martedì 27 aprile 2010

Crimine sentimentale (parte 1 di 2)

“Imputato, si alzi. Sa di cosa è accusato?”
“Uhm... no, ma lo sospetto”.
“Lo sospetta?”
“Facciamo prima: me lo dica lei”.
“Lei è accusato di crimine sentimentale di primo grado. Nella fattispecie, di avere instillato con parole e fatti nella signorina Cristina F., nata a Noventa di Piave il eccetera eccetera e residente a Venezia in via eccetera eccetera, la convinzione che lei fosse interessato ad un rapporto di natura sentimentale/amorosa con la medesima”.
“Come pensavo”.
“Quindi, lei era consapevole del danno che stava arrecando alla signorina F.”.
“Non è esatto. Non avevo una percezione sufficiente di quanto accadesse alla signorina”.
“E le telefonate? Nega di essersi intrattenuto ripetutamente e a lungo con la signorina F.?”
“No”.
“E allora? Non era forse questo una fonte di informazioni sufficiente?”
“Non necessariamente. Anche se non nego di avere intravisto un certo trasporto verso di me”.
“E allora?”
“E allora cosa?”
“E allora ammette di essere sempre stato al corrente della particolare inclinazione che la signorina F. aveva per lei?”
“In realtà, non ci siamo mai dichiarati nulla di esplicito. C’era tutta una serie di sottintesi”.
“Lei mi ha capito benissimo”.
“Potrei anche non aver compreso appieno le intenzioni e le convinzioni della signorina F., dal momento che tra di noi non c’è stato nulla di dichiarato”.
“Ah no? E allora, il bacio che vi siete scambiati lo scorso febbraio? Nega forse di avere, di sua iniziativa, baciato la signorina F. sulla spiaggia di Anzio?”
“Naturalmente no. Quello è un fatto incontrovertibile”.
“E quel ‘fatto incontrovertibile’ non era forse un’esplicita dichiarazione di interesse nei suoi confronti?”
“Suppongo si possa facilmente interpretare così. Anche se non è necessariamente un atto vincolante per qualsivoglia relazione futura”.
“E allora cos’era?”
“Un impulso del momento”.
“Al quale lei ha ceduto senza preoccuparsi troppo delle conseguenze”.
“Quali conseguenze?”
“Che nella signorina F. si consolidasse la convinzione che lei nutrisse un forte interesse nei suoi riguardi”.
“Ripeto: ho ceduto ad un impulso, e ho fatto qualcosa che è piaciuto ad entrambi. Credo che qualsiasi gesto possa avere conseguenze indesiderate, se si indaga abbastanza a fondo”.
“Qui non stiamo facendo della filosofia. Questo è un processo”.
“Ma mi si sta chiedendo di considerare delle ‘possibili’ conseguenze di un bacio. Lei non è realistico”.
“Però reali sono le conseguenze sulla signorina F.: sofferenza, delusione, rabbia, frustrazione, risentimento. Lei è consapevole di esserne la causa?”
“Non posso ritenermi colpevole di non nutrire gli stessi sentimenti che la signorina F. prova per me”.
“Ma lei stesso è la causa di quei sentimenti”.
“Non sono d’accordo. E questo non è dimostrabile in alcun modo. I sentimenti possono nascere spontaneamente anche senza corrispondenza nell’altra persona. Anzi, direi che costituisce la regola e non l’eccezione”.
“Sta dicendo la signorina F. non è stata da lei in alcun modo incoraggiata a provare certi sentimenti?”
“C’era simpatia. Una certa intesa. Ma non ho mai pronunciato frasi come ‘ti amo’, ‘ti desidero’, ‘mi manchi’, e meno che mai ‘voglio stare con te’.”
“Però c’è stata quella giornata passata insieme. Il pranzo, le passeggiate, i baci”.
“Certo”.
“Non ci prenda in giro. Era palese un suo interessamento. Cosa faceva, fingeva?”
“Certo che no. Ma non ho mai pensato ad uno sviluppo futuro di quegli accadimenti”.
“Però avete continuato a sentirvi, nei giorni successivi a quei fatti”.
“Questo è esatto”.
“E perché lo faceva?”
“L’ho detto: c’era simpatia e intesa. Entrambi traevamo piacere dalle nostre conversazioni. Ma era tutto lì”.
“Era tutto lì? Ed è per questo che lei è andato a trovare la signorina F. nella sua abitazione a Venezia, in Calle dei Fabbri 9?”
“Direi di sì”.
“Direbbe di sì o sì? Le ricordo che è sotto giuramento”.
“La mia risposta è: sì, sono andato a trovarla per passare qualche giorno in tranquillità e perché sapevo che faceva piacere anche a lei. E, mi dispiace, ma questo non comporta fidanzamenti”.
“La signorina F. ha interpretato tutto questo come un ‘incontrovertibile’, come dice lei, segno di interesse nei suoi confronti”.
“Lo immagino. Probabilmente, anch’io lo avrei fatto”.
“Quindi si dichiara colpevole?”
“Potrei risponderle: sì, perché il mio comportamento poteva facilmente far credere una cosa simile. E no, assolutamente no, perché ho badato bene, per tutta la mia permanenza presso la signorina F., a non sbilanciarmi mai in quel senso”.
“Quale senso?”
“Che desiderassi una relazione. Questo è un processo a ciò che la signorina F. si aspettava e che non ha ricevuto. Ma io non ho mai promesso nulla. Né esplicitamente, né velatamente”.
“E cosa è accaduto, allora? Cosa avete fatto?”
“Abbiamo parlato. Abbiamo mangiato. Abbiamo fatto turismo per Venezia. Abbiamo dormito assieme”.
“E avete fatto sesso”.
“Ci siamo baciati, se è questo che intende. Ma solo occasionalmente”.
“Non vi siete solo baciati, non è vero?”
“So dove vuole arrivare. Al breve intermezzo di sesso orale che abbiamo avuto”.
“Direi che è qualcosa di molto intimo, non crede?”
“Già, e non mi piace parlarne. Ma tanto, sapevo che lei l’avrebbe tirato fuori comunque a sostegno della sua tesi. E, tanto per puntualizzare: è stato praticato da me sulla signorina F., non il contrario. Nel caso che la sua prossima insinuazione fosse che volessi approfittare della situazione”.
“E perché l’ha fatto?”
“Ci risiamo! Un impulso! Accade più frequentemente di quanto lei non immagina, in determinate circostanze, sa?”
“Quali circostanze?”
“Un uomo e una donna tra i quali esiste un’attrazione fisica”.
“Quindi, l’attrazione era reciproca”.
“Vede, queste cose non sono mai perfettamente equilibrate. Uno dei due è sempre meno convinto dell’altro”.
“E lei non lo era?”
“In tutta franchezza? No. Anche se avrei preferito non rendere pubblico ogni mia più privata pulsione”.
“E allora perché lo ha fatto?”
“Perché la signorina F. si aspettava qualcosa”.
“Come ha detto? Vuole spiegarsi meglio?”
“Quello che lei ha detto più volte: la signorina F. era presa di me. E voleva qualcosa in più di un semplice bacio”.
“Ah! Allora lei ammette che si era accorto dei suoi sentimenti!”
“Beh, ma...”
(continua)

8 commenti:

Anonimo ha detto...

sempre più dell'idea che per fare sesso senza problemi si debba diventare gay.
Mi correggo: froci, all'antica, come diceva quello lì in "Saturno Contro".
Tiri giù la zip e... zip! fatto. Da veri cultori e adoratori del Fallo.

Da tempo prima di fare sesso con una donna chiedo una liberatoria scritta di fronte a un notaio, ma mica sipuò continuare così!...
Mi sono svenato e quasi mai venuto!

Ariano Geta ha detto...

Attendo con interesse il finale...

Anonimo ha detto...

Bisognerebbe concepire la cosa allo stesso modo secondo me è impossibile o davvero molto raro...riuscire a portare avanti certe situazioni senza farsi coinvolgere..

Scendere a patti? si certo.. si può tentare ma restano sempre parole nell'aria.. che prima o poi volano via..

ho pronunciato frasi anche brutali del tipo.. non avremo mai una storia..noi siamo solo amici, non sono innamorata di te...siamo troppo diversi.....però mi piace baciarti..

Lo specificare che non si vuole nulla di più oltre a quello che si condivide in quei momenti...fa crescere la voglia di stare con quella persona..(e chi mette i paletti di solito è il carnefice)..

Già il fatto che si debba specificare le intenzioni future, significa che qualcuno ha già capito che stanno entrando in gioco i sentimenti..

Uapa ha detto...

Che ansia :-|
PS: confermato... Pavia 23 Giugno, mercoledì... Poi si lamentano che la gente non ci va >:-( Beceri >:-(

Simone ha detto...

Fermo restando che il mio maschilismo mi spinge a darti ragione, mi chiedo: ma uscire insieme, andare al mare, baciarsi e tutte quelle altre cose non vuol dire già avere un rapporto? Cioè, alla fine era evidente che ci fosse qualcosa da entrambe le parti... secondo me.

Simone

Matteo ha detto...

"Beh ma" cosa?
Facci sapere come finisce no?

Intrigante comunque :)

CyberLuke ha detto...

@Simone: questa è una storia. ;)
Non ha necessariamente riferimenti con la realtà.

Fra ha detto...

Bellissima... aspetto la continuazione!! :)

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