mercoledì 22 dicembre 2010

Dive, dee, e persone gentili.

Ieri ero fermo a uno dei semafori che Dio ha messo sulla mia strada per farmi riflettere sulla caducità delle umane cose, e naturalmente per permettermi di consultare l'iPad per qualcosa di assolutamente inutile, tipo vedere se qualcuno ha commentato il mio ennesimo, inutile post.
A un certo punto, sopra l'autoradio che sparava canzoncine natalizie che sempre metto in questo periodo per autoconvincermi di vivere in un film di Frank Capra, sento, attraverso il finestrino rigorosamente chiuso per via del freddo dicembrino qualcuno strillare: "Scusaaaaa!"
Alzo gli occhi dal mio pezzo di vetro magico e incrocio lo sguardo con l'automobilista alla mia destra.
È una ragazza, mora, sui venticinque anni, e si sporge dal finestrino di una Matiz argento. Ed è bella come una diva. Una diva vera.
Ora, se fossi stato uno figo, un figo vero, avrei avuto un'Audi TT o un'altra macchina che – non come l'Aygo – ha i comandi dell'alzacristalli sdoppiati sulla portiera del pilota. E non avrei dovuto sbracciarmi, ulteriormente ingoffato dalla cintura di sicurezza, fino alla portiera opposta per abbassare il vetro.
E sentire di cosa si scusasse con me quella diva metropolitana.
"Sì". Le avrei detto "sì" anche se mi avesse chiesto: "Ti piacciono, i nazisti dell'Illinois?"
"Scusa, da che parte per piazzale Clodio?"
"Devi… devi arrivare al semaforo, e prendere la rampa che sale sulla destra".
"Il semaforo? Vuoi dire il prossimo?"
Ha dei denti fantastici. Bianchi che sembrano finti. Perfetti. Il semaforo. Quale semaforo?
"Uh, no… quello dopo… anzi… quello dopo ancora… cioè…"
"In realtà, devo andare a via Teulada…"
Ecco. È chiaro. È una diva della televisione. Come ho potuto non pensarci?
"Seguimi, ci vado anch'io". È vero, ci passo tutte le mattine. Ma avrei mentito spudoratamente. Sicuro come che la batteria del mio iPhone non arriva a sera.
Lei mi fa un sorriso da diecimila watt. "Che bello, una persona gentile".
E in un attimo faccio un sacco di pensieri meschini, del tipo: non ci credo che una così non incontra altro che "persone gentili". No. Non ci credo proprio. Non è possibile. Ma riparto. E la Matiz argento dietro.
Guido per corso Francia, via del Foro Italico, costeggio lo Stadio Olimpico. Mi assicuro, guardando nello specchietto più frequentemente del necessario, che la Diva mi segua. Quanti di voi hanno una Diva che vi segue?
Arrivo a via Teulada, io devo andare a destra. Mi fermo, e mi sporgo dal finestrino. La Matiz si affianca, e abbassa quello del passeggero. Da dove si affaccia una seconda ragazza.
Ancora più bella della prima.
Mora come il peccato, levigata come con il gaussian blur di Photoshop.
È una candid camera. Sono in una candid camera. Non c'è alcun dubbio.
Una Diva che porta a spasso una Dea. Ma per favore.
"Sei… siete arrivate", le faccio, cercando in quel viso un'imperfezione qualsiasi, un neo, un'asimmetria, un niente.
E quella che fa?
Mi guarda, increspa le labbra in un sorriso che avrebbe posto fine seduta stante all'inverno appena iniziato e mi fa l'occhiolino.
L'occhiolino. Una Dea mi ha appena fatto l'occhiolino.
Ripartiamo in direzioni opposte, e io non investo una signora col suo barboncino per dieci centimetri.
Chiudo gli occhi. Me le sono inventate, mi dico. E quindi le posso far sparire non appena lo voglia.
Vero?

17 commenti:

Ettone ha detto...

chi erano chi erano... dai dai... avrai segnato il numero di targa... avrai iniziato lunghe ricerche sull'iride... AVRAI FATTO QUALCOSA?

...ma no, forse è meglio così... è bello che le cose belle rimangano ovattate da quell'alone di mistero che le rende perfette anche quando, magari (e sottolineo magari), non lo sono...

BlackBox ha detto...

Dovevi scendere dalla macchina (ricordandoti di slacciarti la cintura, stavolta), e con fare disinvolto invitarle a bere un cappuccino.
E poi decidere chi sposare delle due.

Christian ha detto...

E poi darmi il numero dell'altra, ovviamente... ;)

Valerio ha detto...

O puoi cercare di dimenticarle pensando a quanto la loro vita sarà sicuramente più facile ed in discesa rispetto alla tua grazie al loro essere dive e dee.
Non è un buon motivo?

Roberta la Dolce ha detto...

Eh, ma divette & dee hanno carriera breve.
(modalitàVolpe & uva/off)

elgraeco ha detto...

"ha i comandi dell'alzacristalli sdoppiati sulla portiera del pilota"

Ehi, ma per questo basta una 206. Pure vecchia, come la mia... ahahahah

Comunque, 'ste cose sono capitate anche a me. Più di una volta, soprattutto quando ero costretto in treno per l'università. Sono cose belle che devono finire così, subito. Senza un perché.
Sennò non esistono.

;)

Gaia ha detto...

Oppure: pattuglia la zona intorno via Teulada alla ricerca della loro macchina parcheggiata ( ti dò un indizio: sicuramente è in divieto di sosta, due così sai che ci mettono a farsela togliere una multa), e aspettale, facendo finta di essere arrivato là x caso...

zaXon ha detto...

(modalitàVolpe & uva/ON)
oppure, visto che sono cosi belle, pensale a letto con il Ns. premier. Cosi in un sol colpo scendono dalle stelle e sprofondano nella fanga.
E ti togli pensiero e sogno in un sol colpo ;-)

Valerio ha detto...

@roberta:
se le dive&dee si sanno giocare bene le loro carte, in quel lasso di tempo di vita pubblica che ormai si va allungando sempre più, guadagnano più di quanto riusciremmo a fare noi in tutta la nostra vita.
Io dico che basta come motivazione per cercare di dimenticarle :D

claudia ha detto...

io i comandi alzacristalli li ho entrambi comodamente sopra alla leva del cambio...una semplice panda nuovo modello, pfui!!
comunque le due dee e' meglio che le lasci li' dovo sono, nei tuoi sogni cioe', perche' senno' Ari ti curca di mazzete, e poi dopo comincio io (per solidarieta' femminile of course!)...

Yeeshaval ha detto...

elgraeco c'ha ragione: queste cose sono belle perché estemporanee, inattese, immaginifiche.
Per dieci minuti tutto può essere e tutti possiamo essere.
Una volta ero su un interregionale che mi portava a casa, e la linea andava a singhiozzo per non so quale diamine di problema, e io avevo la faccia incollata al finestrino pensando "Maremma maiala, qua nun s'arriva più", quando dalla parte opposta arriva un altro interregionale, e si ferma accanto il mio.
Un tipo stava al finestrino come me, e ci siamo ritrovati a fissarci negli occhi, ipnotizzati l'uno dall'altra. E il bello, o il brutto, era che sapevamo entrambi che quel momento sarebbe potuto finire ad un istante all'altro, quando uno o entrambi i treni si sarebbero mossi di nuovo, anche solo per pochi metri.
Quando è accaduto, e ci siamo persi per sempre, mi sono immalinconita e mi è durato fino a sera.

Fra ha detto...

mentre io è tutto il giorno che cerco di scrivere un racconto, pensando invidiosa a come vi vengono bene - a te e a qualche altro che leggo in giro -, tu te ne esci con questo... che bello! vero o finto che sia... :))

Dama Arwen ha detto...

Che carino questo anedotto! E anche il tuo, Yeeshaval ^^

@zaXon: ma che tristezza... non sai sognare?

Izzy ha detto...

Un minimo di intraprendenza? Sono occasioni che non ci si può far sfuggire! E te lo dice un sociopatico... XD
Con il lavoro che fai, potresti anche un po' tirartela, no?

zaXon ha detto...

@Dama Arwen: Tra tutti i commenti di risposta immedesimati e coinvolti riguardo la vicenda di CyberLuke volevo sdrammatizzare un poco. Ma c'è sempre il rischio di essere frainteso e infatti... Scusami se ti ho svegliata di soprassalto.

Gloutchov ha detto...

Che bel post! Ed è bello così... una esperienza delicata, quasi magica.

Mica come il vaffa che mi son preso da una tipa solo perché le ho chiesto l'ora (io non porto l'orologio al polso e... avevo il cell scarico!).

Vabbé... poi lei si è scusata, credeva ci stessi provando... però... mammamia!

zuchan ha detto...

e come dice sempre mio fratello: non potrà mai essere più bello di così...

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