martedì 20 luglio 2010

Steve, non tradirmi.

Caro Steve,
siamo stati bene tu e io, per tanti anni.
Mi hai regalato emozioni intense, mi hai catturato con la tua fantasia un po' perversa, mi hai conquistato con il tuo stile inimitabile e imitatissimo.
Abbiamo viaggiato assieme su voli low-cost, su carrozze di seconda classe senza riscaldamento, siamo rimasti soli su una panchina verniciata di bianco sporco ai docks di Londra, su una poltrona di finta pelle nelle sale d'aspetto, sul sedile di plastica pressofusa della metropolitana per Ostia -Stella Polare (agosto 1992).
Per me hai creato automobili con una coscienza vendicativa, scrittori rapiti da fan psicopatiche, ragazzine sperdute nel bosco, cimiteri stregati di animali, donne ammanettate al letto col marito schiattato d'infarto in una baita isolata, astronavi sepolte da millenni in grado di mutare la popolazione di un intero paesino e tanti altri meravigliosi orrori appena fuori la porta di casa mia.
Ma forse avrei dovuto aspettarmi che non sarebbe potuto durare per sempre.
Tutte le belle storie a un certo punto si guastano e finiscono, giusto? Almeno così dicono.
Quello che mi davi non mi sembrava più così meraviglioso.
Ti ho sentito raccontarmi delle cazzate stratosferiche.
Ti ho sorpreso a raccontarmi sempre la sempre storia, cambiando solo qualche dettaglio qua e là.
Ti ho visto percorrere con apparente sicurezza una strada, per poi perderti come se qualcuno ti avesse spento tutti i fari e tutti i lampioni e persino le stelle a farti da guida.
Mi è parso di sentire quel terribile suono che assomiglia al fondo di un barile che viene raschiato.
E, lo ammetto, non ce l'ho fatta più. E mi sono allontanato da te.
Continuando ad osservarti da lontano (lo so, non si fa, ma a starti vicino soffrivo troppo, e non ho mai smesso di sperare che tutto potesse tornare come una volta).
E ora, qualcuno, anzi, più di qualcuno, mi dice che sì, è proprio così.
Che sei tornato il vecchio Steve.
In gran spolvero e con una storia nuova di zecca.
E, no, tranquillo, non credo a chi dice che per The Dome ti sei ispirato al film dei Simpsons. Hai reso pubblico il tuo vecchio testo battuto a macchina di The Cannibals, mai pubblicato e rimasto in un cassetto per trent'anni e hai convinto anche i più maligni.
Con me, voglio che tu lo sappia, non ce n'era bisogno.
E prova ne è che, proprio oggi, dopo tanto tempo, ti ho comprato di nuovo.
Anzi, ho fatto di più: ti ho scelto come mio compagno per queste mie vacanze 2010. Sei grosso, ingombrante e pesante come sempre, ti avrei volentieri ficcato nell'iPad ma, ricordi dove vivo?, nel mio Paese di comprare le tue storie per la mattonella Apple non se ne parla e non se ne parlerà ancora per chissà quanto – ma va bene anche così.
Non mi tirare il pacco, Steve.
È la tua ultima chance.
Ho appena aperto la prima pagina del primo capitolo, ma l'ho richiusa subito.
Ci sarà tempo. Decollo tra due settimane.
Regalami nuovi sogni. O nuovi incubi... che, nel tuo caso, è la stessa cosa.

19 commenti:

OniceDesign ha detto...

Sono con te, Luke. Ho amato Stephen King per anni, e l'ho odiato quando è diventato una macchina da libri monotona e ripetitiva, senza quella scintilla di genio che l'ha caratterizzato per anni.
E sono tornato anche io al Re proprio per The Dome, quando uscì qualche mese fa. Non ti anticipo nulla. Ma sappi che è un ritorno più che egregio – se non al livello dei suoi capolavori, sicuramente meglio del troppo inchiostro sprecato degli ultimi tempi; e sappi che odierai il "cattivo" di turno con tutto te stesso, pagina dopo pagina. Buona lettura.

NothingElseMatters ha detto...

Io l'ho letto lo scorso inverno e mi ha davvero esaltato. E' uno di quei romanzi epici di King in stile Ombra dello Scorpione e la storia della cupola, a differenza che nel film dei Simpsons, non fa per nulla ridere.
Specie nel momento in cui "scende" tagliando in due tutto quello che trova nel suo percorso. Per non parlare del problema dell'aria...

Maura ha detto...

Di King ho letto poca roba e tutta anni fa (quindi,. forse, mi sono presa il meglio).
Cujo, Pat Sematary e La Metà Oscura fanno ancora mostra di sé nella mia libreria, ma superati da un mucchio di altre cose.
Vorrei mettere anch'io uno Stephen King nel mio paniere estivo, ma quest'anno non c'è più spazio: ho già pronti un Baricco, due Pennac, un Severgnini e ho appena iniziato le "Memorie di una geisha" di Golden... auguri per il tuo "ritorno del Re!" ;)

Dama Arwen ha detto...

Io ho letto solo un romanzo di SK, per ora... che faceva pure cagher.. (GLI OCCHI DEL DRAGO) ma son sicura che se leggessi i suoi capolavori (ho voglia di leggere IT) me ne innamorerei... :-)

Buona lettura!

Per dove parti quest'anno??

Taka ha detto...

Io di suo ho letto solo Insomnia anni fa.
solo che non ricordo se fosse bello o brutto: mi attirava ma il finale mi ricordo era strano. :-/

p.s.
se impari bene bene l'inglese potrai comprarti e leggerti tutti i libri digitali che vuoi :p

Larsen ha detto...

conta che si mormora che dal suo incidente di anni fa, non abbia piu' scritto una pagina eh.
sempre secondo voci, ha una sorta di bottega (come i pittori e gli artisti nella storia dell'arte) con un tot di "allievi" che scrivono per conto suo in una forma di "stage" (cosi' come appunto parecchi pittori permettevano ai propri allievi piu' promettenti di realizzare magari figure di secondo piano nelle proprie opere).

ovviamente sono solo voci, che se vogliamo alimentano il mito.

(francamente quando ho letto il titolo pensavo ti riferissi ad un'altro steve :D:D e mi stavo gia' preparando :D sara' per la prossima volta :D)

Anonimo ha detto...

Io ho difeso Stephen King come il migliore autore di letteratura contemporanea americana, contro il parere di tanti soloni che lo considerano un autore di romanzi "horror". IT rimane il suo capolavoro assoluto, Dolores Claiborne, Misery e Shining non sono certo da meno.
Tommyknocker e l'Acchiappasogni mi sono parsi un po' "pretestuosi", ma si perdona al maestro se non scrive SEMPRE capolavori.
Questo Dome contiene tutti gli elementi per essere un ottimo romanzo, peccato che ho immaginato il finale a pagina 3 e che (se sono riuscito ad immaginarlo io) non è all'altezza del romanzo.
Strappa le ultime 5 pagine e poi leggilo, tanto sono inutili.

Perfido

CyberLuke ha detto...

It non mi è sembrata una delle sue cose migliori... o magari sì, se si va a peso. ;)
Da evitare come la peste la riduzione televisiva.
òTaka: Insomnia ha uno spunto geniale nella sua apparente banalità: un uomo che ogni notte dorme sempre meno, e non riesce a fermare in alcun modo la sua "emorragia" di sonno. Il finale, in effetti, manco io me lo ricordo.
@Larsen: sui suoi presunti ghost writer ho sentito dire anch'io... ma, se ci sono, sono davvero in gamba, perché, nonostante i più recenti (e risibili) soggetti, lo stile è sempre quello. Nel bene e nel male.
Io, poi, ho un debole per Tommyknockers, ma anche qui so di andare controcorrente.
@Perfido: i finali probabilmente non sono il punto forte dei suoi romanzi... è tutto ciò che viene prima che è mirabile, a mio avviso.

Simone ha detto...

A me i romanzi "corali" di King non piacciono moltissimo: lunghi, prolissi, noiosi, interminabili. Alcuni sono riusciti e altri no. Per me il meglio lo dà quando la storia è "fissa" su un singolo personaggio, senza che si metta lì a raccontarti tutta la vita di tutti i personaggi secondari che stanno per essere uccisi.

Probabilmente la campana di vetro si trova in qualche racconto di Asimov o Matheson o autore analogo. Poi sarà stato ripreso dai confini della realtà, da Star Trek, dai Simpson e ora da King. E' un pretesto per chiudere dei personaggi in un microcosmo, se poi lo sviluppo è interessante o meno dipende dall'autore.

Poi secondo me non è giusto criticare King. Lui scrive e offre quello, non è che 100 romanzi possono essere 100 capolavori. Comunque è King e lo stile e le storie sono sempre sullo stesso piano. Se uno si è rotto e vorrebbe leggere altro, può limitarsi a leggere altro.

Ai ghost writer ci credo poco, ma è una possibilità. Comunque se scrivi tutto il giorno è normale che alla fine escano fuori anche migliaia di pagine ogni anno, alcune buone e altre mediocri.

Simone

Alex McNab ha detto...

The Dome è bello, molto ben scritto e avvincente.
Te lo dice uno che ha imparato a odiare l'ex Re più o meno a metà degli anni '90...

Maya ha detto...

io invece trovo che The Dome fili che è una meraviglia, è vero c'è una valanga di personaggi ma King segue la vicenda senza lasciare troppo spazio a divagazioni.
i personaggi sono - cmq - belli ma forse privi di quella scintilla di vita in più che avevano, giusto per fare un esempio di un romanzo simile, i protagonisti de L'Ombra dello Scorpione.
il finale è migliore di tante altre opere di King ma non pienamente soddisfacente, a mio giudizio...
buona lettura! ;)

Anonimo ha detto...

Luke dice:
"Io, poi, ho un debole per Tommyknockers, ma anche qui so di andare controcorrente.
@Perfido: i finali probabilmente non sono il punto forte dei suoi romanzi... è tutto ciò che viene prima che è mirabile, a mio avviso."


Allora ti piacerà, stai tranquillo.
Se lo sapevo prima ti vendevo il mio
(scontato perchè gli mancano le ultime pagine).

Perfido

Anonimo ha detto...

Luke dice:
"Io, poi, ho un debole per Tommyknockers, ma anche qui so di andare controcorrente.
@Perfido: i finali probabilmente non sono il punto forte dei suoi romanzi... è tutto ciò che viene prima che è mirabile, a mio avviso."


Allora ti piacerà, stai tranquillo.
Se lo sapevo prima ti vendevo la mia copia (scontata perchè mancano le ultime pagine).

Perfido

claudia ha detto...

non ho certo la tua conoscenza approfondita della bibliografia di essekappa, pero' un po' di libri li ho letti e alcuni li ho comprati, in tascabile, e penso che pochi altri autori mi hanno dato quel brivido al contempo di paura e di piacere nel leggere, paura ad andare avanti ma nello stesso tempo non puoi farne a meno e ti batte forte il cuore dall'emozione...

Sauro ha detto...

Ciao Luca. Intanto felice che sei ancora tra noi, nonostante la Veranda Assassina.

Io abbandonai King dopo Il gioco di Gerald che non ho mai finito. Non riuscivo ad andare avanti.

Da come ne parlano tutti,m The Dome dovrebbe meritare un ritorno alle origini, credo lo comprerò anch'io.

Andrea ha detto...

...è da ani che non compr e leggo un libro di Stephen King...l'ultica cosa buona, tra l'altro, era uscito ( secondo me of course) con lo pseudonimo di Bachman, ovvero "uscita per l'infermo"! Epica l'immagine del tipo in canottiera zozza tutto armato stile Rambo che aspetta le forze dell'ordine che vorrebbero mettere fine alla sua folle-ribellione.
Ma King è un genere. Bsta vedere quanti epigoni ha generato, Kontz e altri, e come tutti i generi ci sono alti e ci sono bassi! MAgari The dome è un ritorno agli standard del passato...
...comunque caro Luka non è King solo ad essere cambiato, ma la stessa america non ha piu tempo per tante Fanta-Storie...la realtà è piu drammatica...guarda quello che stà accadendo nel Golfo del Messico! King sarebbe stato così audace?

lauraesse ha detto...

Che orrore di libro. E te lo dice una che ha letto (quasi) tutto di king. Personaggi stereotipati (Barbie e Big Jim, rendiamocene conto) e storia scontata (tra l'altro il finale viene svelato nella quarta di copertina, nel caso remoto che non lo si intuisca prima). Il lato positivo è che fila via bene quindi se non altro ti avrà aiutato a passare il tempo.

CyberLuke ha detto...

Uh, grazie dei pareri.
Contrastanti, ma ci può stare.
"Uscita per l'inferno" l'avevo dimenticato: ma in realtà, è uno dei miei preferiti.
Che altro dire, vi farò sapere. ;)

Anonimo ha detto...

so a che a molti di voi non fregherà una mazza e che leggeranno queste righe anche con un po' di fastidio.

Ma Stephen King, non è il miglior autore di letteratura contemporanea americana, neanche se ci mettiamo tutta la buona volontà possibile.

C'è sempre da ricordare che la letteratura è una roba, i romanzi best seller col brivido, un'altra.

Non lo dico per snobberia o elitarismo, Cyberluke che mi conosce può metter una fideiussione "intenzionale" sulle mie parole.

Stephen King non ha la forza estetica, ritmica o epica di Roth, Delillo, Cormac McCarthy per fare tre nomi su tutti.

Stephen King scrive con passione, leccando la pop-culture meglio di altri, ma non trasfigura la scrittura rendendola immortale. Fa, ha fatto e probabilmente farà, sempre buoni libri di consumo. Il che d'estate va anche bene.

Ma gli orizzonti culturali nei quali si muove, sono molto ristretti rispetto a quello che l'America e la sua scelta di scrittori può offrire.


Alce

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