venerdì 23 aprile 2010

Voi giudici.

In quarantasei e rotti di anni di permanenza su questo pestilenziale pianeta, ho isolato alcune incontrovertibili verità (ok, ok, lo so che la Verità non esiste, ma allora diciamo che esistono delle generalizzazioni così estese da avvicinarsi alla verità in maniera sospetta), e una di queste è: giudicare il prossimo è lo sport preferito degli esseri umani (specie parassita e profondamente bastarda, sfortunatamente più frequentemente di quanto non sia sublime e creativa e geniale e misericordiosa).
E allora, ecco un piccolo, personale Messaggio all’Umanità (anche se la U maiuscola non se la meriterebbe manco per il cacchio): fatevi i cazzi vostri.
Se non riuscite ad usare la comprensione e l’altruismo e l’indulgenza, doti che, lo ammetto, c’è chi ne nasce senza, allora almeno astenetevi.
Sparite, allontanatevi.
Non frega niente a nessuno della vostra opinione.
Non sapete un beneamato cazzo e aprite la bocca.
Non solo non sapete, non vi interessa neanche sapere, approfondire, guardare sotto la superficie, oltre ciò che sembra, oltre ciò che qualcun altro vuole farvi vedere o vi racconta sbrigativamente nel telegiornale della sera o alla macchinetta del caffé.
Dite che siete interessati alla Verità, ma non sapete neanche cos’è.
Ignorate (o fante finta) che ci sono tante verità, tutte vere, tutte giuste, e che contemporaneamente rendono tutte le altre sbagliate.
Non siete imparziali.
La vostra esperienza, i vostri trascorsi, le vostre gioie e i vostri dolori, il vostro carattere non vi rendono dei buoni giudici. Sbaglierete sempre, o quasi sempre.
Non avete gli strumenti. Io non li ho. Nessuno li ha.
Sono arrivato alla conclusione che gli unici buoni sono quelli citati in apertura: la comprensione, l’altruismo, l’indulgenza.
Perché prima o poi, tutti noi da vittime diventiamo carnefici, da accusatori ad accusati, scambiandoci continuamente posto nella giostra della vita.
Chi si illude di sedere sempre nella parte dei Giusti, si sbaglia e si conquista automaticamente un posto proprio nello schieramento sul quale punta il dito.
Il Bene e il Male, alla fine, sono definizioni di comodo che cambiano a seconda di quello che ci fa comodo al momento: inutile essere ipocriti.
Questo sì che mi spaventa, perché ci coinvolge tutti, dal Dalai Lama all’ultimo dei serial killer. Ci muoviamo svicolando tra la nostra scala di valori e la nostra personalissima morale, riadattandola leggermente o pesantemente quando ci serve, riscrivendo la storia come faceva il sistema orwelliano di 1984.
Quindi, per favore, calatevi quelle tonache nere da inquisitori.
Non siete niente.
Non avete nessun diritto.
Sgombrate l’aula, la seduta è tolta.

ps i destinatari di questo post potrebbero anche non riconoscervisi. L'ho messo in conto.
Ma spero di aver spinto abbastanza forte perché anche le loro incrollabili certezze abbiano avuto un seppur minimo sussulto.

18 commenti:

Ariano Geta ha detto...

Situazioni personali presumo.
Comunque prima o poi ci ritroviamo tutti di fronte a queste consapevolezze che hai appena elencato.
In effetti Cristo ha predicato l'importanza del voler bene al prossimo a prescindere, e soprattutto ha detto "non giudicare"... Perché queste sono le due cose che, se tutti le avessero, vivremmo in mezzo a un'umanità quasi perfetta...

Matteo Poropat ha detto...

Mattinata pesante? Speriamo migliori dai!
Purtroppo il "non giudicare" è un'arte sopraffina che è difficile raggiungere. Però, tu dirai, pochi si impegnano davvero a provarci. Forse perché vedere i difetti negli altri ci aiuta a dimenticare i nostri?

elgraeco ha detto...

"La vostra esperienza, i vostri trascorsi, le vostre gioie e i vostri dolori, il vostro carattere non vi rendono dei buoni giudici."

Purtroppo è proprio sulla base di quelle esperienze o facendosi forti di esse che si giudica. E pochi riescono, ad esempio, a non estendere una qualsivoglia critica da un oggetto in esame, alla persona che quell'oggetto ha creato.
Molti si fermano alla prima occhiata. Semplicemente guardandoti ti hanno non solo giudicato, ma anche condannato.
Inutile aggiungere che non sono un santo manco io e che, tempo addietro, anche io giudicavo in modo molto superficiale e, perché no, anche arrogante. Salvo poi pentirmene.
Condivido la tua amarezza. Però, non è impossibile cambiare atteggiamento.
Voglio dire, non è impossibile imparare la lezione. Occorre solo del tempo e un pochino di consapevolezza.

Anonimo ha detto...

"state parlando di me?" (cit. paolo bitta) :D

"se incontrerai qualcuno persuaso di sapere tutto e di essere capace di fare tutto non potrai sbagliare,
costui è un imbecille!" (cit. confucio)

Larsen

Christian ha detto...

@elgraeco: credo che Cyb volesse dire che le nostre esperienze possono falsare il nostro giudizio, perché possono averci reso più o meno sensibili ad un determinato argomento, e quindi in qualche modo "prevenuti", in un senso o nell'altro.
Lo capisco, e probabilmente ha ragione sul fatto che è impossibile formulare giudizi oggettivi su qualsiasi cosa... o quasi

elgraeco ha detto...

@ Christian
Magari non è sembrato, ma intendevo la stessa cosa che intendi tu. È giocoforza rapportarsi agli altri sulla base delle nostre esperienze. Se poi si riesce a ricordare che esse [le esperienze] non hanno alcun valore assoluto di verità rivelata sarebbe meglio, no?

Simone ha detto...

Quello che dici è proprio vero. Io incontro un sacco di gente che non fa nulla e poi spara giudizi su quelli che provano almeno a fare qualcosa. Che poi era un giudizio anche questo, per cui insomma mi sa che anch'io ci casco spesso.

Simone

CyberLuke ha detto...

@Simone: è impossibile astenersi completamente da qualsiasi tipo di giudizio.
Questo lo capisco.
Ma bisognerebbe sempre considerare anche che ci si può anche sbagliare.
Molti non contemplano neanche da lontano una tale, assurda eventualità.

claudia ha detto...

si, direi che oggi qualcuno ti ha fatto proprio girare le palle
ci vorrebbe la mitica risposta "baciami il culo" che anni luce fa tu hai dato ad una che manco conoscevi ! me lo ricordo troppo bene, sono rimasta basita.
e comunque quoto simone, dall'alto e dal basso delle nostre piccole e grandi esperienze, e' quasi inevitabile giudicare ed essere giudicati, magari pure benevolmente, non sempre con la malizia di cercare il tuo punto debole.
poi sta a te se sei in giornata buona accettare i giudizi e farne uso prezioso, oppure dire "sai che c'e' ? chi se ne frega di quello che dici e che pensi io proseguo per la mia strada senza curarmi di te"

Maura ha detto...

So cosa vuoi dire: ma devi considerare che per molti, ammettere la propria fallibilità è un'ammissione implicita di debolezza, e molti non possono permettersi di mostrarne (penso magari ai genitori, ai professori, datori di lavoro etc).
Però dovrebbe tenerlo presente almeno nel loro intimo.
Quotidianamente, mi imbatto in soggetti che invece sembrano certi, nel profondo della loro anima, di possedere la Verità, quella con la v maiuscola di cui scrivi.
E, a seconda della loro posizione nella tua vita, puoi compatirli, deriderli od odiarli... altri, invece, devi solo sopportarli.

Anonimo ha detto...

hai dato da pensare atutti.
Tranne ai destinatarii.

Monik ha detto...

Il giudizio è uno strumento della ragione e al centro di tutto ci siamo noi, tendiamo a giudicare positivamente le persone o i modelli a cui aspiriamo e negativamente.. l'opposto..(.. volte entra in gioco anche l'invidia, ma quella è una sorta di ammirazione)

Non esiste un giudizio oggettivo, solo mezze verità soggettive.. bisogna cercare di evitare di operare violenza sugli altri.. perché i giudizi (anche quando sono esplicitamente richiesti) sono sempre falsati dal nostro vissuto, o semplicemente dal nostro stato d'animo del momento..

Rendersene conto è già una bella cosa..

Alex McNab ha detto...

Io cerco di dire sempre la mia, e sono altrettanto consapevole che - di solito - 9 persone su 10 la pensano diversamente da me...

Anonimo ha detto...

la Storia (passata, presente e futura) è/sarà piena di grandi (?) condottieri sicuri di se che hanno portato popolazioni a distruggersi tra loro e quindi poi sono miseramente falliti....

ergo: meglio un ragionevole dubbio a delle certezze di mer....

Beppe

Dama Arwen ha detto...

Le cose che hai scritto a me paiono semplici e lineari.
Al dì là della critica, al dì là delle perosne a cui è rivolto il messaggio, la tua analisi è interessante.
La cosa che mi stupisce è di quante persone non arrivino a capire che la verità è soggettiva, che ce ne sono molte e siamo quindi tutti fallibili, e che quindi a tutti capiterà prima o poi di sbagliare.
Specie ai primi che additeranno qualcun altro.

Ma ti assicuro, (e alcune mie amiche ne sono la prova) che certe perosne nemmeno CAPISCONO la questione, e allora sparano giudizi a go go, viziate dalla loro personale esperienza. Esperienza limitata, che non ha permesso mai loro di analizzare le proprie scelte e guardare a 360° per valutare le proprie possibili azioni.
Gente col paraocchi, che no nvede al di là del proprio naso, convinta che quei 3 cmq davanti a sé siano il mondo intero e la sola via possibile.

Chissà quante volte, anche io, magari senza accorgermene sono stata tra questi... ma quante volte ho visto la gente attorno a me essere così all'ennesima potenza..!

Matteo ha detto...

Dal Vangelo secondo Luca 6,36-38:
«In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato; date e vi sarà dato"».

Ecco, penso che questo riassuma alla perfezione (come potrebbe essere altrimenti) tutto cià che non è l'uomo...
La realtà è che è sempre molto facile giudicare gli altri, piuttosto che soffermarsi su se stessi. Capendo la totale imperfezione di noi stessi dovremmo essere portati ad accogliere l'altro senza condannarlo, il che non significa ovviamente non cercare una giusta correzione...
Ma pare che sia troppo difficile...

valexina ha detto...

Non commento, ma sottoscrivo.


Un bacio, Luca.

Fra ha detto...

Condivido tutto.
Non ho mai sopportato coloro che giudicano gli altri, sentendosi depositari delle verità assolute... soprattutto, ma non solo, quando questi "giudici" giudicano cose che non conoscono (questo è proprio quello che mi dà più fastidio), comunque, in generale tendo a pensare "non so cosa stai passando e perché stai facendo questa cosa, quindi non sono nessuno per giudicarti".
Ciao!

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