lunedì 29 novembre 2010

...e tanti saluti all'unico Mediastore degno di questo nome.

C'erano una volta le Messaggerie Musicali.
Uno dei pochi, se non il solo, brand che possedeva le dimensioni, la tradizione e, non ultimo, la posizione geografica per rivaleggiare con Feltrinelli e Mondadori nello spaccio di libri ma anche film, musica, videogiochi e, più generalmente, qualsiasi supporto connesso alla cultura e all'intrattenimento.
Un’istituzione vera e propria per il sottoscritto, che su via del Corso, più o meno all’altezza di piazza Augusto Imperatore, da oltre un decennio trovava un'oasi di duemila metri quadri distribuiti su due piani, tra negozi di abbigliamento ggiovane, boutique, gigastore d'articoli sportivi e profumerie in franchising.
Quando Messaggerie Musicali nel 2007 finì sotto il controllo della Arnoldo Mondadori Editore, dietro un assegno di 24 milioni di euro, mi sentii mancare la terra sotto i piedi.
Temetti il peggio fino a quando Mondadori riaprì il negozio e mi resi conto che, a parte la sostituzione del vecchio logo blu e argento delle Messaggerie Musicali con quello rosso e bianco su insegne e shopper bag, all'interno dello store (ribattezzato Mondadori Multicenter), poco era cambiato: il fornitissimo reparto di stampa straniera liberamente consultabile era ancora lì, i compact disc, i vinili, i film che occupavano tutto il piano terra e la libreria (discretamente fornita anche se un pelo male organizzata) sistemata al piano superiore avevano mantenuto le loro posizioni e gli spazi generosi.
Persino una delle sue caratteristiche più cosmopolite, l'orario d'apertura esteso fino a oltre le undici di sera, era stato mantenuto... e non avete idea di cosa significhi per uno come me, che spesso e volentieri non esce prima delle otto di sera dal lavoro e trova tutto chiuso, sapere di poter contare su un posto che rimane aperto fino a tardi anche solo per distrarsi un po' e cazzeggiare indisturbato tra libri, riviste e musica.Tirai un sospiro di sollievo e, con appena una punta di nostalgia per il vecchio brand, continuai a frequentare l'ex Messaggerie Musicali con inalterato piacere, immergendomici come in una bolla di liquido amniotico ed uscendovi spesso con qualcosa di nuovo protetto da un bel cellophane trasparente e in un sacchetto di plastica colorata che sarei stato il primo a strappare.
Questa volta non è successo.
Il mese scorso, nel quasi silenzio generale, Mondadori Multicenter ha chiuso.
Il negozio ha fatto una breve svendita di tutta la merce (di cui non sapevo niente, altrimenti ne avrei certamente approfittato) ed ha annunciato che si trasferiva, baracca e burattini, nel molto più periferico piazzale della Radio.
Appena mi è capitato, ci sono andato.
E mi sono ritrovato catapultato di botto negli anni novanta.
Il nuovo negozio è grande forse un quinto del precedente, incastrato al piano terra di un brutto edificio all'inizio di viale Marconi, ed è sostanzialmente un garage ben illuminato. Lo spazio dedicato a musica e film si è ridotto di un abbondante 70% in favore di spazi dedicati alle agendine, la carta da regalo, le matitine, i peluches, oltre, naturalmente, i libri.
La stampa estera? Sparita.
Lo spazio novità discografiche e letterarie? Andato.
Gli schermi ad alta definizione dove venivano proiettate le nuove uscite in dvd e blu-ray? Non c'è più posto.
L'orario d'apertura? Alle sette e mezza le saracinesche vengono giù.
Mi ritrovo sotto un soffitto basso e soffocante in una qualsiasi, anonima libreria del 1995 e concludo che, rispetto i mediastore da ventunesimo secolo come ne abbiamo in qualsiasi altra capitale europea (la Fnac di Barcellona o di Parigi, l'HMV di Londra o il Dussmann das KulturKaufhaus di Berlino), noi abbiamo chiuso il solo posto che poteva competere in termini di immagine, ampiezza degli spazi espositivi, varietà nell'offerta... oltre ad essere collocato nel centrocuore della capitale, in una posizione strategica che, con ogni probabilità, a breve sarà occupata da qualche banca o da qualche boutique in grado di permettersi gli affitti dei locali.
Ed è una conclusione amara.
p.s. La sola cosa bella che ho trovato nella nuova libreria Mondadori è stata una ragazza nerovestita con un tatuaggio sulla caviglia che cercava di prendere un volume su uno scaffale troppo alto persino per le sue splendide tacco dodici. Stavo per aiutarla, quando mi è caduto l'occhio sul libro che stava bramando.
E sono uscito.

21 commenti:

Gloutchov ha detto...

Io avrei chiuso un occhio sul libro... l'avrei aiutata. Poi... io Twilight l'ho letto (hihihihi...), il nemico bisogna conoscerlo da vicino!

Comunque mi sorprende. A Bologna sono presenti due Mondadori Multicenter. Il loro orario di chiusura è attorno alle 20 - 20e30 ed è aperto anche la domenica. In uno dei due ho persino presentato il mio caro e vetusto 31 Ottobre!

Quello che frequento io (in pieno centro storico) è piuttosto grande: ha lo spazio libri (molto ampio, su due piani); quello dedicato ai film (rimpicciolito recentemente), ai videogame (allargato recentemente), cartoleria e pupazzotti... bar e sala da tè!
L'angolo internazionale varia di mese in mese (probabilmente dipende dai flussi migratori del turismo bolognese) e di solito è vicino alle guide turistiche e quant'altro.

Forse gli orari dipendono dalla gestione locale e non dal Brand. Boh!

barbara ha detto...

Ti capisco, è brutto quando chiudono un posto che ti piace, e i connotati cosmopoliti che dicevi che aveva finiscono polverizzati in una libreria "convenzionale".
Qui a Milano continuo a frequentare la Hoepli (fornita ma davvero poco curata e che invoca un aggiornamento dei locali) e il Ricordi Mediastore in piazza Duomo... posti in cui riesco a passare con gradevolezza anche un paio d'ore.

Ariano Geta ha detto...

Hai evocato un pezzo del mio passato, quando ancora mi capitava relativamente di frequente di passare un sabato a Roma e fare due passi per via del Corso, e mentre lei si perdeva tra vestiti e borsette, io cercavo fumetti, tè, porcellane e libri, a volte proprio alle Messaggerie Musicali...
Accidenti (eufemismo) al tempo che passa.

Uapa ha detto...

Oh quindi ha proprio chiuso chiuso... Ma quand'è che sei passato sotto all'ufficiuo dove lavora Uapa? :-)

Maura ha detto...

Anch'io frequento la Mondadori Multicenter a Bologna di via d'Azeglio.
E' parecchio accogliente e apprezzo che dall'interno di può ammirare parte della parete della torre.
Mi piacciono le poltrone per i clienti, e il fatto che ci sia un sala da tè... una libreria perfetta NON può non avere una sala da tè! ;)
Peccato per quella di via del Corso... ma mi hanno parlato abbastanza bene di Mel Bookstore.

Consuelo ha detto...

Io sono moderatamente soddisfatta della Mondadori qui a Palermo... dico moderatamenteperché la libreria è ben fornita ovviamente di edizioni Mondadori (con quasi tutte le edizioni Meridiani), si possono trovare degli Adelphi e degli Einaud ma non molte altre casa editrici.
Se non presenta una vastissima gamma di case editrici però se la gioca bene in altri campi: ha una grossa sezione videogiochi, tanti DVD con buoni prezzi, tanti gadget e soprattutto computer (pc e mac), lettori mp3, telefonini e accessori.
Le librerie hanno cambiato decisamente faccia da una decina d'anni a questa parte, e quello che tu descrivi sembra un bel passo indietro, ma forse si trovavano in perdita a fronte delle spese di gestione di un negozio così grande e così centrale...
...e poi la pianti di farti irretire da un semplice paio di tacchi alti? :P

zerosum ha detto...

Io ero rimasto che si chiamava ancora Messaggerie Musicali, figurati, nonostante ci sia entrato anche di recente.
Mi faceva però troppa tristezza vedere gli orsachiotti di peluche al posto degli scaffali di dischi. Che devo dire, speriamo che la Feltrinelli tenga duro, altrimenti Roma sarebbe una delle poche capitali europee senza negozi di dischi in pieno centro storico (credo).

Yeeshaval ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Yeeshaval ha detto...

Immondo è anche quello che in piazza Duomo ha preso il posto del Virgin Megastore (DOVE SONO FINITI tutti i dischi di quel posto che ha chiuso dalla sera alla mattina senza svendere? Bastardi!) che brilla di luminosa inutilità.

Ma trovo, invece, ben più terribile quello che è accaduto a Feltrinelli (libreria) e Ricordi (negozio di dischi) quando si sono fuse in quella caverna sotterranea di nequizie che non fa onore né all'uno né all'altro marchio.

Il Mondadori romano l'ultima volta che ci ho messo piede, direi un cinque anni fa (quindi non era ancora Mondadori ma Messaggerie) mi era sembrato bello assai, magari non la perfezione ma certo non IL MALE. Ricordo anche che in mezz'oretta ho trovato un sacco di roba interessante e pure in offerta uscendomene tutta felice mentre da Disfunzioni (ha chiuso pure quello, vero?) ho speso una fracca di soldi per poca roba e ho dovuto aspettare mezz'ora al banco in una caldazza umidiccia incredibile che me la dovevano reperire chissà dove nei meandri.

Anyway, quando chiude un luogo che spaccia dischi e dà lavoro non c'è mai da rallegrarsi: alla padrona della baracca non cambia nulla (non le farà piacere, né a lei né a papà ma di sicuro non finiscono sotto un ponte), per i lavoratori è un problema serissimo.

zerosum ha detto...

Comunque confermo che la sezione riviste straniere era da paura. Forse la più fornita di Roma. Però quei scaffali con gli orsacchiotti di peluche e le matite coi cuoricini, che mese dopo mese prendevano il posto dei dischi...brrrr!!!

BlackBox ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
BlackBox ha detto...

Da un punto di vista meramente commerciale era uno dei punti vendita migliori d'Italia per:

–metratura
–arredo
-posizione
-assortimento

i prezzi erano molto discutibili per la musica, convenientissimi per i dvd, uguali a tutte le altre catene per i libri. Inoltre la sezione libri e riviste estere era, come già scritto da te, perfetta. Molto comoda anche la prevendita concerti e generalmente competenti i lavoranti.

Che chiuda un punto vendita simile è vergognoso, oltre che triste, sono d'accordo con te. :(
Mi auguro che quello spazio nel quale ho assistito a numerose presentazioni di libri e dischi, non cambi utilizzo e destinazione d'uso diventando il nuovo megastore della DIESEL o, peggio, dell'orrido FRANKIE's Garage. Ma la vedo dura... a meno che FNAC non decida di rilevare tutto l'ambaradam (oggi è l'unica catena a poterselo permettere).

p.s. per Yeeshaval: al Virgin Mega fecero la svendita totale, solo che era rimasta solo un po' di fuffa visto che la notizia della chiusura era stata annunciata da mesi prima e tutto lo stock disponibile subì immediatamente un ribasso. Tipo che dopo una settimana erano rimaste solo cagate e compilations.

Andrea Giovannone ha detto...

No Luca, che brutta notizia...

Roberta la Dolce ha detto...

Uhm... non vorrei dare un brutto colpo a tutti quanti, ma mi sa che al posto del Multicenter Mondadori ci aprirà (se già non vi ha aperto) GAP. :-/

E' la solita vecchia storia, come per il Metropolitan che doveva perdere i locali per far spazio a Benetton (il TERZO negozio Benetton su via del corso, però effettivamente non so come sia finita, forse bene una volta tanto).
D'altronde è via del Corso... ci vanno i turisti a fare shopping, e si vede che GAP ha fatto un'offerta di quelle che "non si può proprio dire di no", e Mondadori ha ceduto il localone... Certo, da quello che vedo nella foto e dal tuo post direi che la Feltrinelli di viale Marconi è un concorrente più agguerrito, ora che (credo) la Mondadori Multicenter non organizza più eventi, resta solo una libreria commercialissima e non al passo coi tempi e ai modelli europei.
La Feltrinelli di largo Argentina mantiene ancora una sua dignità, e quella in piazza Colonna è talmente grande che avrebbe spazio per incontri, concerti, presentazioni e quant'altro... però se non l'hanno fatto finora, dubito che inizieranno adesso... questione di politiche interne.

Anonimo ha detto...

Peccato.
Un vero peccato.
Secondo me il negozio, dopo un primo periodo di assestamento dopo il passaggio Messaggerie-Mondadori, era ritornato fornitissimo... ci comperai il nuovo Autechre a 12 euro, Ishan, Dark Night Of The Soul, lo speciale di Uncut su springsteen e il film l'uomo senza sonno.
Molta di sta roba, per dire, non l'avevo trovata a nessuna Feltrinelli, o c'era ma a prezzi più alti.

Matteo ha detto...

Non dubito che sia un peccato, però i motivi di questi avvenimenti vanno ricercati anche nel nostro comportamento. Io, negli ultimi anni, anche quando ero in Italia, ho comprato pochissimi libri nelle librerie perché mi sono buttato su siti internet che spesso praticano prezzi più bassi e consegnano gratuitamente a casa. E comunque, i libri che non ho comprato online, li ho presi tutti presso qualche centro commerciale, mentre fino a poco prima bazzicavo Mel e Feltrinelli. E sono certo di non essere stato il solo ad abbandonare le realtà dei negozi singoli in favore di soluzioni più comode.

Bene o male che sia, è cambiato il mercato. Penso anche io ai dipendenti, come Yeshaaval, ma spero che possano trovare occupazione presso le nuove realtà commerciali che si sono create col web o nei grandi mall. Il mondo da questo punto di vista sta subendo una vera rivoluzione. Di sicuro prima era più poetico, come quando si andava in macelleria a scegliersi i pezzi giusti per fare il ragù...

Ettone ha detto...

Il brutto delle riviste straniere, sempre presenti anche alla Mondadori di Genova (che bei ricordi) è che tutti le guardavano, sfogliavano, sciupavano, ma quasi nessuno le comprava...

Ora non so se con il cambio euro dollaro qualcuna sarebbe andata di più, ma ho notato che le riviste all'interno delle librerie sono sparite da molti scaffali... Così come le riviste letterarie che, lo dice il nome, si trovavano principalmente nelle librerie... Probabilmente queste ultime, causa crisi, non le stampano nemmeno...

Cmq... capisco.. Due anni fa ha chiuso la mia libreria preferita, l'unica che in tempi moderni non faceva mai neanche l'1% di sconto o tesserine magnetiche varie, ma le cui commesse (due signore anziane) avevano sempre un occhio di riguardo, se non avevano un libro, lo cercavano dai vari distributori, lo ordinavano... Era bello respirare un'aria quasi da biblioteca... e non da centro commerciale... Ma si sa, i centri commerciali rendono e le biblioteche no...

Anonimo ha detto...

- È un po' in alto, posso aiutarti?

- ... cioè, si. me faresti un piacere 'na cifra.

- Ecco fatto. Deve essere bello TL. Non l'ho letto ma so che ha un sacco di fans.

- Si, 'n zacco. È pe' legge 'na cosa. Sai, i vampiri, i pipistrelli, robbe de paura.

- Certo, la letteratura sui vampiri è roba seria fin dai tempi di Bram Stoker.

- Noo, quello è vecchio faceva i filme ai tempi de la 'mi nonna. Me piace de più Ben Affleche, peccato che nun lavora pe' TL.

- Be' io non conosco TL però ho un costume da pipistrello perfetto, a casa mia. Vuoi vederlo?

- Da pipistrello! Fico! coi denti lunghi, l'artiglio e le lenti a contatto co' le pupille da gatto?

- Pressapoco, ma per apprezzarlo bisogna vederlo dal vero. Magari potresti provarlo.

- Evvvai!! 'nammo! Sta lontano?




Una occasione perduta per snobismo. Non farlo più.

Nonu Aspis

CyberLuke ha detto...

Nonu, hai assolutamente ragione.
E mi appunto questo dialogo. Hai visto mai potrà tornarmi utile.

69+ ha detto...

Io preferisco comprare libri, dischi, elettronica in negozi piccoli piuttosto che in "catene" multistore perché:
- (a parte questa Mondadori romana, che non conosco): nei negozi più piccoli i venditori ti conoscono personalmente, avendo un pubblico più ristretto, e sono consapevoli dei tuoi gusti; sanno darti ottimi consigli; sanno anticiparti le uscite e spesso ti fanno sconti.
- nei negozi/edicole/rivenditori-d'elettronica più piccoli viene premiata la diversità della scelta. Nella libreria e nell'edicola presso le quali mi servo io, non mi è stato mai risposto "non riesco a trovartelo" neanche quando mi mettevo d'impegno per fare impazzire i proprietari. Da quel che posso vedere, i negozi piccoli sono capaci di metterti in vetrina Christa Wolf; quelli appartenenti a "catene" ti mettono in vetrina l'ultimo Premio Bancarella.

Questo non vale solo per Mondadori: fra le "catene", che - a mio avviso - premiano lo standard e non la diversità, dove preferisco non comprare, metto anche Feltrinelli (che mi fa vomitare perché pare una volta fosse pure di sinistra e vende - almeno a Milano - qualsiasi cazzata faccia cassa), Mediaworld, Euronics, Fnac.

Poi, se in alcuni di questi negozi ci sono venditori competenti, tanto meglio per il negozio. A me pare l'eccezione. Tanto meglio per chi conosce quel venditore. Non conoscendone personalmente, preferisco il fatto culturale locale al "multistore" generalista che premia i gusti della massa e non di chi cerca la varietà.

Dama Arwen ha detto...

Hai fatto bene a non aiutarla a prendere il libro :-P

Cmq, a Milano l'ex Messaggerie Musicali, collocate nello strategico Coroso Vittorio Emanuele resistono, anzi anche il vecchio Virgin che aveva chiuso anni fa, in piazza Duomo è diventato un'altro Mondadori Multicenter, e anche appena usciti dalla Galleria ce ne è un altro.

Insomma 3 Mondadori Multicenter nel giro di 300 mt.

Che a Roma costasse troppo l'affitto??? Boh!

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