venerdì 2 aprile 2010

Quella sera che.

Vi parlerò di quella sera in cui – erano i tempi in cui avevo la ragazza nel langhiranese – sono stato a guardare simpatici e gentili anziani a ballare il liscio.
Ora, ciò che vedevo era un insieme di movimenti un po' schizofrenici, inusuali, ermetici.
Insieme a me, come paganti al circo, si era radunata una piccola folla sul muretto, in un'orgia di guarda quello come si muove, guarda quella che strana eccetera.
Il punto è che tutti quei movimenti strani, quel sistema complesso di dervisci emiliani ubbidiva in realtà a una serie di leggi e regole a noi ignote. E così, barbaramente, tutti all'unisono pensavamo: "ma che stanno facendo?"
Ci sbagliavamo, come uomini primitivi alle prese con il caos apparente del cielo, come il buon selvaggio alle prese con la teoria economica, come un bambino di fronte un formicaio.
Io li guardavo, cercavo di capire se per caso gli arzilli ballerini non fossero richiamati dalla legge naturale della socialità, a inscenare la loro recita desueta a base di gesti precisi ed esoterici, il cui scopo non ricordavano neanche più.
E, all'improvviso, mi sono tornati alla mente i film di Fellini, sì, sembrava di stare dentro un film di Fellini e ho pensato che questo, sì, questo potevo dirlo alla mia ragazza e fare bella figura quando, esattamente in quel momento, alle mie spalle sentii distintamente un tipo dire alla sua ragazza: "Guarda che bello, sembra un film di Fellini..."
Mi sono girato verso la mia e ho detto: "Andiamo via, s'è fatto tardi".
"Ma perché? Non sono manco le dieci..."
"È tardi. Andiamo".
Maledetto.

8 commenti:

Matteo Poropat ha detto...

Sì sì carino tutto carino... ma sono giorni che guardo il blog aspettandomi un post su un certo nuovo album "bionico" di una certa cantante che eleggi a tua preferita e che dalla copertina dovrebbe stuzzicarti parecchio, visti i tuoi lavori... e invece nulla... stai tradendo la Christina?

Ariano Geta ha detto...

Capitano spesso a me queste situazioni. Una volta ho composto questo haiku:

Mai al momento giusto
(é l'estremo
riassunto della mia vita).

Christian ha detto...

Azz, fregato per pochi secondi, ma magari lei non aveva sentito.

Roberta la Dolce ha detto...

Eh, ma ormai il magic moment era passato. ;-)

Dama Arwen ha detto...

Caro Adriano,
sembra la storia della mia vita, il tuo Haiku…

dandia ha detto...

Che si tratti di una coppia di ballerini, di una palla che rotola o di un’onda che si infrange sullo scoglio, chi non conosce la regola che ne governa i movimenti parla di caos. Il che non significa che questa regola non esiste, da qualche parte. Se uno spostamento è avvenuto seguendo i dettami di una regola, allora è stato giusto. E visto che ogni oggetto che si sposta nello spazio non può esistere al di fuori del tempo, si può dire lo stesso anche per l’istante in cui ogni cosa accade.
Se il tizio alle tue spalle ha pronunciato quella frase per primo, fattene una ragione perché è stato giusto così: forse ha visto più film di Fellini di te, oppure in quel momento non aveva proprio nessun altro pensiero in testa, o vattelappesca.
Ecco, questo è il mio haiku: ogni cosa avviene nel posto giusto e nel momento giusto. Magari sgradevole, ma giusto.

Uapa ha detto...

Ma nooo! XD
Che bello il liscio *.* Sono buona a ballare solo quello XD
Oh, non riesco a visualizzare il post precedente, mi dice che la pagina non esiste :-(
Buona Pasqua :-*

Alex McNab ha detto...

Un altro mondo, quello felliniano e degli anziani che ballano fregandosene di tutto.
Sarà sincronicità, ma ci pensavo proprio oggi: il mondo di una volta, fatto anche di queste cose, sta sparendo definitivamente.

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