lunedì 19 aprile 2010

[RECE]Cella 211

Questo Cella 211 è godibile attraverso almeno due livelli di lettura (magari ce ne saranno anche più di due, ma io sono uno spetttatore medio e due bastano).
Il primo, quello più superficiale, è quello di un prision movie puro e semplice... un gioiello come non se ne vedevano da tempo, eccezion fatta per il recente Il Profeta.
Un attacco politicamente scorretto, grottesco e feroce nei confronti del pubblico, a cominciare dalla prima, crudissima sequenza fino alla totale mancanza di happy end.
Il secondo livello di lettura è una denuncia della situazione carceraria spagnola (ma non solo) raccontata attraverso un rovesciamento di ruoli alla Hitchcock: troviamo inquietanti parallelismi tra gerarchie carcerarie ben note ma tollerate e gerarchie politiche istituzionalizzate, riflessioni su razionalità e istinto, ordine e caos, bene e male e via di seguito. E, sotto questo aspetto, il film è più debole, semplicistico, quasi accademico nelle sue figure archetipe, ma non per questo brutto.
In sostanza, possiamo inquadrare Cella 211 di Daniel Monzón come un meraviglioso film di genere o un discreto film d'autore.
Entrambe le possibilità mi vanno più che bene, quindi me ne sono tornato dal cinema felice e contento (non tornerò mai più allo Starplex perché il navigatore mi ha fatto praticamente passare per Arezzo per tornare a casa, ma questo è un problema mio).
Bello, bello.

ps il film ha ottenuto una sequela di riconoscimenti che non vi sto neanche ad elencare, ma che se volete trovate QUI.
pps Louis Tosar, nel ruolo del leader Malamadre, è semplicemente immenso e si mangia in insalata qualsiasi attore americano under 40 possa venirvi in mente. Qualsiasi.

6 commenti:

elgraeco ha detto...

Questo mi mancava completamente. Sembra davvero notevole. ;)

Anonimo ha detto...

se ti piacciono film di quel genere, ti consiglio anche un meno conosciuto, e meno "hollywoodiano" the experiment:
http://it.wikipedia.org/wiki/The_Experiment_-_Cercasi_cavie_umane (copia incolla il link ;-))

e' un film tedesco, stranamente non sembra nemmeno tedesco... niente attori di richiamo, niente effetti speciali, ambienti ridotti all'osso.

Larsen

CyberLuke ha detto...

Ah! Conosco!
È un film spaventoso (nel senso buono del termine).
L'ho consigliato a tutti. È un gioiello.

Christian ha detto...

Dalla locandina non l'avevo riconosciuto, qui a Milano ne gira un'altra. :)
Non pensavo di vederlo, ma ne parli talmente bene che mi hai fatto venir voglia.
Alla peggio, me la prendo con te. ;)

CyberLuke ha detto...

Quella che vedi è quella spagnola.

Anonimo ha detto...

si, quello e' agghiacciante, io lo guardai "per sbaglio" (pensavo di aver preso tutt'altro genere di film), e non m'aspettavo assolutamente una cosa del genere.
di solito guardo i film in modo piuttosto "scazzato", ma quello mi lascio' parecchio scosso.
molto profondo e "pesante" psicologicamente.

Larsen

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