martedì 21 dicembre 2010

[RECE] Quark XPress 8

Siate onesti. Quante volte vi è capitato di vedere una copia originale di Quark XPress?
Sarò onesto anch'io con voi: a me, tre.
Che, nell'arco di una carriera nel mondo della grafica, non è poi molto.
Dopo anni di pirateria consapevole, ho convinto la mia agenzia ad acquistare non una bensì –udite udite – due copie del software di impaginazione più conosciuto al mondo, e ritrovarmi tra le mani la confezione nuova fiammante, col cellophane da scartare e all'interno un vero codice d'attivazione unico e solo per me mi ha procurato un piccolo brivido d'emozione... e un pizzico di nostalgia, visto che è dal 1994 che uso questo macchinoso, ostico, instabile, costoso programma per fare... uh... diciamo, qualsiasi cosa?
Dato che la sua popolarità, negli ultimi anni, ha subìto un pericoloso declino dovuto principalmente alla comparsa del primo, vero concorrente degno di questo nome (InDesign, per chi fosse vissuto su Marte fino a oggi), e non essendo il sottoscritto tra le (peraltro nutrite) schiere di fan del pacchetto Adobe ma al contrario prova una strana, perversa forma di affezione verso Quark XPress, gli dedicherò questa (tardiva, visto che apparso sul mercato già da un bel pezzo) recensione.

La confezione.
La confezione è molto più snella di una volta, ed estremamente leggera... questo perché, ormai da tempo, non include alcun manuale di supporto cartaceo. Sul DVD è presente un PDF di 443 pagine. All'occorrenza, dovrete consultare quello.

Cosa mi serve?
Magari ricordate come la penso sulla politica delle software house: spesso (non sempre), le nuove versioni dei programmi sembrano appositamente messe in commercio per farvi pensare che il vostro computer sia una vecchia carretta, e che, se solo lo sostituiste col nuovo modello, quel programma girerebbe che è una meraviglia. Esattamente come ora gira quella vecchia versione, che a ben guardare, tanto vecchia non è.
Come potrete quindi facilmente immaginare, QuarkXPress 8 non fa eccezione. I requisiti hardware minimi sono un Mac G4 (raccomandato un G5 o un Mac con processore Intel) con MacOSX Tiger (o superiore), o un PC con Windows XP.

L'installer si è semplificato, segue le guidelines previste da Apple e si presenta così:
Dopo aver cliccato su "continua", l'installer chiede che tipo di installazione si desidera.
Si può scegliere la versione di prova, completa di ogni funzione, ma valida solo trenta giorni, oppure l'installazione standard, che richiede la digitazione del lungo codice alfanumerico presente nella confezione del software:
Ora, la Quark ha una lunga tradizione nell'escogitare sistemi per proteggersi contro la pirateria. I grafici di vecchia data forse ricorderanno la chiavetta hardware ADB da frapporre tra la tastiera e il Mac per far funzionare il programma, o il floppy disk da inserire durante l'installazione da CD e che non poteva essere copiato perché fornito dalla Quark con dei settori appositamente danneggiati.
Oggi, avere una copia del DVD d'installazione un codice valido non è sufficiente: al primo lancio del programma, questo si collegherà a un database remoto Quark, che provvederà, se tutto è in ordine, ad attivare definitivamente XPress.
Ma, dicendocela proprio tutta... finora, a breve distanza dal rilascio ufficiale, non c'è stata una sola versione di Quark XPress che non sia stata craccata, per quanti sforzi possa aver profuso (e investito) in tecnologie anticopia la casa madre.
Giusto per dirvi che acquistare una copia (o meglio, la licenza d'uso) di XPress 8 non è l'unico modo per metterci le mani sopra.

Ma, in sostanza, cos'ha di nuovo la nuova release di XPress?
Che ne dite di una nuova interfaccia utente?
Manomettere un'interfaccia che è praticamente un'istituzione, anche se tutt'intorno gli altri software si fanno il lifting, è una mossa azzardata. Parte del fascino che XPress tuttora esercita tra gli utenti di vecchia data è dovuto al suo ambiente di lavoro funzionale e razionale, orientato semplicemente alla produttività, senza perdersi in fronzoli, fighetterie 3D o pulsanti traslucidi.
Xpress è da sempre asciutto, pratico, veloce, anche nell'interfaccia utente, resa col tempo rapidissima da usare grazie alle numerose shortcuts inserite nel programma. Eppure, con XPress 8, Quark propone una profonda revisione estetica.

La nuova interfaccia dovrebbe semplificare le operazioni di impaginazione, ma in realtà è una falsa semplificazione, in quanto gli strumenti che ci servono non sono stati eliminati ma solo resi "a comparsa". In virtù di cosa, non l'ho proprio capito: un pulsantino in più sulla già risicata palette strumenti occupava troppo spazio?
Perché, ad esempio, lo strumento di rotazione è stato eliminato ed integrato in un cursore sensibile? Chi gliel'ha chiesto?

I tools per concatenare il testo sono stati inseriti con lo strumento “Contenuto testo”, e ora ci sono due strumenti separati per la modifica dei contenuti testo e immagine... ma almeno selezionando una finestra immagine o una finestra testo la scelta dello strumento specifico è automatica.
Le palette e le finestre fluttuanti sono diventate grigie. Perché? A parte che fanno parecchio Windows style, sono meno leggibili di quelle vecchie di colore bianco ghiaccio.
Un'altra cosa che mi ha fatto salire istinti omicidi è aver nascosto i pulsantini per scegliere l'attributo del carattere: per qualche oscuro motivo, i designer dell'interfaccia di XPress 8 hanno lasciato solo visibile le opzioni per il corsivo e per il grassetto. Le altre (maiuscolo, maiuscoletto, apice, pedice e compagnia) sono disponibili solo accedendo al menù a tendina fx: ce ne voleva per complicare una cosa semplice, ma questi idioti ci sono riusciti.


Nuove abitudini.

Tutto il nuovo XPress è disseminato di piccoli cambiamenti, spostamenti e (apparenti) sparizioni.
Gli stili d'angolo, ad esempio, sono finiti in un menù a tendina nella finestra di dialogo Modifica, nel caso steste diventando isterici nel cercarli.
Oppure: lo strumento di rotazione è sparito dalla palette, ma se si avvicina il cursore sulla parte destra di un box, il puntatore cambia e può essere usato per ruotare l'elemento.
Ancora, nella nuova, strimimzita palette non troverete più gli strumenti box testo e box immagine, ma solo box generico. Voi disegnate il box, e se vi si importa del testo, si trasformerà in un box di testo, se vi si importa un'immagine, assumerà gli attributi di un box di immagine.
Sembrano modifiche banali, in realtà vanno a modificare significativamente abitudini lavorative radicate da anni in migliaia di utenti... e solo il tempo potrà dire se questa scelta è azzeccata o meno.
Una novità interessante – ma che richiede assuefazione – è la possibilità di visualizzare l'intero file inserito attraverso la sua finestra immagine, con agli angoli le maniglie per intervenire col cursore. Serve davvero? Mah.
Una novità simpatica è che nella palette delle dimensioni (quella orizzontale nella parte bassa), nell’angolo in basso a destra ora possiamo leggere la risoluzione di output dell’immagine selezionata... il che fornisce un feedback immediato sulla qualità di stampa che otterremo. Non una rivoluzione, ma una feature gradita.

Diamoci una svegliata.
Dove XPress 8 ha fatto grossi passi avanti, adeguandosi ad InDesign che – va riconosciuto – si è conquistato i favori di migliaia di XPress users con tutta una serie di facilities che Xpress avrebbe potuto (e dovuto) implementare già anni fa, è nella possibilità di importare direttamente i file nativi di Photoshop e di Illustrator... il che potrebbe sembrare un'ottima cosa, se non fosse che la possibilità offerta da InDesign di "accendere" o "spegnere" selettivamente i livelli dell'immagine importata fa sembrare una feature basic quella di XPress 8. E qui, c'è poco da dire: InDesign straccia Quark XPress.
(Ah: tra i nuovi formati importabili, adesso ci sono anche i file nativi di Illustrator e i PDF, ma anche qui senza alcuna possibilità di modificarli.)

Per contro, ora è possibile trascinare con la tecnica del “drag and drop” direttamente i file da inserire nel nostro layout: automaticamente, se è un’immagine viene inserita in una finestra immagine, se è un file di testo in una finestra testo. Apparentemente, una banalità, ma che diventa una salvezza quando nello stesso impaginato vanno importate decine di immagini.
Ecco, questo sì che fa risparmiare un sacco di tempo.
Tra le altre cose: se ora si importa (o si trascina) un'immagine molto grande, XPress crea un box immagine in scala ridotta che non oltrepassa i limiti della pagina, in modo da poterlo facilmente ridimensionare senza dover scorrere il documento cercando di trovare le maniglie.
Altri cambiamenti riguardano il comportamento dei box: ora è possibile ridimensionarli dal centro facendo clic e trascinando una maniglia tenendo premuto Option / Alt (Opzione / Mela su Mac). Inoltre, esattamente come nei programmi Adobe, ora è possibile duplicare un elemento cliccandoci sopra e tenendo premuto Option/Alt. Ad ogni modo, il comando Duplica Speciale è rimasto là al suo posto, quindi è possibile ancora duplicare gli oggetti alla vecchia maniera.


I vecchi strumenti linea sono stati unificati in un tool che disegna linee ortogonali. I vecchi strumenti Tracciato sono diventati parte di un nuovo set di Strumenti Bézier (dove troverete anche lo strumento forbici). Per disegnare un percorso di testo, tracciate una linea e quindi fate doppio clic su di essa utilizzando lo strumento Contenuto Testo.

Prendi una scorciatoia.
Quark ha standardizzato le sue scorciatoie da tastiera, in particolare i tasti alfabetici per la commutazione degli strumenti (che, non credo davvero sia un caso, imitano quelli usati nella Creative Suite di Adobe). Quindi basta premere V per ottenere lo strumento Selezione, R per il contenuto dell'immagine, T per lo strumento Testo e così via. Si possono scorrere le scelte dello strumento che condividono la stessa scelta rapida (come lo strumento Penna) continuando a premere il tasto di scelta rapida (premendo una prima volta P si ottenere la Penna, la seconda volta si accede allo strumento Aggiungi Punto, quindi Rimuovi Punto, eccetera). Devo ancora sperimentarle tutte, ma mi sembra che tutte le altre vecchie shortcuts funzionino ancora… anche se Quark si è divertita sadicamente a cambiarle nel corso degli anni, costringendo generazioni di designer a reimpararle da capo.

Benvenuti.
Un'altra cosa comoda che Quark ha pensato introdurre è una specie di palette di fogli stile però dedicati agli oggetti. È possibile impostare un foglio stile che definisce lo spessore del tratto, i colori, il Circonda eccetera, e applicare lo stile a singoli elementi o a gruppi con un solo clic.
La finestra di dialogo Trova / Cambia ha subito una bella iniezione di steroidi, e adesso può cercare e sostituire proprietà degli oggetti del vostro documento in base a centinaia di criteri diversi. Ad esempio, è possibile trovare tutti i box immagine con un filo di due punti e mezzo di colore rosso al 40% e quindi modificarli tutti assieme indicando nuovi attributi. E vi assicuro che, se state lavorando su un documento di parecchie pagine con decine se non centinaia di elementi, il risparmio di tempo può essere impressionante (e, sì, lo so: gli utenti di InDesign possono farlo già da un bel pezzo).

Aggiornamento veloce dei Fogli Stile: per modificare la formattazione su un foglio di stile, ora è possibile semplicemente selezionare il testo nel nuovo formato e fare clic su Aggiorna nel foglio di stile palette. Le modifiche verranno applicate al foglio di stile selezionato.


Miniature delle pagine. Una palette pop-up nella parte inferiore dello schermo mostra una miniatura delle pagine del vostro progetto. Potete scorrere le miniature usando i tasti freccia, e ingrandirle e ridurre. Funziona persino meglio di quella di InDesign.



Ciò che vedi è ciò che ottieni. Finalmente. Forse.
Ok, Quark ci aveva già provato a implementare un Menù Font WYSIWYG, ma era di una lentezza esasperante. Sulla versione 8 sembra funzionare discretamente: la prima volta che si apre il menu caratteri c'è è un ritardo di un paio di secondi, dopodiché il menu WYSIWYG scorre con fluidità ed è certamente di grande aiuto. Certo, non funziona ancora perfettamente (alcune delle mie font non vengono visualizzate correttamente e il ritardo iniziale è irritante), ma rispetto la versione 7 è un altro mondo. È possibile disattivare la visualizzazione WYSIWYG nelle preferenze.

Salvare o esportare... questo è il problema.
Manco a dirlo, le vecchie versioni di XPress non potranno aprire i documenti creati con la 8.
Se si vuole mantenere la retrocompatibilità, bisogna esportare i file nel vecchio formato... e, una volta di più, qualcuno dovrebbe spiegarmi perché non era sufficiente includere un'opzione nel comando "Salva", come fa da anni Illustrator, ad esempio.
Sotto la voce "cose buone e giuste", abbiamo ancora: un modulo per creare animazioni in Flash senza lasciare l'applicazione, nuovi bottoni per arrivare direttamente alle pagine mastro, possibilità di salvare in nuovi formati, nuovi menù contestuali e una migliore sincronizzazione tra diversi documenti appartenenti allo stesso progetto: vuol dire che, attuando una modifica, questa viene applicata automaticamente a tutti i vari layout associati, indipendentemente dal fatto che siano in HMTL, Flash o .QXP.
Che poi non abbia mai visto o sentito qualcuno che utilizza la funzione di layout multipli all'interno dello stesso progetto, è un'altra faccenda... ma potrebbe dirla lunga su come le software house puntino – a volte – su taluni aspetti che poi vengono sistematicamente ignorati dagli utenti (l'uso, o meglio il non-uso di Bridge all'interno di Photoshop ne è un altro esempio).

Considerazioni sul prezzo
Quark XPress 8 costa 1.350 euro, quasi tre milioni di vecchie lire. Un prezzo, se inquadrato nell'ottica della produttività editoriale professionale, del tutto adeguato, molto di più che negli anni novanta e anche duemila, dove per portarsi a casa il pacchetto d'impaginazione più diffuso al mondo bisognava spendere due o tre volte tanto.
Potete acquistare il suo diretto concorrente, InDesign, a praticamente lo stesso prezzo... poi, certo, per poche centinaia di euro in più, potete avere anche Illustrator e Photoshop, ma questo fa parte della politica commerciale di Adobe.

Conclusioni
Non tutti si sentono necessariamente attratti dalle soluzioni tecnologiche più sofisticate (o che comunque vengono propagandate come tali).
Usiamo ciò che funziona, quello che ci mette a nostro agio, e – non ultimo – che ci fa risparmiare. Centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo usano QuarkXPress e sono certo che ancora oggi, dopo la grande perdita di quota di mercato dovuta all'ingresso di InDesign, Quark detiene ancora il monopolio in parecchi settori. E questo lo dico sia sulla base della mia esperienza professionale che su quella di amici, colleghi e fornitori. E se siete di un altro avviso, è perché Adobe fa molta più pubblicità ai suoi prodotti (tra l'altro, ottima pubblicità a ottimi prodotti, beninteso).
Se siete utenti di QuarkXPress 7, potreste essere interessati ad effettuare l'aggiornamento alla versione 8. Le nuove funzionalità e i miglioramenti sono numerosi e giustificano l'incremento della versione (cosa che non accadeva, ad esempio, dalla 4 alla 5… e anche la 7, diciamolo, è una 6.5 stabilizzata e corretta). Potreste apprezzare il tool box semplificato (che io, invece, detesto), i fogli stile per gli oggetti, l'importazione tramite drag and drop e altre features di cui io non ho neanche parlato perché non le ho ancora provate.
Oppure potreste continuare a vivere felici con la versione 7, che funziona davvero bene, è veloce, stabile (e quando crasha salva tutto il salvabile) oltre, naturalmente, ad essere l'ultima versione in assoluto a mantenere il feeling che trasmetteva la storica 3.3, sul quale il sottoscritto si è fatto le ossa.

Quello che vi consiglio è di scaricare la versione di prova dal sito Quark, e testarla liberamente per un mese. Deciderete da soli se vi cambia la vita o se vi sembra solo un wannabe InDesign.
Quel che è certo, è che con XPress 8 Quark ha dimostrato che, nonostante l'arroganza delle sue scelte (o non-scelte) commerciali, nonostante la pigrizia progettuale, nonostante l'avidità (e mettiamoci dentro anche la crisi dell'editoria cartacea), è ancora in grado di tirare fuori i suoi conigli dal cappello... fosse pure perché spronata anche dalla concorrenza agguerrita che le sta facendo Adobe.

20 commenti:

laFra ha detto...

ma a che ora ti svegli per aggiornare il blog? "."

Ettone ha detto...

come direbbe Francesco Salvi rispondo "non credo che ce la posso farcela"...

Ho abbandonato con grande piacere Xpress tre anni fa e ho sposato Indesign che uso anche per farci i toast... e solo dio sa quanto ringrazi Adobe per questo programma...

Un po' meno per Illustrator perché anche io, come te se ben ricordo, sono convinto che non solo sia macchinoso e abbia dei veri labirinti interni per raggiungere funzioni "banali e scontate", ma si chiude troppo spesso in modo inaspettato perdendo tutto... Cosa che invece Indesign non fa e se anche lo facesse l'autosafe ti farebbe ritrovare tutto al riavvio...

LUIGI BICCO ha detto...

Croc e delizia di tutti i grafici, in effetti. Uso anch'io x-press da più anni di quanti posseggo un cellulare. E non ho mai cambiato idea, al riguardo. Con l'arrivo di InDesign quanto meno è aumentata la scelta a 2. Ma mentre anni fa sembrava che il software della adobe dovesse definitivamente sostituire quello della quark (ragionevolmente per una questione di prezzi, soprattutto), poi la cosa è morta lì. Tutti i fornitori con cui lavoro e che richiedono file aperti, li richiedono in x-press. A mio avviso rimane il software più immediato.
Personalmente implementerei solo la parte vettoriale (non ci si può fare un granchè) e soprattutto sono passati tanti ani e ancora non hanno capito che potrebbe servire lavorare su un documento più grande di 1219,2 mm (margine massimo per un nuovo file di x-press). Non sempre si può lavorare in scala.
Non è che ci va tutto questo pozzo di scienza a capirlo. E anche la possibilità di inserimento di documenti affiancati di diverse dimensioni nel layout pagina non sarebbe male, dopo tutti questi anni.

Ma tant'è... quando smetterò di usare un qualsivoglia software di impaginazione, avrò fatto un grosso passo avanti :)

LUIGI BICCO ha detto...

Sono passati tanti "anni", volevo dire. "Anni", non "ani" :)

Fra ha detto...

Uh che bello: un tuo post tecnico che no mi ha fatto sentire come un'aliena ignorante!
Quando mi sono cimentata nella mia prima esperienza lavorativa, nel 1997, usavo Quark X press release 2 o 3 e qualcosa con un Mac. Ho lavorato nel campo solo fino al 2000 - l'ultima versione che ho avuto tra le mani è stata la 4 - e alla fine saltuariamente, ma parlare di x press mi ha fatto tornare in mente UN SACCO di ricordi! oltre che mi ha ricordato quanto mi piaceva lavorare in quel campo... :))

BlackBox ha detto...

Anch'io, come tanti, ho iniziato con XPress, affiancandolo a ID quando uscì con una versione veramente produttiva e infine sostituendolo con esso.
Credo di essermi anche scordata come si usa, ormai... Non che abbia cattivi ricordi, ma ho trovato da subito ID migliore e più flessibile, magari più confusionario e frammentato (il secondo monitor che mi sono regalata è perfetto per ficcarci tutte le sue palette) ma non credo tornerei indietro...
Cmq, bella review! ;-)

Andrea Bollino ha detto...

XPress tutta la vita.
InDesign è un grosso giocattolo luccicante ma goffo.
Con l'8 mi trovo meno bene che col 7, ma son soldi spesi bene.

Matteo ha detto...

Uso XPress da 12 anni e ID dalla versione CS. In tutti questi anni ho continuato ad usarli, a seconda del programma che si adattava meglio al mio progetto.

Xpress ha il vantaggio di essere molto più snello e incredibilmente veloce e intuitivo su alcune cose. Ad esempio, quando faccio una rivista giovanile, mi trovo molto meglio con Xpress nelle operazioni di sovrapposizione di finestre vuote per lo scontorno e anche il "circonda con testo" alla fine mi piace di più.
Sempre nelle stesse riviste, però, ID dà la possibilità di usare vari tools di sfumature delle finestre, di sottolineature del testo e robette varie che rendono il tutto più veloce e produttivo.
Per contro, la gestione delle finestre di testo e di immagine mi piace ancora di più in Xpress, perché cliccando inavvertitamente vicino al box, in ID rischio sempre di modificare la forma della finestra coi punti di Bezier, una cosa veramente irritante.

La versione 8 di Xpress ha introdotto delle cose positive (esempio la rotazione delle immagini dall'angolo del box) e rispetto alla versione 7 non noto peggioramenti, se non forse una maggiore lentezza generale, ma lì forse dipende anche dal mac che si usa. Non capisco il cambiamento di palette, queste nuove sono brutte e infantili, anche se alcuni accorpamenti a differenza di quanto ritiene Luca li trovo intelligenti.
Carina l'idea di fare il fondo dell'area di lavoro bianco sporco, così si vedono anche le finestre bianche lasciate lì a marcire.

Quello in cui a mio avviso ID supera Xpress senza nemmeno dover combattere è nella creazione di libri. Le note automatiche (che non capisco perché la Quark ancora non abbia inserito), le tabelle che si dividono nelle pagine, la gestione più facile dei fogli stile e gli stili nidificati (tanto per citare le prime cose) sono tutte features che facilitano enormemente (senza esagerare) la lavorazione.

Ultima cosa. Perché per ridurre la % di grandezza di un'immagine in Xpress devo scriverlo due volte? È troppo difficile mettere un pulsantino che vincoli la base all'altezza? QUARK SPIEGAMELO!

Larsen ha detto...

abbandonato xpress da anni, e non me ne pento... l'ho sempre odiato... macchinoso, lento, nessuna integrazione con gli altri programmi... adesso queste lacune le stanno migliorando, ma francamente, dopo essere passato ad indd, non sento la necessita' di tornare indietro.

*blue* ha detto...

Io mi trovo troppo bene con inDesign, perché si integra perfettamente con Photoshop, Illustrator e Acrobat Professional - e vorrei anche vedere, visto che sono tutti e 3 di Adobe (Creative Suite). comunque è sempre questione di gusti e di come uno si trova meglio, ci sono da molti anni oramai fan di inDesign e fan di Quark che difendono e consigliano o l'uno o l'altro.
Ho lavorato con entrambi, ora per me però resta imbattibile inDesign, ci si lavora perfettamente dall'inizio fino al risultato stampato, niente problemi con trasparenze, font, foto allegate, esporto dati per la stampa ecc.
Ho provato anche Scribus, conosci? Devo dire che per uno che non se ne intende tanto di impaginazione non è mica male...

Alessandra ha detto...

Ah Xpress, my love... lo uso da tanto ed è il programma che so utilizzare meglio. Sono fortunata che da me lo usano ancora (cosa rara in uk) ma non mancherà molto al momento in cui sarò costretta ad usare ID. Ma per me lui resterà sempre il più preciso e professionale. Trovo che Adobe abbia un'interfaccia troppo friendly e mi da l'idea che chiunque non sia un grafico che sappia usare un minimo PS si ritrova anche con ID, quindi concorrenza di bassa qualità.

raziel ha detto...

Beh, io dei crash.log di InDesign ci sto facendo la collezione... :P
Dopo la 6, Quark è molto più stabile e le rare volte che mi crasha mi recupera tutto nella cartellina QuarkRescue.
Al lavoro uso indifferentemente l'uno o l'altro, a seconda di quello che devo fare, come fa Matteo.
Per certe cose InDesign è più indicato, importazione dei file nativi di PS, gestione dei livelli, trasparenze.
XPress è più veloce e pratico per altre robe, e lo uso ad occhi chiusi, e, come ho detto, non mi crasha mai.
Con la versione 8, poi, ha recuperato parecchio terreno che aveva perso. Ma temo che il danno in termini di immagine ormai sia fatto, e chi l'ha abbandonato non torna indietro.

Larsen ha detto...

mi correggo... e spiego meglio cosa odio di xpress...

diciamo che e' un "trauma infantile".
quando ancora lavoravo su xpress, l'adsl era ancora solo in nome storpiato di una brutta malattia, i piu' fortunati viaggiavano in isdn (con invidia di tutti quelli che li conoscevano), quindi i file per la stampa giravano su quelle dannate cartucce jaz da 1gb (ovviamente se ne mandavano sempre due copie, si sa' mai).

era anche ben lontano dall'arrivare il "santo graal" di tutti i grafici: il pdf.

o meglio, esisteva gia' il distiller per far uscire file postscript da convertire in seguito, pero' il panorama degli stampatori (si andava ancora su pellicola) era desolante da quel punto di vista, quindi toccava mandare il file sorgente (mi vengono i brividi solo al pensiero).

ora, il file sorgente di xpress all'epoca era un delirio di immaginette ad un colore (se si andava di colori dichiarati), tracciati di ritaglio, font, ovviamente tutte le foto: il rischio di dimenticare qualcosa era sempre dietro l'angolo... anche perche' il dannato ti faceva vedere l'anteprima, ma se mancava l'immagine, solo in stampa te ne accorgevi poi.

per quartini preferivo di granlunga freehand con la sua comodissima opzione "allega immagini", che le inglobava nel file, e tanti saluti.

insomma, forse se cominciassi oggi ad usare xpress e indd, non sarei cosi' spaventato, e sceglierei probabilmente di usarli entrambi a seconda del tipo di pubblicazione da realizzare, resta il fatto che ogni volta che vedo l'icona di xpress mi si sviluppa una sindrome da tunnel carpale istantanea...

CyberLuke ha detto...

A me di trasmettere i file sorgenti non me ne fregava una beata ceppa.
Facevo un bel "raccogli dati per la stampa", poi se la vedeva lo stampatore: se toppava qualcosa, era un problema suo.
Il pdf, per me, è solo un passaggio in più e quindi una rottura di palle in più.

Dama Arwen ha detto...

Nuooooooo!!

InDesign Forever!!!!!

È la solita eterna diatriba tra grafici se è meglio Xpress o ID, Freehand o AI.

Io, dopo aver usato per 8 anni Xpress, appena ho avuto la CS1 di InDesign disponbile, ho immediatamente abbandonato Xpress (che all'epoca era tra le versioni 5 e 6)

Ehhhhhh :-))

mAs ha detto...

per quanto mi riguarda Xpress è stato superato. Punto. Quindi non mi avrà mai più. Punto.





PS: l'ho odiato...

Daria ha detto...

Buongiorno a tutti!
Non sono una frequentatrice di questo blog, ci sono capitata per caso, ma volevo dirti che condivido in tutto e per tutto ciò che dici.
Faccio libri: non manifesti, riviste o volantini - proprio LIBRI, a volte con svariate centinaia di pagine e molto testo.
Da utente Xpress di vecchia data (release 3.1), che ben ne conosce i bachi... tutt'ora utilizzo Indesign solo quando vi sono costretta trattandosi di volumi in coedizione creati da altri.
Mi sta bene la concorrenza: la cosa che però mi disturba davvero è che mamma Adobe sembra diventata intoccabile e infallibile.
Chiunque provi a evidenziare qualche grave mancanza dell'emerito concorrente viene subito messo a tacere con affermazioni tipo "quello che tu chiedi non si deve più usare".
Faccio un esempio: per le coedizioni internazionali spesso bisogna fornire un pdf in separazione con il solo inchiostro del text black.
Questo con Indesign NON è possibile, in quanto è stata disabilitata l'opzione "stampa pagine bianche" quando si esce in separazione. (Cosa che col buon vecchio Xpress si faceva senza problemi.)
Postando il problema in un forum, che peraltro rispetto molto, non ho avuto altra risposta che "è un metodo educativo di Adobe perché non bisogna più usare pdf in separazione".
Grande! Glielo spiegano loro all'editore americano che aspetta i file dal fornitore e non vuole sapere altro?
No, e ovviamente il doppio lavoro ricade sull'utente: il trucco c'è sempre. Basta mettere manualmente un puntino in textblack in tutte le pagine prive di testo, così escono tutte nell'impaginato, poi riaprire il file in Acrobat e cancellare tutti i puntini.
Comodo no? Ma dove va a finire la teoria sul "numero di click risparmiati per ogni singola operazione"?
E qui non si tratta di un baco, bensì (peggio) di una scelta, di per sé inspiegabile, che danneggia solo gli utenti finali.
Non parliamo poi del modo delirante di gestire le note a piede pagina.
Inviterei tutti coloro che esaltano questa grande novità a lavorare come me con file in svariate lingue europee, in cui gli autori dei testi hanno inserito le note nei modi più fantasiosi e difformi.
Diventano praticamente ingestibili - vengono importate in parte sì e in parte no, con numerazioni improbabili: unica soluzione, rifare a mano tutti gli inserimenti nel file word originario con taglia-incolla dei testi, oppure (come ho fatto spesso), importare il testo in Xpress e poi riesportarlo con le note trasformate in semplice testo...
Insomma, la gestione note è perfetta in un mondo ideale dove tutti gli autori usano perfettamente word, e creano file puliti.
Ma purtroppo quel mondo ideale non è di questa terra.
In conclusione: viva la pluralità (ottimo Indesign per pannelli di mostre e grafica più raffinata), ma apriamo gli occhi e scegliamo gli strumenti per quello che davvero valgono e per lo scopo a cui sono più adatti, non perché sono di moda e qualcuno riesce a farci credere che comprando un nuovo programma di grido diventiamo tutti grafici provetti in un batter d'occhio!
Scusate lo sfogo.

CyberLuke ha detto...

Grazie Daria, adoro il tuo intervento. ;)

myra ha detto...

Per cortesia qualcuno sa' dirmi come fare salvare un documento di xpress 9 nella versione 8?

CyberLuke ha detto...

@Myra: devi scegliere "Esporta" dal menù, non "salva". ;)

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