venerdì 13 agosto 2010

UK chronicles, parte 1. Imparate a conoscere il nemico.


Qualcuno, ben più saggio di me, una volta disse che tutte le cose durano troppo. O troppo poco.
Al di là della filosofia da cioccolatino, devo dire che le mie vacanze inglesi sono durate il giusto, e tutto è filato abbastanza liscio, a iniziare dal tempo che, eccettuato uno sgrullone di pioggia, è stato clemente nei miei confronti. Certo, di sole vero e proprio nessuna traccia, ma qui è normale. Me ne frego del sole, poi... Se no, non sarei partito per Londra.
Ho pianificato le mie giornate giorno per giorno, se non ora per ora, spesso mentre mi radevo nel minuscolo lavandino dell'hotel, che nella fotografia sul sito non sembrava così piccolo.
E, a proposito, se qualcuno (agenzie turistiche o altri) vi propone il Wellington Hotel, non andateci.
Non che faccia schifo, beninteso... anzi, la sua ubicazione vicino alla stazione di Waterloo lo rende comodissimo da raggiungere e un ottimo punto di partenza per qualsiasi destinazione dentro e fuori Londra vogliate, ma è il concetto di vicino che potrebbe farvi saltare i nervi.
Come nei Blues Brothers, il Wellington Hotel si trova all'incrocio non di uno ma di ben due ponti ferroviari (li vedete nella foto qui sotto, all'estrema sinistra, uno metallico l'altro verniciato di rosso)... e il passaggio dei treni è praticamente continuo.

Ma, come diceva Elwood Blues: ti ci abitui subito.
Pudicamente, la direzione dell'hotel fa trovare due confezioni di tappi per le orecchie sul comodino.
Se non altro, ho avuto diritto ad una matrimoniale allo stesso prezzo di una singola, ma questo non vuol dire che potevo andare in giro in bicicletta per la mia stanza. C'era lo spazio che serviva, ma poco più.
E già che mi ci trovo: mi ero del tutto dimenticato che i fottuti rubinetti inglesi non prevedono miscelatore.
Negli alberghi come nelle case ci sono due rubinetti, uno per l’acqua calda e uno per l’acqua fredda. Ma mi è andata ancora bene. In uno dei miei precedenti viaggi in Uk, finii in un alberguccio di infima categoria con un rubinetto, unico, fornito di due buchi: da uno usciva acqua gelida, dall’altra bollente. Lavarsi la faccia voleva dire raccogliere un po’ d’acqua fredda fra le mani unite a coppa, passare velocemente a raccogliere un po’ d’acqua calda, e rovesciarsi addosso quello che era ancora fra le mani, con alterni risultati.
Al ricordo, oggi mi sembra di stare all'Hilton.
E, ah, sì, le prese della corrente: non sto neanche a dirvi che sono diverse, enormi e a tre buchi. La genialata è che hanno l’interruttore.
Non basta comprare un adattatore per i vari iPod, iPad, iPhone e iCosi assortiti, collegare le spine all’adattatore, inserire il tutto nella presa e aspettare che sul display compaia la rassicurante icona di batteria in carica, no. Invece di sbatacchiare l'iPod contro la parete pensando ‘porca puttana si è rotto proprio ora che mi serve e io come cazzo faccio a sentirmi i Prodigy in giro per Regent street?’, ricordatevi di accendere l’interruttore: solo allora la corrente fluirà attraverso la presa.
Da brava scimmia mediamente intelligente, ho lasciato attaccati tutti gli interruttori della mia stanza, anche se non sapevo se al mio ritorno avrei trovato gli alimentatori fusi in una poltiglia di plastica bianca.
Tutte le fotografie, eccettuata quella del Wellington Hotel, sono state scattate con la mia Panasonic, che, anche quest'anno, se l'è cavata bene, per quello che dovevo farci.

18 commenti:

Simone ha detto...

Bella l'Inghilerra, e con 3-4 foto hai catturato il sapore di certe strade. A qualcuno potrebbe sembrare assurdo, ma mi ricorda una Germania più sobria e forse anche un po' più triste.

Simone

elgraeco ha detto...

Dylan Dog, eh? :)
Be', Londra ti sta bene, ti di addice, come la camicia rossa.

;)

Larsen ha detto...

maledette prese inglesi... ho la casa piena di adattatori, perche' puntualmente, quando capita di andarci, ti ricordi di tutto meno che dei dannati adattatori :D

mai capito poi perche' qui costino un botto, e anche la costino un botto... ci dev'essere un cartello dei prezzi degli adattatori :D

Andrea Pettini ha detto...

...intanto ben tornato! Poi..ma la smetti di metterti in "posa-da-piacione-romano"? Dove hai lasciato 'ncalippo e 'na bira? Devo essere onesto è tantissimo che manco da Londra ( e pensare che per un pò c'ho anche abitato!), ma la questione delle prese era la stessa di 20 anni fà! Ma non è forse famosa la "perfida albione" per essere un paese di Nazi-Conservatori?
PS NON mi piacciono i Prodigy [me fanno schifo!] e penso che siano molto più british gli Style Council, The Jam, The Redskins, Everything but the girl...insomm ail Red Wedge Sound!!!

CyberLuke ha detto...

Il guaio è che di bira non ne bevo, quindi confondermi con la massa di indigeni vocianti dentro e fuori dei pub è stata dura. ;)
Calippi non se ne trovano, invece.
Interessante la teoria degli inglesi nazi-conservatori... in effetti, sembrano essere parecchio attaccati alle loro "stranezze", come ogni popolo del resto.
ps nel tuo iPod ti ho caricato due o tre ghost track dei Prodigy, ben nascoste in fondo un pezzo di Bob Dylan e dei Nietzer Ebb. Quanto te ne accorgerai, sarà tardi.

Simone, grazie per il commento alle foto. Devo dire che non sembra mai cambiata. Come una signora che invecchia con stile.

elgareco: non ci vivrei, a Londra. Interessante, eh. Ma cazzo, se è sporca.

BlackBox ha detto...

Adoro Londra, e il senso di libertà che mi trasmette.
Non mi sembra neanche una città, ma una versione miniaturizzata del mondo!... e per una che vuole diventare cittadina del mondo penso sia il massimo... ;)
Bello il look alla Dylan Dog! :D

Ariano Geta ha detto...

Immutabile Londra... E sono passati un bel po' d'anni dalla mia ultima visita.

Alessandra ha detto...

Noi in cucina non so se te ne sei accorto abbiamo quel "miscelatore" del cazzo di cui parli metà calda metà fredda e non è l'unica cosa che non mi piace. I sanitari funzionano male un pò dappertutto, spesso devi scaricare il gabinetto 2 volte e non te lo fa fare consecutivamente. Nei posti pubblici se apri l'acqua calda al 90% ti uscirà calda come lava e se guardi bene c'è sempre scritto di fare attenzione, ma a che pro? Chi si lava le mani ustionandosi? Inoltre spesso i lavandini sono fatti per i puffi dato che la bocca dei rubinetti è troppo vicina al lavandino stesso e non ti permette di infilarci quasi le mani sotto. Guarda Luca ci sarebbe un post ad fare solo e solo su queste cose. :/ Ha ragione la mia amica spagnola quando ogni tanto dice che sembra di stare nel terzo mondo in quanto ad innovazione.

Nicla ha detto...

Io il miscelatore non ce l'ho nemmeno a casa.
Cioè in cucina si. In bagno no.

-_-

Ormai ci ho fatto l'abitudine.

laFra ha detto...

camicia rossa, giacca nera, jeans...avevi le clarks? ^.^

Alex McNab ha detto...

Gran città, gran resoconto, bellissime foto.
Noto grande soddisfazione nelle tue parole e non posso esserne che contento.

PS: le prese inglesi sono però troppo snob! Comprarsi dei costosi adattatori solo perché questi vogliono fare i diversi è un po' indisponente, anzicheno :)

CyberLuke ha detto...

@Alessandra: sì, ma voi avete persino il bidet.
Mica roba da poco, eh.
@laFra: se hai sbirciato nella mia valigia, qualche post fa, scoprirai che ho portato solo delle sneakers di Prada nere. Avevo delle Clark, una volta, ma andavo ancora al liceo e indossavo anche uno di quei ridicoli piumini imbottiti dai colori pastello.

Maura ha detto...

Noooo.... Io l'albergo vicino la ferrovia proprio no... Potrei diventarci pazza, non ci sono tappi che tengano... Volevano affibbiarcene uno a Berlino, ma ci siamo rifiutate... Capendo subito perché l'ufficio del turismo ne aveva trovato uno così centrale e a poco prezzo in alta stagione... Poi posso passare sopra tante altre cose - il poco spazio, la pessima vista dalla finestra, zero ascensore, zero colazione inclusa... ma l'albergo dev'essere un posto dove devi riposare...
Trovo belle anch'io le foto, ma dove sta quella specie di siluro di vetro?

Roberta la Dolce ha detto...

Ciao e bentornato!!! :-)
Vado a leggermi gli altri tuoi resoconti londinesi... Nel frattempo, complimenti per l'ultima foto, quelle con le due commesse sedute sul gradino... Io avrei stretto più su di loro, col rosso delle camicette uguale a quello del negozio... Ma bella lo stesso! ;-)

Uapa ha detto...

Che bello, tutti posti dove ho camminato anche io ^^
Ho risolto il problema della presa di corrente con un adattatore e in casa di Steve c'è una presa anomala con solo due buchi, su cui il caricabatterie del mio telefono si adatta magicamente alla perfezione! :-)
Purtroppo il dramma del rubinetto doppio si ripete ogni giorno quando vado lì... Tanto che sto seriamente pensando di lavarmi viso e denti nella doccia ç_ç
Se mai mi trasferirò, la prima cosa che farò sarà improvvisarmi idraulica e montare un raccordo fra i due rubinetti!!!

Uapa ha detto...

PS: Io però ho trovato i calippi e ho visitato tutti posti non sporchi :-)
Sono stata fortunata? :-$

Dama Arwen ha detto...

Ahahaha!

Anche io quando andai a Londra x un mese, 12 anni fa, in family, dovevo fare lo stesso giochetto con i rubinetti dell'acqua...

Anonimo ha detto...

e bellissima londra e la citta ke mi ha sconvolto la vita...io ho fatto 2 giorni soli in compagnia di mia moglie ma e meglio dell'italia di gran lunga...spero di ritornare e magari stare a viverci

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