lunedì 25 ottobre 2010

[RECE] Did You See Me Coming (EP digitale)

Sapete cosa c'è di più comodo, veloce e pratico che comprare musica digitale sull'iTunes Store?
Solo una: che Paris Hilton (o un'altra tipa fatua a vostra scelta), faccia clic con una delle sue unghie perfettamente laccate e lo faccia al posto vostro.
Ho atteso un po' Paris – invano – e poi l'ho comprato io... l'EP digitale dei Pet Shop Boys di Did You See Me Coming?, sei tracce per meno di tre euro. Come si fa a non cliccare su "acquista ora"?

I Pet Shop Boys l'anno scorso realizzarono un album che, pur non esaltandomi, non mi era dispiaciuto, e che, ad ascolti successivi ha guadagnato nuovi punti. Come da loro politica, a cadenze programmate i due hanno pubblicato vari estratti dal loro album, includendo remix e pezzi inediti... tutta roba che l'esperienza mi ha insegnato a non sottovalutare e speravo che questo EP potesse essere una bella sorpresa.
Speranza non completamente disillusa.

Sorvolando sull'artwork bruttarello, oltre l'album version della title track l'EP digitale include:
- Did You See Me Coming? (PSB Possibly More Mix)
Realizzata dagli stessi Neil e Chris, ha un arrangiamento vagamente anni novanta e contiene un lungo intermezzo in cui Neil elenca una serie di aggettivi stile inserzione sui giornali di incontri. Una rilettura che dà al pezzo una prospettiva del tutto diversa, lontanissima dalla spensieratezza della versione originale... qui offuscata dal fantasma della solitudine che spinge alla disperata ricerca di qualcuno.

- Did You See Me Coming? (Unicorn Kid Mix)
È un remix che i PSB hanno deciso di affidare a un 17enne inglese che si fa chiamare Unicorn Kid e che – pare – spopoli nei club londinesi. Il tipo ha pensato fosse una buona idea usare i suoni tipici dei videogames a 8 bit anni ottanta... col risultato che i fans lo hanno ribattezzato Mario mix riferendosi ai suoni alla Super Mario Bros della Nintendo, sostenendo che chiunque altro avrebbe potuto fare di meglio. Giochino carino, ma niente di che.

- Brits Medley (inedito)
Megamix di nove minuti e mezzo prodotto da Stuart Price, e mai pubblicato su supporto fisico. Assemblato con molta cura e – in parecchie parti – completamente ricantato e risuonato. Non c'è il meglio del meglio della loro produzione, ma è un piacevole biglietto da visita.

- The former enfant terrible (inedito)
Dura meno di tre minuti, e ho l'impressione che sia una versione condensata di un pezzo molto più esteso.
Il suo clangore, le sue false dissonanze e il cantato/recitato di Neil echeggiano le atmosfere di The sound of the atom splitting (una vecchia b-side di Left to my own devices)... pezzo semi-sperimentale di cui non mi sono mai innamorato. Ma è probabilmente il momento più interessante dell'intero EP.

- The Way It Used to Be (Richard X Mix)
Richard X prova a bissare il successo di critica e pubblico di Fugitive confezionando un buon remix, elegante e rispettoso dell'originale... ma che – sinceramente – mi scivola un po' addosso.

Insomma... questo dico sarebbe valso il prezzo pieno su un supporto fisico? Mah....
Vale i 2 euro e 99 della sua versione digitale su iTunes? Ecco... a questa cifra, il disco è un buon investimento.

11 commenti:

Uapa ha detto...

Adoro e sottolineo adoro Did You See Me Coming (possibly More Mix)e The Former Enfant Terrible, di cui ho una versione un po' più lunga di tre minuti, mi pare *.*
Non sono pezzi di arte pura, ma si lasciano ascoltare ^^ E ci si fa bene ginnastica XD

Marcus ha detto...

Devo dire che sei uno dei pochi che conosco che compra musica sull'iTunes Store... anche se le cifre ufficiali dicono che è il negozio virtuale di musica più florido al mondo.

CyberLuke ha detto...

Non dico che non uso metodi alternativi.
Ma l'iTunes Store è incredibilmente comodo e pratico da usare, e le canzoni costano il giusto.
Il vero guaio è che c'è ancora moltissima gente che pensa che il giusto sia zero.
Non è così.
Una canzone costa come un biglietto della metro, con la differenza che dopo 75 minuti quel biglietto non vale più niente, mentre la canzone dura per sempre.
Sul serio, non credo esista niente al mondo con un prezzo più onesto di quello proposto dall'iTunes Store.

Ariano Geta ha detto...

Parlando in senso generale, e non solo in relazione al tuo acquisto, queste "tracce" prive di supporto dovrebbero avere proprio il vantaggio del minor costo (mi riferisco anche a ebook, programmi software, etc.)
Speriamo che sia effettivamente così sempre e in ogni caso.

Angel-A ha detto...

Cyber, ma posso comprare musica su iTunes senza dargli il numero della carta di credito?

CyberLuke ha detto...

@Angel-A: sì. Compri un'iTunes Card (le trovi in negozi come Mediaworld e in parecchi altri posti), nel taglio che vuoi (15,25,50 o 100 euro) e gratti la strisciolina argentata.
Usa quel codice per comprare musica e programmi.
Più facile a farsi che a dirsi.

@Ariano: credo che stiamo assistendo all'estinzione del concetto stesso di "supporto".
Ma le vecchie generazioni (inclusa la mia) mantengono un certo attaccamento verso l'oggetto "fisico": il vinile, il compact disc, il libro, la rivista.
E tendono ad identificarlo con: la musica, il romanzo, la notizia.
In realtà, sono due cose diverse, che per anni sono state percepite come la stessa cosa.
Il digitale ci sta chiarendo che non è così, ma dobbiamo fare i conti con abitudini decennali.

Ema89 ha detto...

Io sull'iTunes Store ci compro spesso, ma non disdegno i vari muli, torrenti eccetera.
Quello che vedo proprio superato ormai è il concetto di disco come supporto, come dici tu.
I dischi sono più lenti, consumano più energia e sono fragilissimi. Secondo me il blu ray è l'ultimo disco che si deve fare, poi basta davvero, la tecnologia del disco ormai è out!
E difatti, guarda l'industria discografica cosa fa: ha interrotto lo sviluppo dei compact disc (ma il Super Audio CD che fine ha fatto?) e si è ributtata sul vinile, che ha una qualità sicuramente peggiore, ma può competere con l'mp3 per la "prestanza fisica" del supporto, le copertine grandi etc.

CyberLuke ha detto...

@Ema69: fu uno dei miei primissimi post (QUI).
Il ritorno del vinile è frutto di un'accurata strategia commerciale, e null'altro.
Verissimo che il suono digitale è un campionamento di un suono analogico, ma c'è altro da gettare sul piano della bilancia.
Il suono digitale (o, meglio, digitalizzato) è identico ad ogni riproduzione e immutabile nel tempo
Il suono dei vinile può certamente essere percepito come migliore, ma va detto (assolutamente, va detto) che ogni riproduzione perde e altera i suoni e non è mai uguale alla precedente... ma sempre peggiore. E questo per il semplice fatto che il supporto si deteriora fisicamente.
L'mp3 (o anche l'AAC, il formato proprietario di Apple) è una compressione distruttiva del suono, ma giustificata dal fatto che taglia frequenze esistenti ma non percepibili... procedura sufficiente ai puristi del suono per schifare questo formato.
Ma con l'aumentare della larghezza di banda e della dimensione delle memorie flash, la compressione in futuro potrebbe non essere più necessaria.
E allora su cosa si sposteranno i termini della discussione?

Alex McNab ha detto...

A margine: cosa ne pensi degli EP in generale? Proprio in questi giorni me ne stavo occupando per lavoro, e a sentire molti critici la "rinascita" degli EP sarebbe un pessimo segnale dal mondo della musica, che investe sempre meno sugli artisti, specialmente quelli di media fama.

CyberLuke ha detto...

L'estinzione del supporto fisico porta anche a una liberalizzazione della durata delle canzoni e del loro numero, cosa che nel tradizionale LP (o CD) era vincolata proprio dai limiti fisici dell'oggetto.
E – io credo – parametri come questi non dovrebbero assolutamente influire sulla creatività. Sarebbe come dire a te: Alex, scrivimi un romanzo, ma che sia lungo solo in multipli di 16 pagine.
Gli EP, come quello che ho acquistato, includono i pezzi che servono e basta.
Quanti album ti vengono in mente con due o tre tracce buone e il resto dei riempitivi?
A me, parecchi.

Alex McNab ha detto...

Interessantissima la tua ultima considerazione, in effetti non ci avevo pensato, ma ha del vero.
Per contro gli EP mi sembrano meno propensi a durare nel tempo, un po' come se fosse della "fast music", prodotta in formato ridotto, di rapido consumo, sommersa da una marea di prodotti simili.
Non che sia contrario a essi, valuto solamente i pro e i contro...

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