mercoledì 11 agosto 2010

[RECE] The Box


Sapete cosa si fa a Cambridge la domenica sera quando ci si è già spesi in una crociera sul fiume dove si è dovuto personalmente remare (ok, ha remato solo Francesco, ma è uguale) e si è fatto un esaustivo giro per caffetterie, negozi e centri commerciali?
Quello che si fa anche in Italia: si passa da Blockbuster e si affitta un film per la sera.
Francesco, che mi ospita nella sua magione, si consulta brevemente con me, quindi usciamo dal negozio col blu-ray di The Box, ultima fatica di Richard "Donnie Darko" Kelly.
Ecco cosa abbiamo avuto.
Un brodo di sei pagine (quelle del racconto originario di Richard Matheson) allungato fino a renderlo imbevibile.
Eppure gli elementi per renderlo – se non altro – un buon film d'intrattenimento c'erano: la scatola col pulsante, la Nasa, cospirazioni governative, Langley, gli anni settanta, un moderno Faust che bussa a casa vostra per sconvolgere i vostri concetti di integrità ed etica.
Speravo (anche perché Donnie Darko non era stato affatto male) in un omaggio all'epoca di Walsh, Lovecraft e Bloch, ma ciò che ci è stato venduto è un filmetto stiracchiato, ruffiano, sensazionalista e inconcludente.
Metà delle scene girate non sono neanche funzionali alla storia, per non parlare della scena della biblioteca, pretestuosa e incollata con un sovrumano sforzo di montaggio... preludio a un finale obbligato e basato sul ricatto morale, il peggiore degli stratagemmi emotivi.
Spero l'abbiate perso al cinema, non noleggiatelo quando uscirà in Italia. Vi innervosireste e basta.

Nota a margine uno: seguirlo in lingua originale sul televisore ad iperbolica definizione di Francesco non è stato neanche faticoso... ma non ha migliorato l'imbarazzante situazione.
Nota a margine due: il racconto di Matheson ebbe un primo adattamento nel 1974 in una versione radiofonica in 15 episodi dal titolo The Chinaman Button, per poi essere rimaneggiato, finale compreso, nell’episodio La pulsantiera della versione anni ’80 della serie Ai confini della realtà.
Avevo trovato l'episodio completo, in italiano e in due parti... ma è stato rimosso dal tubo. Peccato.

14 commenti:

Matteo Poropat ha detto...

A suo tempo l'ho visto pure io in inglese e l'ho recensito praticamente come te.

Inevitabile e impossibile il confronto con il racconto o con l'adattamento per Twilight Zone.

Sulla scena della biblio (quella coi tre portali, right?) pure io mi ero interrogato, anche perché nell'intero film il rapporto causa effetto sembra venir meno e non c'è ragione ad esempio perché lui scelga una delle porte e poi le cose vadano così invece che colì.

Larsen ha detto...

ahhh ecco perche' quando vidi il trailer mi sembro' di aver gia' sentito la storia... "ai confini della realta'"... ecco dove! :D

era bellissima la serie... peccato che preferiscano ripassare i vari "scuola di polizia" invece che quei fantastici corti.

Barbara ha detto...

Io la cosa che non sono riiuscita a capire è
SPOILER
il fatto che il marito abbia scelto la porta “giusta” non abbia poi avuto nessuna influenza sul sacrificio necessario della moglie..
avesse scelto la porta sbagliata, cosa sarebbe successo?
e comunque di fondo come si fa a partire dal racconto di Matheson e tirare fuori questo delirio?
perchè di questo si tratta, un delirio che parte da un racconto lineare e “circolare” di sei pagine, buttando dentro Lynch e le teorie sulla Vita e sulla Morte & il Libero Arbitrio.

BlackBox ha detto...

Eppure a me non è del tutto dispiaciuto! :D
E’ una delle poche pellicole che riesce a ricreare quelle atmosfere di mistero e di assurdo tipiche di quel genere di film degli anni ‘70.
Resta un film per pochi che comunque andava tagliato in almeno 30 minuti. Il pubblico in sala alternava momenti di noia a risa, perchè effettivamente il film sfocia nel ridicolo. ;)
Buone vacanze!

Christian ha detto...

Manco a me è piaciuto.
Ma che mi dici di Cameron Diaz?
Io l'ho trovata un'ottima interprete.

CyberLuke ha detto...

Sì, è brava.
E anche più bella adesso che dieci anni fa.

Angel-A ha detto...

La scena delle porte d’acqua sembra più un marchio di fabbrica del regista (portali dimensionali, viaggi spazio temporali…) che un vero elemento narrativo... anche se alla fine è proprio uno dei punti di comicità involontaria del film! ^____^
ps meno male che l'ho visto scaricato... si può dire????

Vanexa ha detto...

Ho visto l'episodio di "Ai confini della realtà".
In effetti, è quella la sua dimensione: dieci minuti, un quarto d'ora al massimo, per un"idea semplice e che funziona.
Non ho visto il film, e mi riesce difficile immaginare come possano averla tirata per le lunghe per altri cento minuti, anche uno bravo come Richard Kelly (Donnie Darko non era il capolavoro che molti dicono, ma conteneva parecchie belle intuizioni) non poteva fare miracoli.
Le vie di Hollywood sono strane. ;)

Uapa ha detto...

Menomale che ci sei tu a scrivere queste recensioni, così prima di andare al cinema mi regolo meglio XD
Mannaggia, mi sembrava un film interessante :-)

Senbee ha detto...

Beh bastava chiedessi e te lo dicevo io che era deludente. Saluti e spero di reincontrarti presto!!!

CyberLuke ha detto...

Reincontrarti?...

Norys Lintas ha detto...

Anche io ho visto l'episodio de "Ai Confini della realtà" e onestamente trovo scandaloso che ne sia stato fatto un film.
L'episodio era spettacolare, questa trasposizione è solo un tentativo di trasformare in lungometraggio, una qualsiasi opera...
Oltretutto per dare un tono (di cosa?) il tizio che porta la scatola ha un buco nella bocca (a causa di un tumore presumo)onestamente non mi ricordo il racconto di Matheson, ma a me questa sembra solo una idiozia per fare paura e tensione (oltre a un metodo di rappresentazione di un "cattivo").

Anonimo ha detto...

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Maura ha detto...

Grazie, avevo una mezza idea di andarlo a vedere in una delle retrospettive stagionali di Bologna.
Impiegherò meglio la mia serata. ;)

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