venerdì 17 settembre 2010

Com'è fatta una brutta pubblicità?

È fatta così.

Immacolatamente concepito, Crediamo nella salivazione e L'ultima tentazione sono gli head dei manifesti di questa multisoggetto della Antonio Federici, marca di gelati di origini italiane con sede in Inghilterra, che non ha trovato niente di meglio per farsi notare che sovrapporre slogan stiracchiati ad immagini che Oliviero Toscani aveva proposto più di vent'anni fa per United Colors of Benetton (vedi più in basso).
Non per fare il baciapile... ma sbeffeggiare i portavoce di una religione, non importa quale (anche se ho il sospetto che, se Federici avesse preso di mira quella islamica, sarebbero già partite le condanne a morte da parte delle fasce più integraliste), senza nemmeno sforzarsi di creare un legame tra il prodotto reclamizzato e le immagini (che poi era la stessa critica che, ai tempi, mi sentivo di rivolgere a Toscani), significa o che vai di fretta e scegli la strada del facile scandaletto o che pensi che il tuo pubblico sia composto da sempliciotti da colpire con qualche modello/a che si guarda con fare lascivo e tanto vale dargli solo quello che possono capire.
Io propendo per la prima ipotesi (che è grave quanto la seconda) ma, visto che ad ogni modo Federici è riuscita a far parlare di sé e a veicolare in qualche modo il suo brand, per molti questa è una buona pubblicità, e il discorso può chiudersi qui.

16 commenti:

Simone ha detto...

La foto di Toscani è bellissima e il soggetto comunque, per quanto offensivo, non è così volgare. Qualche volta è successo davvero, e si alludeva a quello.

Queste del gelato sono una brutta copia, oggi più che scandalizzare penso che lascino perplessi per il cattivo gusto.

Simone

Anonimo ha detto...

essere originali è gran difficile e poi non ti capiscono. Se invece rimastichi della roba vetusta tutti grideranno al miracolo. Vent'anni fa Il Gelataio in questione avrebbe cacciato via a calci in culo qualsiasi pubblicitario avesse osato proporgli questa roba(ccia). Oggi si sente tanto trasgressivo. Spero che gli abbiano spennato moltissimi quattrini.
N.A.

P.S.: che "finezza" il bastone ed il cucchiaio! Chissà qual'è il messaggio subliminale?!

Roberta la Dolce ha detto...

Più che di volgarità, si può parlare di furberia, lasciando a parte il discorso che un cattolico potrebbe sentirsi offeso o meno (credo che l'Authority ne abbia bloccato la diffusione, ad ogni modo).
Certo che essere "trasgressivi" mangiando un gelato è dura... ;-)

barbara ha detto...

L'ultima foto è così artefatta che più non si potrebbe, con la finta suora che mentre viene infilzata dal California Dream Man regge in mano – non si sa bene perché – una scatola di gelato.
Almeno Toscani, come scrive Simone, un filo d'eleganza la manteneva.

BlackBox ha detto...

Boh, io proprio cattolica non sono ma cmq non è che mi senta particolarmente offesa da queste immagini, mi sembrano solo piuttosto scontate e il messaggio pubblicitario (ora parlo da grafica) debole e già visto altre mille volte.
Tra l'altro, forse ricordo male, mi pare che pure Algida (un'altra ditta di gelati) ricorse allo slogan "tentazione" per un suo Magnum, insomma, fantasia pochina eh.

Larsen ha detto...

cosi' come toscani ormai e' "bollito", visto che non ha saputo rinnovarsi in 30 anni, anche questi esempi sono semplicemente squallidi.

"la patata tira" con il mitico rocco, era si volgare, ma decisamente ad un livello piu' alto: ironica, sessista, volgare, e impattante.
diciamo che aveva punti a favore e punti a sfavore, ma nel complesso ce la si ricorda con il sorriso.
queste... mha...

Consuelo ha detto...

Immagino le solite orde di cattolici indignati per questa (ok, oggettivamente brutta) pubblicità, ma non farebbero meglio ad indignarsi per qualcos'altro?
Tipo, per tutti gli scandali sessuali che il vaticano cerca regolarmente di insabbiare per il buon nome della Chiesa?
Un filo di ipocrisia in meno, suvvia.

CyberLuke ha detto...

Toscani ha i suoi meriti ma per me era (ed è) immensamente sopravvalutato.

@Consuelo: ti quoto sul fatto che cattolici e meno cattolici dovrebbero occuparsi di faccende più serie, ma ciò non toglie che pigliare per il culo le religioni altrui non è mai una buona mossa.

Matteo ha detto...

Penso che la forza di Toscani sia stata fare queste cose in un momento preciso, di rottura, in cui lui s'è inserito benissimo e con estrema furbizia.

Le pubblicità proposte da Luca mi suscitano più che altro un sentimento di pietà. Nel senso che sono tristissime queste pose patinate e del tutto senza scopo logico (come dice Roberta, come fai a essere trasgressivo mangiando un gelato al pistacchio?).

La scelta del soggetto pseudo-religioso (perché comunque riferito solo ai ministri della religione) è a mio avviso, come dice Luca, un anacronistico e piuttosto scontato modo di proporsi come "scandaloso".

A tal proposito mi viene da considerare però come sia curioso – e anche molto mortificante – che la nostra società dei consumi, che deve per forza categorizzare ogni cosa ai fini della vendita, sia riuscita anche nel tentativo di inquadrare in uno schema ben preciso il concetto di "scandalo" _ che dovrebbe di per sé essere una rottura degli stilemi passati – rendendolo un capitolo già ben delineato della comunicazione (quasi avesse un manuale del brand) che sia immediatamente riconoscibile per il decerebrato consumatore. È una cosa che mi dà molto da pensare.

Oggi ci troviamo a rimasticare sempre le stesse cose, non perché non ci sia più inventiva, ma perché l'inventiva del pubblicitario è finalizzata all'acquisto e basta. E per acquistare il consumatore deve riconoscere subito la categoria "idelogica" del prodotto e non averne ansia. Insomma, scandalo sì, ma che sia poco scandaloso e ben identificabile.

Per altro, oggi come oggi, criticare la Chiesa, la religione o i suoi portavoce non è cosa propriamente "deviante". E tutto ciò aggiunge al cattivo gusto (perché fare qualcosa che comunque potrebbe offendere la sensibilità di qualcuno in modo così gratuito?) anche un'infinita ipocrisia di fondo. "Scandalizziamo ma non creiamo problemi", sembrano dire questi manifesti, che - come acutamente nota Luca - fossero stati rivolti ad altre religioni avrebbero suscitato effetti molto seri o come minimo di sicuro accuse di razzismo.

Ma si sa, non possiamo chiedere ai pubblicitari di avere anche delle idee sociali. D'altronde loro devono vendere il gelato.

elgraeco ha detto...

Luca, ti quoto al 100%.
Mai bello e onesto e giusto prendere per il culo la fede di chiunque.

Uapa ha detto...

Da cattolica non mi scandalizzo più di tanto per questa pubblicità... E da una che non sa nulla di grafica non posso neppure giudicare troppo se come idea pubblicitaria possa funzionare o meno... Però, da persona qualunque del pubblico che potrebbe vedere il cartellone, mi sento di dire qualcosina... Una volta capito che si tratta di gelato (non so voi, ma io confezione nera su sfondo nero non l'ho vista subito e mi impicciano quegli slogan e quei loghi messi uhm diversamente da come me li aspetterei), non è che mi senta così invogliata a mangiarlo... E' tutto così cupo e sudaticcio lì dentro :-S

claudia ha detto...

detto che mangiare un gelato e' trasgressione a mesi di dieta costati sacrifici (per chi come me mette su chili appena lo guarda, figurarsi mangiarlo!), e che nell'immaginario collettivo preti e suore che fornicano tra di loro e' il non plus ultra della trasgressione (vedi i vari soggeti di vari pornazzi di serie b)....
questa pubblicita'e' di un brutto che va oltre l'indicibile!

Planetary ha detto...

E sul logo di Roma? :)
Pensavo già di trovare un post ;)

alemar ha detto...

Il post, gli altri, così come il mio commento sono la dimostrazione che, seppur distorta, sbagliata, fuori luogo, ecc, ecc, questa "comunicazione pubblicitaria" è comunque riuscita a far parlar di se'. E, forse, senza la strozzatura della britannica Advertising Standards Authorithy non avrebbe avuto così tanta notorietà subito... Mah! Ciao!

Planetary ha detto...

Una pubblicità che fa parlare di sè e non del prodotto è una pubblicità fallimentare :)

Anche un incidente stradale attira l'attenzione di tante persone, questo non vuol dire che sia piacevole ;)

Anonimo ha detto...
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