martedì 23 novembre 2010

Le ragazze fanno strada.

Calippo.
Bira.
Ci siete?
Potete malgiudicarle, se volete, ma personalmente sono pronto a scommettere che parecchi di voi (io per primo), di fronte la prospettiva di alzare un (bel) po' di quattrini semplicemente accettando di re-interpretare se stesse per risollevare le sorti di un oggetto apparentemente desueto come un dizionario, non si sarebbero tirati indietro.

ps Ora, se io fossi il loro agente, comincerei a noleggiarle come figuranti parlanti per feste private e occasioni sociali d'ogni ordine e grado.
In fondo, è sempre meglio che lavorare.

16 commenti:

Christian ha detto...

Ma sono l'unico a cui queste due attizz...ehm... Piacciono anzichèno? In fondo, essere rozze mica è un demerito... Non necessariamente... e poi sono troppo simpatiche... solo non mi so decidere, la niondao la mora? :)

Maura ha detto...

A casa mia la Treccani c'era, e io ricordo di averla persino usata un paio di volte ai tempi delle medie.
Questi spot dimostrano come tante cose siano cambiate da quell'epoca, lontana solo un paio di decenni, in cui "Treccani" era un nome da pronunciare quasi con rispetto, un oggetto da consultare con reverenza, quasi uno status symbol.
Vederlo adesso accostato alle due (simpatiche, eh) truzze balneari mi fa un po' strano, però complimenti a chi ha avuto il coraggio di compiere quest'operazione, coraggio che Cyber sottolinea spesso manchi ai pubblicitari di casa nostra.

Barbara ha detto...

Oggi parlo come una vecchia bacchettona, ma a me questi spot danno l'impressione, anzi il polso, di un degrado della nostra cultura, che non ha risparmiato neanche la nostra lingua, allegramente storpiata dalle due ragazze romane (ma avrebbero potuto essere napoletane, piemontesi o sarde) come se fosse una cosa divertente, simpatica, vincente (vedi anche i concorrenti del GF). Che poi nella vita reale il dialetto ci può stare, per carità, ma che adesso queste due siano viste come dive (e addirittura testimonial) in virtù di un'ignoranza (in senso buono) sbandierata come un plus mi pare un po' triste. A voi no?

Ariano Geta ha detto...

Oddio, farmi prendere per i fondelli dall'intera nazione in cambio del warholiano quarto d'ora di celebrità (e magari di un assegno pari al mio reddito di due anni di lavoro come onorario per due minuti di spot pubblicitario) non rientra nei miei principi morali.
Però, vista la crisi in corso, viste le difficoltà economiche etc. etc., ammetto che forse cederei alla tentazione...

Fra ha detto...

Quindi queste due sono le stesse del video di stamo a fa' la colla?
Se sì... beh, che dire se non beate loro! un mare di gente studia e parla in maniera decente per vedersi chiudere le porte in faccia sul lavoro e queste tizie vanno avanti grazie alla loro Coattitudine?!/ Coatteria?!/Coattaggine?!
Wow, in che bel paese viviamo!

Valerio ha detto...

Non vorrei dire, ma credo che le due ragazze della pubblicità Treccani siano figuranti, quindi non le originali burine romane del video della bira e calippo.
Se così fosse, credo che questo doni dignità e decoro allo spot, non veicolando il solito messaggio sbandierato invece dai vari grandi fratelli, pupe, secchioni & Co.: non serve essere intelligenti per concludere qualcosa nella vita.
Purtroppo a mio parere oggi basta solo essere tremendamente _qualcosa_: tremendamente burini, tremendamente ignoranti, tremendamente belli, tremendamente svampiti, tremendamente finti, tremendamente rifatti...
Forse un giorno, così, saremo tremendamente lontani da ogni realtà.

Taka ha detto...

ma certo che non sono le stesse, queste sono due attrici. ;)
può anche darsi che le due originali in fondo non abbiano preso un euro per questo...

Lynn ha detto...

Sì, sono due attrici, ma le Romina e Debora originali stanno percependo cmq i diritti d'immagine: il loro agente ha lavorato bene, e vorrei vedere che non fosse così, in un'era dove il marketing virale è un'arma appuntita.

Taka ha detto...

si, quello che volevo dire provocatoriamente era: volendo potevano anche non pagarle, come fai a detenere i diritti su "due ragazze coatte"? depositi la tua immagine in siae? sarei curioso di vedere come si svolgerebbe una causa in tribunale del genere... :D

cioè, sinceramente se penso alla legge sui diritti d'autore non me ne viene in mente uno di diritto o articolo che tutelerebbe l'immagine di una persona. si, sarebbe proprio curioso.

Valerio ha detto...

@Taka, @Lynn
dall'articolo (ed altri presi in rete) sembrava quasi che fossero state ingaggiate le originali burine per effettuare gli spot Treccani, per questo avevo sottolineato il discorso delle attrici.
Comunque, Lynn, sei sicura stiano pagando le due burine per i diritti di immagine? Se così fosse, sarebbe scandaloso!
Se non le pagano, è un carino sfottò a due coatte romane meritevoli di essere prese in giro... ma se le pagano è una giustificazione, un premio alla stupidità, inammissibile a mio avviso. Ed in tal caso ritiro la dignità ed il decoro che avevo attribuito precedentemente allo spot.
Non dovrebbe più passare l'idea che non serve essere bravi e intelligenti per ottenere qualcosa nella vita, sta cominciando a diventare pericoloso.

Simone ha detto...

Simpatiche, specie quella della cartolina che pare più "verosimile".

Pure le due tizie originali sono simpatice, poi io sarò colto e raffinato ma non è che nelle serate con gli amici mi esprima molto meglio... anzi! ^^

Simone

Anonimo ha detto...

In questo mondo è capovolto dove parole come papà e mamma sono diventati degli insulti (http://damaarwen76.blogspot.com/2010/11/metti-che-sei-sposato-con-un-cavallo.html) mi pare sensato che il burino sia elevato a modello di vita e correttezza. E sono convinto che molti si chiederanno perchè fare pubblicità ad ed un sottomano, una zeppa per tavoli e cuscino scomodo.

Anonimo ha detto...

errata corrige:
E sono convinto che molti si chiederanno perchè fare pubblicità ad un sottomano, una zeppa per tavoli ed un cuscino scomodo.

Non solo Izzy ha detto...

Io non vedo degrado, ma solo comicità. Siamo seri: per esserci degrado si dovrebbe giungere da una situazione culturale superiore. Sarò io, ma quando ero alle elementari tanti bambini non sapevano neppure parlare l'italiano ma solo il dialetto delle nostre parti, e anche ora alcuni delle vecchie generazioni se la cavano malino con la lingua nazionale. Le nuove generazioni parlano meglio l'italiano di quelle vecchie. Almeno così è da noi.
E poi, sicuramente meglio che lavorare, non ci sono dubbi! XD

Yeeshaval ha detto...

A me non fanno nè scandalo nè ridere.
E' una trovata pubblicitaria, parecchio stagionale per di più: chi volete che si ricorderà di Debora e di Romina tra un anno o due?
Fossi stata in loro, avrei cavalcato l'onda ma ben cosciente di essere un fenomeno passeggero.
Poi, certo, se le scrittura Vanzina o Neri Parenti magari dureranno un po' di più.
E mi faccio la stessa domanda di Taka: come fanno a tutelare i propri diritti di sfruttamento di immagine di "coatta generica"?

Uapa ha detto...

La cosa triiste non è la trovata pubblicitaria... La "coatteria" e i dialetti esistono da sempre e da sempre ci si prende un po' in giro per questo, è anche carino che sia così... Il brutto è che purtroppo la realtà si sta riempiendo di gente che davvero crede che basti questo per essere ricordata... E masse di ragazzi e ragazze crescono ben orgogliosi di essere analfabeti, confondendo l'ignoranza e l'essere buzzurramente maleducati con la genuinità e l'essere simpatici...

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