lunedì 7 giugno 2010

Guarda e impara, 19

Se seguite un po' i post con questo tag, avrete capito che all'estero circolano pubblicità più avanti (concettualmente e graficamente) delle nostre.
È dovuto a un gusto differente, a un livello culturale differente, a un mercato differente, a un differente atteggiamento di clienti e di direzione creativa delle agenzie, e a un mucchio di altri "differente".
È un altro mondo, nel quale noi possiamo solo sbirciare come degli affamati incollano il naso alla vetrina di un ristorante dove commensali più fortunati di noi stanno banchettando.
E la beffa è ancora più bruciante quando ci rendiamo conto che, a proporsi al pubblico con prodotti di comunicazione migliori dei nostri, sono italianissime aziende.
È il caso di Feltrinelli, che, affidandosi a Tita, agenzia milanese fondata da Giuseppe Mazza, Emanuele Basso e Sonia Rocchi (ehi, ragazzi, sono qui, quando volete...) ha messo in circolazione questa bella multisoggetto, per il solo mercato anglosassone.
Funzionerebbe anche da noi? Ditemelo voi.

27 commenti:

Jack ha detto...

sono brillanti. figurati in italia...

Uapa ha detto...

Chissà se funzionerebbero anche qui...? Forse se cominciassimo a vedere in qualche innovazione anche qualcosa di positivo, invece di ridurla ad un mezzo demonio il più delle volte, la gente potrebbe aprire la mente un po' di più anche qui... Invece con la scusa delle tradizioni che vanno preservate a qualunque costo, stiamo tornando al medioevo, altro che crescita...
The Bubble è eccezionale, lo voglio regalare! XD

Yeeshaval ha detto...

Eccezionali, tutte, eleganti e graffianti.
Quella su "The Bubble" è addirittura imbarazzante.
Credo che avrebbero un certo impatto anche da noi, ma posso capire il perché di certe scelte.
Ma tentare non nuoce.

Matteo ha detto...

Veramente eccezionali. Il fatto è che richiedono un grandissimo lavoro di copy, di studio del soggetto e di sintesi finale per il formato "pubblicitario". Uno sforzo che evidentemente non sarebbe abbastanza apprezzato dal pubblico italiano... forse. Veramente lodevoli comunque...

Anonimo ha detto...

a me pare l'ennesima sputtanata all'estero dell'italia, alimentando tutti quegli stereotipi che ci accompagnano oltralpe... e, pensala come vuoi, ma non fa bene al paese.
i panni sporchi si lavano, o si tenta di farlo, in famiglia.

Larsen

Christian ha detto...

Quello che non fa bene al paese è ben altro... se siamo diventati oggetto di lazzi persino sulle pubblicità (oltre che nella musica, hai sentito "Mamma l'Italiani" degli Après la Classe, ad esempio?) ce lo meritiamo, questa è la verità.

Yeeshaval ha detto...

Larsen ca@@o dici?
E' anche sugli stereotipi che si veicolano tanti messaggi pubblicitari, e quelli usati in questa campagna hanno se non altro il pregio di essere graficamente ineccepibili ed eleganti.
I panni sporchi vanno lavati in ben altro modo.

CyberLuke ha detto...

@Uapa: l'assenza di evoluzione è di fatto un'involuzione.
È da sempre che dico che un certo tipo di educazione si fa anche con un certo tipo tipo di comunicazione.
È una strada non esente da rischi, ma in Italia c'è chi potrebbe permetterselo.

Anonimo ha detto...

fare pubblicita' sugli stereotipi e' cosa buona e giusta quindi?
reali, o alimentarne di nuovi?
un'azienda italiana poi, che li "inventa" a scopi commerciali?
non so, ma a me non pare un'idea cosi' brillante.

Larsen

Simone ha detto...

Alcune sono molto belle, per altre penso anche io che sia il classico "vendere" un qualcosa di estero sfruttando uno stereotipo.

La stessa cosa comunque si fa anche con gli altri paesi, tipo il francese con la baguette o il tedesco sempre coi pantaloncini bavaresi o cose del genere.

Certo è che il messaggio che passa riguardante l'Italia è davvero bruttino, ma l'Italia è anche vista in altri modi più positivi. Per dire, secondo un mio amico giapponese l'Italia è il "top del top" per arte, cultura e qualità in generale... lì evidentemente il messaggio che abbiamo trasmesso è stato - fortunatamente - diverso.

Simone

dactylium ha detto...

Perché dobbiamo fare sempre la figura degli idioti a 360 gradi?

Campagne pubblicitarie, che in Italia non verrebbero adeguatamente apprezzate o comptese, utilizzate da una società italiana per veicolare all'estero un messaggio poco edificante sul nostro Paese.
È a dir poco paradossale...

Ciao, dacty

Anonimo ha detto...

bhe', conta che questo e' uno dei pochi paesi dove si diventa famosi grazie alle proprie nemesi: reali o inventate.
vedi elementi come travaglio, che esiste solo "grazie" al tappo nazionale... e solo in italia gli si da un ruolo "eroico".
tanto per fare un parallelo: moore, col suo spalare merda sugli stati uniti, e' "famoso" solo all'estero, ma a casa sua sta sul (|) in modo bipartisan.
questo perche', grazie ad una certa politica, l'italiano medio, il popolo, non ha nessuna idea del significato di "nazione" e di orgoglio nazionale.
ma non mi stupisco di nulla, visti i precedendi con le pagine dei giornali stranieri comprate dal tonino con proclami allarmistici degni del peggiore dei regimi.
e, questa campagna, non fa altro che richiamare tutto sto teatrino.
quindi, per quello che mi riguarda: pochezza d'idee, malafede e faziosita', tecnica ineccepibile (ma la tecnica, si sa', la si puo' insegnare anche alle scimmie, quindi quando si parla di "idea creativa", la tecnica la lascio fuori).

Larsen

marcus ha detto...

Adesso non esageriamo.
Intanto, i soggetti "politicamente scorretti" di questa (per me, bella campagna) mi sembrano solo un paio, e mi sembra eccessivo tirare in ballo l'orgoglio nazionale (che, a quanto mi risulta, esce fuori solo quando gioca l'Italia, ma lasciamo stare).
Quella sul libro di Galimberti è eccezionale, e anche quella di Overy.

Anonimo ha detto...

veramente le uniche non "schierate" sono: quello di lang, di cave e di glattauer.
3 su 12... non male eh...

Larsen

BlackBox ha detto...

Vabbé, allora pure la Nutella è schierata, visto che piace a Moretti.
C'mon...

Hirilaelin ha detto...

Scusa, Larsen, ma Feltrinelli è da sempre una casa editrice schierata... qual è il problema?
Tra l'altro, i panni sporchi in quale casa dovrebbero essere lavati, in piena globalizzazione? Fortunatamente, con la rapida circolazione delle notizie e delle opinioni, possiamo farci un'idea personale di ogni nazione, del suo governo e anche della sua opposizione; lo stesso possono fare gli altri con l'Italia.

A me queste campagne piacciono molto, naturalmente, e vorrei non essere così pessimista nel vedere un'inversione di tendenza stilistica anche da noi. :)

Simone ha detto...

Quello che mi chiedo, leggendo i commenti, è un po' provocatorio: a quante persone piacerebbero campagne analoghe solo con messaggi dell'altra "fazione"? Tipo Berlusconi che dice "l'amore vince sull'odio" e dietro una bandiera comunista che avvolge l'italia o che ne so... il libro di Fede con un titolo che inneggia alla libertà e cose del genere.

Mi ci gioco le palle che quelli ai quali piacciono queste si imbestialirebbero, con commenti del tipo "il regime va a fare propaganda all'estero" e così via.

Quello che non comprenderò mai è la gente che vive la politica come il derby Roma - Lazio e gli piace automaticamente tutto quello che appoggia la propria squadra. Alla fine i problemi non si risolvono e viviamo tutti "male" (un male inteso come un benessere meno apprezzato, perché i posti dove si vive male davvero sono bene altri) solo per sentirci eticamente superiori a un fantomatico "nemico" che qualcuno si è inventato e a qualcun altro fa comodo.

Simone

CyberLuke ha detto...

Non so perché la discussione abbia preso una piega politica, ma non era questa l'idea.
Rilassatevi.

Maura ha detto...

A volerlo, un significato politico lo si può dare a qualsiasi cosa: ricordo una vecchia canzone di Giorgio Gaber "Destra-Sinistra"... "Fare il bagno nella vasca è di destra/far la doccia invece è di sinistra/un pacchetto di Marlboro è di destra/
di contrabbando è di sinistra"...
A volerlo.
Non sembra neanche a me che queste pubblicità abbiano un colore politico (ok, sono rosse, ma il rosso è il logo di Feltrinelli...) e il fatto che in mezzo ci sia un libro su Berlusca non è sufficiente per affermare che – come chiosava qualcuno tempo fa – dietro ci sia "un complotto"! ;D

Matteo ha detto...

Alle considerazioni molto appropriate di Maura vorrei aggiungere che a mio modo di vedere le pubblicità (com'è nella natura delle cose) tendono a risaltare e iperbolizzare il prodotto. In questo caso quindi, al limite, mi pare che si potrebbe contestare il contenuto dei libri. Ma la veste pubblicitaria che gli viene data è riferita esclusivamente al mercato e fatta tra l'altro con grande gusto e grande senso dell'effetto. Possiamo (ma anche no) contestare la linea editoriale di Feltrinelli, se vogliamo. Ma questi manifesti sono apolitici, accattivanti e molto efficaci.

Angel-A ha detto...

Uahahahahahahah
E' UN COMPLOTTO!!!!! ^_____^

ps Bellissime pubb!!!

Anonimo ha detto...

sara', ma apprezzo di piu' chi riesce a giocare con l'ironia, e a metterci qualcosa del suo senza scadere nello scontato.

questa e' una pubblicita' che mi piace: http://www.youtube.com/watch?v=-fAGGlVhRUk

Larsen

RexerII ha detto...

Politica a parte, l'idea del fascio di spaghetti è semplicemente geniale.

Dama Arwen ha detto...

Io le trovo geniali.
Semplici e geniali.
Come dice Matteo c'è un enorme sforzo di copy dietro, e quando guardo queste cose mi rendo conto che io non ne sarò mai capace... sigh -.-

Anonimo ha detto...

gusto differente, un livello culturale differente? in Gran Bretagna? Ma è uno scherzo o è ironico?
Comunque, per rimanere nel tema proposto, le pubblicità sono "differenti" rispetto ai libri pubblicizzati: sicuramente più interessanti (oibò, dei libri citati ho avuto l'esperienza di leggerne alcuni).

CyberLuke ha detto...

@Anonimo: Gran Bretagna? Cioè?

Anonimo ha detto...

parli di pubblicità per il mercato anglosassone... nel post

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