giovedì 10 giugno 2010

Orrore metropolitano.

L'altra sera mi ha chiamato la mia amica Debora. E questo è già di per sé preoccupante.
Ma mai quanto quello che mi è accaduto di lì a poco.
Debora mi dice: "Perché non ce ne andiamo a via del Corso che finalmente è arrivato un po' di caldo e hanno riaperto i locali all'aperto e c'è un sacco di gente e per di più ho appena comprato dei sandaletti nuovi che non vedo l'ora di mettere".
"Tacco tredici?", faccio io, speranzoso.
"No, con la zeppa".
Ok. Ora, lo sapete, io sono persona schiva ma nondimeno rispettosa delle esigenze altrui, soprattutto quando esse si rivestono dell'ufficialità del rito collettivo: lo struscio in via del Corso.
Ho preso due calmanti e sono uscito.
Giunto in loco subito noto con preoccupazione che il problema parcheggi – già cronicizzato a Roma e per il quale nessuna amministrazione ha mai fatto una beneamata ceppa salvo comprare un po' di vernice blu per far pagare quello che ieri era gratis – ha assunto dimensioni da calamità naturale.
Ma non mi perdo d'animo – ho lo stereo dell'auto al massimo per coprire la cacofonia di clacson là fuori – e vedo finalmente un buco, ormai ho le dimensioni della mia Aygo stampate nella testa come e meglio della data di nascita dei miei genitori e sì, lì c'entro giusto giusto.
Ma al centro del mio parcheggio, in piedi, immobile, c'è una delle figure più rappresentative dell'uscita serale in luogo affollato e chiuso al traffico quale è via del Corso a Roma: la donna/fidanzata/moglie/amica la quale tiene il parcheggio mentre l'uomo/fidanzato/marito/amico fa il giro.
La guardo. Tra l'altro, ha scarpe orrende. Mi guarda. Cazzo guardi?, pensiamo entrambi.
Comunque proseguo, parcheggio finalmente l'Aygo in verticale, ma di lì in poi è solo un incubo.
Si materializza uno squadrone di guerrieri della sosta nella loro tenuta giallo fosforescente, come i loro occhi e i loro denti... brandiscono mazze da baseball, i volti sfigurati dalla rabbia con cui fracassano i parabrezza di chi parcheggia male.
Mi puntano subito e scattano all'inseguimento.
Corro a perdifiato.
Corro finché non arrivo al bar San Carlo. Ci sono i tipici avventori, con le stesse camicette da surfer metropolitani dell'estate scorsa. Ma quest'anno i tatuaggi sui loro avambracci sono in 3D (il treddì va un casino, quest'anno) e allora tentacoli, dragoni, demoni escono come alieni dai loro corpi palestrati e si muovono verso di me bisbigliando: Andiamo a una festa. Come stai? Cosa fai quest'estate?
Sbarro gli occhi, mi volto e corro fuori.
Corro di nuovo. Ho la gola secca, sono disidratato, ho bisogno di una Coca. Anche una Pepsi va bene. Rimpiango, per la prima volta dalla scorsa estate, di non trovarmi in Giappone dove c'è un distributore automatico ogni trecento metri. Dove andare?
Mi sento il protagonista di Resident Evil, e dall'altra parte del joystick c'è un nerd impazzito. Voglio bere, ricordo che dietro via di Ripetta c'è una fontanella, uno dei vecchi nasoni di ghisa che rinfrescano Roma.
Arrivo ansimante.
Davanti a me, che beve, c'è una donna.
È ancora lei, quella che stava tenendo il posto.
Mi guarda, pupille dilatate, e mi chiede: "Ti piacciono le mie scarpe?"
"Bellissime".
"Il mio ragazzo mi ha dato la sòla. Accompagnami a fare shopping", e mentre mi dice così io vedo che dalla fontanella esce sangue.
Litri di sangue.
Una pozza disgustosa e nerastra che inizia a lambire le mie scarpe e...
Poi l'iPhone squilla.
E io mi sveglio. Sul divano di casa. Rispondo. È Debora.
Dove cazzo sei? Sono in via del Corso non si trova un cazzo di posto, fa caldo, ma tu che fai, muovit
Metto giù.
Forse la prossima volta prendo un calmante solo.
Anzi, tre.

20 commenti:

Matteo ha detto...

Ah ah divertente. In effetti è proprio come ci si sente nel girare per Roma, soprattutto in estate. Ma io qui queste cose le ho quasi dimenticate. Bellissima la citazione da Zoolander :D

Simone ha detto...

La copertina è fantastica. La storia, purtroppo, l'avevo già vissuta sulla mia pelle!

Simone

Christian ha detto...

:D :D :D
Una delle migliori che tu abbia mai scritto... e la copertina, poi... :D

Uapa ha detto...

L'ufficio dove lavoro di solito è proprio vicino a quella fontanella... Da oggi la vedrò con occhi diversi! XD

Roberta la Dolce ha detto...

Cioè, i dettagli delle scarpe, dei tatuaggi, sono strepitosi... si sente la sera appiccicosa come di sangue che sta coagulandosi sull'asfalto...
ci verrebbe fuori uno shooting strepitoso...
baci :-)

Angel-A ha detto...

Gli ausiliari della sosta da Arancia Meccanica li trovo parecchio verosimili... ^_____^
Che incubo

Marcus ha detto...

Anche a me chiedono di accompagnarle per lo shopping o a fare un giro "in centro".
Ormai ho tutta una serie di scuse pronte per finire dritto in un incubo come il tuo.

Dama Arwen ha detto...

La Donna, Il Sogno, Il Graaaaaaaaaande Incuuuuubooooooo...
Trallà là lààààà!

BlackBox ha detto...

La città in questi frangenti è un territorio nemico peggio di un quadro di Resident Evil (o di Doom, come cantava Frankie Hi Energy).
Parcheggio, parcheggiatori, pali umani, ausiliari, vigili, vitelloni da bar... ecco, le fontane che gettano sangue però mi mancavano.

elgraeco ha detto...

Hai davvero la stoffa del narratore. Spassosissimo. ;)

Barbara ha detto...

Il bello degli incubi è che, alla fine, ci si sveglia.
Ma il tuo l'avrei fatto durare un altro po': così, giusto per vedere che altro ti sarebbe accaduto.
Improvviso: la tizia avrebbe cercato di trafiggerti con i suoi tacchi a stiletto..... e tu saresti fuggito di nuovo, finendo stavolta nelle fauci di un gruppo di emo appena uscite da un localino-cripta e avrebbero cercato di trascinarti ad un funeral.-party..... come vado? :D

Alex McNab ha detto...

Sempre detto che sei uno scrittore che non vuole fare lo scrittore (e per questo ancora più degno di stima!).

sc ha detto...

caruccio questo blog :)

Fra ha detto...

Troppo bravo!!! :) Mi è piaciuta un sacco...

Ettone ha detto...

bella storia... ;) sei un grande a scrivere... ;)

Andrea Pettini ha detto...

...la copertina stile DD è strepitosa!!! Anche se non amo l'indagatore dell'incubo la tua versione autocelebrativa è se-nsa-zio-na-le!...la voglio pure io!!!
...per il resto...Via del Corso di sabato? Naaaaa....per fortuna che sono un depresso borderline...Prozac a Go-go amico mio e una bella cedreata tassoni in un bel baretto de' Viale Marconi, angolo Via Pincherle...non c'è un negoziooooo!!!

Ariano Geta ha detto...

Eccezionale! Altro che incubo, è tutto vero!

claudia ha detto...

magari se prendevi lo scooter invece dell'auto....

Anonimo ha detto...

Belli il racconto la copertina e il commento di Claudia sullo scooter. ^__^ "nel prossimo sogno" magari vai in giro per la città con qualcosa come lo scooter

Ciao Lucaaaa, Syl

Yerathel ha detto...

Una storia semplice ma interessante, quasi degna di Sclavi, anche se lui è molto più prolisso di te:D
Ci si potrebbe ricavare una storiella a fumetti :D

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