lunedì 19 luglio 2010

Fin qui, tutto bene.

Vedete queste macerie?
Mezz'ora prima (minuto più, minuto meno), là sotto c'ero io che, molto virilmente, stavo togliendo le camicie asciutte dallo stendibiancheria.
Poi, l'imprevedibile. Uno scricchiolio, un boato, e in pochi secondi tutta la veranda di casa mia viene giù... e io ho bisogno di qualche minuto per rendermi conto che, a volte, non importa quanta attenzione possiamo mettere nell'attraversare la strada o nel maneggiare due fili scoperti quando cambiamo un portalampada.
Il Caso ti osserva invisibile e sogghignante, e, se davvero vuole, ti può mutilare, storpiare od ammazzare... anche dentro casa tua, anzi, le statistiche dicono che è uno dei suoi teatri preferiti.
Osservo attonito la mezza tonnellata di calcinacci, legno spezzato e tegole in frantumi sotto la quale potevo esserci io, schiantato da dozzine di fratture scomposte e organi interni esplosi come gavettoni d'estate, ancora col Calvin Klein al polso col quale magari mi avrebbero seppellito, penso al biglietto aereo che ho comprato nel cassetto e una prenotazione alberghiera che nessuno si sarebbe preso la briga di disdire, penso al Mac ancora acceso con iTunes che prosegue a suonare la sua library (1209 brani, 8,36 gigabyte sufficienti per tre giorni e quindici ore di musica ininterrotta) e alle fotografie ancora da scaricare dalla fotocamera.
Penso alle camicie stirate e piegate da Simona nei cassetti dell'armadio Ikea, agli sms che ho inviato oggi e alle email arrivate sul mio account alle quali nessuno avrebbe potuto rispondere.
Penso agli occhiali da sole, tutti graffiati, a surriscaldarsi sul cruscotto della Aygo chiusa a chiave.
Penso a mio padre, ad Arianna, Claudia, Matteo, a mio fratello, mia sorella, ai gatti che forse non si sarebbero accorti della mia scomparsa o vi avrebbero riflettuto nel loro modo felino e silenzioso finché il mio ricordo non sarebbe stato sovrascritto da una scatola di croccantini nuova o da un uccello che vola troppo basso e non è abbastanza svelto.
Penso ai documenti da firmare, i conti da estinguere, gli effetti personali, le formalità e le multe per divieto di sosta mai pagate.
Penso a chi resta, e – stranamente – non penso a me.
Che ho meno da fare di tutti gli altri, a iniziare dai vigili del fuoco che devono tirarmi fuori dalla veranda crollata e poi la sera farsi la doccia e lavarsi via di dosso la polvere e il mio sangue (gruppo zero positivo, roba fina) e tornare comunque l'indomani al lavoro.
Non penso a me che sono qui, che ero in casa al sicuro quando ho sentito il botto e forse – dopotutto – riuscirò a godermi le mie tre settimane di vacanze pagate.
Perché schiattare a quattordici giorni dalle vacanze sarebbe stata proprio una fregatura.

38 commenti:

Matteo ha detto...

Porca zozza il racconto non si rendeva l'idea. Abbiamo buoni Angeli custodi amico mio...

Anonimo ha detto...

:O
Vero. A volte non ci rendiamo proprio conto di quanto siamo precari alla vita e ci comportiamo spesso come fossimo immortali ed invulnerabili.
Sei stato fortunato e ricordatene per il futuro (a proposito: mi presteresti un cento euri?).
Adesso non pensarci più, accendi un cero pari al tuo peso e goditi le vacanze, prima di cominciare con la causa civile al costruttore.

Lourdes; albergo categoria Divina, con camera doppia, soggiorno mezza pensione e tripla benedizione quotidiana, valuta permute con inutili vacanze esotiche già prenotate.

ciao
N.A.

Gloutchov ha detto...

Mamma mia... son contento che tu possa pensare a tutte quelle cose. Perché se fossi stato là sotto... argh! Non oso pensarci! :/

Simone ha detto...

Che sfiga, meno male che non ci stavi sotto! Ma chi l'ha montata quella veranda?! Come minimo gli farei notare che ti ha quasi fatto secco.

Poi magari non ti facevi niente, alle volte è solo questione di culo... ma molto meglio che non ti abbia preso ^^.

Simone

Hirilaelin ha detto...

Cacchio, Luke. :(
Mi dispiace per la veranda e lo spavento... ma hai avuto un gran culo, e di questo non posso che essere contenta!

P.s.: Grazie anche per il pensiero, nel mucchio. ;)

Jack ha detto...

Cacchio! ma come mai è crollata?
nel tuo racconto, però, hai omesso tutti quelli che come me ogni giorno aprono il tuo blog e che sarebbero rimasti "perennemente" al post su Pettini ;)

Christian ha detto...

Cazzzz.... che disastro... cmq, è ovvio che l'importante è che non ti sei fatto un graffio.
Forse in effetti quando torniamo a casa la sera, abbiamo tutti avuto il gran culo di cui parla Simona ma non lo sappiamo neanche. :-/

Larsen ha detto...

quanti pensieri :D
credo che il mio ultimo pensiero sara' uno solo: "io vado, mo' so' cazzi vostri" :D

Angel-A ha detto...

Waaaaahhhh ci avresti lasciati senza blog....
e come facevamo?? chi ce l'avrebbe detto?
Tu che non stai manco su facebook... fanno pensare ste cose... vabbeh... stai bene... bacio...
e cmq c'ha ragione Matteo ^_______^

Taka ha detto...

contento che sei sano e salvo ragazzo. ;)

il mio lato pignoletto rompiballe però guardando le foto si chiede come cazz l'han costruita quella tettoia, che non vedo nemmeno mezza trave a muro. era tenuta su coi chiodi?!? o_O

CyberLuke ha detto...

Esatto. Con degli stop, ad essere precisi.
I vigili stanno indagando.

Roberta De Federicis ha detto...

luca. meno male tutto bene.Io e tanti altri come me viviamo questa paura ogni giorno su questa terra ballerina.Ogni sera prima di chiudere gli occhi non sappiamo se domani ci saremo ciao Roberta.

iSDC ha detto...

Uhhh, sono molto contento che tu sia ancora qui ad allietarci con le tue esperienze di vita.
Ma uno sfascio del genere, come può accadere senza alcun preavviso?
Anche il tetto lo hai preso all'Ikea? ;)

Ettone ha detto...

Già mi immagino l'articolo: Cyberluke noto anche come Batman, muore schiacciato dalle tegole della pensilina di casa sua"... Che tristezza... Ma si può finire così!

Scherzi a parte, e se scherzo è perché è andato tutto bene, mi chiedo fin dove arriverà l'ignoranza, il menefreghismo e l'inesperienza di certi professionisti. E ti dirò che a te è andata bene perché non nevica tanto quanto dalle mie parti perché una struttura così pesante senza le travi murate sarebbe venuta giù dopo 2 minuti... Tanto vale che te la mettessero su con il biadesivo. Robe da matti...

Son contento che non si sia fatto male nessuno...

Alex McNab ha detto...

Il destino è proprio cinico.
Ho provato un'esperienza molto simile alla tua non più tardi di un mese fa e, lasciamelo dire, ho fatto i medesimi ragionamenti che hai scritto tu.
Parenti e amici a parte, chissà chi sarebbe stato il primo a chiedersi "ma come mai Alex non aggiorna più il blog da un po'?"
Oppure "ma guarda che stronzo... non mi risponde nemmeno alla email".
E sì: il destino oltre a essere cinico e baro è anche un gran maleducato...

elgraeco ha detto...

Destino beffardo o no, l'importante e che tu sia ancora qui. :)

Deb® ha detto...

Ci pensavo in questi giorni, se dovessi andarmene improvvisamente.... chi sbrigherebbe tutto quanto?....

Mai pensato di scrivere tutte le PASSWORD etc etc etc .. da qualche parte, facilmente rintracciabile da qualcuno di famiglia?

Cmq, sono contenta che tu non sia stato là sotto! :)

claudia ha detto...

mai come oggi vedendo le foto penso che il qui ed ora debba essere il motto di chiunque....solo che me dimentico subito!
il mio ego smisurato mi ha fatto pero' sorridere nel leggere che nei tuoi pensieri "post mortem" verrei dopo arianna e prima di matteo.....e prima ancora di tutta la tua vera famiglia!
sei per sempre mio fratello, e sono contenta di averti ancora tutto intero, bella testa compresa!

Andrea Giovannone ha detto...

Cacchio, un bel casino si direbbe!!!
Meno male che i panni erano asciutti mezz'ora prima ;-)

CyberLuke ha detto...

Le password le odio, principalmente perché faccio una faticaccia a ricordamele, e poi perché non proteggono niente di serio. Aveva più senso, da piccoli, nascondere il diario segreto sull'armadio, ma un blog pubblico... immagino che fornire la password a un amico dicendogli "Scusa, ti spiace, in caso di dipartita prematura, dare tu il ferale annuncio?" potrebbe essere fattibile, dopotutto. ;)

E cmq, ho passato i quindici minuti successivi al crollo a cercare uno dei gatti, l'unico che non vedevo più. Poteva essere finito schiacciato come un topo, ma fortunatamente era solo schizzato in un'altra provincia quando ha sentito il primissimo scricchiolìo.

@Roberta: ma ancora così, state? :(

@tutti: ebbene sì, sono ancora qui. :P vedo che sareste intervenuti numerosi alle mie esequie. Vi aspetto tutti numerosi, e mi raccomando il nero.
Le donne in gonna, per favore.
Grazie, siete fantastici.

Taka ha detto...

comunque Luca mi fai venire in mente quando nel lontano 11 settembre 2003 mi è crollata addosso una colonnina in pietra perchè, antica com'era, non era fissata minimamente a terra e io non potevo saperlo.
ne porto ancora orgoglionamente la cicatrice in fronte e a chi mi chiede da dove arriva dico che è stato Voldemort :D

Ariano Geta ha detto...

Beh, come prima cosa invio un encomio solenne al tuo angelo custode che ha fatto un ottimo lavoro.
E poi penso che, sì, è incredibile quanto siamo precari qui e quanto basti poco per accorciare questa precarietà comunque destinata a interrompersi.
Visto che per fortuna ci puoi addirittura scherzare sopra, consideralo un ottimo incentivo per dare ancora più valore alle tue ferie, al tuo lavoro, alla tua famiglia pensando che te li puoi godere e, purtroppo, non è così scontato che uno possa godersi le sue ferie solo perchè le ha prenotate e la sua famiglia solo perchè ce l'ha vicina. L'esistenza può interrompersi in qualunque istante, ma per fortuna stavolta era solo uno sfottò (diciamo così...)

Monik ha detto...

Beh.. che dire.. è un piacere continuare a leggerti.. per fortuna non ti sei fatto niente .. (io comunque sarei venuta alle tue esequie in Jeans e scarpe da tennis, nere ovviamente)

Fra ha detto...

Luca... mi sono venuti i brividi a guardare le foto e leggere quello che hai scritto.
Io penso spesso a queste cose... alle email senza riposta, ai clienti da cui non mi presenterei e che nessuno avvertirebbe, ai miei amici di blog e di forum che da un giorno all'altro non mi vedrebbero più... e ci penso ancora di più da quando una persona cara, mia coetanea, si trova immobile in un letto d'ospedale - ormai da diversi mesi (e non si sa se si alzerà più).
L'altra sera, poi, abbiamo sfiorato un incidente per poco e ho pensato proprio "che sfiga andarsene a due giorni dal trasloco".
Sono molto felice che tu non fossi sotto quella tettoia. :)

Dama Arwen ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Dama Arwen ha detto...

E pensare che io ero a Milano, in via Palestro - ai giardini - il 27 Luglio 1993, fino a poco prima che esplodesse... (non ricodo quanto di preciso)

La sera quando appresi la notizia alla TV son rimasta così O_O

dactylium ha detto...

Le foto sono davvero impressionanti!
All'inizio (prima di leggere il tuo post) pensavo che fossero il frutto di una tromba d'aria o di un evento simile. Mai avrei immaginato che la veranda di una casa potesse crollare da sola...

Lieto comunque che, eccetto danni materiali, non ti sia accaduto niente.

Ciao, dacty

Alessandra ha detto...

Ho pensato la tua stessa cosa alcune volte nella mia vita eho pensato che qualcuno mi teneva la mano sulla testa in quel momento o almeno io credo così. Meno male che è andata così e il tuo biglietto lo puoi usare ancora :)

erik ha detto...

eppure mi avevano garantito che lo slavo era affidabile...
"ti farà un lavoretto pulito" dicevano..
e presa in carico mano la valigetta con i verdoni mi aveva anche rassicurato personalmente: " di lui non si capirà nemmeno il sesso dopo il crollo..."
avevo l'acquolina in bocca al pensiero di tutti i gingilli "melamorsicati" che avrei dovuto "ereditare" forzatamente... mah, vatti a fidare degli stranieri, son stati i 35 euro peggio investiti della mia vita..

Larsen ha detto...

ecco perche' non ha molto senso non fumare, non bere, essere morigerati in tutto... tanto sul piu' bello ecco un 100naio di tegole pronte che ti ricordano che sei solo di passaggio.

puoi fare le piu' grosse "minchiate" che ti vengono in mente, se non e' il tuo momento, te la caverai sempre, poi la cazzatina... la solita rampa di scale, un vaso e una giornata ventosa, e che vuoi fare?
puoi arrivare ai cancelli vestito da batman e chiedere spiegazioni ad un tale detto "paolo", ma non credo si possa ottenere soddisfazione.

tanto vale adeguarsi alle "non" regole, e viverla per com'e'.

Taka ha detto...

Larsen, se arrivi ai cancelli e chiedi spiegazioni a un certo Paolo son sicuro che ti mandano via! ahahhaah ^o^

Yerathel ha detto...

Ma le fanno col cartone pressato le case a Roma? O_O

Luca l'hai scampata bella, e meno male, come farei senza le tue perle di saggezza da leggere qui sul tuo fantastico blog?

Ciau :P

Nicla ha detto...

:( Meno male che sei vivo.

Un abbraccio immenso. :-)

ps Comunque il tuo racconto mi ha ricordato quello che ho pensato io subito dopo l'incidente. Ai mille miliardi di cose e persone che lasciavo in sospeso. A tutto tranne che a me.

Uapa ha detto...

Porca miseria!
Dopo una giornata di black out, accendo il computer e mi ritrovo questo post! :-(
Mi solleva il fatto che tu sia qui a raccontarlo :-S
Un abbraccio forte, da un altro 0 positivo :-*

fotografo imperfetto ha detto...

adesso fai neri quelli dell'impresa di costruzioni !!!

che le prox vacanze te le pagano loro

un paio di anni a occhi e croce ;)

cmq guarda il lato positivo adesso vorrai godertele ancora di più le vacanze ; pensa che bello essere immerso in "considerazioni sulla brevità della vita e sulla pochezza dei beni materiali" e dover tornare subito al lavoro . :)

memento mori

Luca B ha detto...

quando ho visto la prima foto, dopo il titolo, ho pensato "chissà perché Luca vuole rifare il tetto, guarda quante tegole rotte, con quel che costano".

poi, non fraintendermi, ma quando ho letto di che si trattava mi è venuto da ridere... :-)

Anonimo ha detto...

ma tu pensa se ti succedeva di mattina e facevi tardi al lavoro, poi gli dicevi "eh, ho fatto tardi perché è crollato il tetto di casa mia"... non ci credeva nessuno! :-)))

Anonimo ha detto...

:( opporc.. Meno male che te la sei cavata con uno spavento!
Ciao Luca,
Silvia B.


che disastro ...Ma le verande le fanno star su col vinavil ?

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