venerdì 27 agosto 2010

Uk chronicles, parte 5 (e ultima).

The tube.
Assieme quella di New York, la metropolitana di Londra, il tube, è la più efficiente che abbia mai visto.
È un capolavoro urbanistico, una creatura che costituisce lo scheletro e il sistema nervoso della metropoli.
È molto più antica delle nostre, ma funziona meglio, è più sicura e anche più pulita.
Per orientarsi nel labirinto di linee, stazioni, corridoi e camminamenti sotterranei basta leggere. Le indicazioni sono un capolavoro di infografica, sono comprensibili da chiunque sia più intelligente di una scimmia e sono belle da vedere. In ogni stazione sono disponibili cartine tascabili del tube, il Journey Planner.
Per spostarvi, vi consiglio la Oyster Card, una via di mezzo tra un abbonamento e una scheda prepagata: la acquistate agli sportelli automatici, la caricate di quanto volete e il credito viene scalato in base agli spostamenti e alle distanze percorse. Vale su tutta la rete (compresi i bus e Docklands Light Railway per andare a Greenwich, ammesso che abbiate un buon motivo per andare là). Si ricarica in qualsiasi stazione, e le sterline che avanzi te le ridanno assieme alla cauzione.
Tempo dell’operazione per averla, caricarla e ridarla, minuti cinque.
Non devi compilare niente.
Da noi, per fare un qualsiasi cazzo di abbonamento all’Atac devi fornire l’ultimo esame del sangue e sposarti un controllore.
Per contro: il tube chiude a mezzanotte, ed è, paragonata ai nostri mezzi pubblici, molto più cara. Ma sono soldi spesi bene, anche perché l'alternativa sono i taxi, ancora più costosi.
A proposito, se volete prenderne uno, assicuratevi che abbia il segno for hire acceso e fate un cenno con la mano. Ai cabbies, i conducenti dei taxi, potete chiedere anche informazioni e consigli... ma non conosco nessuno che riesce a capire cosa cazzo dicano, perché parlano con un indecifrabile accento cockney.
Ma, dicevo del tube.
Dal punto di vista del marketing, la cosa sbalorditiva è come gli inglesi siano riusciti a fare del logo del tube un vero e proprio brand: potete trovarlo (e comprarlo) su magliette, tazze, spille, borse, cappellini e molto, molto di più.
Provate a farlo qui con il logo Metrebus o con quello dell'ATN.
In quasi ogni stazione c'è un suonatore autorizzato, con tanto di cartello della tube che dice: i suonatori non sono pagati da noi, dovete pensarci voi, grazie.
Da noi sarebbero piantonati da solerti funzionari SIAE, con i borderò da compilare per dare comunque i soldi al re del liscio della Romagna anche se suoni i Simple Minds.
Sono stato ad ascoltare cinque interi minuti una ragazza che sembrava una Laurie Anderson giovane, con una chitarra appesa al collo cantare una canzone che normalmente non avrei mai comprato.
Gli ho lasciato due pound prima di andarmene, e subito dopo mi sono sentito un barbone.

Cambridge.
Fatte le dovute proporzioni, Cambridge è una sorta di Firenze dell'Inghilterra, e non ha niente a che spartire con Londra almeno quanto Firenze non ne ha con Milano.
La gente sembra andare molto meno di fretta, le case sono più piccole e più basse, le strade grandi e pulite e ci sono un sacco di biciclette.
E, naturalmente, ci vivono Francesco e Alessandra (segnalai il loro blog sulla loro vita in Inghilterra QUI)... da appena un paio d'anni, ma sembrano già perfettamente integrati. Alessandra, poi, ha sempre avuto l'aspetto di una (bella) ragazza inglese, e secondo me qui si mimetizza alla perfezione.
Francesco progetta videogames per Ninja Theory, che ha una sede a pochi isolati da casa loro, e Alessandra impagina magazine e free press non troppo lontano.
Non hanno altri mezzi di spostamento privati che non le rispettive biciclette, ma qui è tutto quello che serve. Il centro è a pochi minuti di cammino, e a Francesco devo un'indimenticabile crociera sul Cam, su un guscio di noce dove ha fatto da timoniere, capitano (Ano), mozzo (Zozzo) e forza propulsiva.
A loro devo alcuni dei giorni più belli della mia vacanza inglese, e di questo non posso che essergli sfacciatamente grato.

17 commenti:

Taka ha detto...

uh? vuoi dire che Satchmo è passato da animatore a game designer? e non ci dice gnente?°.°

però Cambridge sembra bucolicamente carina :D

Giancarlo ha detto...

Hai fatto bene, secondo me, a non fermarti alla tentacolare Londra e spingerti alla più bucolica Cambridge: sono i confronti che tirano fuori pregi e difetti dei luoghi (ma pure delle cose, delle persone, eccetera).
Cambridge non l'ho mai vista, ma le tue poche foto già me la fanno immaginare in un certo modo e soprattutto mi portano in un'Inghilterra che non è solo il tube e cabine telefoniche rosse e punkettoni che non vogliono mollare.
Grazie per l'ispirazione, magari la prossima volta. ;)

Yeeshaval ha detto...

La Tube è un mondo, un universo parallelo, un mood, un trip, una gran figata.
Un non-luogo per eccellenza che si è fatto luogo, e senza un piano preordinato di marketing che ha stabilito che doveva andare così.
Sai che una volta sono andata a una festa e c'era un ragazzo vestito da inserviente del Tube?
Ma preciso, giubbottino arancione, berretto rigido blu, camicia azzurra, distintivi e tutto.
Che altri segni servono per dire che fa parte del nostro imamaginario e della nostra cultura (vabbeh, diciamo loro, va)?

ps Cambridge non l'ho mai cagata, ma sembra carina. Carini anche i tuoi amici.

Chicca88 ha detto...

Come ultima?...
...non mi dire che i tuoi reportage inglesi sono finiti?...
noooooooooo :D

Larsen ha detto...

mi ricordero' sempre la depressione che ti coglie quando, tornando in italia, passi dalla tube alla metro di parigi...
dire che e' lurida e' farle un complimento, dire che per un turista e' facile da usare, una battutona umoristica.

non mi piacciono le grandi citta', ma londra sicuramente e' un'ottimo esempio di organizzazione, e gestione di una metropoli.
coi suoi problemi, ma e' ovvio, considerando che da sola e' grande come una provincia italiana...

Roberta la Dolce ha detto...

La terza foto dall'alto è un capolavoro.... :-)))

CyberLuke ha detto...

Manca una puntata sull'aeroporto.
E forse una, ultimissima, sul mio rientro.
Mica posso ammorbarvi fino a Natale con l'Inghilterra.

@Roberta: grazie. Come spesso accade (almeno a me), è stata più che altro questione di culo.

NothingElseMatters ha detto...

Che il logo di una metropolitana sia diventato un brand modaiolo in effetti è un caso più unico che raro.
Magari un po' turistico, ma funziona, piu' o meno come qui a Roma ci sono le magliette con la Lupa (va be', una maglietta con la Lupa capitolina io non me la metterei e una con il logo del Tube si', ma dipendera' alla solita esterofilia).
Sul fatto che funzioni e' a noi che sembra una roba strana, visto che siamo abituati ai disservizi, e' guardando anche queste cose che poi uno capisce che si trova proprio alla periferia del mondo civilizzato.

Uapa ha detto...

Baschta infierire con i mezzi pubblici inglesi che funzionano benissimo, alla faccia della nostra ATAC (giusto ieri ho sollevato una protesta popolare contro un controllore, a causa dei 30 minuti di ritardo dell'autobus) ç_ç
Domani Steve verrà qui e forse c'è pure uno sciopero in programma, oltre al normale caos quotidiano... Che figura barbina (per me) e che trauma (per lui!)ç_ç XD

laFra ha detto...

evviva gli amici che intrattengono ^_^

Alex McNab ha detto...

Sarebbe come brandizzare l'ATM milanese e renderla un simbolo meneghino nel mondo.
Se solo funzionasse meglio, fosse più pulita, più capillare, meno caratterizzata da disservizi, ritardi e scioperi.
Vale a dire: tra la metropolitana milanese e quella londinese non c'è partita.
Quando torni da Londra e noti la differenza il treno ti vien voglia di prenderlo da sotto.

Dama Arwen ha detto...

Ahhhh!
Ale e Fra devo andarli a trovare anche ioooooooo

:'-(

Francesco Sternativo ha detto...

yeeee sei stato troppo poco :(

ci vediamo a ottobre o novembre!

Ferruccio gianola ha detto...

Perdonami se ho commentato senza presentarmi, ma ho visto i tuoi commenti sul blog di Alex e ho fatto un giro. In questo periodo sono un po' intrippato per Londra e l'Inghilterra e i tuoi post sono capitati a fagiolo:-)

Ferruccio

claudia ha detto...

Che tuffo nel passato !
nonostante ci sia stata relativamente da poco, il tuo post mi ha riportato indietro di colpo a 28 anni fa (si', hai letto bene!), quando andai per la prima volta a Londra in treno.... e in quel mese e mezzo che rimasi li', consumai la tessera della metropolitana usandola in maniera compulsiva!
mi piaceva cosi' tanto girare in metro, e in effetti le spiegazioni, i percorsi, i colori erano tutti cosi' xfetti che era praticamente impossibile sbagliarsi. tranne una volta che ho preso la direzione contraria e mi sono rirovata in una periferia sconosciuta!

Alessandra ha detto...

Tra tutte le foto che hai fatto quella di noi due in salotto e' quella che mi piaceva meno. Solo un appunto sul mio lavoro, non facciamo solo frepress, siamo la prima testata di Cambridge e fino a poco tempo anche fa l'unica. Ci ha fattto molto piacere averti qua :)

CyberLuke ha detto...

@Ale: la vostra foto è bellissima. Tu sei molto gatta e Francesco è molto, uh, padrone del gatto? :D

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