mercoledì 14 luglio 2010

iPad, la recensione (parte 2)


SUL CAMPO
L'iPad è nettamente più veloce del mio iPhone.
Il caricamento di ogni schermata è pressocché istantaneo, e la reattività al multi-touch è sbalorditiva.
Tuttavia, non si tratta di un oggetto progettato per creare contenuti come un portatile – come detto in apertura. Perfino un netbook da 250 euro, con il suo modesto processore Atom, offre in più il multitasking (che – dicono – sarà parzialmente introdotto con il prossimo sistema operativo) e una grande versatilità nella gestione dei documenti. Un netbook può installare e sfruttare, pur con qualche fastidiosa attesa, applicazioni della portata di Photoshop o di Openoffice, e creare presentazioni in PowerPoint, magari passando da un monitor esterno.
Se avete bisogno soprattutto di scrivere documenti complessi, orientatevi su un netbook con Windows 7. Oltre ad essere decisamente meno costoso, ha una tastiera fisica sempre disponibile, una gestione del cursore più pratica e una più facile reperibilità di programmi potenti anche gratuiti.
È solo questione di ciò di cui avete bisogno.


La memoria flash dell'iPad va da 16 a 64 GB, parecchio lontana dal più striminzito degli hard disk di un netbook (difficile trovarne oggi con meno di 250 GB). Se dovete stipare contenuti voluminosi dovete appoggiarvi inevitabilmente a un pc tradizionale, di cui iPad è una specie di estensione.
Valutate attentamente questo dato prima dell'acquisto, perché iPad non è e non sarà espandibile in alcun modo.

VISIONE DI VIDEO E DI FILM


Quello che riporta l'iPad nel presente e magari anche qualche anno indietro, è il suo essere legato a doppio filo con iTunes.
Sostanzialmente, tutto quello che infilate nell'iPad deve passare per le "forche caudine" di iTunes e dell'AppStore... a cominciare dai video, che per essere riprodotti sull'iPad devono essere convertiti in .mp4 o .m4v, operazione lunga e non esente da possibili "rifiuti" da parte del dispositivo.
Dopo averci smanettato per qualche giorno, non posso che consigliarvi Handbrake (per Mac e PC) per l'estrazione di singoli capitoli dai DVD e iPad Video Converter di iFunia (30 dollari) se volete che tutto fili via liscio automaticamente.
Se poi vi siete abituati alla macchinosa sincronizzazione di playlist da iTunes create ad hoc per iPhone e iPod Touch, non avrete problemi con la musica... resta il fatto che, per mantenere il più possibile blindato il dispositivo, la semplicità di un drag and drop è del tutto bandita sull'iPad.

TUTTO IL RESTO



La navigazione Internet è stata resa piacevole come un gioco. La reattività del dispositivo dipende ovviamente dalla potenza del segnale 3G o WiFi di cui disponete. Io lo sto utilizzando con una microUSIM di 3 alla popolare tariffa di cinque euro al mese (meno di quanto mi costa con l'iPhone), e, fatto salvo zone sfigate, mi trovo piuttosto bene.

Postare sul blog, viceversa, non è il massimo della vita: il problema non è scrivere, quanto operare selezioni complesse di codice da tagliare e incollare al posto giusto. iPad permette il copia e incolla, ma non è certo l'operazione più agevole da compiere su questo dispositivo.
Se qualcuno ha da suggerirmi un'app che mi faciliti la vita, lo ascolto.

Chattare con Skype è come farlo sul proprio computer. Quando poi arriverà anche la videocamera frontale, altra fratture che inspiegabilmente manca in questa prima release, iPad potrebbe cambiare lo scenario intero delle nostre città e rendere definitivamente obsoleti i videotelefoni dei primi anni duemila. Vedremo.

Alla versione di Mail per iPad (praticamente uguale a quella di iPhone salvo che ci si muove molto più larghi) avrei preferito il Mail classico che gira su Mac: lo spazio c'era, e anche la potenza per gestirlo. Comunque sia, fa il suo lavoro e le notifiche sonore sono comode.

La gestione delle immagini è di una semplicità tale che qualsiasi descrizione la farebbe più complicata di quello che è. Le cartelle che sincronizzate dal vostro computer sono visualizzate dall'iPad come mucchietti di fotografie che si espandono appena le toccate: scorrerle, ruotarle, ingrandirle o impostare uno slideshow sono tutte operazioni che un bambino potrebbe compiere. E divertendocisi un mucchio.
E io ho finalmente uno strumento meraviglioso per portare il mio portfolio in giro senza sobbarcarmi cartelline da dieci chili zeppe di carta o far partire presentazioni da un portatile. È un altro mondo, davvero.

iTunes gestisce la parte musicale di iPad, incorporandone una versione mobile. Qui c'è poco da dire: tutti sanno usare iTunes, peccato che abbiano tolto Coverflow e non abbiano previsto uno dei suoi screensaver che vanno a ritmo di musica... magari per risparmiare batteria. Non so.

iPad è abbastanza coperto per la parte ludica: non sono un giocatore, ma sull'AppStore sono già in vendita centinaia di giochi che sfruttano, oltre che lo schermo multitouch, anche l'accelerometro. Immagino che per renderlo una "vera" consolle da gioco gli servirebbero dei controller tradizionali, ma, ripeto, non è davvero il mio campo.


Per quanto riguarda la lettura vera e propria, devo confessare che la mia sola esperienza di ebook reader è stata con un Kindle esposto in una libreria romana, e da ciò che ricordo il suo display era effettivamente più simile a un foglio di carta che ad uno schermo.
Ebbene, il display di iPad è inconfondibile con una pagina stampata: nel bene e nel male.
Per quello che ho potuto testare direttamente, i testi sono perfettamente leggibili e a fuoco, e grazie anche alle varie opzioni per regolare contrasto, illuminazione, colore di sfondo della pagina, dimensioni e persino tipo di font chiunque potrà costruirsi il suo ambiente di lettura ideale... non ho protratto l'esperienza di lettura per ore, ma non ho mai manifestato affaticamento visivo, anzi, il poter ingrandire a piacimento il corpo del testo mi ha permesso di fare a meno degli occhiali (per non parlare che la retroilluminazione manda in pensione abat-jour, lampade da lettura, lucine a batteria e faretti vari).
Dalla mia poca esperienza, posso dire che probabilmente un ebook con tecnologia e-ink stanca meno la vista di un pannello LED... ma indubbiamente, sull'iPad è stato fatto un gran bel lavoro e la lettura si è rivelata molto naturale e gradevole.


Dove iPad straccia i concorrenti è – prevedibilmente – nella fruizione di riviste, giornali e fumetti.
Tutti lo bisbigliano e alcuni iniziano a dirlo anche a voce alta, ma l'iPad si candida a iniziare una vera rivoluzione nell'editoria.
C'è ancora confusione sull'argomento e il mercato è tutt'altro che avviato, ma lo strumento ora c'è e chiunque abbia usato l'iPad cinque minuti ha già un'idea di come sarà l'informazione tra qualche anno. Gli esperimenti scaricabili dallo Store non mancano, anche se vanno considerati appunto solo esperimenti... ci sono i libri interattivi della Disney (come Toy Story), i magazine di moda, ricchi di immagini ad alta risoluzione e di contenuti multimediali, e i grandi quotidiani, che si sono tutti messi più o meno in gioco con il nuovo device. Si va dalla più tradizionale trasposizione del cartaceo alle soluzioni più sperimentali, come quella di Wired, che comunque deve rivedere assolutamente le sue tariffe se vuole essere concorrenziale col suo gemello da edicola.
Di certo c'è che la comodità di sfogliare il proprio quotidiano preferito senza neanche uscire di casa o accendere il PC è senza pari... e, almeno per ora, del tutto gratuitamente.


Non faccio nessuna scommessa, ma credo sia quantomeno probabile che con iPad (o device che sposeranno al sua filosofia) sarà di nuovo possibile vendere quei contenuti che in edicola arrivano tardi e impoveriti dalla difficile congiuntura. Il tutto attraverso format originali o tradizionali, riducendo (e in alcuni casi, cancellando) le barriere all'ingresso dei piccoli editori e aprendo la strada a chi saprà meglio interpretare il futuro, fondendo interazione, multimedialità, televisione, gioco e parola scritta.
Se iPad riuscirà a compiere il miracolo, si dimostrerà degno dell'aggettivo "magico" con cui viene propagandato... per ora, vale la pena stare a guardare attentamente come risponderà il mercato. E vale anche per chi proprio non ha simpatia per il marketing aggressivo e settario di Apple.
(Continua)

13 commenti:

Larsen ha detto...

non sottovalutare la potenza dell'atom... che di fatto e' decisamente piu' prestazionale dell'a4 apple... ;-)

cmq, il grosso problema dell'ipad, come dell'ipod, come dell'iphone, ma piu' per l'ipad a dire il vero, e' che si tratta semplicemente di periferiche hardware di un prodotto primario software... itunes.
il prodotto che i macLuser :D:D comprano realmente e' una "semplice" interfaccia hardware con itunes.

ipad sarebbe in realta' perfetto proprio per il mercato editoriale, ma, come hai giustamente messo in evidenza, solo come fruizione di contenuti, e non come "partecipazione" ai contenuti.

e' la filosofia apple che e' completamente sbagliata: voi venite da noi, e noi vi diamo (e vi diciamo) cio' di cui avete bisogno.
ma oggi non funziona piu' cosi', oggi chiunque (e anche tu, con questo blog) crea e produce contenuti, chiunque deve poter accedere, condividere e nel caso elaborare contenuti di altri.

insomma, per quanto ne possiate pensare, apple ormai e' molto lontana dal "think different", ma mooooolto, molto piu' vicina ad un 1984.

CyberLuke ha detto...

L'ho detto chiaramente: iPad, di per sé, è un oggetto di un altro mondo.
Ma la sua gestione attraverso iTunes lo riporta sulla terra, facendone di fatto (anche) una macchina per fare soldi (per Apple).
Detto questo, è perfettamente possibile usarlo anche senza spendere un soldo, trasferendovi i propri contenuti, visualizzarli e condividerli (seppur con delle limitazioni non tecniche ma commerciali).
E, ad ogni modo, è ancora perfettamente possibile fare tutto quello che tu dici (creare contenuti ai quali chiunque può accedere, condividere e nel caso elaborare contenuti di altri)... solo che ti serve un computer non un iPad.
Il suo indirizzo è dichiaratamente diverso, e su questo Apple non bara.
Come ho detto: non puoi comprare un frullatore e poi lamentarti che non cuocia le uova.

Gloutchov ha detto...

Oddio... che vada a sostituire i telefonini ci credo poco. La portabilità di iPad è risibile. Mettilo nel taschino? appenditelo al collo? Io non so cosa pensi tu di un telefonino ma il mio è 5cm x 3,5cm. Quando esco la sera sta nel taschino della camicia. Non potrei mai immaginarmi in giro con un ipad sempre sotto braccio.

E' però vero che i rumor sulle versioni da 7" e 6" si fanno sempre più insistenti. Può essere che si generi una vera famiglia di iPad, per ogni esigenza. Dal grafico, come te, che lo amerà per la sua praticità nel mostrare il portfolio di lavori, a quelli come me che cercano qualcosa che stia in tasca.

Guardando Caprica, invece, ho visto il cellulare che vorrei...

Lo trovi al 14° secondo di questo video

^_^

Cmq, ottima recensione. Molte delle tue considerazioni hanno confermato ciò che pensavo dell'apparecchio... che ho toccato con mano solo nei negozi.

Leonardo ha detto...

se l'iPad salverà il mercato dell'editoria non lo so, ma forse lo cambierà, dando l'impulso che serviva in un periodo storico in cui la carta è in crisi come forse mai lo è stata ma lo slancio verso l'editoria digitale sembra ancora mancare.
apple ha dato prova ripetutamente di anticipare mode e tendenze sociali, e se ha investito tanto su questa tavoletta sono portato a credere che abbai visto lungo anche stavolta.
e, anche se non sta troppo simpatica neanche a me, stavolta faccio il tifo per lei.

CyberLuke ha detto...

@Gloutchov: in realtà, parlavo di iPad come terminale Skype che permette di guardarsi in faccia parlandosi a costo zero... potrebbe diventare un nuovo fenomeno di costume, specie tra i giovanissimi.
Certo, poi lo farebbe anche l'iPhone 4G, ma a quel punto c'è solo da scegliere quanto vuoi grande il tuo dannato schermo.
Per conto mio, non ne potevo più di navigare su un display grande come un bancomat, e l'iPad mi dà tutto lo spazio che ho sempre voluto.
L'altra faccia della medaglia è che non puoi piegarlo come un foglio di carta come si vede in Caprica... ;) Ma per quello basta aspettare.

Davide ha detto...

Gli editori come le etichette musicali devono fallire.. scomparire.. vaporizzarsi.
Non hanno più alcun senso in questo mondo.
Apple si sta ponendo come canale distributivo e gli editori come le etichette hanno ruoli sempre più marginali. In futuro l’autore del libro/canzone potrà vendere il suo pezzo tramite Apple senza altri intermediari succhia soldi mafiosi.

MG_1988 ha detto...

C’e’ da chiedersi quanto guadagna in percentuale un edicolante sulla vendita di un giornale cartaceo e quanto costa la distribuzione e la stampa di migliaia di tonnellate di pagine.
Se io compro un settimanale che mi costa 3 euro in edicola, il costo copia comprende (anche) le spese tipografiche, spese di distribuzione e consegna oltre al ricarico dell’edicolante.
Ora se la vendita avviene tramite App iPad store o cose simili, si risparmiano tutte queste spese, quindi mi pare le case editrici, a pagare solo Apple, abbiano tutto da guadagnarci, e visto che, messi da parte gli idealismi, senza soldi non si canta messa, la migrazione di contenuti su iPad o simili sarà obbligata: magari lenta, ma obbligata.
Inoltre (cosa molto importante) si risparmierebbero le tonnellate di carta e di inchiostro, quindi anche le foreste amazzoniche ringraziano, i nostri polmoni ringraziano, e c’e’ meno inquinamento chimico dato dai vari residui di toner e colori usati in tipografia.

Roberta la Dolce ha detto...

Cyb ma per la gestione delle immagini devi per forza affidarti ad iPhoto?

Gaetano C ha detto...

Non lo comprerò mai... anche se in passato l'ho detto di altre cose (tipo la fotocamera digitale e l'iPod) e poi ne sono diventato semidipendente.
;-)

devo ammettere che vedermi arrivare un grafico con l'ipad allo studio potrebbe rappresentare un modo efficace di conoscere il suo lavoro. ma penso allo schermo non grandissimo, all'emozione che rende complesso anche il semplice aprire la cartella o tirare fuori dai bustoni i suoi lavori.

però potrebbero arrivare anche quelli che se la tirano. e se una campagna è brutta, lo è sia su carta che su schermo.

penso che rimarrei cmq curioso di vedere anche lavori stampati. non è indispensabile, in effetti. ma mi piacerebbe vedere anche se il tipo ha realmente pubblicato qualcosa o mi sta vendendo solo chiacchiere e iPad.

cmq recensione interessante.
aspetto la conclusione.

CyberLuke ha detto...

@Rob: certo che no.
Io iPhoto non ce l'ho manco installato.

Simone ha detto...

Sull'ipad come oggetto per fruire di contenuti sono daccordissimo. Pensavo proprio di prendere un iphone solo perché ci girano determinate applicazioni, e non per il telefono in sé.

In fin dei conti tantissimi produttori hardware fanno la stessa cosa: microsoft, nintendo, sony... fanno tutti console con software dedicati.

Quello che semplicemente mi rattrista, anche a sentire i commenti di tante persone, è che dal punto di vista creativo e comunicativo si è semplicemente passati da un filtro editoriale a un altro filtro editoriale. Xbox e credo Itunes lasciano anche un po' di spazio per produzioni indipendenti, ma le vendite e la diffusione di prodotti che non arrivano dai grossi nomi sono sempre e comunque ridotte ai minimi termini.

Poi ripeto penso che l'iphone finirò per comprarlo, proprio per i suoi contenuti, come ho un nintendo e altre console per giocare e un lettore per vedere i blue ray. Ma questa cosa che la Apple è "diversa" è tutta una campagna di marketing.

Simone

Taka ha detto...

punto di vista da da illustratore:

sul portfolio, son moderatamente sicuro che se mi presentassi ai colloqui con gli editori alla fiera del libro (ma anche a un semplice colloquio in sede)con un ipad invece che coi lavori stampati su carta, verrei guardato male, molto male.
non c'è storia, le immagini vanno sfogliate e osservate su carta temo.
almeno per ora. ;)

sull'editoria, sempre da illustratore, come ho già scritto da altre parti vedo delle grandissime potenzialità in questo aggeggio e nei suoi futuri compagni di ventura/cloni.
l'ho capito meglio dopo aver visto quel famoso filmato del libro di Alice semi-interattivo sul tubo:
http://www.youtube.com/watch?v=EPAZCH7dTik
:)

peccato non ci siano ancora strumenti di sviluppo accessibili ai comuni mortali, altrimenti porterebbero risvolti interessanti per me...

discorso a parte le case editrici: abolendo i costi di stampa e distribuzione, che in un libro sono i costi principali, può anche darsi che a noi illustratori e agli autori arrivi finalmente un compenso più degno (questo soprattutto in italia).

Gabriele77 ha detto...

iPad salverà l'editoria? Non so.
Grazie all'iTunes Store, Apple ha un potere contrattuale abbastanza elevato.
Ma, a differenza delle case discografiche che erano assillate (e lo sono tuttora) dalla pirateria online gli equilibri non sono gli stessi con le case editrici: al momento non mi risulta che ci siano molti giornali ‘pirata’ o riviste ’sottobanco’ .
Se la gente passerà alla fruizione elettronica lo farà in funzione di convenienza economica e (forse) spinta ecologista. Se i prezzi rimarranno gli stessi, probabilmente gli editori non avranno vantaggi reali a cambiare modalità distributiva, che dovrà essere doppia per un certo periodo di transizione.

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