venerdì 16 aprile 2010

[RECE] L'uomo nell'ombra

Bello.
Molto bello.
Non credo che ci sia molto altro da aggiungere se non che Polanski, se mai ce ne fosse stato bisogno dopo perle come Il Pianista e Frantic (giusto per citare i due che più mi sono vicini al cuore) fa sembrare facile fare un film tratto da quello che – da molti – è stato definito il peggior romanzo di Robert Harris e lo fa raccontandolo alla sua maniera, con un mestiere che c'è solo che da prendere appunti, avvalendosi una volta di più del bravissimo Edelman per la fotografia (è sua quella de Il Pianista ma anche di Oliver Twist), sinistra e desaturata, facendo pochissimi tagli alla storia, dirigendo Ewan McGregor alla sua solita maniera (cioé scegliendo il punto di vista di un unico personaggio dall'inizio alla fine), disdegnando i facili primi piani ma inquadrando e contestualizzando continuamente gli eventi in interni ed esterni che già da soli raccontano una storia fatta di intrighi stratificati nei decenni, di silenzi, di pioggia, di chiusure, di menzogne sistematiche, di violenza sempre sottintesa e mai mostrata platealmente.
Polanski è pienamente padrone del linguaggio, non si concede mai alcun vezzo e, nonostante questo, non è mai meno che elegante e dettagliato. Nel suo cinema c'è tutto quello che ci deve essere: non una virgola in più, non una in meno.
Oltre McGregor, il resto del cast è eccellente (difficile immaginare uno più in parte di Pierce Brosnan), preciso il montaggio, adeguata e mai invadente la colonna sonora.
Assolutamente consigliato.

ps i 128 minuti del film si aprono e si chiudono con due delle migliori scene dell'intera pellicola... guardatelo e poi mi direte se non ho ragione.

15 commenti:

Gloutchov ha detto...

Concordo appieno su tutto, compreso il fatto che le scene migliori siano la prima e l'ultima del film.

Certo però che, avendo letto il libro, non ho potuto gustarmi il film pienamente. Già sapevo cosa stava per accadere etc etc... va beh!

DUDE ha detto...

È piaciuto parecchio anche a me.
Molti – non tu – hanno parlato di analogie con Hitchcock.
Credo anche io che ce ne siano ma non mi sembrano così fondamentali. E'vero che tutti i personaggi di questo film hanno qualcosa da nascondere,è vero anche che il ghost writer si trova al centro di qualcosa troppo grande per lui(come era troppo grande per chi lo aveva preceduto) ma credo che le analogie si fermino qui,a parte magari qualche dettaglio secondario (ad esempio mentre Hitchcock era solito usare una fotografia ricca di colori saturi, questa è totalmente desaturata, come dici tu, privilegiando i toni spenti e metallici, e non è una differenza da poco, cambia tutta l'atmosfera,si respira la paranoia a pieni polmoni).

Matteo Poropat ha detto...

Concordo pure io. Credo l'unico film da un anno a questa parte che mi ha lasciato veramente soddisfatto all'uscita del cinema.
Ce ne vorrebbero di più...

Alex McNab ha detto...

Ottimo!
Il film non l'ho ancora visto, ma il romanzo è eccellente.
Ora lo vedrò con l'animo più leggero...

Angel-A ha detto...

Un bel consiglio x questo we... thanx!!! ^____^

claudia ha detto...

premesso che il miglior film dell'anno per me e' e restera' Il Profeta, questo di Roman Polanski ci va molto vicino.
la casa del 1° ministro e' semplicemente meravigliosamente sottotono, gioca tutta sul sottrarre invece che aggiungere, e quel cielo grigio piombo che si vede dai finestroni...
confesso che ho avuto il batticuore per Ewan McGregor mentre aspettava di sapere il suo destino nella squallida camera d'albergo vicino ai ferries.

Lotus ha detto...

Bella recensione, mi hai convinto.
Cercherò di vedermelo nel fine settimana.

GinCastelli ha detto...

OT: che bisogna fare per farsi leggere da te? La mail che ti ho mandato ha sicuramente le ragnatele...

CyberLuke ha detto...

@Gin: mail?...
L'ultima che ho tua è del 18 dicembre.
Mi sono perso qualcosa?

dactylium ha detto...

Il film non ho ancora avuto occasione di vederlo, però, avendo letto il libro da cui è stato tratto, mi ero già ripromesso di non perderlo.
La tua coinvolgente recensione non fa che aumentare la mia ansia da attesa. :-)

In ogni caso a me il libro è piaciuto molto, e francamente non sono riuscito a cogliere i motivi di stroncature così piene.
Di Harris ho letto anche l'osannato Fatherland che, al di là del cupo tema ucronistico, non rispecchia la mia idea di capolavoro letterario.
Al contrario ho apprezzato molto di più "Il Ghostwriter".

Se ne avete la possibilità e non temete di bruciarvi il finale del film, personalmente il libro mi sento di consigliarlo.

Un saluto, dacty

P.S.
Cyber, quando ci parli della nuova CS5?
Sei andato alla presentazione?
Grazie.

CyberLuke ha detto...

La presentazione è il 29.

dactylium ha detto...

Ops...

Ma a Milano l'hanno fatta il 12?
Oppure hanno già fatto qualcosa solo per la stampa ma non aperta a operatori e pubblico?

Grazie.
Ciao, dacty

Monik ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Monik ha detto...

A Milano è il 27

è consigliata la registrazione per partecipare

dactylium ha detto...

Sì, grazie.
Ho confuso l'evento di cui parlava Cyber con la presentazione ufficiale riservata alla stampa.
Pardon!

Ciao, dacty

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