venerdì 11 giugno 2010

Ma fatemi capire...

Ho appena comprato un biglietto aereo Roma-Milano e ritorno (classe economica, difficilmente incontrerò Paris Hilton seduta accanto al mio posto, ma pazienza, non posso avere tutto). Con tutte le tasse, ho speso meno di ottanta euro.

Viaggiare in treno non è mai stato un problema per il sottoscritto... anzi, credo di essere rimasto uno dei pochi che ancora coglie il romanticismo di un viaggio in treno, la bellezza di non avere particolare fretta di arrivare, godersi la permanenza in un "non luogo" dove – una tantum – è lecito non fare assolutamente niente (c'è gente che continua a lavorare anche sul treno, china sul suo portatile aperto su tristi tabelle di Excel e a coloro è sempre andata la mia sincera compassione), finire il libro che stazionava da settimane sul comodino, guardare fuori dal finestrino pensando ai fatti propri, guardarsi un film sul Mac. O magari, se si ha una botta di fortuna, fare conoscenza con qualche compagno di viaggio simpatico.

Ma, da un po' di tempo a questa parte, anche questo sembra essere diventato un lusso.
Trenitalia ha rimosso sistematicamente i "vecchi" Intercity dalle rotte più percorse sostituendoli con i FrecciaRossa e FrecciaArgento, che, sulle ali dell'Alta Velocità™, ti scaraventano a Milano Centrale in tre ore... per 89,00 euro.
A tratta.

Ora... certamente mi sfuggono parecchie cose, ma – ad occhio e croce – credo che tenere in aria novanta tonnellate d'acciaio e carne in sicurezza, bruciando quasi quindicimila litri di carburante e impegnando – tra personale a terra e personale viaggiante – dozzine tra tecnici, inservienti, piloti, assistenti di volo, controllori del traffico aereo e tutta una serie di infrastrutture aeroportuali (check-in, smistamento bagagli, logistica) alla fine della fiera costi più che lanciare un Frecciarossa a trecento chilometri orari lungo una linea ferroviaria.
E badate che degli ottanta euro che ho pagato, venti sono di tasse.
Tasse che gli aeroporti richiedono alle singole compagnie per far atterrare e decollare i propri aeromobili, e alle quali – ovviamente – Trenitalia non è soggetta, perché è proprietaria non solo di tutta la rete, ma anche delle stazioni in cui transita e si ferma.

Quindi... fatemi capire. Mica qualcuno qui sta rubando?
E sta rubando alla grande, sotto la luce del sole, forte di un monopolio che non permette di scegliere da chi servirsi per usufruire di un certo servizio?

E c'è anche un'altra cosa.
Oggi, pago ottanta euro per andare e tornare da Milano... ma, lo stesso biglietto, fatto con Alitalia, negli anni novanta, prima della liberalizzazione del trasporto aereo, quanto mi sarebbe costato?
Ve lo dico io: quattrocentomila lire, con Alitalia.
Negli anni novanta.
Fate le opportune svalutazioni/rivalutazioni della moneta... diciamo che erano un quattrocento euro di oggi?
E allora, fatemi capire: mica siamo stati rapinati – non trovo un termine più appropriato – fino al 1997?
Servivano veramente quattrocentomila lire (del 1995) a passeggero per tenere in volo lo stesso 737 che oggi decolla e atterra con ottanta euro, tasse incluse... o forse – forse – qualcuno ci ha lucrato un tantinello?
Qualcuno si ricorda cosa significava lavorare in Alitalia, in quegli anni? Erano tutte leggende, tutte balle quelle sugli "stipendi d'oro"? O c'è da dar retta a tutti quelli (e sono in tanti) che adesso mugugnano che "la pacchia è finita"?

E tu, Trenitalia, coi tuoi FrecciaRossa a 89 euro a tratta, che ne dici? Quanto potrà reggere l'essere concorrenziali con le compagnie aeree low-cost se continueranno a sventolare come unico plus la comodità di partire ed arrivare direttamente in centro città?
Sai che c'è? Che da oggi, hai perso un altro cliente.

14 commenti:

Christian ha detto...

L' Alitalia, come tutti gli enti parastatali, era una macchina mangiasoldi. Pieni di privilegi, di diritti, di raccomandati, di furbetti. E noi italiani, abbiamo pagato, pagato, per fare fare viaggi gratis ai soliti furbi. E non contenti, abbiamo pagato ancora miliardi di euro, accollandoci i debiti fatti.
In quest' ottica, si capisce bene perché tutti desideravano, e desiderano tutt' ora, lavorare nello Stato o negli enti parastatali.
Nel privato, ci facciamo un ******* a capanna... nessuno privilegio, nessuna certezza.

BlackBox ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
BlackBox ha detto...

In realtà non c'è neanche da scomodare le low-cost, basta guardare le tariffe che propongono compagnie di bandiera straniere come Lufthansa o KLM.
Il caso di Alitalia è stata una delle vergogne più grandi di questo martoriato Paese.
Oggi propone la tratta che dici tu allo stesso prezzo del treno, e questo fa capire quanto siano alla disperazione.
Cmq, delle due una: o qualcuno ruba (o perlomeno, ha rubato x anni e anni) o qualcuno regala i viaggi.
Io un'idea me la sono fatta... ;)

Claudio C ha detto...

Già da diversi anni Trenitalia sta adottando una vergognosa politica di alti costi: aumentando continuamente i prezzi, ma anche sopprimendo tutte le alternative più economiche e introducendo treni sempre più cari.
Se vai a guardare al di là dello specchietto per le allodole offerto dalla pubblicità, quello che emerge è un continuo aumento delle tariffe, diretto e indiretto.
Del resto è una specie di circolo vizioso: Trenitalia aveva puntato sulla Frecciarossa per aumentare gli introiti, ma vedendo che l'utenza non è del tutto stupida e continua a preferire alternative più economiche, quest'operazione si è tradotta in una sostanziale perdita. Quindi si continua all'infinito: i treni economici rendono poco, e li sopprimono; i treni costosi sono poco frequentati, e alzano ancora i prezzi. Di questo passo nessuno può dire dove si andrà a finire.
Sicuramente il treno, che dovrebbe essere un servizio per tutti, ormai è diventato un lusso per ricchi.
Buon volo, Cyber!

Alessandra ha detto...

Io e' da quando andavo avanti e indietro Torino-Roma per il mio ex ragazzo che odiavo le FS. La cosa non e' cambiata e non credo cambiera' in futuro. W l'aereo, veloce, sicuro, pulito e comodo. Anche se magari costa poco di piu' vale sempre la pena.

Sauro ha detto...

Ciao Luke!
Siamo già senz'altro come in America, dove viaggiare in treno è un lusso da ricchi.

E come spieghi che, con compagnie di bandiera, per andare a Ibiza, ci volevano 160 euro a testa, con una low-cost invece ne ho spesi 24?
Possibile che la differenza sta nella mancanza di prenotazione del posto, nella mancanza del pasto (plasticoso) a bordo?
Gli aerei usati sono nuovissimi (almeno nel mio caso) e la sicurezza è la stessa delle altre compagnie ... però si spende 5 volte di più ...

Kaneda ha detto...

E poi le hostess, rispetto a un baffuto capotreno, hanno tutt'altro appeal.
Diciamolo.

CyberLuke ha detto...

Diciamolo.

Taka ha detto...

per me rimane sempre più comodo il treno, proprio per il discorso che si parte e si arriva direttamente in centro città.

però i prezzi ormai hanno raggiunto il vergognoso!
e pensa che volevano/vogliono sostituire la prima/seconda classe con quattro classi differenti a seconda dei servizi offerti all'interno del treno...
così avranno la scusa per aumentare ulteriormente i prezzi! ^o^

Nicla ha detto...

Vieni a Milano?? Che bello! Quando?

izzy.fortune ha detto...

Io quest'anno avevo pensato di andare alla fiera del libro di Torino, ma per 80 euro a tratta mi conveniva farmela in macchina. Assurdo! Non mi piacciono i treni, lo avrei preso malvolentieri, l'unico motivo valido doveva essere appunto il fattore risparmio. Se preferiscono farli partire vuoti, peggio per loro...

Uapa ha detto...

Rapina?
Nnnnoooooo, ma come può un'idea di tal guisa affacciarsi nella tua mente? :-)

Yerathel ha detto...

La cosa veramente vergognosa è che a tutt'oggi, per andare da dove abito io a Milano ormai mi conviene di più usare l'auto piuttosto che il treno.
L'auto mi costa 30 € di gasolio per il viaggio (forse anche qualcosa meno) e una ventina di eruo per l'autostrada, il treno mi costa 45 euro andata e ritorno, senza contare che in auto vado e vengo quando mi pare senza vincoli di orario.
Ormai il treno non conviene più.

CyberLuke ha detto...

Appunto.
Sembra che la politica di Trenitalia sia orientata verso l'alto (almeno per quanto riguarda le tariffe, a me i servizi sembrano gli stessi... siete mai entrati nel gabinetto di un Eurostar a solo 1 ora dalla partenza?), e ne prendo atto.
Brutta cosa i monopoli. Bruttissima cosa.

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