martedì 24 agosto 2010

Uk chronicles, parte 3.

I pub. Istruzioni per l'uso.
In generale, quello che sapete sui pub è tutto vero.
La gente (qualsiasi tipo di gente) li frequenta a qualunque ora del giorno, ma fra le cinque e le sette del pomeriggio, alla chiusura di uffici e negozi, diventano affollati come un autobus nell'ora di punta... e nessuno rinuncia alla sua pinta (o più) di birra da solo o in compagnia.
Noi abbiamo l'aperitivo fighetto, loro hanno il pub. Ad ognuno il suo.
E, comunque, tenete a mente due cose:

1) ammesso che riusciate a conquistare un tavolo libero, nessuno verrà mai a chiedervi cosa cazzo volete e perché siate entrati nel loro locale. Mai e poi mai.
A Brighton sono entrato in un un pub, ho posato la mia roba sulla sedia accanto a me e ho preso uno dei menù plastificati che erano sul tavolo. Mi sono fatto un'idea di quello che volevo, poi ho acceso l'iPad e mi sono messo a cincischiare, in attesa che qualcGuno venisse a prendere la mia ordinazione.
Quando ho rialzato gli occhi dallo schermo, ho notato una coppia di ragazzi seduti al tavolo accanto e che prima non c'erano. E stavamo mangiando a quattro ganasce da un piatto pieno di carne e insalata. Eccheccazzo, c'ero prima io, mi pare.
Poi è entrata altra gente, e si è diretta direttamente al bancone. L'ho vista parlottare col barista e andare a sedersi al tavolo, e ho capito.
Ai pub le ordinazioni te le devi andare a fare da solo al banco. Non capisco bene il perché, visto che comunque il cameriere un viaggio al tuo tavolo per portarti la roba deve sobbarcarselo, ma è così e se fate come me farete solo la figura del turista cazzone.

2) Pensando di aver capito tutto di come vanno le cose in un autentico pub inglese, completo la mia ordinazione, riesco addirittura a interpretare il niting'ls? che la cameriera mi fa intendendo anything else? e faccio per tornare al mio tavolo, quando questa mi richiama all'ordine: e ora che c'è?
Semplice: nessuno vi porterà un cazzo di niente se prima non fate vedere il colore dei vostri soldi.
Come da noi in tintoria, il pagamento è anticipato.
Anche qui, non statevi a fare troppe domande: si usa così, e se non vi va bene potete andare da un'altra parte.

Nella foto in alto, mi vedete con Antonio, che ha investito parecchio del suo tempo libero per stare col sottoscritto. Antonio divide un appartamento con Benedetta nella zona est di Londra e, anche se potrà sembrarvi una frase da volantino, la sua ospitalità aveva tutto il calore della sua Sicilia... dalla quale ha dovuto affrancarsi per mancanza di reali opportunità di lavoro, una canzoncina che comincia a diventare un triste leit-motiv ma che sembra non sfiorare i nostri poco lungimiranti governanti.

British girl.
Le ragazze inglesi non sono bellissime, lo devo dire.
Alcune sono davvero improponibili e molte hanno un mento sul quale ci si potrebbe apparecchiare per la colazione. Hanno gli occhi ravvicinati e sempre strizzati come se si sforzassero di leggere qualcosa scritto molto piccolo.
Altre, sono delle semidee ma hanno tutte urgente bisogno di consigli su come vestirsi.
Molte di loro sembrano gridare "Ho un tacco dodici e non ho paura di usarlo", ma da qui a saperli usare un po' ce ne corre... però vivaddio, un popolo che si rifiuta di ciabattare in infradito dalle otto del mattino fino a sera.Ma qui gli iPhone li regalano? Sì.
Noi siamo un popolo ossessionato dai cellulari.
E uno su cinque, da noi, ha l'iPhone. Magari ha rinunciato ad andare in vacanza per comprarne uno, e poi lo usa solo per telefonare (per carità, fa benissimo, ma per fare quello basta un Nokietto da 60 euri) e, naturalmente, per bullarcisi con amici e colleghi..
In Inghilterra, da quello che ho potuto notare, un telefono su due è un iPhone.
Ed è una stima per difetto.
E chi non sta leggendo qualcosa (un tascabile spiegazzato, una copia del Sun, un fascicolo di fotocopie rilegato, a Londra l'abitudine di interpretare quei piccoli segni stampati non è andata ancora persa come da noi), sta consultando lo schermo del suo iPhone, sta leggendo la sua posta elettronica, sta cercando l'orario di uno spettacolo, sta navigando, sta giocando, sta ascoltando musica o guardando un video su YouTube.
Chiedo a Francesco: ma qui li regalano, 'sti cazzo di Phone?
“Sì – mi fa lui – è compreso nel costo dell'abbonamento. Le prepagate qui non vanno molto forte”.
Una volta di più, mi dico che costoro hanno afferrato qualcosa che a noi continua a sfuggire.

13 commenti:

Christian ha detto...

Ahahahah coi pub ci restai fregato anch'io, me ne stavo là ad aspettare in attesa di un cameriere che sembrava filarsi tutti tranne che me, mi ero convinto che si fosse accorto che ero un turista e mi evitava deliberatamente... :D
Poi una volta capito l'andazzo, mi precipitavo al bancone appena entravo, soldi in bocca ovviamente!

BlackBox ha detto...

Sulle ragazze inglesi, parlando da femminuccia, devo darti parzialmente ragione... ^o^ di sicuro c'è che passano molto più tempo di noi davanti lo specchio a truccarsi e ad acconciarsi i capelli, e questo lo fanno anche la mattina prima di uscire per andare al lavoro o a scuola e non solo la sera per andare in qualche posto come facciamo noi italiane.
Per questo a noi fa un po' effetto vederle acchittate come passeggiatrici alle nove di mattina sul metrò o per strada.
La faccenda dei tacchi è particolarmente vera dopo il tramonto, anche se da una certa ora in poi le inglesi non si fanno scrupolo di "scalzarsi" e continuare la serata con le scarpe in mano... un'altra partica praticamente sconosciuta da noi!

Maya ha detto...

Facendo un giro per shopping a Londra capita di vedere:
• Il vestito che ti fa la pancia anche se non ce l'hai (persino piatto sulla stampella dava l'idea di essere tondo, figuriamoci!)
• Il vestito che fa sembrare incinto il manichino di taglia 34.
• I vestito che copre la pancia con un gioco di pieghe, ma poi la evidenzia con le tasche.

La domanda sorge spontanea: in Inghilterra le donne ci tengono così tanto a sembrare più grasse?

Roberta la Dolce ha detto...

Il tuo post mi ha fatto tornare in mente il pub "The Dark horse" che avevo preso l'abitudine di frequentare nel mio breve soggiorno inglese di qualche anno fa.
Ancor oggi, specie nei giorni bigi e freddi, mi viene la voglia di essere là, con una tazza di tè in mano, la natura ed il maltempo fuori.
Era uno dei posti più accoglienti che io abbia mai visto. Ne ho un ricordo caloroso. :-)
A Roma ogni tanto vado al Trinity College, ma assolutamente non c'è quell'atmosfera... come dici tu, da noi è tutto più "fighetto", e lo spirito stesso del pub, secondo me. è come "tradito".

Noemi2010 ha detto...

Anch'io ho un Iphone, e come tanti, l'ho avuto a davvero poco incluso in un contratto di 24 mesi, che comprende chiamate, traffico dati, sms etc...
Qui in UK c'è un modo abbastanza diverso di intendere la cosa, nonchè di usare il cellulare, che non è visto come uno status symbol ma come un oggetto che fa estremamente comodo per trovarsi, navigare, leggere la posta etc etc... ad esempio, io (ma come tanti altri) ho sull'Iphone un'applicazione che sostituisce la mappa della metro, e usarla è diventato un gesto quotidiano, un'abitudine.
Nessuno lo ostenta, ma lo usa. ;)

Sull'aspetto delle inglesi forse sei un po' cattivo... ci sono tantissime belle ragazze, spesso mortificate (e qui ti dò pienamente ragione) da un trucco eccessivo o anche solo "sbagliato", per non dire dell'abbigliamento... ma io sono italiana e ho un gusto diverso, fatto sta che in ufficio tutte stanno attente a quello che mi metto, quasi fossi una stilosissima (cosa che non sono).

I pub ci andavo all'inizio, ora ho smesso, troppo casino, troppa birra, stai sempre in piedi e io, dopo una giornata coi tacchi, non me la sento davvero.

Simone ha detto...

Pure a Roma se vai in un pub inglese devi ordinare al bancone. In zona monti ce ne sta uno dove credo che i gestori siano proprio inglesi, con tanto di clienti anglofoni... una volta ti ci porto.

Oggi dovrei farmi l'iphone, contento? Anche qui lo regalano... sarebbe da vedere a che prezzo te lo regalano lì per fare un confronto ^^.

Simone

Gabriele77 ha detto...

Una delle immagini più nitide che porto dell'Inghilterra è proprio quella delle ragazze inglesi che a tarda notte camminano scalze con le scarpe in mano...! :))):
(ah, e con l'immancabile lattina da 1/2 di Strongbow :-P )

elgraeco ha detto...

Belle foto, come sempre.
E poi mi sto affezionando a questi tuoi resoconti di viaggio che, no, non sono affatto "da volantino".

;)

CuriosityKillTheCat ha detto...

Ricordo bene le mie prime settimane a Londra.
E mi stupivano e colpivano un po' le stesse cose di cui parli nei tuoi post.
Una sera finii di lavorare tardissimo, e tornando a casa ne incontrai di ogni.
I primi, un gruppo di ragazzi. Uno di loro era piegato per terra intento a riversare sull’asfalto il risultato di una serata allegra….gli altri gli stavano vicino, lo abbracciavano ma scherzavano pure, della serie: “Vai così, bravo! Sei un mito”!.

Io li guardai, allibita... Uno di loro se ne accorse e mi fece “Good evening girl!”. Io gli rispoosi con un gesto della manina e scappai via….

Prima di arrivare alla mia stazione del Tube vidi due ragazze in mezzo a Liverpool Street….in mezzo alla strada ad agitare le braccia….non volevano un taxi…solo salutare gli automobilisti impegnati a non metterle sotto…..
E lì realizzai: forse non mi piacerà mai, ma posso abituarmici!

CyberLuke ha detto...

@Curiosity: immagino che anch'io potrei abituarmici: una volta capito l'andazzo nei pub, una volta rinunciato al cappuccino decente e alla pasta alla carbonara, una volta preso atto che avrò 40 giorni di sole l'anno, una volta assuefatto all'idea che avere una ragazza ubriaca come una pigna dopo le 23 non è cosa che genera imbarazzi e una volta – e questa sarà dura – che riuscirò a capire cosa biascicano gli inservienti della metro quando il mio biglietto non funziona, potrò dire di essermi abituato all'Inghilterra.
E chissà, magari potrò iniziare a provare un pizzico di nostalgia per l'Italia.

Alex McNab ha detto...

Ecco perché c'erano in giro così tanti IPhone! E dire che è una cosa che avevo notato già in altri paesi europei...
Comunque, da quel che ho capito quest'estate, in Turchia una compagnia telefonica adotta la stessa strategia coi Blackberry (ossia li regala, in cambio di un abbonamento).
Da noi esiste solo il concetto di "locazione" del cellulare che, a conti fatti, viene a costare più che a comprarlo...

Norys Lintas ha detto...

Be' dai poteva capitarti di peggio :P
Comunque a costo di sembrare rompiscatole, personalmente io avrei fatto l'ordinazione al primo "omino" che mi si fosse parato davanti.

Ariano Geta ha detto...

Parlando della mia esperienza personale (e parlo di tre soggiorni, sia pure qualche annetto fa) devo dire che temo sia impossibile abituarsi all'Inghilterra. Peccato, perchè ci è superiore sotto molti punti di vista (e non è certo un caso se a livello internazionale loro continuano a giocare il ruolo del paese leader mentre noi sembriamo solo un villaggio vacanze).

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