giovedì 17 giugno 2010

Naturalmente.

Da buon ultimo, pubblico anch'io questo video che ha fatto velocemente il giro della rete.
Se non l'avete già visto, vi consiglio di ascoltarlo attentamente.
La tipa parla di attori e teatranti, ma dentro le categorie Quelli che dovrebbero lavorare aggratis e ringraziare pure, altro che ci potete tranquillamente mettere dentro i designer, progettisti grafici e creativi assortiti, il che dà alle sue (sante) parole pieno diritto di cittadinanza su questo blog.
E, ok, forse è solo l'ennesima Voce Che Grida Nel Deserto... ma non si sa mai che risvegli qualche coscienza obnubilata.

24 commenti:

Anonimo ha detto...

...nessuno fa un video su You Tube per i minatori - muratori - racogli pomodori e altri lavori spacca schiena o a rischio tumori mal pagati e senza diritti..??

...forse sono invisibili e senza cittadinanza

Beppe

Anonimo ha detto...

bis ...
per la cronaca ho un parente attore , e quindi ho cognizione di causa di quello che bisogna subire nel cosidetto mondo dell'arte
la mia voleva essere par condicio

sempre Beppe

Consuelo ha detto...

putroppo è una realtà consolidata..io faccio uno stage gratis..dopo una laurea sudata..per non parlare dei miei amici che fanno ANNI E ANNI di pratica dal commercilista, o dall'avvocato o dall'ingegnere...tutti i giorni..ricevendo in cambio frustrazione e il sogno negato dell'indipendenza economica..e non pensate che dopo questi anni di tirocinio la situazione migliori!..consiglio a chi sta per iscriversi all'università quì al sud..di non farlo, se lo fa sperando di non essere disoccupato dopo la laurea..

Simone ha detto...

Bo'. Sì, cioè, non è che devono pagarti per forza. Se non ti va puoi anche dire di no, e se tutti dicessero di no magari qualcosa cambierebbe.

Il fatto è che è così per tutti i lavori. Per farmi pagare come ingegnere dovevo sempre litigare, e c'è gente che fa stage per 200 euro al mese, perché così magari poi ti danno un lavoro e cazzate del genere. Gli "artisti" sono solo più bravi a lamentarsi e a fare le cose melodrammatiche, ma in quel posto provano sempre a mettercelo a tutti. Però se si lamenta un precario, uno pensa "che palle il solito precario". Se si lamenta un "artista" la gente pensa "ah, l'artista! Come Michelangelo e Pasolini".

Magari questo filmato farà riflettere anche altre "categorie", questo sì. Ma ci sarà sempre la gente disposta a lavorare gratis (io ho scritto gratis non so quanta roba!) e altra gente disposta ad approfittarsene, secondo me.

Simone

Maura ha detto...

Concordo in pieno con quello che dice la tipa nel video... e, agganciandomi al commento di Consuelo quassù, purtroppo questa triste realtà non si trova solo al sud, ma anche al centro e al nord... e non solo per i creativi, ma anche per altri mestieri (uno tra tutti: i praticanti avvocati), per i quali ci vogliono anni e anni di duro lavoro, non retribuito o scarsamente retribuito, prima di affermarsi e con esami di Stato, ripetuti varie volte perché troppo difficili...
Sapete qual è il guaio?
Che la laurea non offre sbocchi professionali e anche gli esami di Stato non offrono alcuna garanzia di lavorare e guadagnare in maniera dignitosa. I nostri governanti questo dovrebbero riconoscerlo e porvi rimedio approvando adeguate riforme che offrano garanzie di sbocchi professionali dopo la laurea e dopo anni di specializzazioni, che attualmente, così come concepite, non valgono niente!
Chi non capisce questo, non sa cosa significa lavorare svariati anni come praticante e percepire, al massimo, 200/300/ euro al mese, mentre si studia per superare il difficile esame di Stato!...

Conad il Rabarbaro ha detto...

Simone, come sarebbe "non è che devono pagarti per forza"?
Ma scusa, se vai dal fornaio e ti fai riempire la rosetta poi esci e gli dici "Aò, mica te devo pagà per forza"?

Angel-A ha detto...

Mio padre soleva dire: "senza soldi non si canta messa" ^____^
Io a parte gli schiavi e persone che fanno volontariato non vedo il motivo di lavorare gratis, per nessuno.
L'ho fatto anch'io a suo tempo, con il solito miraggio di avere un lavoro "vero"... miraggio che è rimasto tale, "naturalmente".

Matteo ha detto...

Io invece spingerei l'asticella un po' più in là ancora. Accettare 10 euro è un'infamia. Meglio scegliere di fare un lavoro gratis (ho detto "scegliere" non "essere obbligati") piuttosto che trovarsi ad accettare l'elemosina. Il lavoro del grafico è rovinato anche e soprattutto perché troppa gente accetta anche 10 euro...
Poi in linea di principio sono d'accordo col concetto che ogni lavoro vada pagato e ci mancherebbe pure altro! Il problema degli "artisti" è che il loro lavoro è considerato uno svago, un divertissement, una cosetta da fare a tempo perso, così come il lavoro dei grafici è solo una piccola perdita di tempo di uno che sa "smanettare col computer"...

Christian ha detto...

@Matteo: credo che la tipa alludesse ad un compenso "simbolico" che (sono d'accordo con te) e' comunque infame e non dignitoso, non ad un "vero" compenso.
E concordo con Simone, quando enuncia la semplice verita' che "se tutti dicessero no qualcosa cambierebbe".
Io, per conto mio, posso dire della mia esperienza: ogni volta che ho detto 'no', poi non me ne sono mai pentito... chi accetto' l'incarico "filantropico" al posto mio poi non ottenne null'altro se non una pacca sulla spalla e tanti saluti.

BlackBox ha detto...

x Conad il Rabarbaro (complimenti x il nick!): sai, credo che il problema – nel caso di noi grafici – sia legato all'"immatericità" del nostro lavoro: similmente a un attore, ma anche un copywriter o un art director, noi non vendiamo, come fa il fornaio, pane e prosciutto.
Vendiamo idee, voci, sensazioni, emozioni, parole.
E non c'è dubbio che queste siano tutelate molto meno, paradossalmente, di un panino col prosciutto, che se esci dalla bottega del fornaio senza averlo pagato commetti un reato.
Forse, come dice Maura, anche qui ci vorrebbero leggi adeguate, ma non è una scusa, io credo, per tutti quelli che si piegano a lavorare in cambio di nulla.
E a me di cose gratis ne chiedono, eh: siti web, volantini, bigliettini da visita, fotoritocchi... in genere quando gli chiedo l'e-mail e loro mi chiedono "per cosa?" e io dico "beh ti mando lì il preventivo, no?" questi sciacalli spariscono... ;)

Alex McNab ha detto...

condividere questo video è - in effetti - un obbligo morale.

Comunque il commento di Beppe sulla par condicio è veramente demenziale.
E un po' anche quello di Simone.
Demagogia al cubo.

flashminz ha detto...

Sì, la tipa ha ragione, ok.
Ma io stesso ho avuto la "tentazione" di lavorare gratis per un breve periodo di tempo.
Era da tantissimo tempo che mandavo curriculum ma non sono mai stato chiamato... ed ero disposto a fare lavori anche molto sotto le mie competenze (ho una laurea in sociologia) ma sono sempre stato scartato perché volevano l'esperienza e le qualifiche anche per fare le pulizie.
Pensai a questo punto mi propormi a lavorare gratis così avrei acquisito esperienza... ero veramente alla frutta, poi è accaduto il miracolo e sono stato preso in una piccola ditta che mi ha fatto un contratto di tre mesi e poi mi ha assunto, ma posso capire l'avvilimento di chi cerca e non trova assolutamente niente.
Detto questo, chi si approfitta di una situazione lavorativa disastrosa è inqualificabile e non so davvero con che faccia, che coraggio prenda a lavorare qualcuno senza retribuirlo.
Ce ne vuole di pelo sullo stomaco, eh...

Simone ha detto...

Conad: forse mi sono espresso male. Per me il panettiere il panino, se glielo chiedi gratis, non te lo dà e ha perfettamente ragione. Ma come pretendi di vendere il pane, se nel negozio accanto te lo regalano?

Il fatto è che tutti i professionisti, o i lavoratori in generale, dovrebbero rifiutare a priori compensi al di sotto di un certo minimo stabilito. Purtroppo questo non succede perché non hai alcuna garanzia, non hai nessuno che ti tutela e ognuno pensa solo ai cavoli propri.

Poi a parole sono sempre tutti precisi, onesti e integerrimi. Però io mi ricordo appena laureato la gente come ti pugnalava alle spalle appena ti voltavi, quelli che non si segnavano lo straordinario per "fare carriera", gli amici avvocati che lavoravano gratis per lo studio buono, se no c'era subito qualcuno che gli fregava il posto e cose del genere. Ma a parole erano tutti paladini della giustizia e dei lavoratori, eh!

Simone

CyberLuke ha detto...

Sì, tra il dire il fare eccetera eccetera.
Hanno trasformato questo mondo in una giungla e adesso sono tutti pronti ad accoltellarsi a vicenda non dico per un lavoro – sarebbe già brutto, ma comprensibile – ma per il miraggio di esso.
Il caso di Flashminz fa venire i brividi.
Mi guardo indietro e mi chiedo: ma come cazzo siamo arrivati a questo punto?
Signora mia.

Simone ha detto...

Flashminz era uno che faceva applicazioni per cellulari che scaricavano tutti, e che quando ha chiesto una donazione non ha sganciato una lira nessuno? Non seguo certi settori ma mi pare sia così, giusto?

Simone

Anonimo ha detto...

@ Alex mc Nab

immaginavo che sarei stato tacciato di demagogia (forse non hai letto il post a seguire)

...ma penso che non sia mai sufficente ricordarlo , provengo da famiglia poco abbiente e non Radical-Chic , poi tu prendila come vuoi , democraticamente parlando non me ne importa un fico secco
Beppe

Anonimo ha detto...

PS ....sempre meglio demenziali che dementi
Beppe

CyberLuke ha detto...

@Simone: non saprei, flashminz è il nickname dell'intervento prima del tuo.
Mi riferivo a lui. ;)

Simone ha detto...

Ah, ecco... ma tanto che sono rincoglionito già lo sapevo ^^.

Simone

Fra ha detto...

questa donna è un mito! ha ragione, e ovviamente vale anche per altre categorie...

Uapa ha detto...

Il gatto è bellissimo :-)
E comunque lei ha ragione.
Caspita, se non ci fosse chi si fa sfruttare, la gente che invece chiede un compenso giusto per il proprio lavoro, avrebbe ancora un lavoro.
Ma, mannaggia la miseria, io se non ho soldi non pretendo di "comprare" qualcosa da qualcuno, non lo compro e basta!
Sfruttarori e complici di sfruttatori >:-(

Luca B ha detto...

divertente quando dice "non accetterei mai di lavorare gratis, neanche se morissi di fame sotto ad un ponte".

certo: perché poi moriresti comunque di fame sotto un ponte, ma per giunta stanca.

in realtà se si finisce morti di fame sotto un ponte è proprio perché si lavora gratis o quasi.

Mitvisier ha detto...

Ho sempre lavorato nel settore dell'edilizia fin dai primi anni '90 (disegno tecnico, esecutivi, ecc.) e il mercimonio dei tirocinanti è sempre stato all'ordine del giorno. Essi si consolavano pensando che, prima o poi, avrebbero fatto lo stesso ma questo toccava in sorte ai più svegli, o ai figli dei professionisti (anche se più "duri" delle pigne verdi). Nel frattempo avrebbero espletato la bassa manovalanza, incluso andare a fare la spesa al capo, non ricevere una lira per il rimborso spese anche se macinavano km col motorino in giro per uffici, fotocopie e tinteggiature del bagno. Insomma, qualunque cosa purché non si trattasse di imparare per davvero. Esilaranti i certificati richiesti dall'ordine dei geometri o dal collegio degli architetti sui progressi del neofito: due righe striminzite nelle quali il neofito stesso il più delle volte autocertificava la propria capacità di adattamento (imitando la firma del capo troppo occupato a fare altro).
Quello che noto è che ora queste abitudini sono molto più estese, prive anche del più superficiale tentativo di ammantare di dignità del noviziato la schiavitù istituzionalizzata dei giovani. Noto che tutti rincorrono la quantità (un tirocinante via l'altro) e nessuno, o pochissimi, si preoccupano di formare persone in grado di svolgere bene il loro lavoro. Queste persone, una volta formate, possono essere un vero tesoro, ma oggi si ricorre a questo suicidio collettivo che prevede la formazione di una nuova generazione di persone che non hanno mai il TEMPO ne' l'OPPORTUNITA' di venire preparate e di guadagnare dalle loro capacità. Cosa che oltretutto prevede lamentazioni assurde su quanto siano scarsamente motivati i giovani. E ci credo!
Ciao. Complimenti per il bellissimo blog.

CyberLuke ha detto...

Grazie a te per il prezioso commento.
La riflessione sulla mancata formazione del personale che poi diventa preziosa risorsa è sensata quanto amara.

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