giovedì 4 novembre 2010

[RECE] Let Me In


Sgomberiamo il campo: è un buon remake e un film piacevole per chiunque apprezzi il tema (sì, i vampiri, star cinematografiche incontrastate degli ultimi anni, urrà, yawn).
L'originale (di cui parlai bene e brevemente QUI) è un film talmente delicato nel suo raccontare la storia di un'orrore senza (lieto) fine che, anche se certamente importa chi si cimenta, è difficile che un suo remake possa venirne un brutto film.
E in questo Let Me In, visto martedì scorso in lingua originale in occasione della Festa del Cinema a Roma, tutto funziona più o meno come nella pellicola ispiratrice, che, lo ricordo, è di solo due anni più vecchia: il gelido clima notturno trasposto dalla Svezia al Nuovo Messico, l'ambientazione "provinciale", il neo-adolescente in cerca di un posto nel mondo in un mondo che sembra non avere un posto per lui, la sua visione del mondo attraverso i numerosi piani ravvicinati dei suoi occhi spalancati in un'impotente sbigottimento, il rapporto tra lui e la creatura che sembra ciò che non è e magari invece vorrebbe esserlo (questa parte della pellicola è trattata davvero con garbo), le angherie quotidiane subite tra le mura indifferenti della scuola, la dedizione dell'anziano compagno-servitore dell'eternamente giovane vampira (e se ve lo state chiedendo, no, non c'è una goccia di sangue più del necessario, esattamente come nell'originale) e poi, naturalmente, il convergere verso un finale obbligato e il momento in cui i "cattivi" finiscono smembrati a tingere di rosso l'acqua della piscina.
Kodi Smit-McPhee, già visto al fianco di Viggo Mortensen in The Road è davvero bravo nei panni del dolce e timido Owen, Chloe Moretz non fa rimpiangere Lina Leandersson, e si arriva alla fine del film soddisfatti e suggestionati anche se "solo" di remake di tratta.
Il resto del cast è di contorno ma assolutamente all'altezza, la colonna sonora di Michael Giacchino ottima anche se forse avrei preferito sottolineasse un pelo più il romanticismo piuttosto che incalzare la suspense.
Poi, ok, magari c'è un eccesso di "facili" primi piani qua e là e probabilmente c'è meno eleganza che non nel Lasciami Entrare di Alfredson, ma tutto sommato credo non potessi chiedere di più al remake di un film che è uno dei pochissimi a tema horror che ha raggiunto un cuore di silicio come il mio.
Per chiudere, vi propongo una galleria di poster del film usati per distribuirlo nei vari paesi… tutti molto belli, a mio giudizio.

9 commenti:

Taka ha detto...

mah, non l'ho visto e non credo lo vedrò mai però mi vengono in mente un paio di considerazioni...
-io più che film horror, se è come l'originale lo definirei drammatico: non è un film che fa paura, nè penso voglia farne. ;)
-ma ce n'era il bisogno di questo film?!? non era abbastanza attuale quello svedese senza rifarlo in salsa yankee? -.-

Christian ha detto...

A me l'originale piacque, e anche molto.
In effetti, se non fare quattrini, non c'era motivo di rigirarlo da capo, poi a così breve distanza.
Almeno sono state due ore piacevoli, per te! ;)

Evangelion ha detto...

Il libro (uno dei più belli che abbia letto negli ultimi anni) è ricchissimo di scene molto crude e sanguinolente, difficili a mio parere da rendere visivamente, quasi insostenibili. Il film originale, che mi è cmq piaciuto molto, è visivamente molto più rigoroso, scarno, l’orrore è più “glaciale” e mancano alcune delle immagini + impressionanti del libro (es: la descrizione della storia tragica e terribile di Eli e della sua “trasformazione” in vampiro, veramente una pagina di crudeltà e di orrore puro!) Quindi se Reeves ha osato…ben venga!

Roberta la Dolce ha detto...

Solo ora mi accorgo (vedendo il primo dei manifesti che hai postato) che la ragazzina non lascia le orme sulla neve... geniale :-)

elgraeco ha detto...

Ok, vengo a dirti la stessa cosa di molti altri:

può essere anche ben fatto. Non ho motivo di dubitare del tuo giudizio.
Ma, onestamente, esiste un film più inutile di questo remake?

CyberLuke ha detto...

Probabilmente no.
Ma io, a differenza di molti, non sono contrario per partito preso ai remake: se sono ben fatti, rappresentano un omaggio all'opera originaria e si guardano con piacere. Nel caso, poi, si archiviano sotto la voce "cagata inguardabile", "esperimento interessante" o altro.
Il remake di Psycho, di Gus Van Sant, ad esempio, lo trovai un singolare omaggio, col suo ricalcare ossessivamente ogni inquadratura dell'originale.
Quello di Solaris una rilettura suggestiva, quello di Rollerball da aspettarlo sotto casa e corcarlo di botte.
Questo, preso da solo, è un buon prodotto, ma, in effetti, se si è visto il primo, si può anche evitare.

Lucius_fox ha detto...

Sul discorso della necessità del remake sono d'accordo con voialtri.
L’intento dei produttori era quello di far conoscere ad un pubblico maggiore la storia partorita da Lindqvis. Il rischio che ne uscisse una porcata era tangibile, soprattutto visto l’impossibile confronto con l’originale. Ma siamo dinanzi ad un signor remake. ;)

elgraeco ha detto...

@ Luke
D'accordissimo.
E credo tu sappia che non sono un contrario al remake a prescindere.
Però, mi citi remake occorsi a distanza di parecchio tempo dall'originale.
Tipo, un remake di Forbidden Planet non mi dispiacerebbe, purché fatto con tutti i crismi. Operazione molto rischiosa perché potrebbe venir fuori la vaccata che nessuno, né tu, né io vuole.
Ma... un remake a due anni di distanza?
Dai, su...

;)

@ Lucius_fox
dici: "L’intento dei produttori era quello di far conoscere ad un pubblico maggiore la storia partorita da Lindqvis"

Eh, non so, distribuire il film di Tomas Alfredson in USA no, eh?
Meglio investire un sacco di soldi per farlo di nuovo. Perché loro lo fanno meglio, si sa. ;)

Aislinn ha detto...

Prima leggerò il libro, poi vedrò entrambi i film. Sono molto curiosa.

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