lunedì 10 gennaio 2011

Di ritorno (1)

Ogni volta che arriva il momento di smontare alberi di plastica, lucine intermittenti, agrifogli in PVC, palline, coccarde e carte metallizzate, a casa mia e fuori, il sottoscritto va in down.
"Ecco, è passato anche quest'anno, e io non sono riuscito a fermarlo", penso, e se ora – in questo esatto momento – cerco di rievocare mentalmente il giorno di Natale, questo mi sembra già lontano secoli, niente di più di un sogno, un'illusione, un intermezzo troppo breve schiacciato tra dodici mesi d'ordinarietà.
Per prolungare al massimo l'illusione della festività ho dunque preso un giorno di ferie e, come tanti, ho approfittato del ponte... partendo per Torino, alla volta della sempre nutrita fazione di amici sabaudi, che anche stavolta mi hanno riservato un'accoglienza calda e gradita come una coperta di pile sulle spalle in una giornata di gennaio senza più lucine colorate.
E ora, qualche impressione di viaggio.
Scelgo di partire con un Intercity, un treno anacronistico in un proliferare di freccerosse wannabe-Concorde (nell'aspetto e nel prezzo del biglietto). È il solo disponibile nella mattinata del 6 gennaio, è vecchio, sporco, superato e ci impiega sette ore per coprire la distanza Roma-Torino.
Ma è anche il modo migliore di viaggiare.
Ha ancora gli scompartimenti, quelli isolati acusticamente dal resto della carrozza in modo che tu non debba ascoltare tuo malgrado la conversazione telefonica di quello seduto dodici posti più in là, i sedili sono una volta e mezzo quelli di un Eurostar e non ci sono continui, inutili, irritanti annunci dall'altoparlante che ti danno il benvenuto a bordo e ti dicono che il treno sta partendo o si sta fermando, quando non ti prendono proprio per il culo (grazie per aver scelto Trenitalia, come se ci fossero altre compagnie ferroviarie fra cui scegliere).
L'Alta Velocità, date retta a un idiota, è un falso mito.
Arrivare in quattro ore e mezzo piuttosto che in sette cosa cambia? A meno che non abbiate una riunione di lavoro, ma allora presumibilmente viaggerete in aereo (e anche quello, comunque, vi sarà pagato dall'azienda), tutta questa fretta, pensateci bene, non è necessaria.
In sette ore mi sono rilassato, ho sonnecchiato, ascoltato musica, navigato sull'iPad, letto una buona parte di Notte buia, niente stelle, mi sono incantato passando davanti la riviera ligure, ho sognato davanti il paesaggio innevato tra Alessandria e Asti, ho chiacchierato con l'unica occupante del mio scompartimento (una signora di settant'anni che andava a trovare i nipoti e che non vedeva l'ora di rivedere).
Ho inviato e ricevuto email e SMS, non ho mai guardato l'orologio e quando, intorno le cinque e mezza del pomeriggio, il treno è scivolato nella stazione di Porta Nuova senza un minuto di ritardo, ero fresco, riposato e pronto alla conquista di Torino.
Solo un appunto: questo.
Quello che state guardando non è solo lo stato in cui versava il gabinetto della mia carrozza, la numero sette dell'Intercity 501 per Torino Porta Nuova, no.
È lo stato tipico in cui versa qualsiasi gabinetto di un treno italiano. Perché il problema, e lo sapete anche voi, non è il treno, ma chi lo usa, cioé io, cioé voi. E anche di Trenitalia, che coi soldi che becca per il mio biglietto potrebbe e dovrebbe pagare un poverocristo che, una volta l'ora e firmando il foglio come si fa nella più pidocchiosa delle tavole calde in America ad esempio, passa a dare lo straccio e una botta di lisoformio.

Ad ogni modo, eccomi a Torino.
E, aspettando Claudia, faccio in tempo a cogliere due frammenti di real life.

Real life, frammento 1
Scesa dal mio treno, c'è una ragazza, diciamo, uh, sui venticinque anni, che, come me, se ne sta lì in testa al binario ad aspettare visibilmente qualcuno.
A un certo punto, la vedo illuminarsi in un gran sorriso e guardare davanti a sé. Blandamente incuriosito, mi volto nella direzione del suo sguardo e vedo arrivare un tipo, diciamo, uh, sui sessanta, impermeabile e cane da caccia al guinzaglio.
Suo padre, suggerisce automaticamente la mia testa, o anche (volendo) un suo vecchio zio.
Invece no. I due si abbracciano e iniziano a slinguazzarsi come lontre in calore.
Appunto per me: mai trarre conclusioni scontate.

Real life, frammento 2
Si incontrano, più o meno in testa al mio treno, una donna con un pacco in mano in carta viola metallizzata e altre due che invece sono a mani vuote.
Si salutano, baci, abbracci. Poi quella col pacco lo dà a una delle altre due, che lo apre subito. Dentro c'è una scatola da scarpe, e dentro, sbircio, ci sono un paio di scarpe da ginnastica.
Non sono un esperto del genere, quindi me ne disinteresso quasi subito. Ma vedo la tipa fare un gran sorriso e ringraziare calorosamente. Altri baci, altri abbracci, altre chiacchiere, poi i due gruppetti si separano.
Quella che ha ricevuto le scarpe passa vicinissimo a me e la sento dire all'amica, distintamente: ammazza che zozzeria ste scarpe, mò le butto nel primo cassonetto.
Appunto per me: se vuoi fare un regalo a qualcuno di cui magari non hai inquadrato bene i gusti, è meglio che ti astieni.

23 commenti:

Uapa ha detto...

Mannaggia la peppa, l'ultima parte del post mi sta facendo scompisciare dalle risate e qui davanti c'è un'ospite in attesa di parlare con un tale dell'ufficio! XD
Per quanto riguarda la pulizia dei treni Italiani... Mi ricordo chiaramente la differenza tra la parte Italiana e quella Austriaca di treno, di ritorno da Vienna... Al confine ci hanno fatti traslocare, perché i loro vagono, fortunatamente, non possono entrare nel nostro territori!
Il treno con gli scompartimenti è adorabile e in effetti se non hai tutta questa urgenza, l'intercity è molto meglio dell'alta velocità (che comunque tra ritardi e guasti...)... Però una volta ho pensato bene di prendere un interregionale per arrivare a Pavia: una fermata ogni singolo minuscolo centro abitato che abbiamo incontrato sulla strada, niente scompartimenti ed una coppia di gemelli di otto anni indemoniati cme satanassi! °_°
Bentornato e buon inizio anno :-)
Ora torno a preoccupami dei regali non graditi >.<

Ariano Geta ha detto...

Oh, bentornato! Il viaggio in treno è sempre un rischio, ma per passare un week end piacevole vale sempre la pena di rischiare.

Simone ha detto...

Bel racconto. I bagni dei nuovi treni superveloci sono pulitissimi... sarà per quello che i biglietti costano uno sproposito? ^^

Simpatico il racconto delle scarpe. Certo è che per i regali magari bisognerebbe solo pensarci un minimo. Voglio dire: regaleresti mai un paio di scarpe a una donna, convinto di aver preso qualcosa che le piace? Pupazzetti e cioccolatini saranno più banali ma almeno non li buttano via... o almeno spero ^^.

Simone

barbara ha detto...

In genere, a una donna le scarpe piacciono, ma noi siamo alquanto schizzinose: guai a comprarci il paio sbagliato. :P
La tizia, però, non è stata il massimo dell'educazione...

Il real life 1 è più diffuso di quanto non sembri: bisogna solo coglierlo, ed è socialmente sempre più accettato (parlo della grossa differenza d'età tra uomo e donna), seppur spesso più in un senso (lui più anziano) che nell'altro (lui più giovane).
Però, non c'è niente di male... no? ;)

Ettone ha detto...

Grande real life...

Unico appunto... La prossima volta scendi qualche oretta in Alessandria, un caffé e una chiacchierata non fa male ;)

BUON ANNO

Taka ha detto...

oh si, l'intercity è bellissimo... quando è vuoto!
quando è pieno come un uovo che la gente si metterebbe anche sui poggia-bagagli ti trovi a rimpiangere ogni singolo centimetro dell'eurostar-posto-garantito-garantito. (il doppio garantito non è un lapsus :D )

comunque diventano merce sempre più rara, rispetto agli eurostar city. :-/

CyberLuke ha detto...

@Taka: beh, basta prenotare. ;)
Sull'Eurostar non ci sali neanche se non hai la prenotazione del posto, ma sull'Intercity una speranza ce l'hai.
@Uapa: buon inizio anche a te, anzi, a tutti voi.
Non ho mai viaggiato su treni austriaci, ma tedeschi, francesi, inglesi e belgi sì. E i confronti... beh, sono sempre impietosi. E io ancora che mi chiedo: ma perché? Siamo davvero peggiori di tutti gli altri?
@Simone: i bagni degli Eurostar vengono puliti esattamente quanto quelli degli Intercity: e cioè, una volta prima della partenza. Magari io sono stato sfortunato, o tu sei stato fortunato. Ma, come diceva Elio, propenderei per la seconda ipotesi.
@Ettone: ma se nun ce stai mai! Scommetto che se ti cdicevo "passo da quelle parti" mi rispondevi: eeeehhh no, sai, Cyber, devo fare delle foto alla cassetta del criceto di una mia amica che però fa la modella e poi bla bla... ;)

Baby ha detto...

Purtroppo i bagni dei treni sono da sempre uno schifo, perchè non abbiamo il rispetto per chi viene dopo.
Tanto per farti un esempio, io avevo un locale pubblico e non ti dico cosa trovavo nel bagno alla sera... e posso dirti che quelli più maleducati e sporchi sono proprio quelli che fanno i commenti su certe persone, per come si vestono, come parlano ecc... gli stessi che usano le pattine a casa e fuori farebbero schifo a un cane.
E Trenitalia ci mette del suo, una volta ho fatto da Genova a Firenze senza poter andare in bagno perché erano tutti fuori uso.

Gloutchov ha detto...

In tanti anni che viaggio in treno, sai, questa è la prima volta che vedo come sono fatti i bagni. Li ho sempre evitati e... la tua foto è esemplare! :D

sekhemty ha detto...

Anche io sono d'accordo sull'inutilità del freccia rossa e simili.
Lo scorso autunno sono dovuto venire a Roma da Bologna in un paio di occasioni, ed ho viaggiato in Intercity anche io. Ci ho messo sulle tre ore e mezzo, e il viaggio me lo sono pure goduto.
Ho speso la metà, e comunque i viaggi in treno sono belli anche per tutta le gente con cui ti capita di viaggiare insieme.
Da questo punto di vista preferisco la compagnia di persone "normali", studenti, gente che va a trovare i parenti, gente che torna a casa, gente che va a spasso, piuttosto che dei manager incravattati che pensano al sacro business.
Finisce che ti ritrovi, anche tuo malgrado (ma il bello a volte è proprio questo) dentro a storie che lì per lì ti paiono assurde ma che sono la vita quotidiana di gente diversa da te.
Quando viaggio in treno, capita molto di rado che non incontri nessuno che mi fa fare almeno un sorriso sotto i baffi.

Taka ha detto...

Cyb:
a meno che non siano cambiate le cose, l'eurostar in caso di pienone vende biglietti con posto non garantito (che significa che ti fai il viaggio in piedi di fianco ai cessi >_>).
a parte questo, sulla differenza di garanzia del posto mi riferivo a questo: se l'eurostar è pieno e il tuo posto è occupato da qualche poveretto è un attimo a farlo alzare dicendo che il posto è tuo, se la stessa cosa succede sull'intercity con gli scomparti, hai voglia a fare schiodare la famigliola che va in vacanza (ammesso e non concesso che tu riesca ad arrivarci fino allo scomparto con la gente bivaccata in corridoio! :D )

Fra ha detto...

bentornato luca!
le scarpe non le regalerei nemmeno alla mia migliore amica, a meno che non sapessi esattamente quale paio di scarpe vuole (marca e modello!) in quel momento!
sui gabinetti dei treni, ho dieci anni di testimonianze e a quanto pare nulla è cambiato...

Ferruccio gianola ha detto...

Da molto non viaggio in treno. L'ultimo viaggio in ferrovia l'ho fatto nell'autunno del 2009, in Freccia Rossa, però quello che cogli in un viaggio, come tu hai raccontato, è sempre interessante:-))
bion anno eh

Ettone ha detto...

e invece caro mio, il 6 ci sarei stato... effettivamente il 5 ero a Ferrara e il 7 ho fatto foto ma non ad una cassetta del criceto, ma il 6 sarei stato libero... Tiè!!!!

E comunque se l'avessi saputo prima anche il 7 mi sarei potuto liberare... ;)


Fatti vivooooo...

Alberto Camerra ha detto...

Viaggiare sui treni non è male, sempre che si eviti di fare un salto nei gabinetti.
;D

Dama Arwen ha detto...

Io ritengo che il tempo sia la cosa più preziosa che abbiamo, per cui, soldi permettendo 8che io non ho) preferisco di gran lunga sprecare 4 sole ore della mia vita che 7 per viaggiare.

Specie se uno ha poche ore da dedicare al luogo/persona in/da cui si sta recando.
Inoltre gli Intercity mi fanno schifissimo per le condizioni in cui versano...

Cmq quoto Taka! XD


La parte finale del post mi ha fatto ammazzare dal ridere, però!

Angel-A ha detto...

Se invece di essere scarpe da ginnastica erano scarpe col tacco, però, ci facevi più caso, eh?... ^____^
Bentornato!!

CyberLuke ha detto...

@Ettone: sicuramente, ma per via di quegli oscuri movimenti del Fato, se ti avessi paventato la possibilità ti sarebbe capitato qualcosa di inderogabile da fare: garantito. ;)
@Dama: perché sprecate? Sono ore per te.
Fosse per me, starei sempre in viaggio a non fare un tubo e a guardare fuori dal finestrino con lo sguardo estasiato.
@Alberto: beh, sette ore puoi tenerla. Con un po' di autodisciplina.
@Angel-A: probabilmente. Cmq stai parlando con uno che non distingue una Reebok da una Nike, e che è convinto che le New Balance siano ineleganti pezzi di tela e cuoio con una "enne" sopra e stilizzata pure a cazzo.

Dama Arwen ha detto...

@ sekhemty : il mondo è bello perché è vario... la cosa più odiosa del treno (metropolitana, aereo ecc) è proprio il dover stare a contatto con altra gente!
Avessi i soldi, e dovessi viaggiare, per esempio in treno, prenderei solo il posto singolo in prima classe!!! mamma mia!

Beati voi che potete sprecare le vostre ore di vita viaggiando -.-

Ettone ha detto...

Nuuu, giuro non è così, anzi, sai bene che mi farebbe piacerissimo rivederti... L'anno appena trascorso non è stato tra i più positivi per me a livello di tempo, apertura creativa e felicità e questo ha contribuito e non di poco a dover limitare o a VOLER limitare gli incontri, le uscite e gli scambi sociali... Ma credimi che mi farebbe realmente piacere rivederti... e anzi... se il lavoro me lo concederà penso farò appena possibile un salto dalle tue parti... ;)

Roberta la Dolce ha detto...

Ma l'asse del gabinetto dell'Intercity l'hai staccata tu per la foto?... O___o

CyberLuke ha detto...

Ma certo che no!
Ma come ti viene??? :DDD

Alessandra ha detto...

W le ferrovie inglesi, più care ma pulite ed efficienti. Quella tratta lì l'ho fatta tante tante volte quando da adolescente andavo a trovare il fidanzatino di allora a Roma ma come ben sai non sono un'amante del treno e appena ho cominciato a lavorare o optato per l'aereo. Cmq chi regala un paio di scarpe da ginnastica? Mah

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