giovedì 22 aprile 2010

La CS5, vestita di nuovo.



Pochi giorni fa Adobe ha annunciato la sua nuova suite di programmi CS5 , di cui spero di parlarvi più diffusamente dopo la presentazione ufficiale che – qui a Roma – avverrà il prossimo 29 aprile.
Per il momento, invece, vorrei soffermarmi sulla nuova identità visiva, o meglio sulla sua evoluzione, che Adobe ha applicato al suo pacchetto software.
Se ricordate il mio vecchio post su Photoshop, avrete notato che, qualche anno fa, c'è stata una brusca svolta nel design delle splash screen (e, di riflesso, sulla confezione dei programmi e le copertine dei manuali).
Fino alla CS3, tutti i software Adobe avevano una propria, marcata personalità.
Le splash screen erano molto illustrative e le icone che accompagnano erano un'interpretazione semplificata di tale immaginario: il "Photoshop Eye", ad esempio:
Tutto cambia con la CS3.
Da quel momento in avanti, sparisce qualsiasi riferimento iconografico e tutto ciò che rimane è un gradiente di colore che sembra un'icona stiracchiata e allungata: uno switch interessante.
Parecchi software includono il logo aziendale sull'icona delle loro applicazioni, ma Adobe sembra aver imboccato la strada opposta. L'utilitarismo delle icone influenza altre parti del software e diventa addirittura fondamentale in tutta l'estetica del brand: la schermata iniziale è solo uno degli aspetti più evidenti di tale filosofia.
Adobe ha progettato una griglia isometrica (molto simile al lavoro del designer Otl Aicher per le Olimpiadi di Monaco del 1972), facendone il fondamento del nuovo sistema visivo CS5:
Adobe è partita da questa griglia isometrica, e ha continuato a giocarvi aggiungendo criteri di geometria, dimensione, e traslparenza.
Questi sono alcuni prototipi che hanno sperimentato:Da quella griglia, Adobe ha sviluppato un kit di parti che sarebbero state usate come elementi costitutivi di base dei nuovi splash screen della CS5:
Questi elementi sono stati combinati per ottenere le forme finali.
Dopo molta sperimentazione, Adobe ha concluso che cinque pezzi avrebbero fornito la giusta complessità.
Da lì, è stato aggiunto il colore e investito altro tempo studiando dei gradienti appropriati... ed ecco pronte le copertine delle varie applicazioni della CS5, tutte diverse ma tutte appartenenenti alla medesima matrice.


Come intuirete, l'intento era quello di fornire tridimensionalità senza fare uso di alle forme apertamente tridimensionali.
I pezzi formano una specie di unico tangram senza sovrapporsi mai: usano solo luce ombra a suggerire la forma e profondità. Il risultato sono delle forme astratte, geometricamente irrisolvibili, più simili ad illusioni ottiche che ad altro.
È impossibile non ravvisare in questo studio l'influenza di artisti come Escher, che, più di ogni altro, ha fatto dei paradossi visivi e geometrici un'autentica arte.
Shawn Cheris, uno dei designer di Adobe, dichiara che Escher non è stato l'unico ispiratore di questo concept: hanno avuto la loro parte le sculture di Richard Serra e i vecchi manifesti pubblicitari anni quaranta:
Le icone.
Quando si raggiunge un livello di minimalismo piuttosto elevato, come nel caso delle icone della CS4 dove non c'è più niente da togliere, l'unica strada percorribile è tornare indietro, aggiungendo di nuovo dettagli.
Avendo perso qualsiasi riferimento iconografico (occhi, piume, veneri di Botticelli o altro), tutta l'identity di Adobe si fonda esclusivamente sui colori, e su questi ci si è basati per differenziare le nuove icone:
Come notate, è stato introdotto un secondo colore, che, facendo riferimento alle schermate iniziali (concepite come una serie di piani ripiegati) ha dato alle icone la stessa lucentezza metallica e trasparenza.
Questa l'evoluzione seguita dalle icone dalla CS3 alla CS5:

Le nuove icone CS5:
Ogni nuova versione della CS contiene migliaia di file: qualcuno si è preso la briga di calcolarli, ed è arrivato ad un numero che si avvicina a 6.000. E questo significa un gran numero di icone. E per ogni icona (comprese tutte le icone invisibili contenute nel file system), Adobe ha creato nove versioni ottimizzate in vari formati ciascuna con trasparenza ottimizzata per i diversi sistemi operativi (che la supportano in maniera diversa).
Con Flash è andata ancora bene, ma applicazioni come Photoshop, per esempio, hanno oltre 100 tipi di file associati.

17 commenti:

Ettone ha detto...

Bell'analisi... ma la Adobe ti paga per tutto questo :PPPPPPPPPPP

e se invece di tutta questa ricerca e di tutta questa "poesia" alla fine le icone le avesse fatte un ragazzino giocando con i gradienti senza troppa logica e studio? Umh...

AH AH
;)

Anonimo ha detto...

@ Ettone

....e SE l'universo fosse frutto di uno esperimento sbagliato di uno scienziato sbadato...?

un po di metafisica è come il prezzemelo , sta dappertutto

Barbara ha detto...

Non avrei detto, onestamente, che ci fosse tanto studio dietro delle icone... ma riconosco che, trattandosi di un'azienda grande come Adobe, sono io ad essere ingenua e non loro ad esagerare anche su questi aspetti...

Roberta la Dolce ha detto...

A me piacevano più quelle vecchie, e anche tutta la "vecchia" iconografia con l'occhio, gli obiettivi etc...
Dico "vecchia" e mi rendo conto che sono passati solo pochi anni... :-(

Matteo ha detto...

Io trovo che le nuove identità di Adobe siano bellissime. Non tanto le icone che ancora mi lasciano un po' perplesso, ma comunque fanno il loro lavoro, ma le grafiche dei software sono davvero fantastiche.
D'altronde, se non so boni loro... :)

Anonimo ha detto...

francamente ero piu' "mentalmente" in linea con le vecchie icone (quelle a forma di icona appunto, non sti simboli chimici).

sulla dock mi piace riconoscere il programma e l'icona col semplice colpo d'occhio, anche perche' il significato stesso di icona sta proprio nella sua comprensione "universale", senza bisogno di scritte o caratteri.

avere, appunto, la dock che sembra una tavola periodica degli elementi mi intristisce un po', parecchio direi, visto che quei programmi dovrebbero proprio servirmi per creare qualcosa di riconoscibile e personale.

a parer mio, dalle cs in poi, la "voglia" di adobe di far capire che tutti quei programmi sono "SUOI" li ha fatti un tantino esagerare in questa sorta di "family feeling"... e' come se le auto di una casa automobilistica avessero tutte gli stessi fari, la stessa mascherina, lo stesso paraurti (non simile eh... esattamente lo stesso), e lasciare che a differenziarle sia solo la targa.

Larsen

Ettone ha detto...

@ Larsen: ok per la perdita di grafica e poesia nelle icone, ma secondo me così sono molto più riconoscibili... nel dock le becchi subito e basta che ricordi il colore e sai già che programma è... Blu: photoshop, arancio: illustrator.... Le so tutte...

elgraeco ha detto...

A me questa nuova versione piace molto.
Colori e tridimensionalità. Molto bella anche la tua analisi. Semplice e chiara.

BlackBox ha detto...

Sono d'accordo con larsen: era più bello quando ogni sw aveva un'identità precisa ed inconfondibile, e non queste sillabe fredde fredde che, se non fosse per il colore, sarebbero tutte uguali.
Inoltre, come fa notare Cyb, il minimalismo è una strada che puoi percorrere fino a un certo punto: arrivi a un punto dove non c'è più niente da togliere, e allora che fai? Torni indietro, appunto, ma allora rinneghi filosoficamente il percorso che avevi seguito fino a quel momento?

LaSintesi ha detto...

Io ero parecchio affezionato alla cara vecchia Venere del Botticelli che usavo sin da Illustrator 5.5... poi m'hanno dato i fiori, e vabbe', poi hanno tolto pure quelli e m'hanno dato le letterine...
Non dico che sia brutta l'immagine coordinata della CS, ma neanche vedo tutta quest'esigenza di cambiare ad ogni versione, la forza di un'identità visiva è anche nella sua coerenza nel tempo.

dactylium ha detto...

Tutto bello, perfetto, rigoroso, studiato, ecc.

Però, se magari dedicassero la stessa attenzione a risolvere i bugs dei programmi che si trascinano dietro da diverse versioni e li facessero localizzare da chi, oltre a italiano e inglese, conosce anche le funzioni dei menu, sarebbe un traguardo ancora migliore.

Un saluto, dacty

Monik ha detto...

Beh trattandosi di prodotti software per video e grafica digitale.mi sembra naturale che il tutto sia in continua rivisitazione .. trovo questa versione minimal molto piacevole..

E poi volendo cè sempre il modo di crearsi la propria rivisitazione personalizzata ;-)

iSDC ha detto...

Se posso, vorrei solamente dire che le nuove icone sono davvero sgradevoli.

Preferivo il minimalismo della suite precedente.

CyberLuke ha detto...

@iSDC: sono con te.
Una sillabetta su un quadratino colorato è una scappatoia troppo furba per trascinarsela per tre versioni... e tu che progetti icone puoi capirmi meglio di chiunque altro.

iSDC ha detto...

@Cyberluke
Felice che pure tu condivida: pensa che uno dei miei set più apprezzati fu una rielaborazione della suite Adobe che si fondava sul narcisismo degli artisti virtuali e sulla bellezza delle icone di base... (http://macanatomy.spirit.it/files/43515e858122878f85abf4a8fc89ad9c-30.html)

Questo set mi sembra davvero di una pochezza intellettiva incredibile, oltre che esteticamente "brutto".

Ps: visto Lost? ;)

CyberLuke ha detto...

Scaricato ma non ancora visto.
Stasera. Non azzardarti a dirmi nulla.
Le icone sui cavalletti le avevo viste: carine, ma l'iconografia della piuma non l'ho mai sopportata.
Personalmente, me ne sono fatte di mie: a costo di apparire reazionario, occhio e Venere di Botticelli per me identificheranno sempre Photoshop e Illustrator.

iSDC ha detto...

@cyberluke
penso che la maggior parte dei soggetti che creano icone abbiano cominciato poiché insoddisfatte di quelle di default
... ;)

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