più lungo termine nel nostro approccio all’uso del digitale.
Operatori di telefonia mobile, società operanti nell’enorme settore gaming, editori di giornali, magazine, riviste, libri e prodotti video, piattaforme sociali di contenuti vari in mobilità: un intero mondo di settori commerciali e di sviluppatori e ricercatori sta, sostanzialmente, lavorando per il successo dell’iPad, senza che Apple debba – cinicamente - fare nulla se non passare all’incasso e quindi reindirizzare questo enorme flusso di denaro in ricerca, per giungere a un grado di sviluppo maggiore dei suoi prodotti hardware.
Azzardo: il touch è una tecnologia, l’iPod – e non l’iPhone – il riferimento di mercato, il mobile il futuro. Lo ha detto Lui, eh!

BlackBox ha detto...

Forse l'avevo già detto, ma magari su un altro blog... non ricordo.
Credo che l'iPad, visto come e-reader, giochi un’altra partita rispetto al Kindle.
Partite diverse, pubblici diversi, quantità diverse: detto un po’, come dire, in poche e semplici parole, il Kindle manterrà la sfera dei forti lettori, un pubblico con voglia di spendere in libri, che apprezza o comunque apprezzerà il fatto di non dover cambiare appartamento per poter comprare la nuova edizione di non importa cosa (Shakespeare, Simenon, Potter, fate voi) e che tiene ad un’esperienza di lettura durevole, di ore ed ore che solo l’e-ink al momento può garantire. Ha dalla sua un’esperienza come Amazon, che Apple non è in grado di ripetere.
L’iPad conquisterà invece i mercati dei magazine, dei giochi (lo penso in mano a un ragazzino, che non vorrà mollarlo neanche dopo ore…), delle graphic novel, dei fumetti (Cyber ha citato Marvel, vi dice niente questo nome?), ha enormi possibilità di espansione nel mercato educational e chi ha molto bisogno di mobilità non potrà farne a meno: ucciderà i notebook.
Io, nel dubbio, Kindle e iPad li parcheggerò nello stesso zaino! ;)

Jackrussell ha detto...

Bello sì, ma chiuso e blindato come pochi...

CyberLuke ha detto...

@jackrussell: al contrario di chi?
A 3 anni dall'uscita di iPhone ci hanno dato Android, un cellulare basato su tecnologie "aperte" che si è rivelato molto diverso, per filosofia e nella pratica d'uso, da quello di Apple.
Vediamo tra 3 anni cosa s'è riuscito a combinare mettendo Lunux su un tablet... per ora iPad non ha concorrenti.

LaSintesi ha detto...

Restando nel discorso "iPad darà la svolta all'editoria elettronica": può darsi, ma al prezzo di aver introdotto il DRM anche nei libri...

CyberLuke ha detto...

Ricordi quando, nel 2000, Steve Jobs prese, partì e si fece il giro dei discografici, uno per uno, convincendoli a mettere le loro canzoni sull'iTunes Store?
Creando il più grande negozio virtuale di musica del mondo a buon mercato?
Ora ha fatto la stessa cosa con gli editori. E il DRM era l'unico mezzo per convincerli (cosa che, peraltro, ha anche il Kindle).
Oggi il DRM sui brani comprati sull'iTunes Store è stato tolto.
Per i libri vedremo... ma sono speranzoso.

Nemo ha detto...

"il fatto che le suite tra mac e l'ipacco non sono manco compatibili non solo e' preoccupante, ma e' indice che questo coso e' considerato anche in apple come un gadget costoso e niente di piu'. (Larsen)

Larsen, questa sola farse (glisso sulle altre castronerie che spari) è invece indice della tua profonda ignoranza in materia.
I sw che girano su Mac e quelli per iPad è ovvio che non sono compatibili perché si dà il caso che siano scritti per due OS diversi. Non sapevi che l'iPad non usa OSX?
Parli, strarparli, batti i piedi e manco sai di che stai parlando.

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