mercoledì 9 giugno 2010

I pulcini sono out. Adotta un clochard.

C'era una volta il tamagotchi.
Ereditò coloro che avevano già risolto il cubo di Rubik e cercavano un nuovo oggetto con cui trastullarsi. Bandai ne vendette per un decennio intero e ci fece i miliardi.
L'idea era ottima: faceva leva sul senso di umana compassione che alberga – in misure diverse, lo ammetto – in ciascun essere umano, e sull'istinto materno che spinge a proteggere la vita di un cucciolo, in questo caso un pulcino.
Che il pulcino fosse virtuale, era un dettaglio di secondaria importanza.
Un piccolo capolavoro di psicologia elementare applicato all'elettronica di intrattenimento a basso costo.
Un'idea così non si può sprecare, e Publicis, un'agenzia pubblicitaria di Londra, l'ha riciclata alla grande creando un'applicazione per iPhone: iHobo.
iHobo è stata compilata per l'associazione benefica inglese Depaul Uk, e al pulcino virtuale ha sostituito un senzatetto molto reale.
Scaricando iHobo, con il vostro costoso iPhone potrete occuparvi delle necessità del vostro personale clochard: cibo, riparo e qualche spiccio per le necessità quotidiane.
L'applicazione resta attiva tre giorni, manda un alert sull'iPhone e voi, se volete, con un tap sullo schermo invierete una piccola donazione alla Depual.
Magari ad alcuni potrà sembrare una scempiaggine, ma se possedete un iPhone probabilmente potete anche mollare qualche spiccio a chi è meno fortunato di voi e non ne possiede uno.
Potete scaricare iHobo da QUI.

23 commenti:

Uapa ha detto...

A parte che non so perché si ostinanoa dire che il Tamagotchi fosse un pulcino, visto che si evolveva anche in serpentello e in altri esseri non ben specificati, fra cui una specie di Emo-papero...
Ma quanto è triste occuparsi di un clochard virtuale, quando c'è gente che per strada muore davvero?
Spero almeno che tutte queste eventuali piccole donazioni, vadano a chi ne ha bisogno sul serio :-S

elgraeco ha detto...

Quoto Uapa. E poi questa cosa come deve essere intesa? NOn riuscendo a interagire col mondo reale, tanto vale farlo col cellulare?
A me 'ste cose mi lasciano sempre un po' perplesso...

Roberta la Dolce ha detto...

Meglio che niente, dico io. :-/
Va preso per quello che è: uno strumento in più per aiutare qualcun altro... poco importa se lo fai con l'Iphone o ficcandoti la mano in tasca, no?

elgraeco ha detto...

Detto con sincerità, non è questo il punto. Almeno per come la vedo io.
È il giochino in stile tamagotchi che non capisco.
Se si vuol fare una donazione, la si può fare anche senza giocare...

Christian ha detto...

Beh, vista così... cmq, sì, puzza di trovata pubblicitaria, ma in fondo è per una buona causa, quindi ci sta.

Yeeshaval ha detto...

Elgraeco: Sì, ma se la gente non caccia il grano di suo, forse lo farà co sto cacchio di tamagochi iphonizzato.
Almeno credo sia questa l'idea.

elgraeco ha detto...

Sì... è chiaro. Ma lo trovo lo stesso di una tristezza inaudita.
Ciao a tutti

Anonimo ha detto...

ecco a cosa serve il multitasking!!! potete avere il vostro personal homeless in background che si rotola ubriaco, mentre voi comodamente surfate con safari!!!
geniale!!

Larsen (con un pizzico d'ironia :D)

Yeeshaval ha detto...

No, triste è non fare niente, né gli spicci dalle tasche né il tamagochi.

elgraeco ha detto...

Comunque, nessun intento polemico. Se si guarda all'efficacia pubblicitaria, direi che ci sta, dal momento che ne stiamo discutendo, anche piuttosto intensamente.
Diciamo che non vado molto d'accordo, ultimamente, con simili pubblicità [o quello che sono], a prescindere dalle intenzioni. E, come tutte le trovate pubblicitarie, questa incontra o meno il gusto di chi ne usufruisce. In questo caso NON è, semplicemente, di mio gusto.
Questo, almeno, credo di poterlo dire.

Domando scusa a te, Luca, se con le mie osservazioni sono andato al di là dello scopo di questo articolo.

Gloutchov ha detto...

Se siamo arrivati a questo punto, forse, dovremmo rivedere il significato della parola "umanità".

Possibile che per rendere visibili gli invisibili sia necessaria una applicazione per il cellulare? Che mondo!
A ogni modo, come dice Roberta, meglio che niente :/

NeverEndingStory ha detto...

Boh, sul cattivo gusto o meno di un'iniziativa come questa, se ne può discutere.
In effetti, può evocare anche immagini come quella suggerita da larsen (il clochard ubriaco) che non sono proprio il massimo, ma forse è il risultato che conta.
Ad esempio, io odio trasmissioni come Telethon, le trovo una parata di ipocrisia insopportabile, ma se portano quattrini a chi ha bisogno, ben vengano. ;)

claudia ha detto...

mi sembra un po' una presa per i fondelli...
se voglio fare beneficenza lo faccio in altro modo.
e gia' il tamagochi lo trovo di una tristezza impressionante.
se ne sentiva il bisogno ?

Ariano Geta ha detto...

Come dice Roberta, "meglio di niente". Però mi spaventa un po' questa virtualizzazione della beneficenza... è un ulteriore passo verso l'incapacità di percepire come "reali" certe situazioni di autentico disagio. La sensazione di far parte di una gigantesca fiction si allarga sempre di più...

Uapa ha detto...

Da chi ha lavorato all'organizzazione di Telethon mi sono sentita dire che solo un 20% del ricavato è davvero andato a chi ne aveva bisogno.
E non sempre "il prossimo" si aiuta mettendo le mani in tasca e cacciando qualche spicciolo.
Condivido quel che dice Gloutchov: possibile che la gente non sappia vedere quello che ha intorno, se prima non glielo sbatte davanti uno schermo?

Anonimo ha detto...

@ Uapa

....ecco perchè non faccio Tele - donazioni

al massimo do qualcosa a chi trovo per strada...

....se poi è un miliardario benestante..?? (giusto)

da qualche anno a questa parte compro solo cibo per animali e li consegno alle associazioni animali...!!!

Beppe

Uapa ha detto...

Grazie Beppe :-*

Anonimo ha detto...

@ Uapa
grazie a te per aver menzionato un fatto vero , anche se ipocritamente taciuto ai più

Beppe

Yeeshaval ha detto...

Sentite, io nel volontariato ci passo metà della mia giornata.
E ne vedo di tutti i colori.
Gente che dona 50 centesimi e pare che ha donato 5000 euro.
Gente che dona 5000 euro e pare che ha donato 50 centesimi.
Gente che parla, parla, solidarizza e se ne va senza manco far finta di guardarsi in tasca.
Gente che non ha un soldo ma si rimbocca le maniche e dona il suo tempo.
Non ci importa, ormai, cosa spinga le persone ad aiutare: il punto è che c'è bisogno d'aiuto, e personalmente me ne frego se è un'applicazione scema a farmi entrare in cassa qualche soldo.
Se quei clic su uno smartphone da 600 euro mi si tramutano in 600 euro di cibo, medicinali, vestiti, pannolini la cosa mi va benissimo.
Chiaro il concetto?

Maura ha detto...

Quoto Yeeshaval.
Sul serio, ma che vi frega?
Non credo che i bisognosi stiano troppo a sindacare da dove provenga l'aiuto.
Detto questo, sono solidale con Ariano, elgraeco e altri che si fanno domande sul rapporto virtuale e "malato" che abbiamo persino con queste cose.

Uapa ha detto...

Nulla in contrario, neppure a me importa da dove vengano i soldi, purché arrivino davvero nelle tasche giuste. Spesso non è così.

Fra ha detto...

anche per me è un po' strano questo modo di fare beneficenza... ma... ben venga se serve a qualcuno!
personalmente però non ho mai avuto (forse nemmeno mai visto)un tamagotchi.... meno male, lo avrei fatto morire dopo pochi minuti!

Simone ha detto...

Mi sembra un'ottima trovata pubblicitaria. Certo c'è tutta un'organizzazione dietro: il video, il programmino, la possibilità di scaricarlo, gli attori, il "donate" con un click.

Cioè, è un lavoro enorme che poche associazioni benefiche potrebbero permettersi, mi sembra più una campagna viral marketing di qualche multinazionale. Bo'!?

Comunque se i soldi vanno dove devono andare l'idea mi pare stia funzionando bene, per cui per me è ok.

Simone

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