martedì 7 dicembre 2010

10 campagne pubblicitarie che oggi non potrebbero mai uscire.

Sapete, non tutte le cose erano migliori "una volta".
Almeno nelle apparenze, qualche passo avanti lo abbiamo fatto... in termini di razzismo, sessismo, sfruttamento dell'immagine dei minori e tutte quelle altre cose per cui, al giorno d'oggi, qualsiasi garante per la pubblicità potrebbe facilmente esigere la cancellazione da qualsiasi tipo di media.
Questa breve raccolta di annunci pubblicitari copre un arco che va dai primi anni cinquanta ai primi settanta, e ci fornisce la misura in cui la morale comune si è in qualche modo evoluta – ripeto, se non nella sostanza, almeno nell'apparenza.
Ma, pubblicità a parte, le cose oggi vanno davvero tanto meglio? Ecco, divento triste, malinconico e pure un po' patetico. Arrivederci.

1. La tua mamma non ti lava con il sapone Fairy?
2. Per una migliore partenza nella vita, inizia presto con Coca Cola!

3. Ciò a cui servono le donne.

4. Mostrale che è un mondo degli uomini!

5. È bello avere una donna per casa.

6. Se tuo marito dovesse mai scoprirlo...

7. I medici fumano più Camel di qualsiasi altra sigaretta.8. Soffiale sul viso... e lei ti seguirà ovunque.

9. Love's Baby Soft. Perché l'innocenza è più sexy di quanto tu non pensi.


10. Rasoi di sicurezza Gillette



(bonus) È sempre illegale uccidere una donna?

20 commenti:

claudia ha detto...

per certi versi, direi che non e' cambiato nulla, soprattutto per noi donne, viste sempre con il solito occhio "di riguardo" (si fa x dire...sigh!).
posso aggiungere una cosa che non c'entra nulla con il tuo post ?
quand'e' che metti sul blog i regali che vorresti ricevere per natale ? magari quest'anno potrei prenderti persino sul serio e regalarti davvero una cosa che tu desideri! ;-))

Ariano Geta ha detto...

Beh, quelle sulle donne non sono poi peggiori di certe odierne che rappresentano la donna come un oggetto sessuale.

barbara ha detto...

Io ancora devo capire perché per pubblicizzare una chiavetta Internet – giusto x fare un esempio – c'è bisogno di fotografare Belen Rodriguez ammiccante.
Siamo nel 2010, è passato mezzo secolo ma i meccanismi sembrano essere sempre gli stessi, nonostante l'apparente svecchiamento rispetto le pubblicità di questa galleria... certo che alcune sono terrificanti, tipo quella del tipo che soffia il fumo in faccia... brrr....

Hirilaelin ha detto...

Queste sono orribili, ma appunto potremmo citare parecchie pubblicità odierne - molte delle quali griffatissime, quindi presumo fatte da studi pubblicitari d'alto livello - che mostrano le donne in modo a dir poco becero e fuorviante.

Oppure, in modo avvilente: è successo pochi giorni fa, per esempio, d'un massiccio invio d'e-mail di protesta alla Nikon, colpevole nella sua promozione natalizia d'aver attribuito al felice papà una fighissima macchina fotografica, e alla felice mamma il fighissimo aspirapolvere in regalo.

Con buona pace delle donne fotografe e di tutte quelle che chiedono legittimamente ai propri compagni di non essere le sole ad occuparsi delle pulizie domestiche.
Per la cronaca, la Nikon si è scusata e ha sostituito la propria pubblicità.

In generale, quindi, non credo che sia cambiato molto.

Matteo Poropat ha detto...

D'accordo con chi mi ha preceduto. L'unica differenza è che ora queste ci sembrano troppo dirette ed esplicite, ora è tutto più nascosto (anche se non sempre), ma il concetto rimane lo stesso.

Le donne servono agli uomini, né più, né meno.

Che sia per fare le pulizie o allenarsi alla riproduzione, non fa differenza. L'importante è che ci siano quando servano e poi non stiano troppo a smarronare, che noi si ha altro da fare, di importante.

E la Belen non serve a vendere la chiavetta, serve a tenere la tv sullo stesso canale per l'intera durata dello spot, in modo da garantirgli visibilità, che è la moneta con cui si scambia il denaro in tv. Che poi la chiavetta venga o meno acquistata non fa più differenza, per chi studia la pubblicità.

Gli slogan, in generale, credo (non sapendone niente eh) siano diventati da tempo prodotti di se stessi. Lo slogan, la pubblicità, è il prodotto, che si vende, si scambia, si diffonde. Tanto il consumatore è talmente bersagliato da contenuti di quel genere che va solamente tenuto abbastanza confuso e disorientato, portato fino al negozio più vicino e lì convinto di aver bisogno di una cosa.

Simone ha detto...

Nel passato era piu' facile trovare lavoro, e molto piu' facile morire giovani.

Io fumo marlboro light, pero' il poster del dottore che fuma le camel me lo appenderei in casa o in ufficio!

Simone

Alex McNab ha detto...

C'era meno ipocrisia e meno politically correct.
Il politically correct sta rovinando il cervello della gente.
E poi non è che ora certe pubblicità siano meno sessiste, è che il messaggio è più subliminale, più subdolo.

Uapa ha detto...

Ma sono terrificanti! >.<
Certo che la mentalità di allora era proprio diversa... La coca cola ai bambini, perché fornisce gli zuccheri necessari, i medici che consigliano sigarette, poi ci penseranno gola e denti a dirti la differenza con qualche altra marcaccia, razzismo puro e... Ah, vabbè, la storia delle donne oggetto è un sempreverde, ancora in voga anche oggi... Le donne nella pubblicità: aggressive pantere assatanate o casalinghe maniache del'igiene :-)

Uapa ha detto...

PS: Anche io seguirei un uomo che mi soffia del fumo in faccia :-)
Ma lui non sarebbe contento di essere raggiunto :-)

CyberLuke ha detto...

@Uapa: :D

Larsen ha detto...

sara' che sono geneticamente "politicalmente scorretto", e anche un filino misogino (cosi' mi dicono), ma a me fanno sorridere :D:D

restando sul tema, c'e' una serie tv molto interessante su rai4 che tratta proprio della pubblicita' (e il suo ambiente) negli anni 50/60.

http://www.rai4.rai.it/dl/Rai4/programma.html?ContentItem-091176ad-17c3-4c86-952a-8091ad1a93f4

Matteo ha detto...

Secondo me invece le cose sono cambiate sul serio, non è solo questione di ipocrisia o politically correct. Il mondo è andato avanti in modo importante su certe tematiche. Poi ovvio che il cammino non sia ancora concluso.

Notavo la descrizione di quella della Coca Cola che invita i bambini da piccoli a cominciare a "bere bevande gassate e zuccherine perché così hanno più possibilità di inserimento nel gruppo pre-adolescenziale". Allucinante.

Quella del fumo in faccia penso fosse più che altro ironica (spero) visto che erano sigarette aromatizzate. :)

Anonimo ha detto...

Pubblicità agghiaccianti, e tuttavia... la cravatta della Van Heusen è molto peggio della pubblicità!

sekhemty ha detto...

Forse qualche piccolo passo in avanti è stato fatto, ma come altri hanno già detto penso anche io che molto spesso oggi certe cose non vengano mostrate esplicitamente ma in maniera molto più subdola.

E le donne-oggetto in pubblicità ci sono ancora.

Valerio ha detto...

Concordo, quella cravatta è peggio di qualsiasi pubblicità.
In quel campo si che sono stati fatti progressi!

Fra ha detto...

Un altro dei tuoi post troppo interessanti! :)
Mamma mia, queste sono allucinanti! Comunque, è vero che la situazione (in pubblicità) è decisamente "migliorata", ma è anche vero che la donna continua - troppe volte, secondo me - ad essere vista come donna-oggetto, in maniera alcune volte meno diretta (altre no!).
Ovvio che la "colpa" è del pubblico, se alla gente desse fastidio vedere donne nude dappertutto, le pubblicità con donne nude finirebbero... considerato il bel paese in cui viviamo, credo che comunque questo non finirà mai...

sekhemty ha detto...

Secondo me c'è un "concorso di colpa" fra "domanda" ed "offerta":la responsabilità è anche di quelle donne che accettano questi mezzi per promuoversi, per ottenere facilmente visibilità.

Maura ha detto...

Ci sarà stata anche meno ipocrisia come dice Alex, ma erano (e sono) allucinanti lo stesso... E oggi, persino comiche (riesco persino a capire Larsen che sorride).
Il politically correct è una patina del mondo moderno per mascherare le stesse brutture che ci sono, sostanzialmente identiche, anche oggi.
Però, almeno, certi estremi sono stati stemperati.
E Cyber, quando ci regala periodicamente le sue selezioni di pubblicità from the world, dimostra che "un altro mondo è possibile", almeno nella comunicazione.

Davide Mana ha detto...

La cosa veramente agghiacciante è che l'atteggiamento di base di queste pubblicità, lo si ritrova anche negli articoli delle riviste d'epoca.
Anche, terribile ma vero, quelle scientifiche.
Cose della serie "Gioite donne, la cucina del futuro cuocerà col laser!" oppure "La messa in piega perfetta ve la fa il robot."
Date un'occhiata a Modern Mechanix, e vedrete che roba...

PS: comunque concordo sulla cravatta.
Un crimine contro tutto ciò che è sacro.

Dama Arwen ha detto...

Sono diventate davvero anacronistiche e oramai anche io le vedo come qosa di improponibile ai giorni nostri... la prima ricorda Calimero, che era nero e il detersivo AVA lo faceva tornare bianco...

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