sabato 14 agosto 2010

Cyberluke a Cyberdog.


Nella mattinata che avevo deciso di destinare ai mercatini londinesi, sono riuscito, in un'acrobazia di autobus e linee metropolitane, a farci entrare Camden Town e Portobello Road.
Vi dò subito un consiglio con cui potrete bullarvi la prossima volta che passate per Londra: è perfettamente inutile che arriviate prima delle dieci. Negozi, bancarelle e quant'altro sollevano le saracinesche solo verso quest'ora, e voi vi ritrovereste a vagare senza molto da fare... a meno che non siate interessati allo Stables Market, uno dei mercati satellite del Camden Lock market vero e proprio, ricavato da antiche stalle riadattate a negozietti d'antiquariato e d'abbigliamento.
Ci sono cavalli di bronzo fuso dappertutto, e ogni decorazione richiama i cavalli... fino alla noia, ma i primi dieci minuti è fotogenico.
E, in mezzo tutto questi richiami equini, è impossibile non notare i due robot che sorvegliano l'ingresso di Cyberdog: due fantocci di metallo cromato simili agli androidi usati in un vecchio spot della Y10, solo che questi sono alti tre piani. Consultando l'iPad, scopro che è uno dei negozi più alternativi di Camden, clubwear, accessori techno e altra roba decisamente fuori tempo massimo per me.
Insomma, potevo non entrare a dare almeno un'occhiata?
Il proprietario deve pagare un bel po' di affitto, perché il locale è decisamente grande, e ha un piano interrato che si sviluppa per almeno tre volte la superficie di quello dell'ingresso.
Luci ultraviolette, specchi, cose in vendita che si confondono insieme. La cosa a cui Cyberdog assomiglia di più è una discoteca anni novanta, ma il volume della musica è più basso.
Una ragazza mi si avvicina, e non riesco a capire se è giaponese o che età abbia. Ha gli occhi scuri, truccati fino all'inverosimile, e i capelli neri pettinati all'indietro e tenuti da una fascia con dei LED accesi.
- HelloAichenhelpiù? - mi fa la tipa.
- Uhmmm... giàstailuchingaraund - le dico, a voce molto più alta del normale, più per stroncare sul nascere qualsiasi suo tentativo di aiutarmi là dentro, che credo sia abbastanza diverso dalla mia idea di aiuto.
Questa mi guarda meglio. - Sei italiano?
- Sì. Anche tu? - le faccio, automaticamente, dandomi del coglione un nanosecondo dopo: è evidente che non può essere italiana, sembra la sosia di Lucy Liu, ma molto più giovane.
- No, ma molti italiani vengono nel negozio. E ho degli amici, in Italia.
- Ah - le faccio, sentendomi idiota e fuori posto.
Lei resta là in piedi, e mi guarda, forse aspettandosi che aggiunga qualcosa di più intelligente. E difatti, aggiungo:
- Bel negozio.
- Grazie. Mi piace la tua maglietta.
- Astro Boy, già. Ehmmm.... l'ho comprata in Giappone.
Lei mi guarda come se volesse dirmi: ci vengo dal Giappone, tesoro, nel caso non te ne fossi accorto. - Devo sistemare un sacco di magliette. Ma tu guarda pure quanto vuoi.
E la mia guida in quel purgatorio tecnologico sparisce in una scia di LED accesi.
Resto da solo ad aggirarmi per il negozio, che in questa sezione sembra un garage illuminato male. Ci sono pannelli d'alluminio traforato con appesi felpe, magliette e pantaloni con inserti di gomma fluorescente, metallo serigrafato e display luminosi che si muovono al ritmo della musica. Non ho idea di come si possa mettere in lavatrice una t-shirt con un display elettronico cucito sopra.Al centro, il manichino molto realistico di una ragazza vestita di sole fasce metallizzate che mi ricorda la Leeloo del Quinto Elemento. Non mi stupirei se anche lei si voltasse verso di me chiedendomi I can help you?
Più avanti, c'è una sezione con un bar, con sgabelli dai cuscini rigonfi, maculati come felini ma di un rosa acceso che nessun felino al mondo è mai stato.
Il bancone è laminato con istruzioni di vecchi apparecchi radio e schemi elettrici trattati con inchiostri fluorescenti.
- What you drink? - mi chiede una cameriera in calzoncini argentati e un top rosa di lana d'angora aderente.
- Che cosa avete? - le rispondo, meccanicamente. In realtà, non ho alcuna sete.
- A quest'ora c'è l'Exciter 2.0 - dice lei. - Ti sveglia, è pieno di caffeina.
- Cosa aveva l'1.0 che non andava?
- Non piaceva a nessuno, così ci abbiamo aggiunto del caramello.
- Capisco. Dammi dell'acqua, per favore.
- La cameriera mi guarda con disprezzo e dopo un po' torna con un bicchiere di plastica verde con qualcosa che sembra acqua e c'è anche del ghiaccio fuso in strane forme, ma una vocina interiore mi sussurra: non berlo, come minimo ci ha sputato dentro, o magari ci ha messo qualcos'altro e ti risvegli in una vasca piena di ghiaccio e senza un rene.
Chiederle di portarmi una bottiglietta di Evian ancora chiusa mi sembra una scortesia imperdonabile anche per quel posto, così mi allontano e basta.

Scopro che c'è un'intera sezione dedicata al sesso. Non c'è alcuna separazione fisica dal resto del negozio, così un attimo prima sono tra pantaloni di vinile blu e cd contenenti dj session di Carl Cox e Bob Sinclair e un passo dopo mi ritrovo a contemplare modelli in plastica di piselli maschili di varie dimensioni e in colori diversi, abilmente illuminati.
C'è anche roba che non riesco a riconoscere: palle bitorzolute, camere d'aria in miniatura con lunghe basette di gomma, qualcosa che somigliava a un ciuccio per neonati e, ad aggirarsi in mezzo a tutto quanto, un commesso con i capelli rasati e una tuta fatta di carta bianca e le maniche strappate ai gomiti su braccia solcate da una specie di decorazione in stile finto-primitivo.
Prima che possa chiedermi se può aiutarmi anche lui, inizio una larga manovra evasiva che mi riporta con disinvoltura allo scalone principale.
Sto per uscire di nuovo all'aperto al modo reale e alla puzza di cipolla, quando mi volto indietro e mi dico: non posso andarmene senza aver comprato nemmeno un pezzetto di questo posto.
E così compro questo display: è a LED rossi, è completamente programmabile e viene venduto con un supporto per usarlo anche come fibbia della cintura. In realtà ho in mente un altro uso, ma ve lo dirò quando sarò riuscito a metterlo insieme.

10 commenti:

Luca B ha detto...

l'"altro uso" che hai in mente prevede che i led siano visibili?

:-)

Sonja ha detto...

anch'io ero passata davanti quel negozio, l'avevo trovato chiuso ripromettendomi di entrarci più tardi, poi ho fatto tutt'altra strada... Grazie x esserci entrato al posto mio! ;)
probabilmente io ne sarei uscita con un paio di buste più di te (sono una di quelle 'insospettabili' che dopo il tramonto si trasformano), ma mi sono rifatta in altri negoziati underground che affollano londra... ;)
ps le magliette coi display si lavano a mano, evitando di bagnare i componenti elettronici e non si asciugano sotto il sole diretto.

Anonimo ha detto...

Pensavo che Londra fosse piena di posti come questo... E invece mi sembra di capire che bisogna anderseli un po' a cercare. Mi sbaglio?

CyberLuke ha detto...

@Luca: mi sa che proprio tu dovrai darmi una mano.
@Sonja: bella dritta. Ma, come ho detto, mi sento fuori tempo massimo per una t-shirt luminosa. Questo display mi basta e avanza. ;)
@Anomimo: in effetti, sì. Ma immagino che un londinese DOC sappia bene che luoghi bazzicare. Io ci sono finito quasi per caso, perché me ne ha parlato un amico.

Ettone ha detto...

Grande Cyber, non sono mai stato in quel negozio, ma il suo sito era famosissimo perché parecchi anni fa quando ancora l'uso delle animazioni in Flash era considerato un sogno, aveva uno sito fighissimo con una navicella che si muoveva... Insomma... probabilmente il 90% dei visitatori virtuali non aveva mai capito bene cosa trattasse perché sinceramente, dopo la presentazione bella e lunga, ci si annoiava un po'... Ma lo ricordo benissimo... Ora ci butto un occhio caso mai fosse ancora così...

Ettone ha detto...

... no, purtroppo il sito non è più così...

Andrea Giovannone ha detto...

Quel display finirà in qualche parte per il tuo prossimo cosplay?

CyberLuke ha detto...

@Andrea: no, devo ancora fare la prima uscita ufficiale col nuovo Batman. ;)

Uapa ha detto...

E' lì fra i cavalli di bronzo che ho trovato il vestito da Sailor Moon *.*
Credo di essere passata da quel negozio, ma è uno dei pochi in cui non sono entrata... Mi ci sarei persa :-)
Anche dietro Piazza Navona c'è un negozio in cui, girando l'angolo, ti chiedi in dove possa spingersi la fantasia (o le fantasie) di alcune persone XD

Dama Arwen ha detto...

Ahahahahah!

Un negozio così mi farebbe impazzire!!!!

E le fibbie tamare col cursore le vendevano anche alla fiera dell'artigianato di Milano un anno fs: dovevi buttarti nll'acquisto di qosa di più originale! :P

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